L - anno scolastico 2008-2009
Mario De Luca - 31-08-2009
Alle OOSS regionali e nazionali ...

Il sindacato lo paghiamo, le RSU le eleggiamo. Ma fanno veramente i nostri interessi?

Scusate l'intemperanza, ma prima che finisca l'anno scolastico, troppo forte è la tentazione di farvi sapere alcune "perle" che i vostri affiliati (RSU e rappresentanti provinciali) hanno regalato alla mia scuola.
Francesco Masala - 30-08-2009
Leggo da "La Repubblica" del 30 agosto: "La situazione è ingovernabile e il governo non interviene", dice il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. "Non c'è tempo da perdere - aggiunge Francesco Scrima della Cisl scuola - bisogna condurre in porto, nel più breve tempo possibile, le annunciate misure straordinarie per i precari che perderanno il posto di lavoro".
Mi chiedo se questi signori ci sono o ci fanno. Mi spiego.
Till Neuburg - 26-08-2009
Dopodomani, mercoledì 26 agosto saranno trascorsi esattamente 1.825 giorni (comprese 14.600 ore lavorative diurne) durante i quali, mi risulta che nessun politico, nessun intellettuale noto, nessun magistrato e nessun rappresentante delle istituzioni e dello Stato, abbia mai poggiato un solo dito su una tastiera di un telefono o di un computer per denunciare che Enzo era stato trucidato anche grazie all'indifferenza e ai giochetti di scaricabarile del governo, dell'opposizione e della Chiesa.
Gemma Gentile - 24-08-2009
Per dismettere la Scuola Pubblica, colpiscono gli insegnanti: licenziano quelli precari, precarizzano quelli di ruolo, con la legge Aprea scippano loro la costituzionale libertà di insegnamento...Bisogna impedirlo!

L'assalto alla Scuola pubblica da parte di quelli che hanno interesse a privatizzarla si è caratterizzato, dal primo momento, con una virulenta campagna denigratoria contro gli insegnanti in quanto tali.
Puntuale, a maggio 2008, è comparso il PDL Aprea.



