L - anno scolastico 2011-2012
La Redazione - 20-08-2012
E' cominciata così, con gli auguri di buone vacanze indirizzati dal Prof. Profumo al personale docente, a studenti, genitori, ricercatori, impiegati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario e infine ai dirigenti. Al prof. Profumo è sfuggita evidentemente in questi mesi la portata, la qualità e lo spessore del dissenso che l'ha accompagnato passo dopo passo, errore dopo errore, imposizione dopo imposizione, in un'esperienza che si è segnalata soprattutto per i limiti culturali e l'autoritarismo.
Profumo stranamente non ha sentito il disagio insopportabile e l'inimicizia profonda di buona parte del mondo a cui ha rivolto gli auguri. Non così avventata è stata, andando in vacanza, la sua collega Fornero, che non si è azzardata a inviare i suoi auguri a pensionati e lavoratori massacrati.
Giuseppe Vollono - 02-08-2012
ATTENZIONE!

Colpo di mano: nella VIII Commissione Cultura tentano di calendarizzare la legge Aprea, che determinerebbe l'aziendalizzazione della scuola, per lunedì prossimo 6 agosto 2012
Scriviamo tutti ai componenti della VII Commissione.
Basta collegarsi col sito Camera.it andare poi su VII Commissione e scrivere all'onorevole. É facile! BOMBARDIAMOLI DI E-MAIL! FACCIAMOGLI CAPIRE CHE LI TENIAMO SOTT'OCCHIO!

Marcella Raiola - 30-07-2012
Ore 2,40 del 26 luglio: Poche ore e sarò seduta davanti ad una quarantina di deputati ai quali dovrò illustrare quell'idea di scuola un po' giubilata, della cui funzionalità alla democrazia compiuta e reale, tra tante magagne e tanto scoramento (alunni svogliati e insolenti, presidi ignoranti o furboni, colleghi maligni e scansafatiche) c'eravamo quasi scordati, rischiando di gettarci nelle braccia di chi, col pretesto di "implementare" i nostri risultati, vorrebbe scaricare economicamente l'onere dell'istruzione su chi lo troverà un buon affare.

Ho pensato a tutt'altro, finora: alla redazione e revisione del documento programmatico; alla difesa del testo dai tentativi di uso improprio; alla dolorosa esclusione di chi avrebbe voluto essere parte di quelle rivendicazioni, che però dovevano essere ridotte all'essenziale e presentate al netto di ogni dettaglio tecnico che potesse compromettere l'eventuale esito, visto che da anni siamo in trincea e non riusciamo a uscirne; al perché ci abbiano spostato l'audizione alla mattina, proditoriamente e inopinatamente; ad avvisare tutti quelli che s'erano impegnati a venire al presidio; a rispondere alle telefonate di altri membri della delegazione ("Che dici, lo diciamo? Che dici? Lo trascuriamo? Che dici? La menzioniamo, la 449/97? Che dici? Ci sarà Profumo?"); a rispondere alle telefonate di chi, convinto che l'ingresso nel Palazzo del potere costituisse di per sé la garanzia di una vittoria, ha chiesto di menzionare questo o quel problema, convinto che fosse, che sia il problema-chiave, quello che, una volta risolto, porta alla panacea di tutti i mali, come in una "cascata" di armonie compresse...
Gigi Monello - 24-07-2012
Il nuovo avanza ad un ritmo travolgente. Solerti sondaggi degli umori nazional-popolari dicono 15%. Le vecchie mummie della politica sono avvisate: il popolo è stanco, l'onda cresce. Credere in qualcosa di nuovo è come amare, sviluppa dopamina, produce euforia: Grillo è simpatico, schietto, diretto; sentirlo dà un senso di liberazione, parla chiaro, è scomodo. Loro, invece, le vecchie mummie, sono ripugnanti, caricaturali, ladre, brutte a vedersi, incomprensibili. Tutte uguali. Il messaggio è fluido, spiritoso, seducente. Ma non è vero. Se in Italia la scuola avesse funzionato in modo anche solo decente, conservando il ruolo di costruttrice di senso logico e mediatrice dell'esperienza del passato, forse discorsi "di pancia" come questi avrebbero meno presa.
Nicolò Belloli - 13-07-2012
Dallo Speciale Il tempo e la storia



Sono trascorsi quasi cento anni da quando la mattina del 13 Luglio 1914 Simone Pianetti assassinò 7 persone che vedeva come la causa dei propri fallimenti. Uno dei fatti di cronaca nera più efferati mai accaduti nella tranquilla Val Brembana e che molti non conoscono. Simone Pianetti all'epoca dei fatti era un uomo di 56 anni alto, biondo e con un carattere sanguineo, era sposato con una brava donna Carlotta Marini dalla quale avrà sette figli, con cui aprì una taverna appena fuori dal centro abitato di Camerata Cornello, in cui si poteva anche ballare. Dopo i primi tempi il Pianetti venne messo al centro di maldicenze in cui veniva bollato come libertino, anarchico e anticlericale.
Saverio Luzzi, Pietro Greco - 13-07-2012
L'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (ICBSA), già storica Discoteca di Stato- Museo dell'Audiovisivo, non c'è più. E' stato soppresso con il decreto legge 95 del 6 luglio 2012. Ci chiediamo perché nel testo di un dispositivo legislativo finalizzato a reali risparmi a livello nazionale viene espressamente nominato un Istituto storico, unico nel nostro paese, che non ha auto blu, non effettua alcuno spreco di denaro pubblico, con un budget ridotto a livelli di sussistenza.

Del resto «Fujtevenne!», sembra dire Fernando Ferroni, coraggioso presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ai giovani ricercatori che hanno appena contribuito a intercettare il «bosone di Higgs» - una delle scoperte più importanti degli ultimi decenni in fisica - e che, quasi in premio, hanno subito un drastico taglio al bilancio del loro Ente e, di conseguenza, alle loro ricerche. L'Italia sta rinunciando al suo futuro. E l'unica prospettiva per voi giovani italiani è andare via.
Marcella Raiola - 11-07-2012
La scuola statale si è accorta di essere completamente e disperatamente sola quando ha visto il Pd difendere la legge sull'autonomia, primo passo verso l'aziendalizzazione della scuola, refrattaria, per la sua specificità, all'accoglienza di modelli di gestione mutuati dalla fabbrica o dall'impresa (come comprende facilmente chi ha un minimo di intelligenza e di sensibilità culturale), quando si è accorta che nessuno fermava gli interessati e vigliacchi attacchi diffamatori contro i docenti precari in lotta, quando ha visto cadere a pioggia, sulle scuole private e confessionali e su volgari diplomifici, milioni di euro sottratti alla scuola pubblica e statale, garante di quella mobilità sociale ridotta oggi al minimo dal concomitante blocco delle borse e degli incentivi che consentivano ai giovani meno abbienti di proseguire gli studi...

Non c'è stato ministro della P.I. che non abbia avuto la personale ambizione di "rivoluzionare" la Scuola solo per passare alla storia come il ministro capace di sostituire l'assetto gentiliano con un nuovo modello. Il problema è che, nel fare ciò, non si è tenuto affatto conto delle istanze di perequazione sociale, di istruzione e di educazione "olistica" cui la Scuola dovrebbe rispondere. Luciano Canfora, nel suo contributo intitolato: "Le ingannevoli riforme", scrive, molto opportunamente, a tal proposito: «Non si può purtroppo riformare davvero in senso egualitario la scuola senza rinnovare alla radice i rapporti tra le classi. Né controbattere che si tratterebbe di impresa smisurata basta a ridurre il contenuto di verità di questo elementare assunto».
Francesco Masala - 07-07-2012
Sul sito del MIUR è apparso il 5 luglio un comunicato/articolo intitolato Il cane di Pavlov, nel quale il ministro Profumo, o chi per lui, con ironia e severità, se la prende con chi pensa che tra il fatto di togliere 200 milioni all'istruzione pubblica e il fatto di dare 200 milioni alle scuole paritarie ci sia un qualche legame.
A me ricorda la storia di un borseggiatore, smemorato, ma gentiluomo...
Francesco Masala - 06-07-2012
Nella "Bozza spending review", uscita sui giornali oggi, si legge, per i DOP, "Al personale dipendente docente a tempo indeterminato che, terminate le operazioni di mobilità e di assegnazione dei posti, risulti in esubero nella propria classe di concorso nella provincia in cui
presta servizio, ecc. ecc.
"; leggendo tutto si capisce che è un meccanismo complicato, con probabile aumento dei ricorsi, e con un lavoro smisurato per segreterie delle scuole e degli USP, per "disperdere" i DOP all'interno della regione di appartenenza.
Poteva, e può, esserci un'altra ipotesi, che però ha il vizio della semplicità, della chiarezza, poco tecnica e burocratica...
Claudia Fanti - 02-07-2012
Con il permesso dell'autrice della dichiarazione di voto che incollo qui, sono fiera di poter rendere onore alla sua voce coraggiosa, sapiente e onesta. Molti oggi cercano di mascherare la situazione reale di tante scuole, le quali hanno tentato di difendere negli anni tempo scuola e scuola a misura di bambini e bambine, però essi non possono nascondere la verità a chi ha esperienza e vero merito.
L'università che vogliamo - 01-07-2012
A un anno e mezzo dalla nomina del suo Consiglio direttivo da parte della ministra Gelmini, mentre ancora sono accesissime le polemiche intorno all'impostazione del più grande esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) in Italia, la nuova Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) propone per le prossime abilitazioni criteri di selezione per commissari e candidati che vorrebbero innovare in senso maggiormente meritocratico lo svolgimento di concorsi già lungamente rimandati, ma che si limitano in effetti a indicare parametri puramente quantitativi, dai quali è impossibile desumere la dignità di studioso (il merito!) di chi si sottopone al giudizio e di chi giudica.
Cristina Braila - 29-06-2012
Dopo una prima "ipotesi di lavoro" di Fioroni, dopo i proclami della Gelmini, in perfetta continuità, stando ai principali giornali nazionali, ora ci prova Profumo: la terza prova all'Esame di Stato, quella interdisciplinare, sarà sostituita dai test standard preparati dall'Invalsi. A nulla sono servite, quindi, polemiche e contestazioni inscenate a maggio dagli studenti. Non a caso i soliti "volontari" pronti a far da cavia già quest'anno sostengono i quiz sperimentali dell'Invalsi.
Gian Paolo Trevisani - 24-06-2012
Tralascio tutti i problemi causati dall'impossibilità di collegarsi a Commissione Web nei primi giorni per soffermarmi sul fatto assai curioso che tutti i verbali di Commissione Web sono in formato .docx. Tale formato è accessibile in maniera ...
Caterina Giulia - 19-06-2012
Questo Governo con le sue scelte e con il modo con cui le impone ai cittadini, ha generato PAURA tra i lavoratori / persone !
Lo scrivo per esperienza diretta e per i racconti di persone che mi sono molto vicine.
Nella scuola, dove lavoro come insegnante, il collegio è muto, il dirigente anzichè esercitare la sua autorevolezza ricorre ad un brutto ed inutile autoritarismo.
Nessuno parla e chi lo fa è messo a tacere in malo modo, senza che nessuno si alzi in piedi, chiedendo di far terminare il proprio pensiero al collega.
La situazione è grave. CHE NE PENSATE?
Lorenzo Picunio - 16-06-2012
Si diffonde in certi ambienti l'idea che ogni intervento sull'handicap è antieconomico, e che il cittadino disabile è un peso e non una risorsa per la società. Non a caso, quando si è aperta la discussione sull'art. 18 sono state poche le voci che hanno fatto presente come le prime vittime della libertà di licenziare sarebbero stati lavoratori disabili, donne incinte, lavoratori vicini alla pensione. Immancabilmente si sono visti arrivare gli effetti di questo "nuovo modo di pensare". Alla ricerca della "spending rewiew" la fantasia italica di molti Uffici Scolastici Regionali si è scatenata nel cercare di tagliare insegnanti di sostegno inventando nuovi limiti, variegati, per le certificazioni. Chi ha rispolverato l'idea di "disabilità uguale invalidità", chi si è lamentato di un'eccessiva disponibilità della Magistratura rispetto alle richieste dei genitori, e così via.
Claudia Fanti - 12-06-2012
Relativamente alla Bozza delle Nuove Indicazioni Nazionali ho inviato alla Commissione alcune annotazioni critiche di metodo e di merito.

