Le alte sfere sono al corrente di queste situazioni?
Una docente precaria - 05-03-2007
Sono un'insegnante di una scuola "paritaria" (certo non per noi che continuiamo ad essere sottosottosottopagate!).

A proposito del mobbing credo che le situazioni che si verificano in questi istituti super ogni immaginazione... soprattutto al Sud, visto che, per scalare le ripide vette delle graduatorie permanenti, l'accumulo di punteggio grazie alle scuole private č un passaggio OBBLIGATO!. Vi faccio presente che queste "istituzioni", proprio per questa nostra necessitą, vivono in un delirio di onnipotenza e godono di una immunitą vergognosa! Otto ore di lavoro al giorno (refezione inclusa!), completa disponibilitą verso le famiglie degli alunni che per il solo fatto di pagare una retta pensano di poter pretendere "l'anima dell'insegnante-babysitter" ed altro ancora per ben 450 EURO MENSILI.

La mia domanda č questa: Le alte sfere sono al corrente di queste situazioni? Perchč i soldi della paritą non vengono versati sui conti nominativi degli insegnanti?

Vi ho scritto questa mia perchč ritengo che il mobbing e lo stress a cui siamo sottoposti quotidianamente debba essere di dominio nazionale, e vorrei tanto che si facesse qualcosa per evitare, non solo lo sfruttamento, ma anche la pressione psicologica che subiamo durante il ns lavoro, gią di per sč super carico di responsabilitą.

Distinti saluti
Lettera firmata da Napoli

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 Repubblica.it    - 05-03-2007
Un'inchiesta delle "Iene" su come vivono i "bracci destri" degli onorevoli. Dieci ore al giorno, per anni e anni, gratis o 800 euro al mese

Lavoro nero anche in Parlamento

Senza contratto 629 assistenti su 683

ROMA - Neanche in Parlamento si sfugge al lavoro nero. Sono 683 gli assistenti degli onorevoli. Lavorano in un posto di prestigio, passano le giornate tra le "stanze dei bottoni" e gli spostamenti dei loro assistiti, hanno contatti con "quelli che contano". Ma dietro tutto questo fumo c'č davvero poco di concreto: il 92 per cento di loro lavora in nero, da anni, per tante ore al giorno, senza una retribuzione regolare. In numeri: solo 54 su 683 hanno un contratto secondo le regole. L'inchiesta č stata portata avanti da "Le Iene", che sono riuscite ad entrare in possesso di documenti che testimoniano come funziona il lavoro dell'esercito di persone che aiuta gli onorevoli.

Ogni anno, per accreditare alla Camera i propri assistenti, i parlamentari devono dichiarare se lavorano a titolo oneroso - e quindi devono allegare un regolare contratto - o a titolo gratuito. Attraverso l'ufficio di presidenza della Camera, le Iene sono venute in possesso di questi documenti. Ne emerge un quadro disastroso. Sono ben 629, su un totale di 683, a prestare servizio senza aver mai firmato un contratto. Molti di loro sono laureati in attesa di trovare, tra un contatto e l'altro, qualcosa con cui poter svoltare.

Ma stare accanto al potere spesso significa non averlo ma esserne schiavizzati: come hanno testimoniato alcuni di loro, con il volto oscurato, ai microfoni delle Iene, le loro giornate lavorative variano da otto a dieci ore al giorno, con disponibilitą praticamente h24. Una vita che per alcuni va avanti cosģ anche da dieci anni, per ottocento euro al mese, nella speranza che un giorno qualcosa possa cambiare.

Durante il servizio che andrą in onda domani, intervengono anche vari parlamentari. Uno in particolare, spiegano gli autori, ammette davanti alle telecamere il lavoro nero in Parlamento. L'inchiesta č partita da una dichiarazione rilasciata diverso tempo fa da Casini che, da presidente della Camera, aveva spiegato, in seguito a un servizio delle Iene, la procedura per dare il badge agli assistenti. Il servizio di Filippo Roma, di cui č autore Marco Occhipinti, andrą in onda domani sera su Italia Uno.