Francesco Masala - anno scolastico 2010-2011
Francesco Masala - 18-08-2011
leggo i punti della sua contromanovra, diverse cose sono condivisibili, ne mancano altre, che umilmente provo a indicare.
Mi sembra necessario comunque che ogni intervento deve essere organico e durevole nel tempo, non una tantum.
Resta fuori l'imposizione fiscale sui beni da reddito appartenenti alla Chiesa Cattolica.
Resta fuori la riduzione delle spese militari.
Resta fuori l'imposta sull'eredità, progressiva, per le ricchezze oltre il milione di euro.
Resta fuori il blocco delle grandi opere, ponte sullo stretto e alta velocità per prime.
Francesco Masala - 12-07-2011
All'inizio di marzo del 2009 avevo scritto proprio qui quello che trovate poche righe sotto.
Temo che le cose siano solo peggiorate.
Purtroppo si pensa questi giorni a fare manovre che permettano incassi con cartolarizzazioni e vendite di pezzi di Stato, cose che io vedo come un attentato ai beni comuni.
Da un sacco di tempo ci raccontano che il debito pubblico italiano è altissimo, ma c'è una grandissima ricchezza privata a garanzia. Il punto è: si deve abbattere il debito pubblico toccando le ricchezze private? Subito dopo il nodo è: imposta patrimoniale regressiva, o progressiva da uno stock di ricchezza in su?
Questi giorni c'è lo psicodramma dei soldi che Mediaset deve a De Benedetti, soldi rubati molti anni fa attraverso la corruzione di un giudice. Qualche giornale che piange per questo risarcimento, piange per chi non paga le rate del mutuo e gli portano via la casa, piange per chi perde il lavoro, per i giovani senza futuro? - Dopo tanti anni di redistribuzione dai poveri ai ricchi, qualcuno vorrà invertire la tendenza? - Esiste una sinistra ancora in questo paese, anche solo una socialdemocrazia per la quale la parola redistribuzione non è una parolaccia?
Francesco Masala - 22-04-2011
Abbiamo sentito nei giorni scorsi le grandi (e giuste) grida di dolore e scandalo a causa delle votazioni vergogna in Parlamento, che hanno fatto e stanno facendo affondare l'Italia senza pietà nello schifo e nella vergogna (lo so, sono parole poco incisive, ma ci capiamo), per non parlare degli ultimi giochetti coi referendum. Il passo successivo e necessario è il seguente: visto che conosciamo i nomi degli individui che sono stati e sono complici di questo (qui o qui i votanti alla Camera, al Senato sarà facile trovarli), i partiti che si dicono d'opposizione facciano una cosa semplice, che la capiscano anche i bambini, magari regione per regione, oltre che a livello nazionale.
Francesco Masala - 19-04-2011
Alcune o molte, non so, delle biblioteche dei luoghi dove viviamo non sono intitolate a nessuno. Un paio d'anni fa qualcuna era stata intitolata a Peppino Impastato. Perché non pensare a intitolarne qualcuna a Vittorio Arrigoni? Certo, non ha fatto ...
Francesco Masala - 18-03-2011
Come tutti gli anni, essendo in esubero, mi tocca fare domanda di trasferimento e poi domanda di utilizzazione.
Quest'anno la domanda di trasferimento non si fa a mano, ma in formato elettronico.
Mi sono detto: finalmente, era ora!
Facendola, ...
Francesco Masala - 05-03-2011
Finalmente ci siamo arrivati, era naturale, dalla scuola azienda arriviamo alla misurazione delle ore di lezione, un piccola virata fordista. Che uno studi, abbia conoscenze e competenze, ma si assenti, diventa un problema. Se è a scuola, ma passa ore senza far niente perché non ci sono supplenti, quello non è un problema. Conta aver timbrato il cartellino, poi chi se ne frega.
Inoltre nel delirio "federalista" il ministero dice che si possono superare i 50 giorni di assenza, ma ogni scuola può regolamentare le sue deroghe.
Francesco Masala - 24-01-2011
Cosa si fa per non aderire a uno sciopero indetto da Cub e Cobas, sciopero che la Cgil non ha avuto il coraggio di indire, nonostante i colpi terribili che subisce tutto il mondo del lavoro .

Ma per un lavoratore scuola della Cgil è più dignitoso andare in piazza con la sua bandiera col trucchetto del permesso sindacale (quando tutti gli altri lavoratori presenti stanno rinunciando a un giorno di paga), non aderire allo sciopero, come ha deciso il suo sindacato, o scioperare coi Cub e i Cobas e rischiare la scomunica dal suo sindacato?
Francesco Masala - 20-01-2011
Certo non potevano prevedere tutto, i padri della Costituzione, che magari ci sarebbero stati ministri fascisti e non solo. Quando ascolto il dolore vero del ministro La Russa per la morte dei militari italiani in missione di pace (solo per loro, non per altri) e intuisco la sua invidia per i genitori che hanno offerto i loro figli alla Patria, ecco, in momenti così penso che nella Costituzione manchi un comma importante all'articolo 11.
Francesco Masala - 23-12-2010
Mutatis mutandis, ma non è lo stesso nella scuola, solo con la Cgil che esclude dalla rappresentanza e dalle assemblee sui luoghi di lavoro le sigle che non firmano?

Certo che mi dispiace per la Fiom, e molto, ma esiste qualcuno che fa autocritica sulle regole che vanno bene per i nemici, ma le stesse regole sono vergognose se danneggiano gli amici?
Francesco Masala - 10-12-2010
Autonomia e RSU d'istituto hanno prodotto molte delle cose brutte della scuola di oggi. Ogni istituto è un regno a parte. Le stesse prestazioni vengono pagate, o no, in modo diverso dappertutto. Il mitico fondo d'istituto e l'autonomia, che avrebbero portato efficienza nella scuola, hanno finito di rovinare la scuola. Gli investimenti e gli stipendi di livello europeo sono una colossale bugia. Il magico fondo d'istituto è stato creato con soldi rubati agli stipendi, e distribuito secondo regole opinabili.
Le RSU sono morte, la sorte di ogni lavoratore dipende dal caso,se il DS segue le leggi, se i rappresentanti RSU non fanno un tesoretto per sé e i loro amici.
Francesco Masala - 25-10-2010
... Da oggi, i capi d'istituto dovranno stare attenti a esprimere la propria opinione in pubblico o sui media. Se infatti le loro dichiarazioni dovessero essere considerate lesive dell'immagine dell'amministrazione potrebbe scattare la "sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino a un massimo di tre mesi". Il codice Brunetta ("Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni"), recepito anche per i presidi, non ammette dichiarazioni pubbliche che vadano a "detrimento dell'immagine della pubblica amministrazione"...
(da Repubblica)


Qui sotto il modello di intervista inviata ai presidi dal MIUR, come guida nei rapporti con la stampa.
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