DICO...Io
Antonio Monarca - 12-02-2007
Fosse per la chiesa cattolica, il mondo sarebbe ancora fermo al medio-evo.
La sua battaglia contro il DdL della Pollastrini- Bindi sui diritti di convivenza ( DICO ), è ottusa e discriminante. Lo DICO da cattolico praticante.
In effetti la chiesa non è contro le unioni di fatto in genere, ma è contro le unioni dei gay. Eppure il DdL è moderato ( forse troppo ), non parla di matrimonio per le coppie di fatto, ma solo di un riconoscimento giuridico e sociale, riconoscimento acquisito già in tanti paesi civili e socialmente avanzati.
Allora perché l'Italia deve essere sempre frenata da pregiudizi pseudo-religiosi? Perché deve essere frenata da una classe ecclesiastica anacronistica, incapace di andare incontro a dei fratelli diversi?
Fino a cinquanta-sessant'anni fa, la medicina ufficiale , considerava l'omosessualità una patologia. Poi la stessa scienza medica ha stabilito che l'omosessualità è una sorta di terzo sesso. Esiste il maschio, la femmina e l'omosessuale ( Questo vale per tutte le specie animali ). Ora perché negare certi diritti civili e sociali agli omosessuali? Basta con i pregiudizi! Basta con le discriminazioni! Queste persone hanno le nostre stesse aspettative, le nostre stesse speranze, il nostro stesso bisogno di amore. Da premettere che poi i PACS non sono solo per gli omosessuali, ma per tante altre coppie che di fatto convivono e non gli vengono riconosciuti diritti basilari, quali: detrazioni economiche, reversibilità, successioni di beni mobili ed immobili, ecc. ecc.
Ben vengano allora i PACS, se questi servono a dare giustizia sociale, solidarietà, e sopratutto se questi servono a dare maggiore dignità a certe coppie. Sono sicuro che nostro Signore benedirà anche loro.



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 Altrenotizie    - 13-02-2007
DICO, SANTA REAZIONARIA CHIESA


E' un'offensiva politica che non trova similitudini nella storia recente quella che la Chiesa sta mettendo in atto contro i Dico, il disegno di legge del governo firmato Bindi-Pollastrini, che ha l'intento di diventare una legge quadro sui diritti delle coppie di fatto, nonostante i vistosi maldipancia presenti anche all'interno della stessa compagnie governativa che l'ha proposta. Stavolta non è sceso in campo il solito Osservatore Romano a criticare il governo per le sue coraggiose scelte in un campo del sociale molto sentito nel Paese (secondo l'Istat in Italia ci sono 500 mila coppie di fatto interessate alla nuova legislazione). Prima ha preso la parola il cardinal Ruini annunciando una "nota ufficiale, una parola meditata, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti". Poco dopo è stato il Papa, in prima persona, a intervenire.

Parole pesantissime quelle pronunciate da Benedetto XVI: "Sovvertendo il matrimonio si mette a rischio la società".A suo giudizio, dunque, non si devono "trasformare in diritti" quelli che sono "interessi privati, o doveri che stridono con la legge naturale". "Un'applicazione molto concreta di questo principio - ha spiegato - si trova se si fa riferimento alla famiglia, cioè all'intima comunione di vita fondata dal Creatore e regolata con leggi proprie.Essa ha la sua stabilità per ordinamento divino. Il bene sia dei coniugi che della società non dipende dall'arbitrio". Infine, l'affondo politico vero: “Nessuna legge - ha scandito il Papa - può sovvertire la norma del Creatore senza rendere precario il futuro della società con leggi in netto contrasto con il diritto naturale". Dio, patria e famiglia, dunque. Uno slogan antico che avremmo preferito dimenticare.

