A. - ultimi interventi
A. - 09-09-2009
Sono un'insegnante di una scuola dell'infanzia comunale e vorrei sollevare un problema per quel che riguarda la sottile linea di confine tra tradizioni culturali-religione e scelte educative all'interno di una scuola.

Premesso che la nostra è una scuola laica che rispetta le scelte religiose, etiche , morali, d'identità...ecc (nel rispetto della Costituzione Italiana) di ogni famiglia e ovviamente di ogni persona purchè siano garantite la sicurezza e la salute psico-fisica di ciascun bambinio/a tanto più la soddisfazione dei bisogni e la realizzazione dei diritti di tutti i bambini/e.

Appurato che la collaborazione e lo scambio fra insegnanti e genitori crea un'alleanza pedagogica utile e favorevole alla crescita dei bambini/e.
I care ancora.it - 21-03-2009
... siamo di fronte all'ennesimo attacco alla scuola dell'accoglienza e dell'inclusione.

Abbiamo appreso che nel cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" gli insegnanti, così come i medici e in quanto pubblici ufficiali, sono tenuti (nel "non debbono ma possono" si cela una mistificazione) a denunciare i propri allievi/e irregolari.

Tutto il mondo della scuola sa che dal 1994 una Circolare Ministeriale prevedeva l'obbligo scolastico per tutti i minori presenti sul territorio italiano, ribadendo il concetto che il diritto all'istruzione e il benessere psicofisico del minore (in quanto minore) è sempre anteposto a qualsivoglia considerazione di carattere giuridico (status della famiglia).

Siamo convinti che la richiesta rivolta agli insegnanti lede non solo il diritto primario di ogni bambino/a, ragazzo/a, all'istruzione ma è fortemente lesiva della dignità dei docenti, della loro professionalità e del loro ruolo educativo...

Claudia, Ilaria... - 13-01-2009

Non sapevi
Di dolore
Non sapevi
Di male
Sapevi di buono
Sapevi di pane
Fragrante
D'intelligenza
Di vita.
Carla A. - 12-11-2008
Noi insegnanti del "Balzan" abbiamo deciso di partecipare alla protesta, già intrapresa da docenti e studenti di molte università e scuole italiane per dire NO ai recenti interventi normativi del settore scuola, provvedimenti che, a nostro avviso, non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della società e dei giovani di oggi, ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa; lo stiamo facendo, e lo faremo, sia tramite iniziative individuali (come l'adesione allo sciopero del 17 o del 30 ottobre...) che insieme.
Come prima iniziativa abbiamo concordato di bloccare le "uscite" ( viaggi d'istruzione di uno o più giorni, stage, scambi, sopralluoghi, visite aziendali, artistiche, scientifiche ecc...) e tutte le attività proposte da enti, associazioni, istituzioni esterne al "Balzan" che richiedano i nostri studenti come "pubblico".
G.A. - 26-06-2008
Perché mantenerci precari?
Lei sa cosa intendo dire: nessun finanziamento per accendere un mutuo per acquisto casa, nessun investimento futuro della tanto decantata famiglia, proprio oggi che compri tutto a rate; cosa che puoi fare per un massimo di 6-8 mesi perché dopo ti scade il contratto.
I docenti precari del forum www.precariscuola.135.it - 09-08-2007
Assolutamente inaccettabili le dichiarazioni rilasciate dal viceministro Bastico riportate da Italia Oggi del 7 Agosto.
La Bastico afferma: "Che si debbano ridurre le cattedre rispetto allo scorso anno è un dato di fatto. La Finanziaria ne prevedeva 19 mila in meno. Abbiamo concordato con l'Economia che doveva essere ridimensionato a 11.600. E poi con un decreto, di cui i sindacati erano stati informati, abbiamo agito per 7 mila sull'organico di diritto e 4.600 sul quello di fatto. Ma passando alla fase attuativa, ci siamo resi conto che qualcosa non quadrava."
Ancora una volta, prevale un'idea della scuola come costo e non come investimento sul futuro: come si pensa di migliorare la qualità della scuola tagliando così radicalmente il numero di docenti? E' inutile nascondersi, anche se si farà di tutto per fare bene il proprio lavoro, che il docente sarà fortemente penalizzato da classi numerose che nelle zone a rischio saranno santa barbara pronte ad esplodere.
I docenti precari del forum www.precariscuola.135.it - 11-06-2007
Il risultato delle recenti amministrative rappresenta indubbiamente un campanello d'allarme che non può essere ignorato dall'attuale governo che, pur non avendo ricevuto propriamente quella che è stata definita da qualcuno una "spallata", d'altro canto non può certo esimersi dal fare i conti con il proprio operato e procedere ad un'accurata analisi relativa alle cause più probabili che hanno determinato un simile risultato.
E' indubbio che molti passi siano stati fatti nella direzione giusta, ma è altrettanto palpabile fra gli elettori la sensazione che il governo - con in primis il ministro per l'Economia Padoa Schioppa - abbia come principale interesse il risanamento dei conti pubblici anche a discapito della possibilità di garantire ai cittadini un'adeguata qualità dei servizi. Da ciò la delusione di molti elettori, tra i quali ovviamente ci siamo anche noi precari della scuola, che dopo 5 anni di sciagurata gestione in "stile Moratti", speravamo in un cambiamento di rotta radicale, volto a garantire ai cittadini una scuola all'insegna dell'efficienza e della qualità.
Ecco quelle che secondo noi rappresentano le principali problematiche che impediscono alla nostra scuola pubblica di essere veramente competitiva a livello europeo:
Paolo Bertolani, classe 1931, sin dagli anni Sessanta ha scritto versi di rara bellezza, alternando la sua poesia in lingua con quello che lo renderà famoso a livello nazionale: il dialetto della Serra (piccolo borgo collinare alle spalle di Lerici) che egli per primo aveva consacrato ad una tradizione letteraria. Bertolani era approdato a questa lingua, segreta e domestica allo stesso tempo, dopo un lungo percorso di riflessione artistica, che derivava, in parte, anche dalla assidua frequentazione di grandi personalità letterarie: Attilio Bertolucci, Vittorio Sereni e Mario Soldati.

Anche se ragioni anagrafiche non lo consentirono, Paolo in realtà era un partigiano, lo è stato per tutta la vita, nel significato che Gramsci dava a questa parola: Paolo infatti non stava a guardare dalla finestra, ma sentiva il dovere di parteggiare sempre, e soprattutto odiava l'indifferenza.
Questa è l'eredità che ci lascia il grande poeta e amico, ed è una eredità che riguarda tutti quelli che non vogliono essere insensibili ai destini dell'umanità. A noi di Archivi della Resistenza rimarranno anche i ricordi dei momenti bellissimi passati insieme, gli affetti condivisi, il continuare a coltivare l'idea di un mondo migliore.

Vita.it - 03-01-2007
Riceviamo e volentieri diffondiamo. - Red

Decine di migliaia gli sfollati. Nel caos della guerra, l'ong italiana organizza le prime operazioni di assistenza umanitaria


"Prestare soccorso e far giungere alle popolazioni sfollate e alle ...
A.D.A.C.O. - 02-12-2006
Giù le mani dalle G.M. perché:

sono solo di coloro che hanno affrontato e superato il concorso ordinario;

sono solo di coloro che, nel corso di più di due anni di formazione continua basata su uno studio intenso e impegnativo accompagnato più ...
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