Con mirabile scelta di tempo
Giuseppe Aragno - 16-02-2007
Mancavano e ci sono. Deformata tragedia, memoria grottesca nelle moltiplicate memorie imposte ope legis o a forza di reiterate campagne mediatiche del neoliberalismo made in Italy, fatto di tricolori a stelle e strisce, di servi sciocchi e cavalier serventi, di antistatalisti al soldo dello Stato, di banchieri e di banche, di integralismo benedettino, cattolico, apostolico e romano.
Mancavano e ci sono. Non era difficile intuire che sarebbero apparsi all'orizzonte e che le forze dell'ordine, guidate dal migliore dei colonnelli craxiani, dopo averli "tenuti sotto controllo" per due anni, con mirabile scelta di tempo, li avrebbero tirati fuori dal cilindro.
Mancavano e ci sono, rovesciati nelle nostre case da tutte le emittenti pubbliche e private, dal diluvio di inchiostro della carta stampata, dalla marea sormontante delle "notizie trapelate" sparate nel web con l'antica sapienza del capitale democratico: terroristi, se volete Br, se vi piace nappisti o, a quanto pare, marxisti-leninisti analfabeti che alla lotta di classe sostituiscono progettati attentati. Ci sono e sembra quasi che, all'alba di Vicenza, come fu nell'alba livida di Genova, non ci sia come fermarli: chi lo ferma un pensiero, un progetto, chi ferma una paura evocata ad arte dal profondo, sapientemente instillata e abilmente coltivata? Chi ferma un terrore che nasce dal terrore, un presunto terrorismo utilizzato a fini terroristici?
Mancavano. Ci sono. E' una valanga: parte dall'alto, rotola, s'ingrossa, giù, sempre più giù dall'alto verso il basso, vicina, più vicina, ci minaccia dappresso, ci precipita addosso. Terroristi, per terrorizzare la protesta, terroristi per criminalizzare il dissenso, terroristi, terroristi... Sono anni che ci sono addosso. Terroristi. Cinque giorni senza avvocato, molto più della legge Reale, cinque giorni di processi mediatici, di "novità filtrate", di sentenze sputate da testimoni oculari, esperti e velinari. Cinque giorni di linciaggio nell'etere e su carta stampata. Una valanga: giù, giù, sempre più giù, dall'alto verso il basso, vicina, più vicina, ci minaccia dappresso, ci precipita addosso e il momento è propizio, col teppismo di destra scatenato sugli stadi, col fuoco appiccato nelle piazze. Il momento è propizio per provare a gridare: basta col garantismo, basta con questa libertà che sfiora l'anarchia, basta è tempo di cambiare. E intanto Vicenza è blindata e ha le scuole chiuse. Il momento è propizio.
Sarà come racconta Amato: c'è una banda armata. Sarà come vuole Rutelli: occorre la repressione. Sarà come volete signori del governo e chi vivrà vedrà - consentitemi il dubbio di fronte a una "certezza" da provare - sarà come volete, ma su quello ch'è certamente dimostrato non si può far silenzio.
Questo Parlamento conta tra le sue fila, 82 tra indagati, imputati e miracolati da prescrizione o leggi salvacanaglie. Di essi, 25 sono pregiudicati, condannati in via definitiva, due addirittura per banda armata. Qualcosa in più, mi pare, che una semplice accusa. Questo Parlamento nel suo insieme - l'opposizione fa la maggioranza se il governo è in minoranza - questo sconcertante sinonimo di democrazia, la maggiominoranza, che rinnova se stessa come la lucertola fa con la sua coda e ripropone gli eterni enigmi del potere, incarna l'idea freudiana del fantasma originario e, destra o sinistra, sogna - o è delirio? - una società infinitamente uguale a se stessa, senza conflitto, senza cambiamento e senza futuro. Questo Parlamento in crisi d'identità ha moltiplicato le spese militari e ridotte quelle per lo stato sociale, ha regalato a un esercito di aggressori una base da cui partire per trucidare donne, vecchi e bambini, ha lasciato in Irak nostri soldati per addestrare militari di un governo quisling, ha truppe nei Balcani ridotti a colonia, sta al fianco di macellai targati Nato nell'Afghanistan martoriato. E non basta. Va detto a futura memoria perché poi si sappia: nel gioco delle parti, la maggiominoranza è giunta a sublimarsi, facendo pagare alla gente il costo inaccettabile della politica che finanzia se stessa, ha manomesso le liquidazioni, ha messo mano alle pensioni, sta praticamente privatizzando la scuola e piega la testa ogni giorno di fronte alla peggiore offensiva clericale della storia della Repubblica. Questo Parlamento, per chi finge d'ignorarlo ha lasciato che in provincia di Milano trentasette bambini, accompagnati a scuola dalla polizia, fossero quotidianamente sputacchiati da una banda di razzisti impuniti.
Sono stanco di patria e di bandiere, stanco di menzogne e di viltà. Saranno, come volete, terroristi, vero è però, vero certamente, che noi siamo stati ingannati, che sono tanti, tantissimi, che non credono più nella politica e sentono ammanettato il conflitto sociale. Se qualcuno dovesse sparare, bene, allora si sappia: chi oggi criminalizza il dissenso, sarà il vero mandante morale dei colpi che esploderanno.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 da Carta.org    - 16-02-2007
Gente alla buona

