Gianni - ultimi interventi
Gianni Lamagna - 04-12-2010
Rileggo i giornali di questi ultimi giorni.
Due notizie mi fanno riflettere in modo particolare.

1) Le reazioni alla morte per suicidio di Mario Monicelli.

2) Dopo le rivelazioni di Wikileaks, adesso è tutto un susseguirsi di scuse o di smentite.
Insomma: il trionfo dell'ipocrisia!

Questo la dice lunga sul modo prevalente di intendere e di praticare la politica.
Gianni Lamagna - 20-10-2010
Vengo da un weekend segnato per me dal primo Congresso provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà (iniziato giovedì scorso e conclusosi domenica) e dalla grande manifestazione della Fiom di sabato a Roma.
Quali i fatti principali da registrare? Quali le emozioni? Quali le riflessioni?
Oggi voglio occuparmi della manifestazione di Roma.
Gianni Lamagna - 04-10-2010
Ho seguito con molta attenzione l'intervista che ieri sera Tony Blair ha concesso a Fabio Fazio, durante la trasmissione televisiva "Che tempo che fa".
Ho detto attenzione e non certo interesse, perché questo personaggio non è mai riuscito a suscitare realmente il mio interesse, se non in negativo.
E l'intervista di ieri ha dato, ancora una volta, ragione a questo mio sentimento dominante nei confronti di questa persona.
Ho seguito con attenzione, perché Blair è stato comunque un personaggio, che ha dominato la scena politica internazionale per un lungo arco di tempo (circa dieci anni) e fino a tre anni fa: ero desideroso, quindi, di capirlo e, anche, eventualmente, modificare la mia opinione su di lui, se le cose ascoltate me ne avessero dato motivo.
Ma, purtroppo, questo motivo non l'ho trovato, per cui il mio giudizio fondamentalmente negativo è stato sostanzialmente confermato.
Vorrei cercare di articolarlo.
Gianni Marconato - 31-05-2010
La rete è ricca di luoghi di aggregazione e di interazione.
I nodi sono gli individui e la loro organizzazione attorno a temi significativi. LSCF è un network per la valorizzazione delle pratiche di insegnanti che fanno funzionare la scuola.
LSCF vuol anche essere "una voce PER la scuola"; una delle tante voci che raccontano la buona scuola. Una voce che racconta e che fa proposte. Il tema su cui si stanno concentrando i lavori dei membri in quest'ultimo periodo è quello che provvisoramente viene denominato "il giuramento di Ippocrate per gli insegnanti".
Gianni Gandola - 05-11-2009
Sappiamo bene anche noi che ci sono problemi ben più urgenti e drammatici del crocefisso nelle aule scolastiche. Non c'è bisogno che ci si ricordi che c'è una grave crisi economica, imprese che chiudono, gente che rimane senza lavoro, famiglie senza reddito eccetera eccetera. E neanche che al mondo ci sono migliaia di bambini che muoiono di fame ogni giorno. O che ogni giorno ci sono persone e diritti umani che vengono calpestati.
Ma non ci piace neanche essere annoverati fra quelli per i quali, quando un argomento di carattere etico-giuridico viene riproposto alla discussione, "i problemi sono ben altri". Il benaltrismo spesso si rivela un alibi o un éscamotage per sfuggire al merito di un problema, in assenza di argomenti veri e fondati. Allora si preferisce "parlare
Fabrizio Dacrema, Gianni Gandola - 30-04-2009
La scuola italiana, la primaria in particolare, è oggi paragonabile ad una persona che, precipitando dal cinquantesimo piano, arrivata al venticinquesimo può ancora affermare "fin qui tutto bene. O quasi".
Lo schianto, infatti, non è ancora avvenuto.