Questi strali di Oltretevere troveranno applicazione in un prossimo documento, sempre fortemente politico, che la Cei editerà nei prossimi giorni e che, sempre a giudizio dei vescovi, dovrà essere considerato “vincolante” ed impegnativo per tutti quelli che accolgono “il magistero della Chiesa”

Per quanto possa sembrare paradossale, non sono le parole del Papa a destare sensazione, né a poter preoccupare sotto il profilo dell'attacco alla laicità dello Stato e alla libertà di scelta dei cittadini: è dovere del Vicario di Cristo l'orientamento dei credenti. E', invece, l'annunciato documento di Ruini a rappresentare un unicum; non si tratta più di semplici indicazioni comportamentali e di valore etico e spirituale a cui, poi, ciascun cattolico decide liberamente di adeguarsi. In questo caso si vuole apporre a questa presa di posizione politica quasi il sigillo del dogma, il vincolo dell'obbedienza senza se e senza ma, come se quei cosiddetti “valori non negoziabili”, per dirla con la “Teodem” Paola Binetti, fossero considerati alla stregua della verginità della Madonna o dell'esistenza dello Spirito Santo. Se, per estensione, si può considerare più ragionevole – dal punto di vista cattolico – la battaglia per la salvaguardia della vita dal concepimento fino alla morte naturale (con le conseguenti prese di posizione contro aborto e eutanasia), resta davvero indigesto tollerare che anche la Famiglia fondata sul matrimonio possa essere considerato un valore imprescindibile per i cattolici del XXI secolo al punto da vincolarne la solidità di un Credo che di politico nulla dovrebbe avere.

Ma il punto di snodo è un altro. E non risiede nel rifiuto del riconoscimento di un legame affettivo fuori dalle logiche delle convenzioni giuridiche e sociali. All'indice, insomma, non c'è certo la canonozzazione del cosidetto “matrimonio di serie B”, vissuto comunque come scappatoia persino dal matrimonio civile. Sono gli omosessuali ad essere nel mirino e quella parte del ddl Bindi Pollastrini che proprio nell'articolo 1 ha abbattuto gli steccati dell'ipocrisia sociale eliminando la discriminazione sessuale per gli aventi diritto ai Dico. Un fatto intollerabile per la Chiesa che continua a vedere nell'omosessualità un comportamento deviato, quindi da rifiutare all'origine. E contro cui la Cei sta per muovere una risposta netta: il sabotaggio della legittimità delle istituzioni repubblicane attraverso la “chiamata” alla disobbedienza dei parlamentari di stretta osservanza vaticana.

Il documento di Ruini, infatti, servirà solamente a questo, non certo come richiamo, fermo quando suadente, al “gregge” dei cattolici italiani a dare “testimonianza” attraverso il rifiuto dei Dico e la scelta del matrimonio convenzionale. Servirà, insomma, a far sentire sopra la testa dei Mastella, dei Bobba e delle Binetti, la pressione pesante del giogo di un'eventuale scomunica qualora il loro voto in Parlamento si sganci dalle necessità politiche della Chiesa di Roma. Siamo, dunque, davanti ad un atto politico di inusitata invadenza che dovrebbe far riflettere sulla legittima esigenza dello Stato italiano di ribadire la propria sovranità attraverso una immediata rilettura degli atti del Concordato e le conseguenti agevolazioni, soprattutto fiscali, di cui gode il Vaticano in territorio italiano. Una scelta coraggiosa che, tuttavia, nessuna autorità politica è oggi in grado di portare avanti con convinzione e non come semplice provocazione o avvertimento alla Chiesa a non entrare in questioni che non gli appartengono.