Patto di mutuo soccorso Valle di Susa *

Alle spalle hanno una grande esperienza, decenni di impegno costante, una tenacia ed una costanza invidiabili. Padroneggiano disinvoltamente le tecniche più moderne del marketing, usano tutta la potenza mediatica di cui possono disporre. Non hanno dubbi: quando sembrano porre domande hanno già pronte le risposte, quando avanzano ipotesi conoscono già la soluzione, quando sono in difficoltà ostentano sicurezza. Quando si sentono forti lavorano in silenzio, al massimo ci chiedono di collaborare con la lusinga di "concertare" insieme: suggeriscono il confronto ma hanno in mente l'inganno. Quando sono deboli gridano, si agitano, scalpitano, minacciano e indicano nemici in ogni angolo. E scoprono covi terroristici con una tempestività che ogni volta ci lascia stupefatti.
Sono fatti così: a noi, che ormai li conosciamo bene, fanno quasi tenerezza. Ma non ci incantano.
Noi siamo gente alla buona, non siamo smaliziati come loro, diciamo pane al pane e vino al vino: se uno di noi sente crollare il pavimento sotto i suoi piedi non chiama i giornalisti per dire "sono sereno". Forse siamo ingenui, questo sì, ma non stupidi.
Ecco perchè andremo in tanti a Vicenza, nonostante ci accusino nella migliore delle ipotesi di essere usati da chi coltiva sogni terroristici. Noi sappiamo distinguere i sogni dagli incubi, e abbiamo imparato che il terrorismo e i disegni eversivi si sconfiggono con la partecipazione e non con il silenzio. Ce lo hanno insegnato, da piazza Fontana in avanti, anni di lotte per i diritti, il lavoro, la democrazia e la pace. E neanche questa volta ci faremo intimorire: siamo gente alla buona, pacifica, non abbiamo niente da nascondere e porteremo a Vicenza tutta la forza delle nostre idee, tutti i nostri entusiasmi, e da Vicenza torneremo a casa più forti.
Vicenza è solo un'altra tappa, e ogni nuova tappa è sempre la più importante. Qualcuno ci dice che fermare il Dal Molin è un sogno: ma noi, gente alla buona, sappiamo che, perché i sogni si realizzino, bisogna crederci fino in fondo.
Non ci faremo rubare il futuro. Da nessuno.

* Il Patto di mutuo soccorso è quello che lega tra loro le comunità locali in lotta contro le invasioni dei loro territori da parte di grandi opere inutili, costose e pericolose e, come nel caso di Vicenza, da una base militare. Questo comunicato è degli aderenti valsusini al Patto.

 renzo stefanel    - 18-02-2007
Ma per favore! A Padova chi non vive con le fette di prosciutto sugli occhi ha sempre saputo che il Gramigna ha sempre guardato con nostalgia alle Br... È perfettamente logico e naturale che a qualcuno spuntasse l'idea di andare oltre l'operazione nostalgia.
E poi se uno si dichiara prigioniero politico ammette la sua colpa.
Sicuramente ci sarà qualcuno che non c'entra, nel mucchio, ma era da tempo che si sapeva che c'erano questi movimenti strani.
Infine mi piacerebbe riflettere sulla simpatia per gli altri lavoratori che avevano questi: la Amarilli neanche i passaggi accettava dalle sue compagne di lavoro... però faceva la sindacalista. Un impegno tutto astratto, scollegato dalle persone vive e reali... magari frutto di traumi infantili, come per Davanzo, il cui padre aveva avuto serissimi problemi sul lavoro. Ma 50 anni fa.
Personalmente considero i terroristi tutti oltre che criminali, autentici deficienti, che vivono in un modo di teorie astratte, lontanissime dai bisogni reali della gente.

