breve di cronaca
Ditemi la verità ...
Repubblica.it - 10-03-2007
Lettera aperta di uno studente napoletano sui temi del disagio e del bullismo". Ma quello che ho scritto interesserà a qualcuno anche se non fa spettacolo?"

"Non picchio i compagni e amo la scuola ditemi la verità: non sarò mica un folle?"

Mi presento, il mio nome e Giuseppe Rosario Esposito sono un ragazzo napoletano, uno di quelli che ha la fortuna di poter andare a scuola, un ragazzo come tanti, uno di quelli che può sedersi di fronte ad un Pc per scrivere una lettera che probabilmente sarà ignorata poiché non fa abbastanza "Spettacolo". Non siamo forse nella società dello spettacolo ad ogni costo?

Ed allora guardando la televisione leggendo i quotidiani, non sento che parlare della "Non scuola" , non leggo altro che articoli interminabili sull'ennesimo video caricato su YouTube che riprende chissà quale altro atto di vandalismo o di bullismo.

Si parla solo di questa "non scuola" che ormai sembra aver preso il sopravvento su tutto e tutti!

E la scuola? Quella vera, quella dei ragazzi che scrivono per far sentire la loro voce, quelli che in centinaia e centinaia parlano della "scuola che c'é" su di un forum on-line di cui nessuno ha scritto, quelli che si interessano dei reali problemi dei sistemi di istruzione, quelli che hanno deciso di creare un manifesto europeo degli studenti

Che fine ha fatto quella scuola? Indubbiamente è più spettacolare far parlare di sé piuttosto che parlare di sé. Allora forse più che scrivere una lettera, dovrei filmarmi con uno di quei videofonini mentre riempio di botte qualche insegnante. Non lo so! Forse sono un folle se penso che a qualcuno importerà questa lettera, sono un sognatore nel cercare ogni mattina sui titoli dei giornali "la scuola che c'è" restando puntualmente deluso da quei caratteri cubitali

Forse dovrei già sapere che nessuno risponderà a questa lettera. E forse mi dovrei abituare a non sapere cosa sono gli obbiettivi di Lisbona 2010, in fondo cosa importa! So cos'è YouTube. Ma scusate se non posso fare a meno di sognare


GIUSEPPE ROSARIO ESPOSITO

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 Giuseppe Aragno    - 11-03-2007
Caro Giuseppe Rosario, sono napoletano come te e apprezzo fino in fondo quello che scrivi con l'amarezza di chi si sente tradito e il coraggio della giovinezza.
Più o meno sì, sei un folle e va bene così. Se, col passare degli anni conserverai, come spero, voglia e capacità di lottare contro i luoghi comuni e gli stereotipi, se avrai animo per continuare a remare controccorrente, se rimarrai fedele alle tue idee, beh, allora mettilo nel conto: la tua vita non sarà rose e fiori. Botte ne prenderai, rospi ne ingoierai e spesso ti troverai a fare i conti con l'amarezza e con la delusione. Non è vero che non farai spettacolo. No, tu lo farai, come oggi già fai, e qualcuno talvolta ti dirà che è un bel vedere. Spettatori però ne avrai sempre pochi e meno che poche saranno le soddisfazioni. Mettilo nel conto: ti capiterà di passare dalla "non scuola" che, come scrivi ormai sembra aver preso il sopravvento su tutto e tutti, ad una sorta di non vita. Come per la scuola, anche nella vita pochi si accorgeranno di quelli che, come te, penseranano con la propria testa, avranno l'animo di far sentire la loro voce e si impegneranno per costruire un mondo migliore. Tu, e quelli come te, però, quelli dei forum, dei manifesti europei, delle lotte che verranno imparerete a sorridere e non sentirete la mancanza di quello che chiami spettacolo. Voi avrete per teatro la vita che vivrete e vi conforterà alla fine l'idea che non l'evrete sprecata. Da vecchi porterete i segni di molte sconfitte, ma coltiverete speranze e non sarete soli: non lo sono quelli che conservano i sogni e gli ideali della loro giovinezza. Avrete rimpianti, ma non vi sentirete mai sopravvissuti a voi stessi, perché non avrete vissuto per apparire. Voi sarete "stati". Tu sarai stato. Non c'è miglior augurio che un vecchio possa fare a un raggazzo: vivi come ti pare giusto e farai il viaggio di un viandante che non accetta di fare percorsi da turista. Un bel viaggio. Ma questo tu forse lo hai già capito. Coraggio, quindi. Lo spettacolo lascialo a gli altri e va per la tua strada. Sei un ragazzo fortunato: la follia è un dono degli dei. Un rarissimo dono.

 laura giovine    - 11-03-2007
La scuola silenziosa dei ragazzi che studiano e sono impegnati in attività culturali, sportive, e altre non interessa più a nessuno. I quotidiani, schievi della tiratura e del politico di turno, dimenticano che ogni anno migliaia di ragazzi italiani partecipano a programmi europei, vincono premi internazionali su discipline scolastiche come la filosofia, le scienze, l'astronomia, l'inforatica e guarda caso anche il latino. Sì, il latino, questa materia dimenticata ma che ancora viene studiata nei licei della non riforma e che appassiona fasce di studenti. Poi ci sono video clip girati dai ragazzi e fotografie scattate, ma non agli atti vandalici, ma alle bellezze della nostra nazione, dimenticate magari in mezzo a cumuli di spazzatura. Allora, signori giornalisti, vogliamo anche indagare e pubblicizzare le eccellenze della scuola italiana? i docenti che guidano questi ragazzi a costo anche di sacrifici personali? spesso i migliori per realizzare i loro eccellenti prodotti devono essere seguiti fuori dell'orario scolastico per ore ed ore, ovviamente gratis perchè nelle casse miserrime della scuola non ci sono abbastanza soldi.I soldi servono sempre e solo per il recupero dei negligenti, per combattere il bullismo, per togliere dalla strada i ragazzi più sfortunati. Ma quelli che studiano, quelli che passano ore sui libri per approfondire, quelli che vincono i concorsi devono avvalersi solo della buona volontà di qualche docente al di sopra della media, che aiuta gratis lo studente, compra con il proprio stipendio materiali didattici sui quali può prepararsi per affrontare le competizioni.