Diaspora degli insegnanti e svuotamento della loro funzione

Per distruggere la Scuola è necessario screditare chi ci lavora e le dà vita e impedirgli di svolgere la libera funzione di insegnare come detta la Costituzione. La proposta di legge Aprea conferma tale indirizzo governativo e tenta, tra l'altro, di scippare la didattica a chi la deve gestire pienamente, eliminando il Collegio dei Docenti e conferendo ad un'incompetente Consiglio di Indirizzo (ex Consiglio di Amministrazione della prima stesura dell'articolato) il compito di decidere la programmazione.
Severo Laleo - 23-08-2009
Si dice da più parti, e a gran voce, in verità soprattutto a destra, ma non solo: "Bisogna dare premio al merito".
Anzi è diventata quasi di moda la riscoperta (si fa per dire!) della meritocrazia.
Senza riflettere.
E la moda, si sa, spesso ottunde, con il suo gridare, la libertà della coerenza.
E genera la timidezza succube del conformismo.
Dappertutto, dunque, si ripete: "Bisogna dare premio al merito". E più scolasticamente, nella versione gelminiana: "Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo".
Roberto Malini - 22-08-2009
Milano, 22 agosto 2009. Mirko ha 11 anni. Nel dicembre del 2006 subì un'aggressione razziale da parte di una ronda padana a Opera (Milano). Sua madre fu spinta a terra e umiliata. Il suo fratellino, più piccolo di due anni, da quel giorno ha problemi con il linguaggio. Lui non ha mai dimenticato. "Quando sarò grande," dice con il viso rosso dall'agitazione, "voglio essere forte, per proteggere la mia famiglia dalla Lega Nord". I nemici di Mirko, i persecutori dei bambini, delle donne e del popolo Rom non sono cambiati. Sono solo diventati più potenti, hanno raggiunto posizioni da cui possono scrivere e far applicare leggi terribili contro i Rom e i migranti, da cui possono organizzare - protetti dalla loro legge - la più spietata e disumana caccia all'uomo che si sia mai vista in Italia.
Gabriele Attilio Turci - 21-08-2009
Come c'era d'aspettarsi, com'era pure stato già previsto da qualche commentatore, i camerieri d'oltre Tevere avevano, da tempo, predisposto le cartucce di riserva.
Infatti ecco che il nuovo regolamento, già in bozza da marzo, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e siccome la sentenza del TAr al regolamento precedente faceva ricorso, ecco di fatto azzerata la sentenza!
Il regolamento è stato pubblicato sotto forma di decreto del Presidente della Repubblica (n. 122); anche su questo il Presidente Napolitano molto dovrebbe spiegare sui suoi, più che tentennamenti, veri e propri abbandoni agli assaltatori dei valori costituzionali.
Roberto Malini - 19-08-2009
L'emigrazione porta con sé fenomeni positivi (lavoro, diversità culturali, idee) e negativi (competizione nel mondo del lavoro, disagio, criminalità). A differenza di quanto affermi la propaganda razziale, gli italiani non sono diversi dagli altri popoli. Il crimine organizzato di origine italiana (i cui membri non appartengono solo al Sud, ma in alta percentuale anche al Nord Italia) conta oggi 25 mila membri e 250 mila affiliati nel mondo, per un giro d'affari di oltre un miliardo di dollari annui.
Libero Tassella - 12-08-2009
E se il prossimo anno gli insegnanti, gli studenti, i dirigenti scolastici rinviassero tutti al mittente le prove Invalsi, non compilandole, lasciandole in bianco? Io credo che questi gesti, semplici e concreti, possono caratterizzare da questo momento in poi la protesta degli insegnanti , insomma a fronte di questa becera scuola legale, dove dire legale è solo un eufemismo, la scuola reale cominci, una buona volta, a reagire, non ad accettare passivamente, supinamente tutto e di più o si crede che esistano solo gli scioperi, le manifestazioni, le petizioni?
E i sindacati, sulle prove INVALSI? Che posizione hanno? Ancora una volta il silenzio!
Claudio Magris sul Corsera - 08-08-2009
... nel Veneto, Dante, Leopardi, Manzoni, Svevo, Verga devono essere assolutamente sostitui­ti dalla conoscenza approfondita del Moro­so de la nona di Giacinto Gallina e questo vale per ogni regione, provincia, comune, frazione e rione. Anche la scienza deve esse­re insegnata secondo questo criterio; l'ope­ra di Galileo, doverosamente obbligatoria nei programmi in vigore in Toscana, deve essere esclusa da quelli vigenti in Lombar­dia e in Sicilia. Tutt'al più la sua fisica po­trebbe costituire materia di studio anche in altre regioni, ma debitamente tradotta; ad esempio, a Udine, nel friulano dei miei avi. Le ronde, costituite notoriamente da pro­fondi studiosi di storia locale, potrebbero essere adibite al controllo e alla requisizio­ne dei libri indebitamente presenti in una provincia, ad esempio eventuali esemplari del Cantico delle creature di San Francesco illecitamente infiltrati in una biblioteca sco­lastica di Alessandria o di Caserta...
AID Associazione Italiana Dislessia - Direttivo Nazionale - 31-07-2009
Periodicamente ricompaiono sulla stampa e sui media lettere che affrontano il problema di disturbi specifici di apprendimento (DSA) nella scuola italiana, con toni quasi di crociata. Tali lettere sono spesso condizionate da posizioni pregiudiziali (es., non tocchiamo i bambini sottoponendoli a esami "psichiatrici" che producono etichette pericolose), posizioni basate purtroppo ancora sull'ignoranza e sul pregiudizio e talvolta anche sulla malafede. Sostanzialmente tali lettere tendono a negare la realtà della dislessia, riesumando la categoria degli "asini della classe" oppure riferendo la causa a eventuali "cattivi insegnanti". Questi "negazionisti" non si rendono conto di difendere una visione del mondo ampiamente superata dai progressi scientifici e di voler perpetuare una situazione di grave discriminazione e di sofferenza nei confronti delle persone che soffrono di dislessia.
La dislessia e gli altri DSA non sono una moda né un'invenzione degli psichiatri per invadere le scuole e non sono nemmeno la conseguenza di un cattivo insegnamento.
Claudia Fanti - 16-07-2009
Appello donne Fp Cgil - Fiom Cgil - Innalzamento età pensionabile nel lavoro pubblico