 Giuseppe Comune    - 18-02-2007
Boh! Va a finire che io e Renzo Stefanel abbiamo letto due articoli diversi e invece è proprio lo stesso che secondo me riguarda soprattutto il nostro ceto politico. Ma va bene. Ognuno quando legge capisce quello che vuole e che può e io non pretendo di essere un'aquila. Per quello che riguarda i terroristi, sono sicuro che Stefanel è un padovano che non vive con le fette di prosciutto sugli occhi e che, come scrive, sapeva bene che "Gramigna ha sempre guardato con nostalgia alle Br..." e sapeva bene anche che in città "c'erano questi movimenti strani". Sono sicuro anche che, da buin cittadino ha tempestivamente denunciato tutto alla polizia. Seguirò il processo con interesse e mi farà piacere sentire la sua deposizione di cittadino informato dei fatti, che naturalmente racconterà ai giudici quello che qui non può dire: cosa si sapeva a Padova, chi era che faceva strani movimenti, che movimenti faceva ecc. Se invece tutto quello che ha da dire è che tutti a Padova sapevano, che in città c'erano strani movimenti, che "la Amarilli neanche i passaggi accettava dalle sue compagne di lavoro... però faceva la sindacalista" e che Davanzo è vittima di traumi infantili, perché "il padre aveva avuto serissimi problemi sul lavoro", da testimone di accusa potrebbe anche trasformarsi in imputato, denunciato per diffamazione.

 Ferdinando Pellegrino    - 20-02-2007
Ecco uno dei "cattivi maestri" che dagli anni '70 continua a stare su posizioni di estremismo politico che sono a monte della lotta armata. Sono queste posizioni, questi attacchi alle istituzioni a spingere le psicologie fragili di qualche giovanissimo disgraziato a mettere mano alla P38. Non mi meraviglio però, perché sulla strada è il segretario dei comunisti italiani Diliberto, il quale si è permesso di dire che lui partecipa ai talk show perchè la gente sappia "chiaramente che Berlusconi ci fa schifo". Le parole di Diliberto, come questo articolo istigano all'odio, accendono gli animi e non aiutano a lottare contro i rischi del terrorismo.


 Giuseppe Aragno    - 20-02-2007
Caro Pellegrino, nell’articolo – e domando scusa ai lettori – ho commesso l’ingenuità imperdonabile di non annunciare che, con l'apparire delle “nuove Br”, mancavano e non era difficile intuire che sarebbero apparsi all'orizzonte, anche i pseudo custodi della pubblica morale politica, i teorici di una ignobile equazione tra senso critico e terrorismo. Chi sono questi “buoni maestri”? Presto detto: quelli per cui Vicenza la devi regalare alla Nato, l’Italia deve essere una colonia degli Usa, il conflitto sociale va sterilizzato e, se privatizzano l’acqua, tu devi tacere.Non lo fai? Allora fiancheggi il trerrorismo. Chi sono? Sono quelli di sempre, coloro che intendono spegnere la speranza nella politica, per indurre i giovani a cercare vie alternative e disperate. Chi sono? Quelli che sparano a zero su chi gli rompe le uova nel paniere e rischia di dimostrare ai giovani che la politica c’è, è viva e si può fare, che se la fai bene, sei molto meglio armato che se porti una P38. Chi sono? Sono i veri mandanti morali dei terrorirsti, quelli che criminalizzano il dissenso per "normalizzare" il paese. A quelli come me, i “buoni maestri” non la perdonano e li capisco: quelli come me stanno dalla parte di quella democrazia che parrocchie e congreghe del capitale – rosse o nere che siano - vedono come fumo negli occhi. Lo so, Pellegrino, voi di brigatisti ne vorreste tanti: quanti ne occorrono per metterci a tacere. Voi volete terrorizzarci. E però, lo vedete: di qua non si passa.