1) Mi pare che la "consultazione" abbia tempi, forme, modalità di coinvolgimento e discussione inadeguati a tal punto da risultare poco credibile per poter suscitare un dibattito approfondito e sentito; in particolare il questionario (a tre risposte imposte) rivolto alle scuole viene percepito come un proforma...

Paolo Citran - 08-06-2012
Scrive Eco: Il problema della Stupidità ha la stessa valenza metafisica del problema del Male, anzi di più: perché si può persino pensare (gnosticamente) che il male si annidi come possibilità rimossa nel seno stesso della Divinità; ma la Divinità non può ospitare e concepire la Stupidità, e pertanto la sola presenza degli stupidi nel Cosmo potrebbe testimoniare della Morte di Dio.
La posizione di Eco viene così riassunta da Eugenio Scalfari: la Creazione può anche contenere il Male oltre che il Bene senza con ciò cessar d'essere opera di un disegno intelligente. Ma se uno dei suoi elementi costitutivi è la Stupidità, allora vuol dire veramente che Dio è morto e anzi che non è mai esistito.
Libero Tassella - 07-06-2012
Ma come si fa a pensare a un concorso per trecentomila neo insegnanti, come si fa a pensare a un mega concorso con le regole di venti anni fa, la legge Falcucci la 270/82, come si fa a pensare a creare nuove fabbriche dei sogni come i tirocini brevi o lunghi. Per fare questo, per dirlo, per volerlo, considerata la situazione disastrosa sotto gli occhi di tutti bisognerebbe pensare o che l'esperienza non abbia mai insegnato niente al legislatore di turno ovvero, come credo che sono prevalsi gli interessi politici, sindacali, delle università, delle case editrici a fronte degli interessi dei neo insegnanti, dei cittadini, del Paese.
Tra amenità politiche e sindacali sentite in questi giorni ( l'8 c'è un incontro sull'argomento), le stesse da anni, come si fa a non capire che il modello dell'82 è stato proprio quello che ha concorso a generare il precariato come struttura del reclutamento con il sistema del doppio canale,malgrado la Falcucci che ebbe il merito di ripristinare i concorsi dopo decenni.
Paolo Citran - 05-06-2012
La proposta del ministro è sbagliata, inopportuna e pericolosa perché .........

Perché coloro che dovrebbero valutare sarebbero caporali obbedienti in un sistema managerialburosaurico, a cui verrebbe vietato di esprimere un pensiero autonomo, diverso da quello "unico" che si richiede ad un funzionario obbediente: ovviamente non accetterebbero pensieri e comportamenti liberi e democratici da parte dei "valutandi".
Francesco Masala - 04-06-2012
Ormai sembra normale che anche i dipendenti pubblici si possano (e debbano) licenziare, per un malinteso senso di uguaglianza, se si licenzia nel privato allora lo si faccia anche nel pubblico.
Magari bisognerebbe smettere di licenziare nel privato, ma se lo dici sembri di un altro pianeta.
Penso alla minaccia, non più velata, di licenziare gli insegnanti in esubero.
Ci sarebbe un sistema per ridurre gli esuberi e aumentare i posti di lavoro: costringere chi fa un secondo lavoro a prendere il part time.
E se il secondo lavoro fa percepire (nella media dell'ultimo triennio, ad esempio) più del reddito di insegnante, allora si scelga quale lavoro fare.
Gigi Monello - 04-06-2012
Grande fermento negli ambienti dei consumatori abituali di rivoluzioni copernicane nella didattica. È in arrivo una vagonata di LIM. Per chi non lo sapesse, LIM sta per "Lavagna Interattiva Multimediale": un grande schermo che, mediante videoproiettore, riceve da un PC tutto quanto desiderate; e diventa, all'occorrenza, pannello di navigazione in rete o lavagna tradizionale. Basta far scendere la penombra e il gioco è fatto: il nativo digitale è bello che catturato, preso, immobilizzato e inebetito con le sue stesse armi; l'elettronica multicolore che gli riempie le tasche. Fenomenale. In Sardegna, anni fa sentimmo a lungo parlare di "Marte". La sigla stava per "moduli di apprendimento su rete tecno-educativa"; confesso di avere sempre coltivato il sospetto che chi inventò l'acronimo, pensò prima ad un suono suggestivo e solo qualche ora dopo a cosa dovesse esattamente significare.
Salvatore Nocera - 02-06-2012
Il MIUR ha emanato la circolare sugli esami di licenza media per il prossimo Giugno 2012.
E' interessante e fa discutere la norma che stabilisce nella pubblicazione dei quadri l'obbligo di scrivere, accanto al nome di alunni con disabilità che non conseguono il diploma ma il solo attestato, la dizione "esito positivo", come già avviene da anni per lo stesso caso relativo però agli esami di scuola superiore, in luogo della precedente dizione "non licenziato".
Alla luce delle critiche mosse alla c m n. 48/12, sugli esami di licenza media, circa l'espressione "esito positivo" da porre, nei quadri pubblicati all'albo della scuola, accanto ai nomi degli alunni con disabilità che conseguono il semplice attestato coi crediti formativi maturati, debbo ammettere quanto segue.
Lia - 28-05-2012
Ho girato un sacco di scuole, nella mia zingaresca carriera, e qualche volta mi è capitato di avere cattivi presidi, o presidi così così. Poche volte, ché la scuola continua ad essere un'istituzione fondamentalmente sana nonostante tutto, ma qualche volta è capitato. Mi è successo di vedere cose brutte, di sentirmi chiedere di dichiarare cose non vere, di ricevere pressioni fatte di quieto vivere e non solo. Non mi è successo solo nella scuola di Stato, bada bene: mi è successo lì come nella scuola privata come all'università. La differenza, quando mi è successo nella scuola statale, sta tutta in quello che ho pensato guardando il dirigente che avevo di fronte: "Tu non sei il mio datore di lavoro. Il mio datore di lavoro è lo Stato." Non si ha idea di quanta forza - e di quanto senso di responsabilità - ti dia un pensiero del genere, fino a quando non lo si prova.
Carla Giulia - 26-05-2012
Devi saper fare le sottrazioni: confronto tra lo scientifico tecnoilogico "Brocca" el il niuovo Liceo delle scienze applicate che lo sostituisce (Riforma "Gelmini"). Quanto tempo rimane per aiutare a crescere i "giovani italiani", dal punto di vista culturale, del cittadino e della persona?
Alessandro Montesi - 26-05-2012
Li ha citati anche Monti nel suo primo discorso al Senato: uno strumento per «identificare i fabbisogni» in relazione alla «valorizzazione del capitale umano». Ma cosa sono e come funzionano i test Invalsi? Sopratutto, perché i dati scuola per scuola non sono pubblici, ma solo le medie regionali? Riguardano quasi tre milioni di studenti e sono indispensabili per capire a che punto è la scuola italiana, ma le ombre non mancano. A cominciare dalla trasparenza, visto che solo poche scuole pubblicano i risultati ... Una seconda questione riguarda la presenza di un corpo ispettivo esterno alla scuola.
Claudia Fanti - 24-05-2012
Le prove strutturate Invalsi nella scuola primaria come possono dar conto di alcunché quando proprio gli/le insegnanti di classe attenti alle sfumature e ai cambi repentini di atteggiamento dei loro studenti ogni giorno hanno più di una sorpresa sui cosiddetti livelli di apprendimento?
Molti di noi pensano che la scuola né formi né istruisca proprio quando è fatta della triade "programmi, programma, test"; tale triade ci sembra "utile" soltanto al fine di far rientrare risultati parziali ed estemporanei in schemi prestabiliti. Perché questa mania di etichettare, di mettere nero su bianco ogni respiro, puntando il dito sulle difficoltà, sulle mancanze, sulle lacune?Non ci sono forse i lavori quotidiani a rendere già conto dei risultati raggiunti da ognuno/a in base alle proprie risorse e ai percorsi intrapresi? Si è sicuri che prove strutturate in tempi e modalità decise da altri che non siano gli/le insegnanti possano portare alla conoscenza effettiva dei livelli delle scuole?
Tavolo regionale - 24-05-2012
La Regione Lazio propone di inserire un articolo finalizzato a stornare risorse (1 milione di euro per l'anno 2011 !!) per rimborsare le famiglie che pagano rette nelle scuole paritarie, fino al 25% delle spese sostenute, da 300 a 1.300 euro di contributo, raddoppiabili in caso di alunni disabili. La proposta, firmata della consigliera Tarzia, stava per passare attraverso l'assestamento di bilancio, senza alcun dibattito in Commissione o in Consiglio. Le forze politiche dell'opposizione, che si stanno battendo perché le modifiche non siano approvate, chiedono che i Consigli di Circolo e di Istituto e i genitori si mobilitino, insieme alle OOSS e alle Associazioni, in difesa dei diritti, già indeboliti, degli studenti che frequentano la scuola pubblica statale, scuola di tutti, sottoposta da anni a cattive riforme e a tagli mortificanti che ne stanno peggiorando la qualità.
Laura Alberico - 23-05-2012
L'attentato alla scuola di Brindisi e le sue conseguenze ci fanno pensare che l'ultimo baluardo delle istituzioni civili è stato violentato senza pietà. La cultura, la scuola, quel territorio ricco di ideali e progetti per un futuro migliore sono diventati un bersaglio fragile e indifeso in un clima politico confuso e privo di certezze. Non esiste una guerra e una bandiera, un nemico riconoscibile e identificabile per poterlo combattere. Esiste ed è quasi tangibile l'istinto reazionario che vuol far tacere la libera espressione, le parole con le quali e sulle quali si costruisce il domani, la trasmissione della cultura che aiuta a comprendere il passato e da esso gli insegnamenti per il futuro.
I ragazz* di Villa Roth occupata - 21-05-2012
Abbiamo preferito tacere per qualche ora. Non volevamo scrivere un'ulteriore inutile lettera di sgomento, tristezza o vicinanza per la morte di una ragazza innocente. Né volevamo lanciare slogan o proclami più o meno ideologici sulla vicenda di Brindisi. Per noi Melissa rimarrà per sempre ragazza, e la rabbia per i suoi occhi strappati via alla vita non è esplosa in grida o giudizi dissennati. Non abbiamo voluto farlo per il rispetto del dolore, di quella soglia oltre la quale non vogliamo andare per "restare umani" (che è un imperativo difficilissimo da mantenere nell'Italia di oggi).
Severo Laleo - 19-05-2012
il tuo sacrificio, cara Melissa, con l'infinito dolore dei tuoi cari, la tua sofferenza, cara Veronica, le vostre ferite, care/i ragazze/i, siatene certi, costringeranno noi tutti, Resistenti del 2000, ad aprire gli occhi, definitivamente, perché anche al nostro Paese sia data la possibilità di costruire una via nuova, la vostra, verso la civilizzazione. E toccherà di nuovo alla scuola, con i suoi poveri mezzi e strutture, ma con la generosa e misconosciuta serietà larga dei suoi operatori, seguendo l'intuizione, pedagogica, di Dalla Chiesa, un generale, e di Caponnetto, un magistrato, difendere, contro la violenza mafiosa, la civiltà della mitezza.
Carla Giulia - 18-05-2012
Volevo fare l'insegnante
Q1, A, Q2, 3, Q4, F, Q5, C, Q6 , D, Q7, A 1, B2, C3, D4, Q8, A1,B3,C4,Q9,A,A,A, Q10,A1,B6,C5
Dimmi se sono troppo veloce
Mi raccomando non uscire dalla casellina con la crocetta
Male alla testa, dolore ai muscoli della schiena, nausea, vomito
Oggi è il 16 maggio 2012
Sto "correggendo" le prove INVALSI
Volevo fare l'insegnante
Emanuela Cerutti - 14-05-2012
Chi ritiene che i trascorsi di maestro di strada possano costituire elementi di credito e impegno per la funzione di Sottosegretario asll'Istruzione insegue, probabilmente, lo stesso romantico sogno di chi immagina che un ministro per l'integrazione cresciuto nell'ideale evangelico possa davvero cambiare le regole del gioco in cui è entrato.
Sogno lecito, ma ingenuo, probabilmente, e il risveglio qualche volta è brusco.
Francesco Mele - 12-05-2012
Alcuni studenti della mia scuola mi hanno chiesto informazioni sulle possibili opzioni che hanno riguardo a tali test. Ho deciso allora di rendere palesi le mie considerazioni in modo che ognuno possa decidere e scegliere in modo libero e consapevole, sulla base di quello che pensa di questi test. Quest'ultimo è l'aspetto che più mi sta a cuore come educatore: ogni volta che si deve operare una scelta è bene farsi un'idea propria sulla questione in modo che la decisione possa essere il più possibile personale e frutto di un confronto di idee a favore e contro una certa tesi. Per questo motivo vi invito a documentarvi sulla bontà o meno del metodo INVALSI leggendo pareri favorevoli e contrari, in modo da potervi fare un'idea vostra e scegliere nel modo il più possibile libero.
Girolamo di Michele - 10-05-2012
Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di "valutazione esterna" in italiano è di "accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana". Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di "domande a risposta chiusa" . Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern "Sulle nevi di gennaio". Rigoni Stern, forse per essere un salice nano nella foresta della letteratura, è un autore che non sempre si riesce ad affrontare a scuola: c'era quindi da rallegrarsi del fatto che, dovendo fare un test di misurazione, gli studenti avessero occasione di incontrarlo. Ma l'allegria ha ceduto il posto ad altri sentimenti, una volta esaminate le domande preparate dagli esaminatori, e le risposte indicate come "esatte".
Vincenzo Pascuzzi, Lea Reverberi - 07-05-2012
E arriva il ministro. E arriva la scorta. E arriva la polizia con le sirene spiegate. E, non c'era da dubitarne, tutto è perfetto: la scuola italiana è "molto migliore di quanto non si dica".
E' vero, caro ministro. Ma la verità e le ragioni della verità, in questo come in altri casi, non coincidono.
Se vuole farsi un'idea realistica delle scuole italiane, signor ministro, faccia in modo di arrivare senza preavviso, possibilmente in incognito come il re della famosa favola, e, al di là di numeri, statistiche e delle parate, scopra qual è il mondo che è chiamato a dirigere: la sua ricchezza, la sua povertà, i suoi odori, i suoi rumori, la sua variegata umanità.
Severo Laleo - 07-05-2012
Caro Presidente Monti, non è il caso questa volta di trovare le giuste parole per chiedere un Suo intervento. La situazione è drammatica, ora, e molto pericolosa diventerà, per il futuro, per l'effetto trascinante, verso l'estrema soluzione, definitiva, per i più fragili.Non so se esistono studi circa l'incidenza delle crisi economico-sociali sul numero dei suicidi, né so di studi circa le misure per bloccare il fenomeno. Ma so quante sono ad oggi le persone suicide per crisi, un numero inaccettabile per una società civile, e non solo, e sono imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti, disoccupati.
Stefano Capello - 05-05-2012
L'accordo riguardante il settore educativo del Comune di Torino, raggiunto da Cgil-Cisl e Uil e Comune di Torino stesso, è un pessimo accordo.
Prevede, infatti, la privatizzazione di nove nidi la cui gestione verrà affidata alle cooperative sociali per l'anno 2012-13 e, forse, ad una fondazione ad hoc per gli anni a venire. Allo stesso tempo prevede il riassorbimento delle maestre ed educatrici comunali precarie da parte delle cooperative che avranno la gestione dei nidi .Il Comune di Torino ha ottenuto quello che voleva: infilare il cuneo della privatizzazione all'interno del corpo del settore educativo
Emanuela Cerutti - 04-05-2012
Rubo una canzone che mi fa arrabbiare. Perchè sono donna e perchè so che non sempre le cose che ci circondano sono esattamente quelle che appaiono. E perchè, all'improvviso, mi è venuta in mente un'altra realtà, di genere femminile e di numero collettivo, che potrebbe starci con il testo. All'improvviso non è corretto, però: qualche giorno fa un genitore, straniero e ben integrato, riferendomi di episodi di bullismo locale in una classe di scuola media superaffollata, mi chiede se la scuola italiana è sempre stata così. Ecco, tutto si tiene. Domande e risposte si affollano come gli studenti tra i banchi e faticano a mettersi d'accordo. Però si muovono e cambiano interlocutore.
Forum Mai più precari nella scuola - 30-04-2012
Il MIUR ha deciso di allocare sul sostegno docenti che hanno alle spalle decine di anni di insegnamento delle discipline, nella totale indifferenza rispetto alle esigenze didattiche degli allievi disabili. Altrettanti docenti specializzati ma precari, che hanno seguito un percorso universitario avanzato e che hanno lavorato per anni su posto di sostegno, maturando conoscenze e competenze specifiche, saranno nella pratica spazzati via, epurati. Saranno sostituiti dai loro colleghi costretti a riconvertirsi, demotivati, obbligati ad improvvisarsi in un ruolo mai ambito, formati con un corso breve, sintetico, in buona parte on-line. Tutto ciò significa dequalificare la scuola, non sfruttare al meglio le risorse professionali di ogni singolo docente, calpestare ancora una volta i diritti dei disabili.
Giocondo Talamonti - 25-04-2012
Il travaglio della Liberazione e della Resistenza è passato attraverso infiniti sacrifici ed esempi individuali, offerti sull'intero territorio nazionale dai partigiani combattenti con il concorso fondamentale della popolazione italiana.
Se ai primi va il merito di aver affrontato il nemico con il coraggio della disperazione nel fermo proposito di recuperare con le armi la libertà di un paese occupato, la partecipazione dei cittadini inermi al medesimo disegno è, se possibile, ancor più eroica.
Costoro hanno saputo contrastare la presenza nemica senza armi e a sprezzo della vita, animati solo dal desiderio di consegnare ai propri figli un paese libero su cui costruire il loro futuro.
Claudia Fanti - 24-04-2012
Nelle Indicazioni (che tra poco verranno riviste e forse modificate), Decreto Ministeriale 31 Luglio 2007, l'articolo 3 recita così: "Nella prospettiva della revisione degli ordinamenti degli studi vigenti per la scuola dell'infanzia, per la scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, le istituzioni scolastiche verificano altresì - anche attraverso le pratiche di ricerca/azione - l'efficacia e le modalità di attuazione delle Indicazioni contenute nel documento allegato, utilizzando a riguardo tutti gli strumenti di flessibilità previsti dal D.P.R. 275/1999, con particolare riferimento agli articoli 4, 5 e 6. " Ebbene credo di poter dire con certezza che la tanto decantata "ricerca/azione" è rimasta spesso nelle righe dell'articolo e lì si è fermata. Non per mancanza di volontà di dirigenti e insegnanti, bensì a causa della caterva di impegni collaterali da sbrigare, non ultimo quello relativo alla stesura e revisioni continue negli anni di POF che devono essere condivisi dal collegio, ciò unitamente al lavoro meticoloso con il quale si è stati impegnati a "leggere" i risultati delle prove Invalsi, a prenderne nota per "porre rimedio" alle lacune che alcuni insegnanti hanno creduto di ravvedere nel proprio lavoro didattico in classe.
Paolo Citran - 21-04-2012
Docenti a gran voce proclamano la loro libertà d'insegnamento,
non per difendere il libero pensare
ma per fare i broccoli loro,
parandosi con temprata corazza i deretani
da ogni responsabilità possibile ed eventuale.
Studenti senza bussola
navigano nella complessità,
sull'onda dell'anomia e della demotivazione,
nell' irrealtà virtuale di una generazione.
Claudia Fanti - 08-04-2012
Il nostro tempo di maestre nel tempo accelerato in cui viviamo è speciale. I nostri incontri con bambini e bambine sono ancor più speciali dentro un tempo cornice che vorrebbe co-stringerci. Noi e loro siamo speciali e dobbiamo liberarci dalla morsa e dai tentacoli di chi vorrebbe un'adultizzazione tramite voti, misure, competenze subito spendibili e oggettivamente rilevabili.
La fretta del mondo in cui viviamo con i suoi oggetti frenetici tende ad accelerare il nostro procedere e a gonfiarlo di contenuti in una misura che conserva in sé l'ansia del sentirsi inadeguati, insufficienti, impreparati alla vita e ignoranti in relazione alle conoscenze in ogni campo del sapere.