Per la prima volta, con una straordinaria solerzia, il Governo accoglie i rilievi e risponde alle sanzioni dell'Unione Europea sull'uguaglianza tra donne e ...
Lucio Garofalo - 16-07-2009
Al termine del summit internazionale tenutosi a L'Aquila nei giorni scorsi, Silvio Berlusconi ha proclamato con la consueta alterigia ed enfasi retorica: "Il G8 è stato un successo, sono stati stanziati 20 miliardi per l'Africa". In realtà, il vertice de L'Aquila si è concluso con una serie di clamorosi fallimenti rispetto agli ambiziosi obiettivi fissati nell'agenda. Sorvoliamo il tema dei mutamenti climatici, non tanto perché secondario o marginale, quanto per concentrarci sul nodo centrale dell'economia globale rappresentato dalla frattura sempre crescente tra Nord e Sud del mondo e dalle iniziative politiche a favore soprattutto del continente africano e contro la fame nel mondo. Ebbene, su tale versante il G8 ha annunciato solo vaghi e generici impegni e proclami verbali che, come ormai succede puntualmente, verranno smentiti dai fatti.
Libero Tassella - 13-07-2009
Così titola la Tecnica della Scuola in un articolo, apparso sul sito internet della rivista, sulle reazioni dei sindacati ai tagli sull'organico di fatto largamente preannunciati (-5000 posti di cui oltre 535 in Campania) . Io vi domando: come si può ancora credere o si è potuto credere nelle promesse di una Ministra come la Gelmini che, dopo il suo giuramento al Capo dello Stato, ha avuto fin dal primo momento un solo e chiaro mandato dal suo Governo e in particolare dal Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, quello di tagliare personale? Di tagliare cattedre, di tagliare ore di lezione, di tagliare offerta formativa, di ridurre la presenza e il valore della scuola pubblica statale, di ridurre i costi di gestione all'osso? Una "Quintino Sella" in gonnella: bisognava e bisognerà ridurre i posti nella scuola pubblica statale ovviamente per risparmiare, per ora, 8 miliardi di euro, ma anche per aprire il mercato alla scuola pubblica non statale, un mercato forse ancora poco redditizio per il privato. In effetti noi ci troviamo al cospetto, sia pur all'interno di un diffuso processo di descolarizzazione iniziato da tempo, di un progetto di dismissione della scuola pubblica e di liberalizzazione del mercato dell'istruzione privata.
Giocondo Talamonti - 11-07-2009
E' triste dover constatare che uno dei binomi più scontati in fatto di divulgazione ed interazione, scuola e sport, non abbia mai trovato nel tempo la sua consacrazione. E non da ieri; da cento anni. Da quando, nel 1909, la legge "Daneo" stabilì l'obbligatorietà dell'educazione fisica in ogni scuola pubblica, primaria o media, maschile e femminile. Quella legge fissava in mezz'ora al giorno l'attività fisica nelle scuole primarie e in tre ore settimanali nelle medie.
A ricordarlo recentemente è stato il Presidente del CONI, Petrucci, invitando il Ministro per l'Istruzione, Gelmini, a rompere definitivamente gli indugi, superare gli ostacoli e dare avvio ad una sinergia che vede solo l'Italia attestata su posizioni che non competono ad un paese moderno.
Gruppo docenti di Chimica e Tecnologie Chimiche - 10-07-2009
I nuovi regolamenti approvati dal Governo il 28/5/09 e il 12/6/09, come resi noti dai siti sindacali, se non modificati in seconda lettura, porterebbero gli studenti in uscita da quasi tutti i licei ed istituti tecnici e professionali ad una preparazione scientifica generalista e superficiale.
Temiamo che si tratti di una tanto grave quanto miope mancanza di considerazione per la Chimica e di quanto una sua non adeguata conoscenza possa segnare negativamente il futuro degli studenti e del Paese, che non vogliamo che negli anni a venire scivoli sempre di più sulla china della arretratezza culturale in campo scientifico e tecnologico.
Prendendo comunque atto con sollievo della disponibilità da parte del Ministro (manifestata il 10/6/09 ai Sindacati) ad accogliere proposte di modifiche migliorative di dette bozze, proponiamo...
Alex Zanottelli - 03-07-2009
Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.
Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare.
Florenti - 29-06-2009
Nella primavera del 2008 dopo l'insediamento, il min. Gelmini dichiarava che la riforma sarebbe stata effettuata con i l concorso di tutte le forze, docenti, associazione genitori, studenti ecc.
Ma ad inizio estate la riforma era praticamente avviata dal duo Tremonti-Brunetta sulla linea che abbiamo conosciuto.
Al loro seguito il 22 agosto 2008 il ministro Gelmini rilasciava la seguente dichiarazione :
"...la scuola è diventata un ammortizzatore sociale, una macchina erogatrice di stipendi per gli insegnanti. Una tipografia di diplomi - inutili e inutilizzabili - per gli studenti. Un mostro burocratico produttore di normative e circolari che si contraddicono l'una con l'altra".
A distanza di quasi un anno, verifichiamo come l'erogazione degli stipendi e delle retribuzioni stia diventando sempre più incerta. Mentre le varie circolari sul voto di condotta, sulla valutazione, sulla ammissione agli esami hanno dato un valido e significativo contributo alla produzione di confusione normativa.
Libero Tassella - 27-06-2009
Detto in sintesi, se passa la legge Brunetta prima dell'estate, non esisterà neanche più il comparto scuola, quindi potrebbe cadere ogni ipotesi di elezione RSU nel dicembre del 2009, elezioni indette, qualche settimana fa, dalla sola flc CGIL; le conseguenze politiche e giudiziarie non sono facili da prevedere, contro le leggi si può anche ricorrere comunque intraprendere un'azione politica di interdizione; il rinvio della misurazione della rappresentatività sindacale per legge sarebbe un grave vulnus alla democrazia tout court e a quella sindacale in particolare.
Francesco Masala - 26-06-2009
Serve una scuola del merito, non una scuola buonista dice Gelmini

