Vale ancora l'articolo 3 per gli studenti disabili?
Rosanna Vittori - 28-02-2007
'Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge' ...'E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e ... impediscono il pieno sviluppo della persona umana ....' : è l'articolo 3 della nostra Costituzione. 'Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge' ...'E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e ... impediscono il pieno sviluppo della persona umana ....' : è l'articolo 3 della nostra Costituzione. Circa due anni fa, dopo una stagione caratterizzata da un elevato numero di ricorsi alla magistratura per i tagli agli insegnanti di sostegno, ci chiedevamo se questo fondamentale diritto valesse ancora. Ricordavamo allora che il nostro paese, proprio in forza di questo principio costituzionale, ha la migliore legislazione sul diritto all'istruzione dei disabili e garantisce all'handicappato, persona con il 'pieno' diritto a fruire dei Servizi dello Stato, il diritto fondamentale e primario all'istruzione. Veniamo all'oggi.
L'anno scolastico corrente si è aperto con i fatti clamorosi e vergognosi di Torino (il disabile picchiato e umiliato in classe dai compagni che poi diffondono in internet la bravata). E' proseguito poi con l'allarme-bullismo, fenomeno che, per sua natura, se la prende con i più deboli. A gennaio nella scuola di Ragusa hanno protestato studenti e famiglie per la presenza di un alunno disabile 'violento', ma a detta dei genitori le violenze le avrebbe subite anche lui.
C'è qualcosa che non va in tutto questo, evidentemente ....
Proviamo ad esaminare un aspetto del complesso tema dell'integrazione scolastica: la situazione degli insegnanti di sostegno. Ad un esame, nemmeno troppo approfondito, viene da chiedersi : ma gli italiani lo sanno che...?
Prima di tutto lo sanno quanto viene speso dalla scuola su questi insegnanti? Purtroppo non conosco la cifra, ma credo comunque che sia considerevole poiché in trent'anni (tanti ne sono passati dalla L517!) di insegnanti di sostegno lo stato ne ha pagati molti. Ma il punto non è questo; è che, tale cifra ancora oggi NON VIENE RITENUTA DA NESSUNO NEL MONDO SCOLASTICO UN INVESTIMENTO.
A questi insegnanti, infatti, la scuola chiede al massimo di 'badare'agli studenti disabili più gravi in modo che gli altri possano lavorare in pace, o di fare , per i meno gravi 'qualcosa' (spesso qualcosina), sempre legata alla sensibilità e disponibilità del docente. La cifra, dicevo, non ritenuta investimento, è nella migliore delle ipotesi considerata l'OBLAZIONE BENEVOLA di una società ricca nei confronti dei più bisognosi. Certe volte - è accaduto quando, ad esempio si percepiva l'incombere della mannaia del ministro o della finanziaria - in molti sentivano questo 'privilegio'sul punto di essere revocato.
Lo sanno, poi, quali sono le persone che decidono di fare l'insegnante di sostegno e perché lo decidono? Che formazione iniziale ricevono, quanta di questa è EFFETTIVAMENTE utile, quanta ne fanno in itinere (com'è dovuto per ogni professionista che si rispetti) e se viene incentivata? Lo sanno quanto conta la continuità didattica degli insegnanti di sostegno per la scuola? E quanto 'pesa' un insegnante di sostegno in un consiglio di classe (in un collegio docenti di una scuola superiore di Fermo si è discusso se l'insegnante di sostegno dovesse partecipare o meno agli scrutini!!!)?
Lo sanno per quanto tempo mediamente un insegnante di sostegno resta assegnato ad una scuola? E quanto sia esercitata in questo campo la tanto invocata 'autonomia' da parte dei dirigenti scolastici, o quanto piuttosto si trincerino dietro un apparato intricato e senza apparenti responsabili ( dove tutti comunque sono sempre pronti a scaricare il barile)? E come sono affrontate le questioni della gestione ordinaria, come, ad esempio la sostituzione del personale assente, lo sanno? Si potrebbe aggiungere molto altro ancora.
Faccio queste domande e spero che qualcuno risponda. Come spero che, col mio insistere, a qualcuno dei lettori almeno venga il dubbio che siamo nel pieno di una GRANDE IPOCRISIA.
Che, anche se nessuno lo dice tra coloro che hanno competenza e potere nel sistema della scuola, molti pensano CHE SAREBBE IL CASO DI RIAPRIRE LE CLASSI DIFFERENZIALI.
Così come i manicomi.
Quanti lo pensano tra coloro che dirigono il sistema e meglio di altri, dunque, conoscono i trabocchetti delle leggi sull'integrazione e la riluttanza del sistema? A giudicare da come si comportano, direi la totalità. In barba all'art. 3 della Costituzione. E in barba ai nostri soldi .

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 gagliardi miriam    - 04-03-2007
Gent.ma rosanna,
concordo sulla GRANDE IPOCRISIA che regna tra i benpensanti che fanno la politica scolastica e anche tra tanti altri. Dopo 20 e più anni di sostegno nella scuola media inf., PER SCELTA, sono convintissima che NON si possa parlare, in generale, di integrazione.C'è l'inserimento, certo , ma l'integrazione è un'altra cosa, specie quando l'handicap (mi irrita moltissimo anche tutta la retorica sul "nome") è grave.
Mi piacerebbe anche che tra noi si parlasse senza falsi pudori e con onestà dell e classi speciali: ho moltissimi dubbi, ma non sono convinta nemmeno che la situazione attuale sia la migliore, sempre pensando ai casi gravi.
Ciò detto , non rinnego di una virgola il mio percorso e le mie scelte e credo che una comunità civile è tale se sa farsi carico delle situazioni dei suoi membri più deboli.
Ho poche speranze, nell'attuale panorama; costretta a sorbirmi interviste a vescovi che pontificano sulle canzonette di s.remo e governi TUTTI uguali....
mi resta il mio rapporto con i miei piccoli grandi gioielli, a volte anche molto faticoso ma irrinunciabile!
miriam gagliardi ins. di sostegno vicenza

 francesca    - 05-03-2007
Cara Rosanna, concordo sull'idea generale d'ipocrisia nei riguardi del sostegno: della serie il bambini H è tuo e lo gestisci tu!: Questo purtroppo e spesso è il commento degli insegnanti curriculari.
Ma sta a noi insegnanti di sostegno che lo permettiamo o meno...
Così come per gli investimenti per la formazione sono a carico dell'insegnati non dello stato/ministero.
Queste sono alcune precisazioni che volevo precisare.
Un abbraccio
francesca