Lorenzo Picunio - 06-04-2012
Da quest'anno le scuole primarie non hanno più contemporaneità orarie, e quindi si perde ogni possibilità di attività di laboratorio. L'edilizia, in edifici scolastici che ormai sono in gran parte arrivati a 50-60 anni di vita è pressochè un disastro. I servizi che i comuni assicurano alle scuole (mense, trasporti, Itinerari Educativi) sono tagliati dalle finanziarie dei vari governi. Lo stesso accade per i servizi psico-pedagogici delle Asl. Non si chiamano le supplenti, e i bambini vengono divisi per le classi. Non è una richiesta ideologica chiedere che alla scuola sia assicurato il necessario per funzionare: è un interesse di tutta la società, compresi gli imprenditori.
Giocondo Talamonti - 05-04-2012
Ma come mai questa Europa distratta non ci chiede perché non investire in cultura, in saperi, in abilità; come mai nella globalità dei mercati questa Europa distratta non ci impone di creare un numero sufficiente di figure che consentano la crescita industriale; come mai questa Europa non ci chiede conto di quanto abbiamo fatto in tema di orientamento, organizzazione scolastica, formazione, ricerca, innovazione e lavoro? Come mai?
Possiamo serenamente sperare in una disposizione che ci liberi da ladri, da mafiosi, da truffatori e approfittatori?
Severo Laleo - 02-04-2012
E' uscito oggi, su Il Messaggero, un articolo di Giorgio Israel sui "compiti a casa", dal titolo "I compiti a casa, doveri e valori". La tesi, già dal titolo appunto, è subito chiara: i compiti a casa sono un "dovere" ed esprimono "valori", ma con quali stringenti argomentazioni non è dato sapere. Ma lasciamo, sul tema, aggirando la scia di polemica aperta con un Ministro dalle idee confuse, la parola all'autore:
"Ci sentiamo ripetere tutti i giorni che, per superare la crisi e far ripartire il Paese, occorre mettere in campo un rinnovato senso di responsabilità e la capacità di fare sacrifici. ... La scuola non è soltanto il luogo dove si acquisiscono le conoscenze e le capacità adatte a svolgere qualsiasi attività lavorativa, ma anche il luogo in cui si acquisisce l'attitudine a lavorare, che significa anche (o soprattutto) impegno, sforzo, sacrificio...."
Gian Paolo Trevisani - 30-03-2012
A proposito di credibilità, a proposito di articolo 18, a proposito di riforma del lavoro, a proposito delle intenzioni di voler garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ho trovato la circolare n. 9 del 18 marzo 2004 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sosteneva che le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 (riforma Biagi) "sono volte a favorire il ricorso a questa tipologia contrattuale, che in tutti i Paesi europei ha dimostrato di fornire occasione di lavoro di qualità rispetto a prestazioni flessibile o atipiche prive di tutele adeguate per i lavoratori, soprattutto per le fasce deboli altrimenti escluse dal mercato del lavoro (donne, giovani in cerca di prima occupazione e anziani).
Maria Rosaria Marella - 28-03-2012
La questione "valutazione" mi mette a disagio. Mi turba la convinzione che le classifiche di atenei e facoltà che ogni santo luglio ci vengono propinate da Repubblica, Sole 24ore, ecc. utilizzano parametri che chi fa l'università mai eleggerebbe a indicatori di qualità. Mi angoscia la consapevolezza che l'operazione di mistificazione che la retorica del merito mette in atto resta immune ad ogni tentativo di "controinformazione". La lettura di documenti come quello dell'ANVUR, dedicato a «Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale», così pieno di competizione, internazionalizzazione, capacità di attrarre fondi esterni - concetti vuoti, manipolabili, ovvero del tutto estranei all'idea di ricerca che in molti condividiamo, crea in me un senso di profondo disorientamento.
Severo Laleo - 26-03-2012
Leggiamo insieme le ultime notizie sul fronte del "dialogo" (si fa per dire!) a distanza tra le forze politiche e sociali.
La Ministra Fornero puntualizza con disumile piglio professorale: "Sull'articolo 18 il governo non cederà", e il Premier Monti, citando per l'occasione - guarda caso - Andreotti, sfodera, già novello andreottiano, con più umile piglio: "Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche non restare ... ma finora l'Italia si è mostrata più pronta del previsto".
E' una maledizione, questo Paese non cambierà mai!
Pasquale Piergiovanni - 24-03-2012
Per quanto possa apparire paradossale - detto da un libertario - le iniziative del duo Monti/Fornero messe in campo in ambito sociale hanno l'indubbio merito di fare chiarezza e di evidenziare quello che anni di "concertazione" - in cui non si capiva chi fosse il governante e chi fosse il governato - avevano sopito e "annacquato" nella coscienza e nella memoria collettiva: l'esistenza del conflitto sociale. Ovvero l'insanabile conflitto che, da sempre, contrappone gli sfruttati agli sfruttatori. I servi dai padroni. Un conflitto che si attenuerà solo quando uno dei due - storici - contendenti della dinamica sociale avrà definitivamente prevalso.
Salvatore Nocera - 22-03-2012
Un recente articolo della Stampa di Torino sta diffondendo una notizia che crea disorientamento anche negli organi locali del Ministero dell'Istruzione: Alcune AASSLL pretendono siano applicate alle certificazione di disabilità ai fini dell'integrazione scolastica le recenti norme sull'accertamento medico-legale dell'invalidità civile.
Il fatto è questo il decretolegge n. 78 del 2009, convertito dalla l.n. 102/09, all'art 20 ha previsto due nuove norme per l'accertamento dell'invalidità civile e cioè ha pevisto che le commissioni medicolegali siano integrate da un medico dell'INPS ed inoltre ha introdotto una procedura telematica con la quale il medico di famiglia richiede all'INPS un codice, col quale l'interessato, sempre on line chiede all'INPS la fissazione della visita.
Graziella Priulla - 20-03-2012
Si parla ossessivamente dello spread finanziario, ma ce n'è un altro molto più insidioso, di cui invece si parla pochissimo: lo spread culturale. Il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni Novanta insieme alla scarsa capacità d'innovazione, è frutto anche del limitato bagaglio culturale della popolazione. Dalle indagini comparative emerge un dato d'insieme di cui nessuno parla volentieri: solo una parte minoritaria degli italiani ha strumenti sufficienti per orientarsi nella complessità di una società moderna. In Italia c'è ancora (constata Tullio De Mauro) un 66% di persone con insufficiente alfabetizzazione, mentre in Svezia sono al di sotto del 30%: in cifre assolute si tratta di più di trentadue milioni di persone.
Cesp Bologna - 14-03-2012
Per la promozione di una relazione didattica rispettosa della sensibilità dei bambini e delle bambine, per una valutazione plurale, creativa e multiforme che valorizzi le potenzialità e non schiacci sulle capacità, che sia stimolo alla crescita e non educazione alla competitività.
Dal convegno di Bologna sulla Didattica Resistente/Resiliente parte l'invito a maestre e maestri a liberarsi dei voti, almeno nella pratica didattica del mese di aprile.
Claudia Fanti - 12-03-2012
L'amministratore e i suoi funzionari possono stravolgere ogni possibilità di miglioramento annichilendo, bloccando sul nascere e a volte a un passo dal traguardo qualsivoglia atto pedagogico agito in basso e questo accade con una ricorsività che lascia senza fiato, perciò l'azione del salvataggio spetta a noi. Noi possiamo neutralizzare le assurdità ricorrenti con la nostra visione pedagogica, con i nostri pensieri in situazione. Ma dobbiamo avere il coraggio, la passione, la caparbia convinzione che noi valiamo e che ciò che sosteniamo nell'esercizio della nostra professione è da difendere con ogni mezzo. Prendiamo l'iniziativa de "L'urlo della scuola" del prossimo 23 marzo. E' un bellissimo modo di mettere le orecchie a chi non vuol sentire. Auguro a tutti noi e al Paese che la giornata sia un successo, ma anche se non lo fosse (e mi dispiacerebbe alquanto!), credo che il fatto che tanti docenti, genitori, studenti, ricercatori abbiano lavorato insieme, riflettuto, scritto, comunicato all'esterno, sia un valore del quale essere fieri.
Saverio Laleo - 10-03-2012
Il Ministro Andrea Riccardi, per unanime opinione, persona mite e di grande disponibilità al dialogo, con meraviglia di tutti, e sua anche, ha, in un momento di contrarietà, usato la parola "schifo" per definire, a suo giudizio, un certo modo di far politica.
Il suo riferimento era alla decisione/comportamento del segretario del Pdl di far saltare, con la sua assenza, il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.
"Vogliono solo strumentalizzare. E' la cosa - ha detto colloquialmente il ministro - che più mi fa schifo della politica".
Gigi Monello - 07-03-2012
Il più perverso piacere del burocrate ministeriale sta nell'apprendere che la sua formula - inventata per dare a vedere che il mondo è sotto controllo - viene devotamente ripetuta da legioni di impiegati. Creare balocchi di successo che scherzino con l'assurdo; ecco la sua "follia". Esempi da manuale nella scuola, dove trovi formule che assomigliano a scongiuri tribali; come, "sospeso dalle lezioni con obbligo di frequenza". Certo, se uno pneumologo prescrivesse a qualcuno tre giorni di tassativa astensione dal tabacco con obbligo di fumare, ne rideremmo e penseremmo a res manicomialis.
Francesco Mele - 05-03-2012
Car* tutt*
di seguito troverete la relazione illustrativa che abbiamo inviato insieme all'emendamento ai componenti delle commissioni interessate di Camera e Senato.
Sono contenute le ragioni che ci hanno portato alla formulazione dell'emendamento e per le quali vi rinnoviamo l'invito a firmare.
Come vedrete nella relazione si afferma quanto sia importante per noi la valutazione interna (autoanalisi e autovalutazione di istituto) resa obbligatoria dalla L 59/97 - ma che solo poche scuole fanno - e che vede coinvolti tutti gli attori del processo educativo - docenti, studenti, genitori, non docenti, dirigenti - in una "riflessione sistematica ... sulle pratiche professionali esistenti come primo passo di un processo di miglioramento" (adattato da progetto ISIP - OCSE CERI - 1982-86).