Ma è la stessa persona di cui si parla sotto? Non può essere la stessa persona, una che il merito sa cos'è, altrimenti decine di migliaia di insegnanti metterebbero a ferro e a fuoco il palazzo sede del ministero della pubblica istruzione, guidati dai loro sindacati.
Comitati promotori sit-in 15 Luglio - 25-06-2009
La manifestazione nazionale dei precari della scuola del 15 luglio sta ricevendo ogni giorno sempre più adesioni da parte della società civile, delle organizzazioni politiche di opposizione, di tutto il popolo della scuola.
Come organizzatori siamo soddisfatti che si colga finalmente l'importanza di far sentire la voce di chi nella scuola statale lavora e investe le proprie energie, schierandosi con chiarezza contro i progetti di dismissione, privatizzazione e aziendalizzazione voluti dalla ministra Gelmini e dalla maggioranza che sostiene questo governo.
Crediamo fermamente che la lotta per la difesa della scuola pubblica statale, contro i tagli e il progetto di legge Aprea debba avere un carattere unitario e inclusivo, ma questo non si traduce in una rinuncia rispetto ai contenuti e alle parole d'ordine con cui è stata indetta la manifestazione.
Intendiamo, quindi, richiamare l'attenzione sui punti della piattaforma su cui i comitati autorganizzati dei precari hanno convocato la manifestazione, affinché ogni adesione sia coerente con le nostre rivendicazioni.
Franco Labella - 24-06-2009
Comunicato stampa

