Claudia Fanti - anno scolastico 2010-2011
Claudia Fanti - 14-03-2011
Allora, dunque vediamo, quali cose straordinarie, epocali ci sono. I voti, il numero esorbitante di alunni per classe, la scomparsa del denaro per l'aggiornamento, il proliferare di progetti che consentono di dimostrare che si esiste, una sorta di maniacale e compulsivo dai dai acchiappa l'evento quando dà lustro, magari sulla stampa locale che è sempre meglio di niente, ambienti decrepiti all'inverosimile, mancanza totale di tecnici per i pc sempre più usati e malandati, mancanza totale di spazi adeguati alle norme vigenti e alla didattica attuale, mancanza di sapone, di carta, di gessi, di cablaggio delle aule, sempre più straordinario il niente...Che "merito" ci sarà per chi lavora con il niente? Sarà straordinario.
Claudia Fanti - 12-01-2011
Nello schermo: c'è una donna che scuote il capo, fa risolini, parla agli orecchi del compagno politico alleato, lo fa dopo aver enunciato una serie di frasi che nulla hanno a che fare con la logica.

Dall'altra parte c'è un anziano signore, dignitoso e severo, serio e compunto con una storia alle spalle diversa e complessa da quella della giovane signora senza storia che irride e fa mossettine irriguardose.

Ecco l'Italia spaccata in due che si fronteggia: un Ministro della Repubblica, la Gelmini, dalla parte dei vincitori e il Costituzionalista, Rodotà, con la Costituzione dentro l'anima, in bella mostra tra le mani dalla parte dei perdenti.
Claudia Fanti - 29-11-2010
Le ricercatrici e i ricercatori della Facoltà di Scienze della Formazione hanno deciso di mobilitarsi sospendendo la didattica e/o sostituendo parte della stessa con interventi di sensibilizzazione (all'interno delle ore previste di lezione) sul disegno di legge 1905 sulla riforma dell'Università.
Claudia Fanti - 23-11-2010
Perchè per sollevare almeno a livello di discussione (non si pretende certo scientifica: sarebbe troppo anche solo sperarlo) una questione come quella dei voti ai ragazzi si aspetta che si muova un altro Paese, nel nostro caso la Francia con nomi importanti come quello di Pennac?

Perchè invece di inseguire nei convegni, anche dell'opposizione, la meritocrazia o il merito con "scalette" di vario tipo, non si ragiona sul merito e la sostanza valoriale di scelte valutative che sono già smentite nella pratica sia qui, da alcune sperimentazioni senza voti, vincenti sul piano dei risultati, sia altrove, all'estero, dove si hanno il coraggio, l'onestà intellettuale, uno sguardo profondo sui temi, per fare "perfino" marcia indietro?
Claudia Fanti - 20-11-2010
Nessuno ne parla o scrive, tuttavia la scuola elementare, ops!... primaria, sarà soggetta ancora a cambiamenti: "nuovi programmi" in arrivo! Di nuovo, ancora, sempre di più...o di meno...chi lo sa.
Quelli del 1985 erano su misura per il futuro oltre che per il presente.
Con una briciola di riflessione si sarebbero dovuti mantenere o potuti modificare in maniera lieve senza alcuna spesa!
Claudia Fanti - 07-09-2010
E' ridicolo, quasi irriverente, analizzare ciò che succede nei collegi dei docenti della cosiddetta primaria, mentre è in atto la lotta dei precari per la sopravvivenza, eppure credo sia necessario il farlo. Per onestà, per trasparenza, per i valori che si ispirano alla Costituzione.

Onestà verso i minori, verso i disabili, verso gli stranieri, verso i remigini, piccoli inconsapevoli dell'obbrobrio che la riforma ha portato in aula.

Non più riflessioni fra di noi su metodologia, didattica, saperi, conoscenze, ecc. Bensì riflessioni su come fare quadri orari mostruosi che consentano di far quadrare il cerchio del riempire, con i docenti disponibili (rimasti!), le ore e i buchi inevitabilmente creati dall' organico del "maestro unico" gelminiano, il quale fa a pugni con le richieste di ore delle famiglie, richieste che non sarebbero certo in contrasto con una buona scuola dei tempi distesi voluta e desiderata da docenti ed esperti di pedagogia e psicologia, ma lo diventano per la necessità di tappare, otturare le falle della contrapposizione fra legge e realtà, fra legge ed esigenze sacrosante di didattica delle discipline, di buona relazione con le bambine e con i bambini (tanti e diversi in ogni classe), di buone relazioni fra insegnanti.

Nell'aria che sa di gesso, c'è odore d'arena!