Giocondo Talamonti - 03-03-2012
Attualmente, il compito di suggerire ai giovani che escono dalla scuola dell'obbligo quale percorso formativo intraprendere, è affidato alle cure materne delle insegnanti di lettere, spesso all'oscuro di strategie di mercato, le quali prendono come unico riferimento le inclinazioni del ragazzo, dedotte dai giudizi acquisiti in sede di scrutinio di classe.
Più che di 'orientamento', questa operazione può essere definita di 'smistamento'. La confusione è amplificata dalle famiglie, le quali, prive anch'esse di informazioni utili a ipotizzare i campi di maggior sviluppo occupazionale, decidono di far intraprendere ai propri pargoli indirizzi di studio condizionandoli alla scelta fatta dal vicino di casa, o dall'amichetto del cuore.
Severo Laleo - 01-03-2012
Il governo Monti ha un procedere davvero diverso dai tanti governi della storia repubblicana. E' terribile, riesce, ad una parte, a infliggere, sbagliando di grosso e per l'ideologia dei conti, sofferenze reali a troppe persone senza tutele; e, dall'altra, riesce a seguire una linea di "civiltà", a volte, oltre i valori liberali. E' il caso del limite, a 300 mila euro, per gli stipendi dei manager di Stato.

Severo Laleo - 25-02-2012
"La laurea serve: dà opportunità e salari migliori (dati Isfol-Alma Laurea). Con CEPU ti laurei prima e sei più preparato".
Questo è il messaggio pubblicitario di CEPU per attirare clienti. E insieme profitti. Del resto, la laurea, cos'è per CEPU? Un'opportunità di profitto "prima" degli altri. E con più "preparazione".
Senza pudore si annuncia un teorema sfacciato: meno tempo di studio, più preparazione finale! E vai!
Ma qual è la risposta della Scuola di Stato?
Claudia Fanti - 20-02-2012
Non appassiona per nulla tutto questo vociare di valutazione di sistema.
Cade male, molto male. Sì, perché la scuola spesso è più avanti. Ci si è già accorti da tempo che la valutazione per fungere da stimolo al miglioramento deve farsi il più possibile discreta. Deve camminare in punta di piedi come una ballerina. Da tempo immemorabile abbiamo capito che rifarsi a modelli stranieri non ha senso.
Vorrei farvi immaginare "addirittura" una scuola che non dà voti, che non assegna punteggi, che non scrive bravo o bravissimo su quaderni o elaborati.
Seguitemi, per una volta, nell'osservazione di un bambino che entra in prima classe e con le sue maestre e i compagni lavora per tutta la durata della scuola elementare, libero da un giudizio esterno a lui sconosciuto.
Lorenzo Picunio - 18-02-2012
Compie novant'anni il maestro Mario Lodi, una colonna della scuola attiva italiana (quasi ognuno che è stato bambino negli ultimi trent'anni ha letto a scuola "Cipì"). Nominarlo senatore a vita sarebbe un modo per dimostrare che la scuola è importante, che il valore dell'istruzione è riconosciuto, che le politiche di sostegno alla conoscenza vincono sui tagli indiscriminati. Poi serve anche altro, ma il segnale sarebbe importante.
Claudia Fanti - 14-02-2012
E' vero che molti insegnanti hanno una pregiudiziale nei confronti di un sistema di valutazione nazionale. Verissimo! Ma forse hanno ragioni da vendere, visto il modo in cui ogni "novità" piove come una meteora sulle loro teste senza che esse (le teste) siano mai state consultate! D'altra parte, che il corpo docente sia unicamente chiamato a eseguire, è una consuetudine tutta italiana che ha radici molto antiche. Viene in mente il mitico Maestro di Vigevano! Si sperava che nel terzo millennio qualcosa cambiasse. E' vero anche che l'Europa chiede di "allinearsi".
Per ora si dice che verrà abbandonata in un primo momento l'idea della premialità dei docenti e che sull'argomento spinoso verrà avviata una consultazione tra rappresentanze (?) di docenti.
Francesco Mele - 13-02-2012
Una nuova genia di educatori si aggira per le lande della Contea di Mutina, li chiamano ormai "i vendicatori" e fondano il loro credo pedagogico su un disinvolto utilizzo della cosiddetta "didattica coattiva" che vede la ritorsione (una volta in volgare la chiamavamo vendetta) come strumento privilegiato per educare le giovani generazioni.
Questa innovativa filosofia pedagogica che sta prendendo piede in alcune delle nostre scuole, vede tra le illuminate figure di riferimento una coppia di presidi/gladiatori della nostra Contea, di cui andare decisamente orgogliosi, che ripescano direttamente dalla cultura dell'Impero i fondamenti della loro visione dell'educazione: tutti i mezzi sono buoni per piegare la volontà e la resistenza di giovani riottosi e ribelli che si permettono di volgere il loro sguardo fuori dal tranquillo percorso pensato per loro dalla scuola, dai libri di testo, dai loro docenti illuminati. Un guardare e ricercare altrove che può rivelarsi molto pericoloso per il futuro dell'intera società civile.
Claudia Fanti - 11-02-2012
Francamente non capisco dove condurrà il sistema di valutazione che si va profilando all'orizzonte prossimo.
Mi si consenta il dubitare del successo pratico su vasta scala dell'iniziativa. Mi interesso di altro, di ciò che riguarda il rispetto dei modi di apprendere di bambine e bambini.
Lucio Garofalo - 10-02-2012
Per la serie: una risata (oppure la neve) li seppellirà
Ci mancava solo il Blizzard, la terribile bufera di ghiaccio proveniente dalle steppe siberiane, a completare l'immensa scalogna che ci perseguita ormai da troppo tempo.
In queste ore l'intera penisola è sferzata da una furiosa tormenta di neve accompagnata da un vento gelido tipico delle regioni artiche, per cui sembriamo sprofondati in piena "era glaciale", benché non si vedano circolare i mammut o le tigri dai denti a sciabola.
Laura Alberico - 10-02-2012
In questi giorni il clima lancia la propria sfida agli uomini, li sottopone a vere e proprie prove di resistenza ricordando loro che la vita e la sopravvivenza sono legate all'ambiente e alle sue trasformazioni più di quanto si possa immaginare.
Lorenzo Picunio - 07-02-2012
L'Ufficio Scolastico regionale per il Veneto chiede alle scuole di comunicare a febbraio i dati sugli alunni disabili per l'anno scolastico a venire, comprese le richieste di maggior sostegno o di classi meno numerose. L'intento è buono: poter determinare il numero degli insegnanti a giugno e non a settembre, e quindi diminuire il turn over degli insegnanti stessi.
Non solo: ma viene fatta balenare un'altra possibilità positiva: alle scuole un organico funzionale (incrementato del 3% circa rispetto all'organico fissato per legge per le classi), per coprire supplenze e necessità eventuali, misurato sulla serie storica degli ultimi anni.
Severo Laleo - 06-02-2012
1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.

V. Scelgo di fare l'insegnante per essere a disposizione piena, e sempre dalla parte, delle persone in età/condizione di formazione. Con amore.

2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni.
Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.