Il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

esprime

sullo Schema di Regolamento dei Licei, approvato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno scorso, forti perplessità per quanto attiene alla eliminazione dell'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche da tutti i percorsi liceali con la sola eccezione dell'opzione economico-sociale del Liceo delle Scienze Umane, il che disattende oltretutto le indicazioni dell'U.E. in favore dell'acquisizione delle "competenze sociali e civiche".
Claudia Fanti - 23-06-2009
Ho letto, ieri sera, un bellissimo articolo della Dirigente Christine Cavallari (in "La rivista dell'Istruzione" n°3-2009 (ed. Maggioli), a proposito del libro "Ehi, Prof!" di F. Mc Court (ed. Adelphi), e di alcuni altri testi, quello di Shon, "Il professionista riflessivo"(ed. Dedalo), l'ultimo intervento di P. Ferri, "Nativi digitali, una razza in via di apparizione", al convegno 2009 "Da Socrate a Google".

Gli argomenti trattati dalla Dirigente sono quelli che attendono risposte da sempre: come si diventa insegnanti, chi è il "bravo" insegnante, quali i talenti, quale sia il ruolo della pedagogia in relazione alla filosofia, quanta ne occorra per costruire una scuola aperta.
Così ho ripercorso mentalmente le tappe della mia professione di maestra e ci ho visto quelle della scuola e della vita di una bambina nelle aule delle elementari degli anni '60, un'alunna timidissima e desiderosa di far bene a tutti i costi, con le scalette dei voti ben in testa, con una mamma maestra che le raccontava il primo dopoguerra della professione.
Carla Giulia - 20-06-2009
Vedo ora il cedolino del mio stipendio e così scopro che per un giorno di malattia mi hanno trattenuto, per DEBITO, 25, 37 euro !
Sono allibita, anzi disgustata!
Il diritto ad ammalarsi non è più riconosciuto in ITALIA!
Francesco Di Lorenzo - 17-06-2009
Ma veramente qualcuno riesce a credere che con le bocciature, come ha detto il ministro Gelmini, la scuola sia diventata di colpo seria?
Ha usato veramente parole disgustose. Ha detto che è finita l'era del buonismo e del sei politico come ha ...
Franco Labella - 15-06-2009
Gentile Ministro,

le scrivo a nome del Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia per esprimerle il nostro più grande stupore per le sue dichiarazioni a Tuttoscuola, riportate anche sul suo blog e relative al pacchetto di provvedimenti relativo ai Licei.
In particolare c'è questo brano che le riporto riprendendolo dal sito di Tuttoscuola:

"La riforma Gelmini affronta la sfida educativa della nostra epoca senza accantonare quanto di buono è stato fatto negli anni precedenti, ma facendo giustizia delle molte aberrazioni che hanno affossato la scuola in Italia".

Tra le aberrazioni la Meloni colloca le "innumerevoli sperimentazioni, figlie della cultura sessantottina, introdotte all'interno del sistema educativo a discapito di nozioni basilari per la crescita culturale e civile degli studenti italiani".
Antonio Cucciniello - 15-06-2009
Se, per mancanza di finanziamenti, non è possibile organizzare né la compresenza di docenti per qualche ora settimanale (per effettuare attività di recupero degli alunni deboli ma anche di potenziamento dell'eccellenza, a piccoli gruppi omogenei di alunni e con metodologia adeguata a tutte le esigenze), né seri corsi di recupero pomeridiani, con un congruo numero di ore (corsi di 10 ore sono una cosa ridicola) e tanto meno un sistema premiale del merito e del "sacrificio" che sia motivante per tutti (con borse di studio, buoni libro, buoni per attività sportive, ecc. non solo per i più bravi ma anche per gli studenti che, pur non riportando voti alti, mostrano impegno sistematico ed aiutano i compagni), chiedo al Ministro, alle forze politiche e sindacali, ai presidi e ai docenti se non sia più giusto, per dare un'ulteriore possibilità agli alunni, ripristinare, fin dalla 1^ media inferiore, gli Esami di Riparazione a settembre ?
Carla Giulia - 12-06-2009
Sono stanchissima, torno ora da scuola .
Sono stremata dal lavoro di un anno scolastico (che per fortuna ancora mi appassiona).
Pertanto mi scuso subito se non sembrerò sufficientemente chiara (lucida?).
Ebbene mi capita di essere una coordinatrice di classe, e di dover proporre al C.d.C. il voto di condotta!
E come? Semplice , utilizzando una griglia di valutazione...
Colleghe di buona volontà ne hanno costruita una sulla quale ci confrontiamo prima degli scrutini; in quella occasione faccio notare che mi sembra una "gabbia", ricordo che la griglia dovrebbe servire a rendere la valutazione fedele, significativa, precisa ed equa e che dovrebbe facilitare l'operazione della valutazione, cosa che quella griglia non fa ...

