breve di cronaca
Ehi, prof!
DocentInclasse.it - 26-03-2007
Sta facendo molto rumore la proposta di Pietro Ichino di destinare una parte consistente del "tesoretto" derivante dal boom delle entrate fiscali al "risarcimento economico e morale" di una categoria come quella degli insegnanti "mortificata da anni di indifferenza e di umiliazioni". Il noto giuslavorista ritiene sia arrivato il momento di adeguare finalmente gli stipendi dei docenti italiani alla media dei loro colleghi europei. "Solo dopo aver portato gli stipendi dei docenti a livelli dignitosi si potranno studiare forme di differenziazione retributiva legate al merito".

Il professor Ichino, che nei mesi scorsi aveva condotto una clamorosa campagna contro i fannulloni della scuola a partire dall'ormai famigerato caso del "professor M", ha quindi fatto pubblica autocritica, ammettendo di essere entrato in crisi leggendo l'articolo di Renza Bertuzzi " Costi della scuola costi della politica" apparso su Professione Docente, dove la direttrice del periodico della Gilda, citando dati inconfutabili del Sole24ore, affermava che il tasso di assenteismo tra gli insegnanti si colloca molto al di sotto della media del pubblico impiego. Ichino ha addotto a sua parziale giustificazione il fatto che il rapporto del Sole24ore gli era sfuggito perché la preziosa pagina era stata mangiata da Aristofane , il suo adorato ma intemperante Labrador.

L'improvvisa palinodia del professor Ichino ha messo in agitazione il mondo politico, sindacale e mediatico che ruota attorno alla scuola. Il CIDI e la Filc-Cgil hanno emesso una durissima nota congiunta in cui si stigmatizza l'uscita del professor Ichino e si ribadisce che "la questione dei soldi è mistificatoria, i problemi degli insegnanti sono ben altri". Il professor Francesco Giavazzi, in un infuocato editoriale che apparrà domani sul Corriere della Sera afferma che non è in questo modo che si può innescare un processo innovativo della scuola, servono invece "meritocrazia e buone scuole". Un'agenzia dell'ultima ora, peraltro non ancora confermata, riporta la profonda indignazione dell'associazione TREELLLE, il cui presidente, Attilio Oliva, avrebbe annunciato uno sciopero della fame a oltranza nel caso l'esecutivo dovesse accogliere la proposta del professor Ichino di portare gli stipendi dei professori italiani a tremila euro mensili.

Redazione docentInclasse.it

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 vb    - 01-04-2007
Nella scuola siamo tutti alla ricerca di indicatori oggettivi che ci consentano di valutare il nostro lavoro.
Quello dello stipendio del personale del comparto scuola (insegnanti ma amche dirigenti e personale ATA) è l'unico vero indicatore del "credito sociale" della scuola. Un indicatore oggettivo.
E' sconcertante vedere che i media parlano dell'assenteismo degli statali (scopo e "mandanti" delle notizie sembrano facilmente individuabili) come se dietro alle assenze non ci fosse alcuna responsabilità di altri: i medici che certificano? Le ASL che non verificano? Gli avvocati che difendono in caso di contenzioso? I sindacati che anzichè rivendicare stipendi credibili barattano i contratti con mille possibilità legittime di assenza che i furbi, visto quanto precede, sfruttano a fondo...gli altri (quasi tutti) non utilizzano...
Come dimenticare che intorno agli anni ottanta c'era stata una rivalutazione del valore economico degli stipendi dei docenti che grazie a certa azione ("concertazione" ?) è stata vanificata?
Con sindacati che spiegavano alla categoria la conquista di un nuovo contratto che eliminava gradoni e prevedeva compensi "una-tantum" per gli sfavoriti...
Come cancellare la certezza che i grandi sindacati che raccolgono più categorie avallano una graduatoria dove il compenso per gli insegnanti è parametrato a quello del portalettere o del dipendendente dell'ente locale.
Come dimenticare quel burocrate (forse Cassese?) che anni fa si prese la briga di spiegare al Paese tutti i vantaggi degli statali? (...e mia cognata, impiegata di banca, scala le spese mediche, quelle dei libri, ha a disposizione alloggi in località amene, facilitazioni sul conto, ... come me tanti altri oltre alle "notizie" hanno "la vita"...
Come cancellare l'impressione che poco dopo quello della sanità anche quello dell'istruzione stia diventando un grande mercato dove pochi guadagneranno e tanti perderanno?
Come continuare a credere che due schieramenti politici che nella sostanza hanno politiche che differiscono solo rispetto ad alcuni slogan possano trovare al loro interno la forza per riflettere ancora sulla sostanzsa di due diverse visioni della società, smettendola entrambe di rincorrere quel 20% di voti orientati da ben note gerarchie ?
Come dimenticare che in fondo siamo fortunati perche "abbiamo tempo indeterminato" ...sul contratto.

AIUTO (mi scuso per la forma...scritta di getto con stretta allo stomaco....)

 renzo stefanel    - 01-04-2007
ottimo pesce! :))