V. Non so se la meraviglia e il desiderio di libertà siano innati, ma insegnerò certamente per favorire i processi di autonomia/indipendenza/libertà di tutte/i le/gli alunne/i in qualche modo in contatto con la mia professionalità. Non avrò con le/gli alunne/i alcun rapporto di superiorità/inferiorità, ma solo e sempre rapporti di parità, pur nella differenza dei ruoli.
Claudia Fanti - 02-02-2012
Non credere signore che noi non ti capiamo quando ci parli con quel tono pacato, sereno, distaccato, a volte rotto da qualche cedimento che fa tanto umano.
Tu e l'altro potere che è quello dei media che ti danno voce concedendo a volte un contraddittorio dove tu non sei più e non potrai sentire, siete le due facce della medaglia di una sirena moderna che usa le parole come un refrain inestinguibile, martellante per ottundere le coscienze, per annichilire la capacità di discernere dei tanti che stanno lì appesi a una speranza di cambiamento.
E dite e dite e dite sempre le stesse cose fino a farle entrare non soltanto nel lessico quotidiano, ma addirittura nel sogno di un cambiamento agognato: quello di un' Italia più giusta.
Giocondo Talamonti - 31-01-2012
I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.
Lucio Garofalo - 30-01-2012
"Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari - così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro "Uscita di sicurezza" - Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l'argomento della tenuta sistemica dell'euro (...) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (...) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon".
Emanuela Cerutti - 28-01-2012
Inizialmente mi è parso strano: la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio avviene a poca distanza dall'introduzione di una nuova certificazione, che ha compiuto il suo primo anno di vita proprio in questo mese di gennaio 2012.
Mi riferisco al "Livello A2 di conoscenza della Lingua italiana", necessario agli stranieri che fanno richiesta di permesso di lungo periodo, secondo la normativa europea. Ne abbiamo trattato su queste pagine e non mi dilungo.
Mi soffermo invece sull'apparente contraddizione. Da un lato il mercato del lavoro si apre a forme di reclutamento liberalizzate, nelle quali conta di più il contenitore del contenuto e il prestigio dell'ente certificatore garantisce meglio di quanto possa la dichiarata competenza del laureato.
Dall'altra la stessa competenza mantiene invece il suo valore tout court e se il titolo non c'è il foglio di carta è messo in attesa.
Claudia Fanti - 28-01-2012
Quante volte si legge che i ragazzi sono un problema: qualunque sia il modo in cui lo si dice, la sensazione che i bambini e i ragazzi avvertono è quella di essere un problema. Effettivamente tutto ruota intorno al "problema" giovani, dai più piccoli ai più grandi! E', la nostra, una civiltà di vecchi che pensano sui e intorno ai giovani, anziché pensare con i giovani. Anziché lasciarli liberi di farsi male con i propri pensieri e di metterli alla prova. La nostra è una civiltà della sicurezza: le emozioni fanno male, le esperienze fanno male, il dolore vero fa male (meglio quello rappresentato in tv!), parlare della morte fa male, il sapere "difficile" fa male, la filosofia fa male, la storia fa male, perfino le fiabe fanno male, il compagno "difficile"fa male... la vita va tenuta in naftalina.
Laura Alberico - 23-01-2012
Le categorie servono a darci un ordine mentale, ad avere una visione della vita il più possibile giusta e priva di ambiguità. Così da piccoli si impara a distinguere il bene dal male, poi si cresce e, purtroppo le due sponde si avvicinano ed è sempre più difficile riconoscere chi sta da una parte o dall'altra. In questa situazione, spettatori o protagonisti di una realtà confusa il mondo continua a mostrare uno scenario multiforme in cui le vicende diventano un pasto obbligato da consumare, in solitudine o in compagnia.
Ogni tanto però si verificano eventi tragici ...
Lucio Garofalo - 21-01-2012
Ovvero come imparare in modo piacevole e divertente

Da tempo coltivavo l'idea di scrivere un trattatello pedagogico, magari sotto forma di romanzo breve, oppure un resoconto dettagliato, o quantomeno un articolo, per provare a documentare e descrivere minuziosamente, ma soprattutto a rielaborare sul piano della riflessione teorica, un'esperienza pedagogica senza dubbio originale (per cui ne rivendico l'esclusiva), concepita ed affinata nel corso della mia carriera professionale.

Mi riferisco ad un'invenzione metodologica alquanto personale che ha arricchito e perfezionato in termini di efficacia creativa l'azione didattica quotidiana, ottenendo riscontri educativi indiscutibilmente apprezzabili, talvolta persino eccellenti. Infatti, ovunque sia stato sperimentato, questo sistema pedagogico alternativo ha registrato reazioni favorevoli, entusiasmando gli alunni delle varie classi in cui è stato introdotto.
Raffaele Carcano - 19-01-2012
Egregio Dirigente,
gli insegnamenti alternativi a quello della religione cattolica sono un diritto conclamato, hanno costi coperti dal bilancio statale e la scuola è obbligata a garantirne l'attivazione.
La circolare MIUR n. 110 del 29 dicembre 2011 stabilisce al punto 6 le modalità con cui avvalersi delle attività alternative alla religione cattolica nell'anno scolastico 2012/2013.
Certi della Sua attenzione all'arricchimento dell'offerta formativa, al rispetto della libertà religiosa e del diritto all'istruzione, al fatto che la scelta delle alternative all'insegnamento della religione cattolica (IRC) non deve dar luogo ad alcuna forma di discriminazione, La invitiamo ...
Claudia Fanti - 18-01-2012
Tralasciando ciò che l'istituzione ci impone con i suoi ritmi e le sue circolari, oltre che con progetti spesso piovuti dal territorio che la stessa assume anche per motivi economici, vorrei entrare subito nell'argomento che preme e cioè il rapporto fra il soggetto insegnante e il soggetto bambino/a.
Ci troviamo dinanzi a sfide che ogni anno, proprio nella quotidianità, nella pratica, potrebbero mutare anche repentinamente: cambio di classe, supplenze tappabuchi, compresenze che saltano, trasferimenti, sostituzioni di insegnanti in classi abituate in un certo modo. Non sempre si ha la fortuna di avere un ciclo di cinque anni con gli stessi bambini. E anche quando si è tranquilli di averlo, ci sono gli inserimenti di alunni che provengono dall' esterno, magari stranieri che non parlano la nostra lingua. Queste sono le situazioni "normali" e differenti. A volte, sempre più spesso, nelle classi ci sono bambini che presentano qualche disagio, ribelli. L'insegnamento, quindi non è uno, così come non lo è l'apprendimento.
E' sicuramente un lavoro tormentato fino alla fine della carriera e anche non compreso.
Lorenzo Picunio - 16-01-2012
L'inserimento nella scuola pubblica dei bambini con disabilità è un grandissimo risultato di civiltà, sancito in modo definitivo dalla legge 517 del 1977. L'esperienza di più di 30 anni dimostra quanto quella scelta abbia fatto il bene non soltanto dei bambini disabili, ma anche di tutti quei cittadini adulti di oggi che sono stati nelle scuole, da alunni, a contatto con i bambini disabili. Ogni individuo è una ricchezza, ognuno ha qualcosa da dare alla collettività. Quella dell'inserimento dei bambini e ragazzi con disabilità nella scuola di tutti è un'esperienza italiana che meriterebbe di essere generalizzata negli altri paesi.
Claudia Fanti - 14-01-2012
Non mi pare che la proposta che sta circolando sulla stampa di ridurre il percorso prima delle superiori a 12 anni sia risolutiva della dispersione. Affrontare la dispersione è un tema che non riguarda le riforme di sistema (che francamente hanno mostrato tutta la loro fragilità e dannosità e che per poterle valutare occorrerebbero 20 anni), bensì le modalità in cui si insegna e si apprende nel contesto. Poi per i ragazzi ci sarebbe bisogno ovviamente di una rete di protezione sociale anche esterna alla scuola. Altro che spedirli fuori un anno prima. A fare che cosa?
Stefano Capello - 13-01-2012
Ieri sera dopo mesi di assemblee, iniziative e promesse non mantenute, dopo lo sfratto dalle residenza universitaria Paolo Borsellino di ieri di due giovani studenti iscritti al politecnico, il movimento degli studenti e borsisti edisu ha occupato la residenza universitaria sita in Via Verdi 13 a Torino.
Questa struttura era stata chiusa l'anno scorso per ristrutturazioni mai avviate ed ha una capacità di oltre 200 posti letto.
Il motivo della protesta è la mancanza di più del 70% dei soldi necessari per coprire le borse di studio universitarie regolarmente bandite e messe in concorso: in sostanza più di 5000 studenti ritenuti idonei non vedranno un euro.
Giocondo Talamonti - 13-01-2012
Niente di meglio dei numeri per valutare l'entità di un fenomeno.
Il riferimento è alla presenza degli extracomunitari nella nostra città: circa 14.000, vale a dire il 15% circa della popolazione residente (20.000 nell'intera provincia). E' un piccolo esercito che la mobilità dei popoli, il richiamo economico, il clima, l'accoglienza hanno attratto, nonostante le restrizioni delle leggi in tema di immigrazione e a dispetto di posizioni antiesterofili sostenute da alcuni partiti nazionali. La storia personale di ognuno di essi è quasi sempre tinta di tristezza, di fatti di miseria e privazioni, improntati al dolore per l'abbandono della propria terra.
Debora Billi - 07-01-2012
In Grecia ci sono già bambini che hanno fame, e malati che non hanno medicine. A pochi mesi dall'inizio della crisi, a pochi chilometri dalle nostre coste.

Quando ho letto questa notizia pensavo fosse l'esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile.

Parlando con il sito online Newsit.gr, la donna ha affermato che nelle ultime settimane "sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche' i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve", mentre gli insegnanti delle scuole intorno all'istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come "propaganda", si e' visto costretto a riconoscere la gravita' del problema.
Lucio Garofalo - 05-01-2012
Il "manuale" delle concezioni complottiste è il Mein Kampf di Hitler, nonché le opere di Alfred Rosenberg, l'ideologo ufficiale del nazional-socialismo. In particolare, il Mein Kampf rappresenta una sorta di "bibbia" contemporanea per i suoi epigoni.
Senza correre il rischio di esagerare si potrebbe definire il Mein Kampf come il "testo sacro" dei sostenitori più fanatici del complottismo, il modello teorico e la principale fonte d'ispirazione a cui attingono le più assurde dietrologie esoteriche di matrice nazista o cripto-nazista. Ma lo stesso Hitler si ispirò a sua volta ad un libro intitolato L'ebreo internazionale, scritto da Henry Ford, il noto imprenditore americano. Nel Mein Kampf Hitler cita testualmente frasi deliranti tratte da questo libro che influenzò notevolmente l'ideologia antisemita alla base della propaganda hitleriana.
Francesco Di Lorenzo - 30-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