Per cortesia qualcuno mi dica che ne pensa.
Francesco Masala - 10-06-2009
Adesso e dal prossimo anno, per passare l'esame, di terza media e di diploma di scuola superiore, occorre la media del sei o il sei in tutte le materie. I docenti si trovano davanti a un bivio, regalare sei a tutti, o il singolo docente o per voto ...
Libero Tassella - 05-06-2009
Io credo che dopo quest' anno terribile, non sia giusto congelare la misurazione della rappresentatività sindacale per legge, la trovo un'azione di regime; anche con altre forme da concordare ma comunque endosindacali, i sindacati devono sottoporsi a breve ad elezioni per definire/ridefinire la rappresentatività sindacale; io non trovo giusto che gli insegnanti e in generale i lavoratori della scuola non possano esprimersi sul quanto e sul come i sindacati rappresentativi hanno fatto o non hanno fatto.
Stefano Lonzar - 03-06-2009
Dietro alle cosiddette "norme per la sicurezza", in realtà si nasconde un arretramento ed un imbarbarimento della vita in comune, si alimentano sempre più disvalori quali l'egoismo, l'intolleranza, la paura dell'altro, si pongono le condizioni per divisioni, odi, scontri sociali ed interetnici.
Tale ventata reazionaria ha coinvolto, suo malgrado, anche le istituzioni scolastiche. Dapprima con la mozione del leghista Cota a favore dell'istituzione di classi separate per gli alunni stranieri che non parlano l'italiano, poi con la proposta del ministro Gelmini di inserire una quota fissa di alunni stranieri nelle classi, infine, con la vexata quaestio dei presidi-spia.
Maristella Curreli - 02-06-2009
Per usarle un riguardo, si potrebbe affiancare il Maestro degli Annunci a Maria Stella Gelmini. Anonimo pittore l'uno, anonima ministra l'altra. Sono passati oltre tre mesi da quel 27 febbraio in cui il Consiglio dei ministri approvò, in via definitiva, i primi due regolamenti della riforma scolastica modello Gelmini. Da allora, il nulla. Della entrata in vigore, neanche un cenno. Eppure il Capo dello Stato li ha firmati il 20 marzo scorso.
Giocondo Talamonti - 02-06-2009
In una recente intervista radiofonica, il Premier, parlando di Roma, ha espresso giudizi trancianti a proposito della pulizia urbana e ha paragonato la situazione igienica della capitale a quella delle città africane. Il Sindaco Alemanno si è piccato, sentendosi ferito nell'orgoglio di ritenersi uno dei maggiori esperti in fatto di pulizie, suscitando la conseguente, scontata, banale, monotona, ripetitiva, insistente smentita del Presidente del Consiglio: non è Alemanno la causa dell'immondizia cittadina, ma le amministrazioni di sinistra che lo hanno preceduto.
Punto e S'Virgola - 29-05-2009
Il Ministro si esercita ad attaccare ancora una volta, dopo la "sparata" del marzo scorso, i dirigenti scolastici; l'occasione per intervenire glielo fornisce una lettera che molti Dirigenti scolastici del Lazio hanno inviato ai Genitori per informarli che le Scuole sono "in ginocchio" e che tale situazione rischia di compromettere il funzionamento ordinario del servizio in assenza di fondi per le supplenze, per le spese di funzionamento, per i corsi di recupero, per le visite fiscali obbligatorie, ecc.

