breve di cronaca
Sciopero generale?
Orizzonte Scuola - 06-03-2007
Ritardi nell'apertura del tavolo contrattuale, risorse specifiche mancanti, memorandum sulla scuola: sono i tre punti centrali di un documento unitario dei sindacati confederali della scuola inviato oggi al presidente del Consiglio dei ministri, Prodi, ai ministri della Pubblica Istruzione, Fioroni, dell'Economia, Padoa Schioppa, della Funzione Pubblica, Nicolais e al presidente dell'Aran, Massella.

Una protesta, quella del mondo della scuola - spiegano i sindacati - che giunge in risposta a ritardi e silenzi. Il contratto è scaduto dal 2005 e a tutt'oggi non sono state aperte le trattative per il rinnovo. Le risorse, finalizzate alla valorizzazione del personale docente e Ata, aggiuntive e previste da precise norme di legge, non sono state ancora certificate e non è partito il confronto sul memorandum specifico previsto nel testo siglato il 18 gennaio scorso tra Governo e Sindacati.

Sciopero generale che, se non ci saranno risposte da parte del Governo, si terrà il 13 aprile per fare in modo - aggiungono Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola - che il contratto venga firmato prima della fine dell'anno scolastico, che l'istruzione, il sapere, la scuola siano considerati settori di investimento, e condizioni indispensabili per lo sviluppo del Paese e la coesione sociale.

FLC CGIL - CISL SCUOLA - UIL SCUOLA
Enrico Panini - Francesco Scrima - Massimo Di Menna

Il documento unitario

FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Romano Prodi

Al Ministro della Pubblica Istruzione

On. Giuseppe Fioroni

Ministero dell'Istruzione

Viale Trastevere, 76/A

Roma

Al Ministro dell'Economia

Tommaso Padoa Schioppa

Al Ministro della Funzione Pubblica

dott. Luigi Nicolais

Dipartimento per la Funzione Pubblica

Corso Vittorio Emanuele, 116

Roma

Al Presidente dell'Aran

Agenzia per la rappresentanza

negoziale delle pubbliche amministrazioni

dott. Massimo Massella

Via del Corso, 476

Roma

Oggetto: comparto scuola statale. Ritardi nell'apertura del tavolo contrattuale. Risorse specifiche mancanti. Memorandum sulla scuola. Avvio delle procedure per la proclamazione dello sciopero generale.

Egregio Signor Presidente del Consiglio, Egregi Ministri, Egregio signor Presidente dell'Aran,

vi informiamo che nella giornata di oggi abbiamo formalmente confermato lo stato di agitazione del personale della scuola e abbiamo dato l'avvio alle procedure di Legge per arrivare alla proclamazione dello sciopero generale del comparto che si collocherà, in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione, il 13 aprile 2007.

Il Contratto Collettivo Nazionale è scaduto dal 31 dicembre 2005 e a tutt'oggi non sono state aperte le trattative contrattuali. La protesta del mondo della scuola è finalizzata a superare il silenzio e i ritardi, è conseguente alla mancata certificazione delle risorse, finalizzate alla valorizzazione del personale docente e Ata, aggiuntive e previste da precise norme di legge, è per denunciare il grave ritardo che ormai si registra nell'avvio del confronto sul memorandum specifico previsto nel testo siglato il 18 gennaio scorso fra Governo e Sindacati.

La nostra protesta è tanto più forte e determinata perché il contratto, le risorse e la definizione di un quadro di scelte condivise, come solo può nascere da un testo definito fra parti sociali e governo, rappresentano esigenze fondamentali dei lavoratori, per altro in una situazione nella quale il biennio economico 2006 - 2007 volge rapidamente al termine.

Vale la pena di ricordare che le scriventi Organizzazioni sindacali rivendicano da tempo l'avvio del negoziato.