In Italia, ascoltando il neoministro, si potrebbe dire, dal punto di vista generale, che il 2011 è iniziato male ed è finito peggio, con timidi segnali di speranza solo negli ultimi giorni di dicembre. Tali segnali, è chiaro, dovranno essere confermati dai fatti.
in Australia, una ricerca dell'Università di Sidney sostiene che la bocciatura scolastica non porta nessun beneficio. Naturalmente la ricerca non servirà a convincere i duri e puri che pensano di salvare la scuola con le bocciature. Darà, però, un po' di ossigeno a tutti gli altri, quelli che negli ultimi tre anni erano guardati a vista e indicati come degli zombi. Arriva sempre il momento della riscossa. E a fine anno una piccola rivincita, è benaugurante.
Claudia Fanti - 29-12-2011
Mentre il governo in carica si affanna per riportarci almeno a galla, noi della scuola non sappiamo quale sia il nostro destino e quello delle nostre fatiche per reggere l'impatto del tempo tiranno in cui viviamo.
Eppure a qualcuno di noi piace ancora pensare a un futuro auspicabile nel quale sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singolarità, umanità. Un rispetto che tenga conto dei volti delle persone che ci guarderanno dai banchi, nei corridoi spogli, nelle aule, nei laboratori. Ecco, mi piacerebbe che quando si scrive o ragiona di scuola, lo si facesse senza definire per categorie la cosiddetta utenza: i giovani, le famiglie, i disabili, gli stranieri...mi piacerebbe che si decidesse di "vedere" le persone e le loro infinite modalità di approccio all'esistente, al sapere, al quotidiano vivere.
Laura Alberico - 23-12-2011
Un termine nuovo che ricorre sempre più spesso e ci fa riflettere sulle difficoltà economiche che aumentano sempre di più nel nostro paese. I nuovi poveri non mostrano il volto dell'emarginazione e della solitudine, difendono ancora la loro dignità lottando ogni giorno contro le difficoltà della vita quotidiana, un treno che non si ferma più per accompagnare e accogliere chi ha bisogno di lavorare e di contare ancora per gli altri e per la società. I nuovi poveri hanno perso la loro visibilità, giovani ancora per arrendersi alle evidenze e troppo vecchi per credere ancora di ricominciare una nuova vita.
Coordinamento Scuole Elementari di Roma - 22-12-2011
A seguito dell'assemblea del 24 novembre 2011 e del presidio al Ministero dell'Istruzione del 19 dicembre 2011, il Coordinamento Scuole Elementari di Roma ha deciso di sostenere un ricorso collettivo per l'assegnazione del numero delle ore di sostegno necessarie agli alunni diversamente abili e per il rispetto del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni diversamente abili.
I genitori interessati al ricorso devono, al più presto, richiedere negli Uffici di Segreteria della scuola l'accesso agli atti: l'avvocato ha detto che è molto importante che la data del protocollo sia entro dicembre.
Emanuele Rainone - 21-12-2011
Caro Ministro della Pubblica Istruzione, se vuole bene alla scuola, si dimetta. Non mi riferisco ovviamente al Prof. Profumo, ma proprio al Ministro, al suo ruolo e alla sua funzione. È una semplice constatazione: negli ultimi vent'anni, se non ci fossero stati ministri dell'istruzione, la scuola sarebbe andata sicuramente meglio. Tutte le grandi riforme annunciate e attuate a metà sono andate contro la scuola e non hanno fatto altro che aggravare una situazione di crisi permanente. La scuola, come del resto la società italiana, ha resistito alle incompetenze e alle bizzarrie - per usare un eufemismo - della politica. Ha resistito significa che ha in sé il movimento vitale del tutto autonomo per continuare da sola e la politica è stata semplicemente un corpo estraneo legittimato a strapazzarla a seconda dei capricci dei potentati di turno. Ma guardiamo all'oggi: tale regola purtroppo non aveva ancora la possibilità di essere falsificata o riconfermata dal nuovo ministro, ma sono bastati pochi giorni ed ecco che il brivido della falsificazione dovrà attendere forse ancora qualche tempo: 'concorso per 300.000 insegnanti entro il 2012; motivo: vogliamo i giovani!'.
Le illustro il mio caso personale...
Una bimba e la sua mamma - 21-12-2011
anche quest'anno ti scrivo per ricevere dei doni.
Mi chiamo Giulia e faccio la IV elementare in una bella scuola. A volte starei a casa volentieri con la mia mamma, ma poi penso agli amici e alle maestre ai giochi fatti insieme, alle discussioni ma anche alle tante cose che imparo, che la mia mamma dice mi serviranno da grande, e allora corro verso la mia scuola.
Nella mia scuola sono cambiate tante cose, da quando ci veniva mia sorella che ora fa la prima media. Quando sono entrata io avevamo due bidelle che ci aiutavano per andare in bagno o per trovare la giacca giusta all'uscita. Ora ne abbiamo mezza e al mattino la campanella la suona una delle maestre.
Francesco Masala - 20-12-2011
Profumo è comunque intenzionato a procedere nella riapertura dei concorsi. Ha detto il ministro: "Oggi l'età media degli insegnanti è intorno ai 40 anni". Va abbassata per venire incontro alle esigenze delle nuove leve laureate e degli stessi studenti...

Claudia Fanti - 19-12-2011
Quando sento parlare in ogni dove di patto intergenerazionale con la ragione che dovremmo cedere a qualsiasi ricatto-manovra in silenzio, mi arrabbio e mi indigno: si fa presto a falsificare la storia del dopoguerra quando la memoria è corta. Il '68 perché esplose? Perché negli anni '70 anche noi giovanissimi di allora eravamo precari? Perché molti fra noi erano costretti a lavorare in nero con compensi da fame come ora? Perché i figli dei disgraziati erano espulsi dal percorso scolastico molto più di ora? Quanti furono che poterono permettersi l'accesso all'università? Quanti soprattutto al sud (ma non solo), fra i giovani, furono costretti a lavorare all'estero? Magari alla catena di montaggio di un'industria tedesca per poi tornare con un po' di spiccioli da convertire in studio? Quanti fra noi avevano il riscaldamento in casa e mangiavamo proteine?
Lorenzo Picunio - 09-12-2011
Avevamo un'ottima scuola di base, in Italia. Mario Lodi, Bruno Ciari, andando indietro fino a Maria Montessori, ne sono stati - come dire - i padri fondatori. Innestata su un filone forte di attivismo cattolico e socialista, su una battaglia per l'istruzione che si è combattuta per cent'anni contro resistenze di ogni tipo. Il nerbo solido dell'Italia unita, nord con sud, città con campagna, fino alla grande conquista della legge 517/1977 con l'inserimento degli alunni disabili nella scuola di tutti; e fino all'altra grande battaglia ancora in corso, quella per l'inserimento dei "nuovi italiani".
Non l'hanno ancora del tutto sfasciata, questa scuola di base.
Emanuela Cerutti - 09-12-2011
Fa davvero impressione leggere il richiamo valutativo del prof. Profumo al ritorno dalle prove di accertamento linguistico indette dal Mae gli scorsi giorni.
Non entro in nessun altro tipo di merito, perché la questione degli insegnanti all'estero è annosa e conflittuale. Non mi soffermo sui ritardi enormi di tali prove, e neppure sull'intenzione direi piuttosto chiara di limitare fortemente il pubblico anche all'estero. Non cito nemmeno la nuova legge che, infilata nell'ultimo milleproroghe, ha modificato quasi di soppiatto la durata dei mandati, creando situazioni di evidente disequità.
Resto alla valutazione, quella finalizzata al miglioramento della scuola e organizzata per "prove".
Prove ripulite da rischi soggettivi, "strutturate e standardizzate" che, tra l'altro, permettano un trasparente e, appunto, oggettivo confronto.
Bene. E' la seconda volta in pochi mesi che i nostri apparati "valutativi" utilizzano questo sistema.
Claudia Fanti - 08-12-2011
Mi permetto di attaccare senza preamboli questo mio breve scritto.
Mi riferisco all'incontro di ieri, 7 dicembre, al Cnr, che vedeva l'introduzione del Ministo Profumo.
In particolare mi riferisco alla questione del merito di scuole e prof.
E' incredibile. Ma è questo il problema dei problemi?!
Impensabile che si voglia vendere fumo mentre i giovani insegnanti non trovano posto, gli edifici invecchiano; mentre gli alunni aumentano e al contempo scarseggia tutto dentro aule, bagni, corridoi, biblioteche, segreterie, dentro le nostre tasche, nelle nostre menti bombardate di spread, tasse, nuovi e vitali problemi insorgenti...e nonostante ciò lavoriamo con senso del dovere.
Posso osare col dire che è volgare e iniquo?
Lucio Garofalo - 05-12-2011
Prime impressioni a caldo circa le "medicine amare" prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua "equipe medica". Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l'andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l'Italia. Di conseguenza, servirà un'altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni.
Francesco Masala - 01-12-2011
Abbiamo imposto gli slogan "equità e sacrifici" e "patto generazionale".
Ecco come si fa: una patrimoniale straordinaria per i patrimoni a partire da 1,5 milioni di euro, a scaglioni verso l'alto, si riprende in mano lo scudo fiscale, si fanno patti con Svizzera e altri paesi semilegali, dal punto di vista finanziario, e si chiudono i rapporti con i paradisi fiscali, puntando all'esproprio di quelle ricchezze lì depositate, per tassarle come fa Equitalia a qualsiasi cittadino italiano.
Per quanto riguarda le pensione si mette un tetto alle pensioni, pari a cinque volte la pensione sociale, tanto chi ha avuto redditi e contributi alti qualcosa da parte l'avrà messo, ogni dirigente pubblico e privato dovrà percepire un reddito pari a 10 volte il reddito di un dipendente medio....
Francesco Paolo Catanzaro - 29-11-2011
"I ruoli e le competenze dei dirigenti e degli insegnanti per quanto riguarda i DSA": è stato l'argomento di studio di una giornata presso l'I.P.S.S.A.R. Piazza di Palermo nel giorno 26 novembre 2011, organizzata da DIRSCUOLA in collaborazione di GIUNTI SCUOLA. Gli interventi sono stati autorevoli e ben calibrati da parte di Paola Pasotto della Giunti Scuola, di Mariangela Fontanesi dell'ANP, di Maurizio Gentile dell'USR Sicilia e del prof. Giacomo Stella, Responsabile del Centro Regionale per le disabilità linguistiche e cognitive in età evolutiva, Professore associato di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Psicologia. Università di Urbino, Presidente dell'Associazione Italiana Dislessia.
Lucio Garofalo - 24-11-2011
Dalle dichiarazioni programmatiche ancora vaghe e generiche, al punto che Monti è stato definito un "democristiano", si evince un'assenza di discontinuità rispetto alla linea del precedente governo, mentre si coglie un nesso con la politica berlusconiana sul fronte economico e sociale, in particolare sul tema dell'istruzione. Non a caso, nel discorso di insediamento, Monti ha richiamato l'istituto dell'INVALSI, indicato come base di un presunto meccanismo "meritocratico" da introdurre nel mondo della scuola per determinare la carriera economica e professionale degli insegnanti.
Francesco Paolo Catanzaro - 15-11-2011
Le nuove direttive del governo tecnico dovrebbero orientarsi verso un recupero di tutti quei valori che il precedente aveva sacrificato e calpestato, pur di portare avanti la sua politica di "tagli". Valori che sono alla base della "felicitas civile" e del progresso della nostra Nazione.
Lucio Garofalo - 14-11-2011
Mediante un bombardamento incessante e quotidiano, i mass-media agitano lo spettro terrificante dello "spread" o del "default", in modo che l'opinione pubblica di una nazione sia messa nella condizione di accettare anche la soluzione più estrema e dolorosa. Si pensi al clima di "emergenza nazionale" provocato in modo puntuale da chi mira a legittimare e cavalcare "rivoluzioni" antidemocratiche che si inseriscono in un piano di ristrutturazione economica e ricomposizione del capitalismo su scala globale.
Reginaldo Palermo - 12-11-2011
In attesa del formale conferimento di incarico per la formazione del nuovo Governo incominciano già le ipotesi e le illazioni sui nomi dei futuri possibili ministri.
Per quanto riguarda il Ministero dell'Istruzione sono circolati nelle ultime ore i nomi di Rocco Buttiglione e Maurizio Lupi che sembrano ormai fuori gioco dal momento che se il Governo sarà presieduto, come è ormai quasi certo, da Mario Monti non si sarà certamente posto per i politici.
Un altro nome che è stato fatto è quello di Francesco Profumo, presidente del CNR.
Più consistente appare invece la candidatura di Giorgio Vittadini, già fondatore della Compagnia delle Opere...
Emanuela Cerutti - 11-11-2011
Retrovie.
Laddove le notizie arrivano impure, mediate, attraversate dal telefono senza fili del gossip, dello scoop, dei "salotti" buoni.
Nelle retrovie, ragazze e ragazze, ma anche donne e uomini, attendono.
Di capire.
Più o meno come la bella piemontese, vacca di alto lignaggio, attende il suo inevitabile carnefice.
Lo sapete voi cosa succede, voi, abitanti dell'urbe? Succede che la stalla si zittisce, i gatti si accoccolano e i cani da guardia guardano impotenti.
Lui arriva, fa il suo lavoro e voi, domani, voi mangerete: ottime costate non troppo al sangue.
"Mors tua vita mea": così è sempre stato. Il motore, dio volesse immobile, non ha mai smesso di agitare i suoi ingranaggi.
Collegio dei Dirigenti provincia di Arezzo - 10-11-2011
La situazione della scuola "reale" è da tempo preoccupante. Dopo gli ultimi tagli, accorpamenti e nuovi dimensionamenti, la sua destrutturazione appare evidente.
Di questo passo, a breve, la scuola pubblica, chiamata costituzionalmente a svolgere l'insostituibile funzione educativa e formativa delle nuove generazioni, sarà privata di ogni possibilità di futuro.
La pervasività dei guasti non appare ancora all'opinione pubblica nella sua profonda portata, ma chi vive nella scuola (nelle presidenze, nelle aule, nelle segreterie e negli uffici dell'amministrazione), chi è a contatto con la condizione giuridico-normativa, organizzativa e finanziaria e con la gestione quotidiana del sistema sente che gli scricchiolii e le crepe sono sempre più vasti.
Francesco Masala - 09-11-2011
Oggi si parla di confisca solo per i beni di origine mafiosa.
E se resuscitassimo questo istituto del diritto romano, anche per altri tipi di reato? Penso alla corruzione, ai reati di una certa gravità nell'esercizio del potere, al deposito di denaro nei paradisi fiscali, sottraendoli all'imposizione fiscale, all'aver causato diminuzioni al prestigio del paese (da parte dei governanti).
Per i primi reati decida la magistratura, per quest'ultimo reato decida il popolo, una votazione o un sondaggio, e via, in questi tempi di democrazia maggioritaria.
Laura Alberico - 08-11-2011
Fino a che punto la poesia, i sentimenti riescono ad essere reali, tali da essere visti, toccati con mano? La risposta è sotto gli occhi di tutti in questi giorni che assistiamo al fervore di tanti giovani che si sono impegnati per rimuovere macerie e fango nella città di Genova.
Angeli eppure ragazzi come tanti, quelli che sembrano tutti uguali in una società che non regala nè promette più di tanto per il loro futuro.
C'è una poesia che non segue regole metriche nè si impara a memoria, è quella che nasce dal cuore e dalle idee, dall'altruismo e dalla speranza, parole che nei momenti più critici possono essere ancora vere e significative.
Lucio Garofalo - 07-11-2011
Il nostro è davvero un mondo i cui "eroi" sono per lo più figure mediocri e disilluse, pavide e pusillanimi? Così pare, purtroppo. Serve allora una risposta rassicurante, non consolatoria, un anelito di speranza che si può respirare nelle parole visionarie, dunque intelligenti e realiste, di un grande narratore come Paulo Coelho: "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni".