E' una classe politica troppo debole quella che oggi si trova a dover fronteggiare questa aggressione. Infatti, per quanto Prodi non avverta immediato pericolo per la tenuta del suo governo al momento del delicato passaggio parlamentare dei Dico, c'è già chi nella maggioranza – e con maggiore lungimiranza, a nostro dire – si interroga sulla possibilità di sottoporre il ddl Bindi Pollastrini al voto di fiducia, eliminando in questo modo sia la possibilità di uno svuotamento della proposta di legge, sia quello di una imbarazzante bocciatura per colpa del fuoco amico.
Dettagli di strategia politica che cominceranno ad essere evidenti al momento in cui il ddl approderà al Senato. E dove l'esiguità dei numeri farà emergere più di qualche semplice problema di tattica d'aula: con i Dico c'è in gioco molto di più della pur necessaria sopravvivenza del governo Prodi. C'è l'esigenza, sottolineata anche da più di un ministro, di ribadire la sovranità politica dello Stato rispetto al proprio potere legislativo e alla costruzione di una società aperta ai mutamenti e alle nuove esigenze del vivere civile. Che non può passare in alcun modo attraverso i diktat all'obbedienza pronunciati da un'autorità che nulla dovrebbe avere di politico ma che si muove, invece, come un partito d'opposizione “divina”. Una volta il nemico era il comunismo ateo, oggi è il relativismo etico, la bestia nera di Ratzinger. “Gesù ha detto che i suoi cristiani sono la luce – ha ricordato Don Andrea Gallo – ma dov'è la luce in questa crociata di Santa Madre Chiesa? Io con questi principi non negoziabili ci devo negoziare tutto il giorno”. Il Papa e Ruini, ovviamente, no.

Sara Nicoli






 Francesca Gioia    - 19-02-2007
Quello che mi lascai perplessa è che anche tra i credenti si sia perso il vero senso dell'uso delle parole. Non si riesca a capire che ci stiamo facendo governare dalle nostre inclinazioni sessuali.
La chiesa ha il diritto e il dovere di richiamare tutti gli uomini a cosa è bene e verità.
Non si tratta di discriminare, ma di dire che la famiglia è quella fatta da un uomo e una donna che danno la vita a dei figli, che li educano e che per questo non sono "affari loro" ma sono un bene per la società, e la società ha il dovere di difendere e tuitelare questo bene comune.
Le unioni omnosessuali NON sono una famiglia, non sono un bene per la società, ma vanno garantiti ai singoli i diritti civili, senza però confondere le cose.


 Don Francesco Martino, direttore Ufficio Pastorale Sanitaria    - 19-02-2007
Un po' di calma e tranquillità va ristabilita :
1. Innanzitutto, lo stato è laico e può decidere laicamente nel suo parlamento di elaborare qualsiasi legge ritenga opportuna, ciò non lo si contesta, nè si pretende di avere la forza dittatoriale per impedirla.
2. Questo non significa che bisogna per forza di cose approvare con applausi scroscianti un qualcosa che oggettivamente va contro non solo un modo di sentire e di pensare, ma contro un significato ritenuto profondo e inscritto profondamente nella realtà di essere uomini e donne: che esiste una famiglia solo quando un uomo e una donna si uniscono nel matrimonio.
3. Per chi è credente, problemi non ve ne sono, perchè continuerà a credere nel matrimonio come ad un patto fondato su un Amore eterno, unico ed indissolubile segno dell'Amore del Cristo per la sua Chiesa, tra un uomo ed una donna, e sicuramente lo vivrà.
4. Tuttavia non si può imporre un matrimonio di serie B come il DICO alla maggioranza di questo paese per tutelare le minoranze: il vero problema è che, leggendo la proposta di legge, c'è un"equiparazione di fatto" alla famiglia, per cui il concetto di famiglia, in virtù dei diritti individuali, diviene omnicomprensivo.
5. Di conseguenza, abbiamo un doppione più piccolo del matrimonio civile, in cui in proporzione, vengono assicurati non alcuni diritti, ma quasi tutti i diritti del matrimonio civile (eccetto l'adozione) ai conviventi di qualunque sesso siano.
6. Allora, qui il problema diviene sociale : la famiglia non è un'entità privata, ma ha una valenza sociale che viene profondamente modificata con i DICO, e quindi l'istituzione matrimonio civile bypassata di fatto. La società civile viene per legge modificata.
7. Il vero problema è quello della Verità delle cose: se valgono solo i diritti individuali come la Verità delle cose, allora la verità dell'essere umano non esiste, ma è relativa ad ogni uomo. Non è possibile allora che esiste alcuna legge vera per tutti, ma solo le leggi individuali, e una sola utopia: democrazia, intesa come un calderone dove tutti possono dire, fare, affermare tutto e il contrario di tutto. Da ciò deriva che è impossibile definire i concetti uomo, famiglia, vita, procreazione, omicidio... hanno ragione i pacifisti, ha ragione il governo, ha ragione Bush, ha ragione Bin Laden, hanno ragione tutti... Di conseguenza, è la perdita di senso di tutto che è il vero problema.
8. Divertente è l'affermazione che esiste il sesso omosessuale, il terzo genere... fatta da un intervento precedente. Una vera rivoluzione antropologica, senza dubbio, che mette in crisi le scienze umane, perchè non si può più stabilire ciò che è maschile e femminile, siamo tutti neutri!
9. Preoccupante, invece, il dogma di fede: "Difendiamoci dalla Chiesa oscurantista". Camillo Ruini ha semplicemente detto che si sta preparando una risposta meditata, un documento meditato per i cattolici: cosa diversa da un "diktat". Bisogna essere addolorati per Rosy Bindi e gli altri 60 che hanno scritto un manifesto (forse inutile) per ribadire la loro autonomia: se è vero che i poveri e i deboli vanno difesi (e qui non piove) è pure vero che gli oscurantisti cattolici credono in una verità non negoziabile su ciò che è vita e ciò che è uomo, da affermare che "ciò che è veramente e profondamente umano è cristiano, e ciò che è veramente cristiano è veramente umano". E ciòè che esistono l'uomo e la donna, diversi e reciproci, aperti all'incontro, alla relazione basata sull'Amore e quindi al dono della vita, e che questa relazione non è privata, ma ha valenza sociale ed ecclesiale: la famiglia.
10. Ovviamente, come cristiani, non vogliamo imporre nulla a nessuno: quindi stiano tranquilli e sereni i parlamentari cattolici: agiscano secondo la loro coscienza. Poi, quando ritorneranno a chiedere, come sempre, l'appoggio della Chiesa (immaginate la processione alla CEI che c'è in tempo di elezioni) non potranno esimersi dal nostro giudizio (per quello che conta), perchè una cosa è la verità (per noi, ovviamente), altra cosa sono i tradimenti di un voto dato secondo assicurazioni solenni.