Infatti, dopo aver disdettato il CCNL 2002 - 2005 nei termini di legge, FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola hanno sollecitato già dal mese di settembre 2006 l'apertura delle trattative contrattuali e, più recentemente, il 14 febbraio u.s, hanno inviato formalmente all'Aran una prima piattaforma con gli obiettivi contrattuali 2006 - 2007 e l'indicazione delle priorità manifestando così la scelta di voler avviare rapidamente la trattativa..

Le "Linee guida" da noi inviate rappresentano una essenziale proposta per un rinnovo contrattuale in grado di dare risposte di qualità alle attese del personale della scuola.

Ad oggi, dopo aver ripetuto con chiarezza anche nell'ultimo incontro al Ministro Fioroni le nostre rivendicazioni, nessun confronto è ancora avviato.

Di questo passo il rinnovo contrattuale di un milione di persone rischia di slittare di fatto al termine del biennio, ipotesi per noi inaccettabile.

Sulla definizione delle risorse economiche aggiuntive agli stanziamenti previsti per tutti i comparti del Pubblico Impiego con le Finanziarie per il 2006 e per il 2007, indispensabili ai fini del rinnovo, non c'è stato alcun riscontro.

Al riguardo ricordiamo che diverse Leggi Finanziarie hanno stanziato risorse economiche aggiuntive per le annualità riferite all'attuale quadriennio contrattuale per il contratto scuola derivanti, fra l'altro, dalla certificazione dei minori costi per gli organici.

I minori costi si sono effettivamente registrati, il MPI ha documentato, come ci è stato riferito in più occasioni, la loro effettiva entità ma il Ministero dell'Economia non ha ancora certificato a distanza di mesi quanto dichiarato dal Ministero della Pubblica Istruzione stesso.

Oltre a queste devono essere prese in considerazione altre voci, ad esempio: gli stanziamenti già destinati al cd "tutor" con specifico Atto di Indirizzo e non utilizzati perché l'accordo sottoscritto definitivamente il 2 marzo u.s non prevede oneri. Per queste ragioni è necessaria una puntuale e tempestiva ricognizione di tutte le risorse disponibili per la contrattazione.

E' evidente, come abbiamo dichiarato in più occasioni ivi compreso durante l'incontro con i Ministri Fioroni e Nicolais dell'ottobre 2006, che tali risorse devono essere esplicitamente dichiarate disponibili per la contrattazione e che senza di esse non c'è trattativa contrattuale possibile.

Da ultimo, i sindacati di categoria ritengono inaccettabile che il confronto con il Governo, finalizzato a definire una intesa comune sull'insieme delle politiche per il sapere, a partire dalle scelte per la scuola, non sia ancora iniziato nonostante la firma del Memorandum sul lavoro pubblico, che prevede esplicitamente l'apertura di questo specifico confronto, risalga al 18 gennaio scorso.

L'Intesa richiamata è indispensabile per condividere scelte e priorità, per individuare tempi e risorse, per dare certezze e prospettive ai lavoratori del comparto e al Paese.

Il ritardo accumulato è ragguardevole e, di fatto, pregiudica per responsabilità unicamente del Governo la ribadita necessità che i rinnovi contrattuali avvengano all'interno di un contesto generale condiviso che rappresenti il riferimento per l'intero quadriennio contrattuale, in un contesto virtuoso in cui l'istruzione, il sapere, la scuola siano considerati settore di investimenti. Ciò anche al fine di riequilibrare l'andamento della spesa per l'istruzione rispetto al PIL.