Sarà un caso, ma le proposte più concrete e sensate per reagire alla crisi del debito sovrano, provengono dalla società civile, mentre le ricette "lacrime e sangue" calate dall'alto, ossia le prescrizioni imposte dalle sedi politiche ufficiali, dai cosiddetti "Palazzi istituzionali" che fanno capo agli interessi delle oligarchie tecnocratiche e finanziarie, sono del tutto inefficaci e controproducenti, oltre che inique e impopolari.

Ecco alcune idee di buon senso avanzate dal basso...
Francesco Paolo Catanzaro - 01-11-2011
La magia del gruppo classe è qualcosa di indescrivibile. Stimolare continuamente gli alunni, irretendoli con le nuove tecnologie, accettare ogni sfida che ci propongono, collaborare alla loro crescita non solo culturale ma umana. E quei dissidi , e quegli incontri, la collaborazione, la prosocialità, il pettegolezzo, il conflitto...ed il docente che si ritrova a rivestire il ruolo di arbitro educativo. Poi, la sera, stanco di tale alchimia, ci si prepara per il giorno successivo...power point...lezione interattiva...attività da innescare in classe...e quelle per casa anche con il blog e il sito. Che bel mestiere fare l'insegnante quando i tuoi alunni crescono con te .
Lucio Garofalo - 31-10-2011
Una politica economica ottusa e avventata, che comporta un ulteriore indebolimento dei redditi da lavoro, è inevitabilmente destinata a provocare un calo verticale dei consumi, innescando un circolo vizioso che rischia di alimentare e procrastinare la recessione.
I processi storici sono difficilmente reversibili. Dalla crisi in atto non è possibile uscire con soluzioni adottate all'interno del quadro capitalistico. Finora il capitalismo è caduto in crisi per causa propria, ma inizia ad affacciarsi tra la gente (non solo tra gli Indignati) l'ipotesi che esso possa non essere l'unico modo per organizzare i rapporti economici e sociali e possa esistere un'alternativa storica credibile e praticabile, oltre che urgente.
Gigi Monello - 28-10-2011
Allo studioso dello scorretto argomentare che tra cinque lustri preparerà il suo tomo intorno al ventennio berlusconiano, non sfuggirà la perla che Giuliano Ferrara ha di recente depositato nello sconfinato giacimento. Ospite di Mentana e accanto ad uno Scalfari accennante disgusto, il Giuliano nazionale architettava a difesa del Principe il seguente raziocinio: "gli Italiani sono abituati a sentirsi rappresentati da fenomeni grandiosamente anomali ... Garibaldi, Mussolini, Berlusconi". Potremmo definirlo sofisma di "vaghezza e mescolanza". Notissimo trucco: consiste nel mischiare insieme cose diverse e persino contrarie, spostando l'attenzione sopra una generica somiglianza. Un tempo bastava una discreta scuola media per non cascarci; adesso, a seconda dei casi, neppure aver finito il liceo.
Lorenzo Picunio - 25-10-2011
Ridurre il numero degli insegnanti di sostegno è uno fra gli obiettivi ipotizzati da qualcuno nel cercare soluzioni per ridurre la spesa pubblica.
Tutti i lettori sanno cos'è un insegnante di sostegno? Una legge, la 517 del 1977 ha riconosciuto il diritto dei bambini con handicap ad essere inseriti nella scuola di tutti. Veniva riconosciuto un intervento di 6 ore settimanali, allora, per ogni bambino, creando quindi la figura di un insegnante apposito per questo compito.
Lucio Garofalo - 21-10-2011
Ormai persino i "santoni" di Wall Street, padroni assoluti della finanza globale che sta strozzando i popoli europei, studiano le teorie di Marx per spiegare le dinamiche capitalistiche, analisi confermate dalla storia, per cui se ne avvalgono come un valido strumento di comprensione e, dunque, di potere. Non per interpretare e trasformare il mondo come suggeriva il grande pensatore, bensì per modificarlo in peggio, per speculare più liberamente, rovinare milioni di piccoli risparmiatori e soffocare le energie vive del lavoro, per esercitare un controllo assoluto sulle masse e dirigere verticisticamente i processi della finanza e dell'economia mondiale senza più il filtro costituito dalla sovranità degli Stati nazionali e dei Parlamenti eletti democraticamente.
Leonardo De Franceschi - 18-10-2011
Dallo Speciale Il tempo e la storia


Martedì scorso a Roma, si è tenuto un interessante convegno sulla giolittiana Guerra di Libia (1911-12) di cui quest'anno ricorre il triste centenario, amabilmente rimosso dai media, televisione in testa... La guerra immaginata. L'avvento della civiltà mediale e la Guerra di Libia (1911-1912), questo il titolo, si inserisce nell'ambito di una ricerca che poggia sulla scommessa, tutt'altro che agevole, di coinvolgere l'Esercito nel sostegno a un progetto universitario di storiografia del cinema e dell'immaginario mediale, basato anche sui materiali visivi contenuti negli archivi dello Stato Maggiore. Solo il tempo potrà evidenziare la portata dei risultati di questo progetto ma, a giudicare dal convegno, che auspicabilmente ne rappresenta solo una prima tappa, valeva la pena di fare questa scommessa.
Antonio Limonciello - 17-10-2011
A me non interessa parlare del potere e della natura di chi sta dalla sua parte, a me interessa parlare di chi mi sta a cuore, di quella parte che per cambiare il potere deve conquistarsi con abnegazione, rigore e tanta fatica la credibilità di portatrice di un mondo migliore. Non è nelle manifestazioni che si può interagire con loro, sono altri i momenti e gli spazi per tessere relazioni. Le manifestazioni da una decina d'anni a questa parte sono diventate una teoria di mucchi di bottiglie vuote, perché per emozionarsi, per stare bene insieme non basta un'idea, una passione, no, la passione è sostituita dall'alcol, da musica mandata ad alto volume, e anche da altre sostanze eccitanti.
Elena Duccillo - 14-10-2011
Alzi la mano chi non è stato mai impropriamente usato dietro insistenza, imposizione o cortese favore in compiti che esulano dal proprio status di docenti.
"Ma che venissero gli ispettori ministeriali! Che ce lo dicano loro come possiamo tenere la scuola aperta e gli alunni in classe senza avere gli organici minimamente sufficienti per permettere la frequenza!". Queste parole echeggiano alle ammonizioni bonarie di chi tenta di far comprendere che di abuso si tratta.
Le soluzioni adottate per tirare la coperta corta fanno un baffo all'olandese volante Hendrik Johannes Cruijff ritenuto il miglior fantasista di tutti i tempi.
Severo Laleo - 13-10-2011
Strano Paese l'Italia, quando si parla di Merito!
Tutti invocano il Merito, ma pochi sanno proporre riforme perché il merito sia visibile e valutabile, e produca risultati e utilità per il singolo e per il paese tutto. Anzi, spesso, a esaltare il Merito sono proprio i tanti miracolati sulla strada del successo senza merito. E, a sentire i detrattori dell'ideologia, il Merito sarebbe di destra insieme alla severità, e il disinteresse per il Merito, l'egalitarismo, sarebbe di sinistra, insieme al lassismo. Ideologia, appunto. Eppure, tra tanti e così illustri nomi esemplari per Merito, nella destra c'è sconforto, perché la "severità" e il Merito, fondamenti del programma liberale del Popolo della Libertà e della Lega, non hanno sfondato a scuola, nei confronti dei minorenni in crescita e in formazione. Così, dopo i vani tentativi di nascondere i dati, l'esemplare Gelmini, intristita, è costretta a comunicare, pare ancora non completi, i dati...
Lorenzo Picunio - 11-10-2011
Le istituzioni scolastiche in Italia sono circa 9 mila, con una media di 80 insegnanti e 20 unità di personale A.T.A. per ciascuna. Cinque anni fa la media era maggiore di circa 5 e 3 unità rispettivamente, mancano cioè all'appello 45 mila insegnanti e 30 mila A.T.A., per un totale di 75 mila lavoratori. Questo è l'effetto di 20 mila pensionamenti all'anno, circa 30 mila assunzioni, ma queste ultime soltanto quest'anno, e soprattutto di un fenomeno ben più corposo.
Giocondo Talamonti - 08-10-2011
Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno. La storia di questa comunità fu sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un'immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione.
La Legge 14 giugno 2011 istituisce la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo, con ricorrenza proprio il 9 ottobre.
Gianfranco Pignatelli - 08-10-2011
"I" come ironia, come ignavia, come Italia.