Fin qui è andata bene la mobilitazione realizzata conto la manovra Tremonti-Gelmini, ma l'urto è ormai preannunciato dai Regolamenti approvati e dal decreto organici. Se lo schianto avverrà poi sarà molto difficile rimettere assieme i cocci. Se a settembre l'organizzazione didattica della scuola primaria sarà smantellata per mancanza di risorse, la forza della mobilitazione fin qui espressa potrebbe ripiegarsi, quando non ritorcersi su se stessa. Non è difficile prevedere i rischi di divisioni, reazione adattive, tentativi di arrangiarsi: una sorta di disarticolato "si salvi chi può" dal quale sarebbe decisamente difficile ripartire con una mobilitazione che ricostituisca l'ampio fronte di insegnanti, genitori, studenti, enti locali e forze sociali che fini ad oggi è stata la chiave del successo delle azioni per la difesa e lo sviluppo di una buona scuola pubblica.
Quest'ultima ha raccolto il risultato più eclatante al momento delle iscrizioni bocciando clamorosamente la controriforma Gelmini. Risulta infatti che soltanto l'1% delle famiglie ha scelto il modello a 24 ore/maestro unico, asse portante della filosofia Tremonti-Gelmini.
Da lì si deve quindi ripartire per ricostruire alleanze attorno ad una piattaforma credibile e ottenere risultati concreti prima dell'inizio dell'anno scolastico.
Gianni Cerasoli - 23-01-2009
Il mondo di numeri è davvero un universo magico ed affascinante. La nostra capacità di comprendere la realtà che ci circonda si serve spesso di loro per descrivere e manipolare in modo astratto quantità, misure, relazioni. Ma spesso i numeri non ci aiutano affatto, anzi ci portano decisamente fuori strada ... Credere che i processi di apprendimento possano essere descritti con una scala numerica decimale è uno di questi casi, come pure cercare di misurare la nostra capacità di immaginare, pensare o imparare. Ci sono voluti anni di riflessione e di elaborazione teorica e pratica tra pedagogia e psicologia per capire che un processo così delicato e complesso come quello dell' insegnamento - apprendimento non poteva essere registrato "schiacciandolo" in un sistema di cifre poco adatto a coglierne la natura dinamica e fluida. Con i numeri si misurano bene distanze, durate, volumi ... ma non si riesce a cogliere un fenomeno che non procede in senso lineare, per gradi o scalini, che non ha un inizio e una fine precisi, che insomma sfugge per sua definizione ad ogni tentativo di ridurlo entro i confini di una logica rigida e preordinata.
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 17-01-2009
Ritroviamo tutti l'entusiasmo del bel tempo che fu (in fondo, paradossalmente, la Moratti prima e la Gelmini poi ci hanno fatto l'enorme piacere di farci incontrare nuovamente migliaia di genitori ed insegnanti "di lotta e di governo") ed identifichiamoci nei piloti pazzi del "Comma 22" ("chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chi chiede di essere esentato non è pazzo").
Torniamo ad essere quei pazzi-non pazzi che hanno rivoluzionato, a suo tempo, la vecchia scuola ossificata ed inventiamoci un modello più forte di Tempo pieno, in grado di resistere agli attacchi del "futuro ricco di passato" del modello Tremonti-Gelmini.
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 21-11-2008
In articoli precedenti relativi alla scuola primaria abbiamo ripetutamente sottolineato la differenza sostanziale fra un "tempo scuola di 40 ore" e il modello pedagogico del tempo pieno (*). Sul piano degli organici docenti - per chiarire nuovamente con un esempio - per garantire le 40 ore di scuola su quattro classi bastano sei o sette insegnanti che, con le ore degli insegnanti specialisti di religione e di inglese, possono ricoprire l'intero orario settimanale. Il Tempo Pieno invece, dalla sua legge fondativa in avanti (art.1 della L.820 del 1971 ripreso dall'art.8 comma 2 della legge 148/1990 poi art.130 del Testo unico n.297/1994, quindi dall'art.1 della legge 25 ottobre 2007, n.176) ha sempre comportato, come presupposto, il doppio organico su ogni classe. Non solo due insegnanti, ma due insegnanti "contitolari", con pari dignità quindi, entrambi corresponsabili delle attività e della gestione del gruppo alunni assegnato.
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