 Antonio Monarca    - 23-02-2007
Una piccola replica per Don Francesco Martino
Caro Don Francesco,
premetto che sono felicemente sposato e che non ho tendenze omosessuali. Credo di non fare retorica affermando di essermi sempre battuto per i diritti civili delle minoranze, dei perseguitati, e di essermi sempre schierato dalla parte dei deboli. Ciò detto, mi permetto di osservare che la sua preclusione nei confronti dei gay, riflesso naturale del pensiero della chiesa cattolica ufficiale, è dannosa per la chiesa stessa. Lei si è mai chiesto perché la maggior parte dei gay è contro la chiesa cattolica? Non sarà perchè la chiesa è contro di loro? Una maggiore apertura nei loro confronti, porterebbe molti frutti, porterebbe al recupero di molti di loro. A proposito di omosessuali, lei ha trovato esilarante la teoria del terzo sesso. Ma secondo lei, antropologicamente, i gay esistono? Non si può negare che esistono. Allora se esistono, come li vogliamo definire? Malati, sfortunati, deviati, psichicamente alterati, e ancora , di destra, di sinistra, di centro ( tanto per rimanere in tema politico ); o piuttosto degli esseri umani desiderosi di un’integrazione sociale? Mi sa che lei è rimasto fermo agli studi su Aristotele. Insisto col dire che il DdL sui DICO è equilibrato e va incontro a certi principi di solidarietà e di giustizia sociale. D’altra parte , oltre alla sinistra radicale, come sostenitori della legge, ci sono molti parlamentari di provata fede cattolica, ivi compresa la co-firmataria del DdL Rosy Bindi. Le assicuro che tanti cattolici come me , la ritengono una buona legge. Nel momento in cui scrivo, c’è una crisi di governo. Quindi non sappiamo che fine farà il DdL . In ogni caso , la chiesa dovrebbe tener presente del dissenso di una parte del suo popolo. Accogliere le sue istanze, significherebbe avviare un dialogo sollecitato da varie parti.