C'è un'ironia crudele ed una bonaria. La prima è del destino beffardo, quello che rende il suo popolo ostaggio di un miserabile tra i più ricchi al mondo.
Poi c'è un'ironia bonaria, quella mossa dal superiore distacco. Quella che irride con sarcasmo chi squalifica, spadroneggia, truffa, evade, delinque e si autoassolve. Questa è l'ironia peggiore, dell'Italia peggiore.
A incentivarla è l'ignavia.
Quella del Paese del tanto così fan tutti, del capitasse a me non ci penserei su due volte, del potessi mi sistemerei anch'io, del tanto chi me lo fa fare, dell'ormai così deve andare, e via così, di ignavia in ignavia. È il popolo delle escort, né belle, né minorenni né giovani. È il popolo che non s'indigna ma ci sta, che si piega alle lusinghe del potere e ai propri tornaconti...
Lorenzo Picunio - 03-10-2011
La discussione sulla crisi economica di questi mesi sembra volutamente ignorare (almeno nella versione diffusa da molti giornali) almeno tre aspetti importanti, che invece sono ben presenti all'attenzione degli economisti.
Da una parte il tema della spesa pubblica può essere affrontato attraverso l'imposizione fiscale sui grandi patrimoni, quella "tassazione dei ricchi" che è stata da poco decisa negli USA da Obama. Si è dimostrato che anche con un'aliquota ancora inferiore a quella sui lavoratori dipendenti, tassare i grandi patrimoni porta a risultati fiscali importanti per i bilanci nazionali.
Gianfranco Pignatelli - 01-10-2011
C'è chi porta voti, chi donne, chi sfiga. E c'è chi porta voci. In un Paese dove i politici sono più in tv che in aula, nei dicasteri o a casa loro, ci sono anche i portavoce. Occorrono quando i ministri hanno la bocca piena o la testa vuota. Divulgatori che scrivono poco e pensano meno. Prendono posizione su tutto e, per farlo, prendono pure una barca di soldi pubblici. Li chiamano addetti alla comunicazione.
Francesco Masala - 29-09-2011
Le società di rating (moderni oracoli) abbassano il rating di un po' di banche in Italia e Francia.
I potenti del mondo decidono di regalare una marea di soldi alle banche (tremila miliardi di euro), per aiutarle a non fallire...
E' arrivato il momento di rovesciare il tavolo ed essere antipatici e politicamente scorretti, ma vivi, oppure continueremo a subire fino alla fine. Oppure saremo come quell'uomo che cade da un palazzo di 50 piani?...
Claudia Fanti - 27-09-2011
Non ci sono più parole per definire lo sfascio economico, morale, valoriale a cui stiamo assistendo praticamente impotenti.
Questo è un Paese nel quale riescono a campare soltanto gli ammalati di potere, delirio di onnipotenza, menzogna, i giornalisti lacchè che scrivono articoli divertenti (per loro) sulle "cazzate" del Cavaliere, mentre l'Italia per gli ultimi, per i "disgraziati" si fa dare gli alimenti base per la sopravvivenza dalla Comunità europea!
Gli unici spazi di giornalismo-documentario vengono pressati, minacciati, palesemente accerchiati. Come si può mandar giù tutto? Come si può credere che questa in cui viviamo sia un'effettiva democrazia? Che cosa è la democrazia? Ci vogliamo ripensare in modo serio?
Giampaolo Nonnis - 26-09-2011
Il ministro della Pubblica Istruzione, ci ha informato che tra Ginevra e il laboratorio del Gran Sasso è stato realizzato un tunnel lungo 730 chilometri per la realizzazione del quale l'Italia ha speso circa 45milioni di euro.
Non è ammissibile che ...
Emanuela Cerutti - 22-09-2011
C'è da chiedersi cosa davvero bolla in pentola.
La notizia è disarmante: aboliamo gli asili statali per tornare al privato.
Durante un recente convegno pidiellino il consigliere regionale veneto Serragiotto non abbassa fino in fondo la mannaia, ma di una cosa è certo: il privato farà risparmiare.
Sul "chi" mi pare si possa aprire un confronto.
Le famiglie? Attualmente le scuole materne private chiedono quote d'iscrizione e gestione più alte delle pubbliche e, generalmente, proporzionali al servizio offerto, alla numerosità della classe, all'orario. Generalmente le famiglie spendono meno nel pubblico.
Le scuole private? Le scuole private lamentano da tempo la fatica del vivere quotidiano e chiedono insistentemente contributi statali in nome della parità. Se aumenteranno gli iscritti e il servizio dovrà essere realmente potenziato forse più del risparmio crescerà la spesa.
Lo Stato, ossia le scuole pubbliche? Lapalissiano: se un "datore di lavoro" toglie lavoro certamente ci guadagna. A scapito, ovviamente, degli insegnanti, cioè dei lavoratori pubblici dipendenti. A meno che non debba riversare quel risparmio su altro settore analogo.
Fabrizio Valli - 21-09-2011
L'Unione Europea è disegnata per portare avanti politiche neoliberiste.
Per soddisfare i parametri prima di Maastricht e poi del patto di stabilità e crescita gli stati sono costretti a politiche economiche restrittive (privatizzazioni, tagli all'occupazione ed allo stato sociale) per ottenere gli avanzi di cassa necessari (è il patto stesso che indica la necessità di avere bilanci prossimi al pareggio o positivi).
Quello che possiamo fare è partire dai bisogni delle persone e dall'ambiente, ribaltando l'ordine delle priorità e delle compatibilità. Su questo il livello nazionale non è sufficiente, abbiamo bisogno di rilanciare la lotta per un'altra Europa, a partire dalla costruzione di movimenti europei che si battano contro le politiche di massacro sociale che la UE sta mettendo in campo. Emerge una sempre maggiore incompatibilità tra profitti da una parte e soddisfacimento dei bisogni delle persone, della necessità di una vita dignitosa, della tutela dell'ambiente dall'altra.
Giuseppe Licandro - 19-09-2011
Primo giorno di scuola in un liceo del profondo Sud. Il docente della prima ora entra in classe e ha l'infausta sorpresa di trovarsi di fronte trentadue alunni, stipati dentro un'angusta aula, che lo guardano attoniti: parecchi di loro sono in piedi, perché mancano molte sedie e vari banchi!

Alla fine, ci si arrangia alla meno peggio: qualcuno recupera un paio di seggiole in altre classi e si ammassa attorno ai compagni già seduti, qualcun altro si rassegna ad ascoltare in piedi la lezione, in attesa che la direzione scolastica provveda a fornire l'occorrente. All'inizio, si respira un'aria surreale, ma dopo meno di mezz'ora... non si respira proprio più! Bisogna spalancare porte e finestre, altrimenti si rischia l'asfissia! Si tratta del solito caso di malfunzionamento di una scuola meridionale? No, perché stiamo parlando di una delle tante "classi pollaio" che la Riforma Gelmini ha prodotto: il fenomeno riguarda tutta la penisola, come testimoniano le recenti sentenze del Tar del Lazio e del Tar del Molise che hanno accolto i reclami, rispettivamente, del Codacons e di alcuni genitori molisani.
Giuseppe Altieri - 17-09-2011
Con quale coraggio i nostri ministri vogliono portare il wi-fi in tutte le scuole? Allego un' importante documentazione, mentre all'estero il wi-fi viene spesso eliminato. In mancanza di dati sicuri sulla tecnologia riguardo alla salute si richiede la sostituzione con il passaggio dei cavi per il collegamento dei registri elettronici.
Credo che su tale materia le forze sindacali della scuola debbano muoversi prima che vengano provocati danni irreversibili alla salute dei docenti e degli studenti. Per passare i cavi con attenzione architettonica è sufficiente qualche giorno di lavoro; tra l'altro il wi-fi spesso si intasa ed è meno sicuro per le possibili intercettazioni esterne.
Insomma coniughiamo ambiente, tecnologia e sicurezza...e saggezza italiana!
Emanuela Cerutti - 15-09-2011
Ricevo da Jean Luc, pubblico dipendente francese, un'interessante metafora. Sarebbe bello, mi dice, che ci sentissimo "come una barca sbattuta dalle sue parole" e mi sfida a ritrovare la fonte della citazione. Sorrido, anche se "il cielo piange" di questi tempi: impossibile dimenticare il postino-poeta. Così, a metà tra malinconia e voglia di reagire, traduco il testo e penso che sarebbe bello passarlo ai nostri ragazzi a scuola, piccoli e grandi, italiani e stranieri, perché ne facciano un'analisi puntuale, ne riconoscano genere e struttura, ma soprattutto mettano in campo quella "lettura consapevole" che permette di cogliere, interpretare e contestualizzare i messaggi socio-culturali sottesi, come suggerisce qualche circolare ministeriale. In altre parole, perché cerchino, tra i fili della trama, le risposte possibili alle domande nascoste.
Giovanni Pontillo - 14-09-2011
Leggo quanto sotto virgolettato sul sito di "Orizzonte Scuola" che riporta una nota dell'Ufficio Stampa del MIUR; non riuscendo a capire il "senso logico" su quanto scritto sugli stipendi dei docenti italiani da parte di questi "signori/e illuminati/e", chiedo il vostro aiuto nel districare l'arcano!!!.....
Aiutamoci ed aiutateci se potete!!!..............................
Claudia Fanti - 13-09-2011
Tralascio di riferirmi ai tagli impietosi: ognuno che per un qualsiasi motivo e con un qualsiasi ruolo alberghi nella scuola li conosce bene. Voglio invece dire di scuola, di come la vorremmo, di quella buona che è stata ed è ancora in parte...essa è rimasta sconosciuta ai ministeri, i quali, ovviamente, come ogni ignorante che si rispetti, hanno gettato via il bambino con l'acqua sporca. Il non conoscere, anzi avere la presunzione di sapere a priori ciò che accadeva, e a volte ancora accade nelle realtà, li ha indotti nel grave errore di far politiche dissennate che hanno colpito soprattutto dove non dovevano, facendo trionfare viceversa la superficialità, il buon sensismo, la meccanicità dell'insegnamento, un cattivo utilizzo dei tempi, la fretta, sistemi di valutazione tranchant (comodi per la velocità, ma assolutamente riduttivi e inutili per fronteggiare la dispersione) e via dicendo.

Vorrei quindi fingere che i ministeri e i loro tagli a risorse e Programmi non siano mai esistiti e vorrei parlare della scuola dell'utopia che resiste ancora (per quanto?).
Giuliano Pisapia - 12-09-2011
Care ragazze e cari ragazzi,

Il primo giorno di scuola è sempre un'emozione. Tutti noi ricordiamo questo momento della nostra vita come un passaggio cruciale e decisivo, un ricordo che negli anni si riempie di tenerezza e affetto. Penso che il compito di tutte le istituzioni sia di impegnarsi con forza perché la scuola funzioni al meglio, è un nostro preciso dovere lavorare perché l'istruzione pubblica possa darvi una formazione moderna e completa in grado di aiutarvi nel percorso di crescita e di cittadinanza.

La scuola pubblica è infatti uno strumento fondamentale per la conoscenza dei diritti e dei doveri civici.
Tavolo regionale Toscana per difesa scuola statale - 10-09-2011
Con viva sorpresa di tutti la Vice-Presidente ha risposto che Regione Toscana non ritiene di impegnarsi in sede di conferenza Unificata per contrastare la politica dei tagli agli organici, perché non ritiene che ci siano prospettive concrete e che peraltro la Regione non può impegnarsi, in quanto istituzione, in una mobilitazionr contro i tagli (ed aggiungiamo noi) per la qualità della scuola.
Lorenzo Picunio - 08-09-2011
Centomila insegnanti in meno in quattro anni, 25 mila all'anno. E un calo altrettanto consistente del personale ausiliario, tecnico, amministrativo. Anche le poche assunzioni di quest'anno non modificano la sostanza di questo calo. Meno insegnanti, meno ausiliari, meno - anche - Dirigenti Scolastici (e quindi più reggenze, un preside per due istituzioni scolastiche)

Il governo Merkel, uguale schieramento politico di quello italiano, non ha toccato le spese per l'istruzione. Il governo inglese si è amaramente pentito dei tagli fatti negli ultimi anni. L'Europa non può salvarsi che con l'istruzione, la cultura, la ricerca. Tanto che - a suo tempo - l'Unione Europea aveva fissato l'obiettivo dell' 80% di diplomati nel 2020. La classe di età che avrà 18 anni nel 2020 è la classe 2002, quella che andrà in questi giorni in quarta elementare.
Giulia Bertelli - 06-09-2011
Questa mattina, durante lo sciopero nazionale contro la Manovra finanziaria indetto dalla CGIL e dal sindacalsimo di base, i precari della CUB scuola e del movimento Lavoratori e Precari Scuola Pubblica Torino, hanno dato vita ad una singolare contestazione. Utilizzando metaforicamente il pomodoro come riproduzione della realtà di molti ex precari della scuola, oggi disoccupati, hanno deciso di dimostrare come il Ministero della Pubblica Istruzione abbia inferto tagli talmente drastici alla categoria, da ridurla all'osso...
I "pelati della scuola" di questi anni, 86mila unità di personale docente e 42mila personale ATA, non sono stati per nulla aiutati dalle ultime immissioni in ruolo, le 67mila promesse di assunzione che non hanno nemmeno coperto tutti i posti vacanti, come alcuni sindacati e Ministero, avevano sbandierato.
Michele Mileto - 06-09-2011
Ieri, con Protocollo n. 6578 del 31 agosto 2011, il Dipartimento per la programmazione la gestione delle risorse umane, finanziarie e Strumentali Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio, Ufficio 7°, trasmetteva agli istituti che hanno in carico le unità di lavoratori Co.Co.Co che svolgono attività parzialmente riconducibili a quelle proprie degli assistenti amministrativi, una serie di indicazioni.
Dopo aver riportato integralmente quanto indirizzato alle Istituzioni scolastiche, crediamo di poter fare alcune dichiarazioni e denunce.
Emanuela Cerutti - 05-09-2011
Troppi stranieri in prima elementare: a Milano la classe non parte. La crisi che viviamo sulla nostra pelle ci concede il beneficio del dubbio: siamo certi che il "chiudere", o ridurre, abolire, eliminare, licenziare, scacciare, trovate voi il sinonimo che preferite, sia una soluzione efficace? Da che mondo è mondo il segno meno si chiama negativo e toglie, senza scampo. Toglie opportunità, occasioni, crescita, benessere, felicità, pace. Nel gioco di sostituzioni delle paure che chi ci governa, a corrente alternata, propone, a perdere, alla fine, davvero non lo sappiamo chi è?