Tale iniziativa ha posto all'attenzione di tutti, a cominciare da chi ha responsabilità di governo, la gravità della situazione e dei problemi che la Scuola pubblica sta attraversando a tutela del diritto all'istruzione dei cittadini ed in difesa del pubblico servizio.

Non possiamo più esimerci dal segnalare, apertis verbis et "urbi et orbi" le inadeguatezze di chi si erge a "fustigare" i dirigenti scolastici-funzionari dello Stato; di più: si assuma la responsabilità di individuare le responsabilità e di revocare i contratti di quelli che "debbono cambiare mestiere".
Francesco Masala - 28-05-2009
C'è in corso un processo epocale di descolarizzazione, vince la amicizzazione e la noemizzazione del paese. Questi anni resteranno nella storia come quelli della più grande contrazione della base produttiva e precarizzazione del lavoro e immiserimento del paese e dopo altri anni di questo schifo, che finirà per questioni di letto, non per rivolte dei lavoratori, addormentati da televisioni, partiti e sindacati, ci troveremo a scegliere tra Fini e Casini.
Come uscire da quest'incubo? Cosa possiamo fare? Non masse, ma almeno qualche migliaio di persone coordinate possono mobilitarsi per qualcosa? Non so come, credo che occorra muoversi, ma le ferie, il mare..., esiste qualche sindacato tipo quelli citati prima disposti a offrire alternative a questa ingloriosa fine per inedia?
Antonio Cucciniello - 27-05-2009
Mettendo da parte la propaganda governativa sulla nuova scuola berlusconiana e la demagogia degli estremisti del 6 politico e del 10 in condotta a tutti, ritengo che per "motivare" meglio gli studenti e per ottenere maggiore serietà negli studi, oltre all'assegnazione di numerose borse di studio, bonus, ecc. per gli alunni meritevoli o per quelli che mostrano impegno costante e aiutano i compagni in classe e a casa, l'unica soluzione possibile e forse, anche la più giusta, sia:
IL RIPRISTINO, FIN DALLA 1^ MEDIA INFERIORE, DI VERI E RIGOROSI ESAMI DI RIPARAZIONE A SETTEMBRE.

Certo, senza alcune ore di compresenza al mattino con divisione delle classi in piccoli gruppi omogenei per attività di recupero ( con gli alunni più deboli) e di potenziamento ( con quelli più bravi ) e seri corsi di recupero pomeridiani ( sono una cosa poco seria i corsi di recupero, di sole 10 ore annuali, organizzati in alcune scuole superiori perchè i fondi messi a disposizione dal Ministro sono ridicoli ), i soli esami di riparazione non sono risolutivi.

