breve di cronaca
Burocrazia impazzita
Segnalazione da IL GIORNO di Lunedì 26 febbraio 2007 - CRONACA MILANO

Nei provveditorati ci sono 84mila domande inevase
Professori con le carriere in sospeso

di GIORGIO GUAITI

RISCATTO degli anni di università, ricostruzione della carriera, ricongiunzione fra versamenti a diversi istituti pensionistici: sono migliaia i lavoratori della scuola lombarda che aspettano da anni il riordino della loro posizione, indispensabile per definire l'ammontare della retribuzione e della pensione, diretta e di reversibilità.

Nei Provveditorati lombardi sono ancora giacenti 84.276 domande inevase. Tutte presentate prima del 1° settembre 2000, quando queste operazioni sono passate alla competenza dell'Inpdap, l'ente previdenziale del pubblico impiego.

A segnalare il problema è il sindacato lUniScuola. «Delle 84 mila domande giacenti - spiega Leonardo Donofrio, segretario della nuova organizzazione sindacale - circa 45 mila sono in carico del Provveditorato di Milano, 19 mila a Varese, 10 mila a Bergamo e le altre distribuite nelle altre province lombarde. Nel mare di richieste ci sono 14.656 domande di ricostruzione di carriera, vale a dire il computo dell'anzianità maturata nel periodo di servizio precedente l'entrata in ruolo: un calcolo fondamentale per la definizione della retribuzione del dipendente, docente o non docente, per tutta la sua carriera scolastica. Il che significa che poco meno di 10 mila persone aspettano la ricostruzione di carriera nella sola provincia di Milano». «A questo tipo di istanze - prosegue - si aggiungono poco meno di 40 mila (per la precisione, secondo i dati forniti dalla Direzione regionale scolastica, 39.968) domande di riscatto degli anni universitari, indispensabili per il calcolo dell'anzianità e quindi dell'età pensionabile, e 28.314 domande di ricongiunzione di versamenti fra Inps e Inpdap».

Nel 2000 - spiega Donofrio - queste operazioni sono passate, con successo, alla competenza dell'Inpdap. Ai Provveditorati invece è rimasto da smaltire l'arretrato, ma in due anni gli uffici provinciali sono riusciti ad evadere soltanto il 6 per cento delle domande giacenti. Di questo passo per completare l'operazione ci vorrebbero almeno 14 anni. L'Amministrazione pensa di dare un'accelerata alle operazioni garantendo un fondo di incentivazione per i dipendenti che se ne devono occupare, in sostanza potenziando gli straordinari, ma non c'è ancora il via libera del sindacato».

«Di fatto - aggiunge - succede che queste operazioni vengono effettuate soltanto al momento in cui l'interessato presenta la domanda di pensionamento. Così ci sono insegnanti che si vedono calcolare la retribuzione corretta, con gli arretrati derivanti dalla ricostruzione di carriera, soltanto al momento di lasciare il servizio. E sempre al momento del pensionamento vengono calcolate le trattenute necessarie a coprire il riscatto degli anni universitari. A volte, poi, succede che il decreto definitivo non è pronto neppure per il momento del pagamento dei primi mesi di pensione». E la conseguenza è che o il pagamento slitta oppure viene pagato un importo ancora provvisorio, da definire successivamente sulla base dei calcoli effettuati.

«IL PROBLEMA - conclude Donofrio - è che la devoluzione e il decentramento in Lombardia non hanno funzionato. Queste operazioni le avrebbero dovute garantire le scuole, che però non hanno a disposizione i fascicoli personali dei dipendenti, che stanno al Provveditorato e l'operazione diventa sempre più complicata. La questione dovrebbe essere affrontata a un tavolo sindacale, ma con La presenza delle organizzazioni della scuola, cioè di chi si trova a dover fare i conti con questo problema, non soltanto con i rappresentanti della funzione pubblica, cioè degli operatori che devono gestire la faccenda».


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