L'apertura di questo confronto non è ulteriormente rinviabile e si dovrà misurare sull'insieme delle priorità da condividere per il sistema della scuola statale e per quanti vi operano. Sono necessarie scelte forti e coerenti decisioni sul versante delle risorse.
A tal proposito non può essere sottaciuto il dato emerso da un recentissimo studio dell'ISTAT che evidenzia come la spesa per l'istruzione negli ultimi 16 anni sia diminuita di oltre l'11% rispetto al tasso medio di incremento della spesa pubblica globale, perdita che lo stesso autorevole Istituto ha quantificato in 4,2 miliardi di euro all'anno.
Al riguardo, FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola mentre esprimono soddisfazione di fronte al fatto che i dati relativi ai conti pubblici registrano un deciso miglioramento rispetto alle previsioni intendono affermare la necessità che una parte di questo risanamento venga investita nella scuola per alleviare situazioni molto difficili sul versante della gestione delle singole istituzioni autonome e sulla contrattazione anche perché il lavoro di oltre un milione di persone nella scuola ha ricadute positive anche sulle politiche di sviluppo e di coesione


06 marzo 2007 - inviato da Francesca Ricci Uffico stampa UIL Scuola Segreteria nazionale

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 Verbale assemblea precari Modena    - 06-03-2007
L’Odissea dei precari della scuola e la tela dello Stato.

E’ di venerdì scorso la partecipatissima assemblea dei docenti precari della scuola, svolta alle medie “Ferraris” di Modena. A promuoverla due organizzazioni: l’associazione professionale Gilda degli Insegnanti e il CIPMO (Comitato degli Insegnanti Precari di Modena).

Oltre 230 docenti hanno discusso i temi caldi del momento: l’abolizione del superpunteggio di montagna, le nuove graduatorie ad esaurimento e le future immissioni in ruolo, paradossalmente abbinate ai tagli agli organici disposti dalla legge finanziaria.
Nel corso dell’assemblea anche momenti di forte passione e confronto sugli effetti della recente sentenza della corte costituzionale (n.11/2007), pronunciamento della magistratura che sconvolgerà per l’ennesima volta le graduatorie dei candidati alle supplenze.

“Lo stato ha sbagliato, lo stato paghi”, questa la posizione espressa dalla Gilda. Ma come?
Innanzi tutto allargando fin dal prossimo anno scolastico il contingente dei posti assegnati ai contratti a tempo indeterminato, rendendo cioè reali le 70.000 nuove immissioni in ruolo richieste dal ministro dell’Istruzione Fioroni al ministro dell’Economia Padoa Schioppa. Ma … considerati i tagli agli organici e la cronica penuria di fondi per la scuola dello Stato, sarà solo una manovra diversiva o esiste una decisa volontà politica di risolvere il problema ormai esplosivo del precariato? Un dato è certo: nella scuola senza stabilità non ci può essere qualità.

E per il grande disagio di chi, fidando in una legge dello Stato del 2004, ha subito ingenti danni economici, di chi ha dovuto lasciare la famiglia e i bambini piccoli, di chi ha preso in affitto una seconda casa in montagna per non essere scavalcato in graduatoria, per non perdere il treno del ruolo? Chi ne risponderà?

Per Ioannis Lioumis del CIPMO e per Robertino Capponcelli della Gilda di Modena la risposta deve arrivare dai politici, prima che dai giudici: “poiché il Parlamento ha ripetutamente e pervicacemente sbagliato votando una norma incostituzionale, istituisca ora un fondo per l’indennizzo patrimoniale delle vittime del punteggio di montagna”.
Ma il danno esistenziale, gli affetti trascurati e perduti, purtroppo, non sono più recuperabili né indennizzabili.
Gilda di Modena e CIPMO infine propongono per gli anni a venire:
• un contenimento dei posti riservati alla mobilità professionale dei docenti già di ruolo, così da favorire la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei docenti ancora precari;
• la diminuzione degli alunni per classe (come promesso prima delle elezioni), contro l’aumento invece previsto dai recenti atti governativi.
E’ bene denunciare che nelle già affollatissime ed insicure classi della scuola italiana l’aria si fa sempre più irrespirabile e l’aggressività e l’insofferenza giovanile aumentano in modo esponenziale. I recenti fatti di cronaca ne sono una chiara e drammatica testimonianza

Modena, 4 marzo 2007 Robertino Capponcelli, Gilda degli Insegnanti – Modena
Ioannis Lioumis, CIPMO (Comitato Insegnanti Precari di Modena)