Per il finanziamento di tutto ciò, giocando un pò a fare l'antipolitico, suggerisco al Ministro di chiedere al Capo del Governo un Decreto Legge o un Disegno di Legge d'iniziativa popolare per la riduzione del 5-10% degli stipendi di tutti i Parlamentari e/o Consiglieri regionali.
Paolo Citran - 25-05-2009
E' ormai da molto che i dibattiti su competenze et similia non mi entusiasmano più (se mai si possa dire che mi abbiano appassionato: comunque dieci anni fa certo più di adesso).
L'ennesima illuminante circolare ci informa che si devono fare le certificazioni delle competenze. Come? Per dio! Con i voti!
Naturalmente sempre risparmiando ed innovando.
Leggendo questo continuo richiamo all'innovazione non faccio altro che rafforzare la mia convinzione di sempre, che "innovazione" è parola abbastanza neutra. Il problema è vedere se innovando si migliora o si peggiora.
A me sembra che si possa individuare un trend che parte nel 1962 e si chiude nel 2001, con i governi più vari, ed un trend inverso che dal 2001 prosegue sino ad oggi.
73° Circolo Didattico Napoli - 23-05-2009
Nel silenzio delle istituzioni politico-amministrative per le sorti della nostra scuola, ormai chiusa dall'8 aprile 2009, e dispersa sul territorio dal 23 aprile 2009, la Procura della Repubblica, a seguito dell'ispezione di polizia giudiziaria effettuata in data 4 maggio 2009, nella quale ha rilevato palesi violazioni al D.lgs 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro), in data 13 maggio 2009, ha emesso provvedimento di contravvenzione nei confronti dell'arch. Maurizio Perna, nella sua qualità di Dirigente del Servizio di Manutenzione urbana della X Municipalità, per il quale egli è tenuto ad eliminare le numerose irregolarità rilevate al plesso scolastico Madonna Assunta e contestate, entro e non oltre il 1° settembre 2009, nonché a pagare un'ammenda prevista per le suddette contravvenzioni.
Emanuela Cerutti - 23-05-2009
Mentre c'è chi questua voti con promesse bellicose (tranquilli, se vinco io gli stranieri li faccio fuori - eufemismo provinciale, s'intende -), e chi minaccia tagli mirati ai Centri Territoriali (vedi la non troppo nota "ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione degli adulti, ivi compresi i corsi serali, previsti dalla vigente normativa), gruppi di persone sprovvisti di mezzi propri macinano kilometri due o tre volte la settimana per arrivare puntuali in aule che li accolgono e chiedono: "Il futuro, per favore, possiamo imparare il futuro? E' con quello che abbiamo problemi..."
Flora Villani - 21-05-2009
E' dal 2001, ministro Letizia Moratti, che si sente parlare con insistenza di "riconduzione a 18" delle cattedre costituite con un numero inferiore di ore; avallando nell'opinione pubblica la convinzione che i docenti lavorino meno di quanto contrattualmente stabilito.
La verità è che quelle cattedre, costituite con meno di 18 ore, avevano una loro ratio interna che teneva conto di continuità didattica, stabilità dei docenti sui vari corsi e abbinamento di materie tradizionalmente studiate insieme.
Faccio degli esempi tratti dalla mia esperienza nel liceo scientifico.
Gianfranco Pignatelli - 21-05-2009
Strano Paese il nostro. Luogo di traffici e traffichini. Di immigrazione clandestina che viaggia da sud a nord sui barconi dei disperati. Ma anche di istruzione truffaldina che viaggia da nord a sud su eurostar e mercedes con figli di papà che non sanno nulla ma hanno troppo.
Elena la Gioia - 20-05-2009
Sono pluriabilitata all'esercizio dela professione docente. Lo sono diventata per aver superato dei pubblici concorsi banditi dallo Stato. Questo, invece di valorizzare le competenze riscontrate mi ha precarizzato per anni, al punto che non mi si identifica più come insegnante ma come precaria.
Precari lo siamo in tanti, da tanto. Ci chiamiamo addirittura storici. Non contiamo più gli anni di carriera, ma i decenni. Siamo quelli che servono lo Stato quando allo Stato serve, lì dove occorre, ad occupare cattedre per il tempo e gli insegnamenti disponibili. Aspettiamo "buoni buoni in fila indiana" il nostro turno in graduatoria...
Rolando Dondarini - 19-05-2009
I membri del Consiglio del Dipartimento di Discipline Storiche, in conformità con l'articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana e in coerenza col Codice Etico dell'Università di Bologna ritengono di dover respingere con fermezza affermazioni e strategie che pretendano di chiudere la comunità nazionale in una presunta e fallace uniformità e richiamano i responsabili dei dicasteri che sovrintendono alla ricerca, all'istruzione, alla sanità e al welfare a non applicare le discriminazioni che simili atteggiamenti pregiudiziali potrebbero indurre.

Dichiarano inoltre che la complessa questione dell'immigrazione non può autorizzare in alcun modo le intenzioni espresse dal capo del governo e sostenute dalla sua maggioranza di puntare ad un paese non multietnico, dato che ciò obbligatoriamente presuppone un'inaccettabile presunzione di un'unicità e purezza etnica da conservare.
Forum Precariscuola - 19-05-2009
Proveniamo tutti da complessi e lunghi percorsi abilitanti che nessuno di noi ha scelto volontariamente di fare, ma che costituivano l'unica possibilità per realizzare il nostro desiderio d'insegnare.
Riteniamo, dopo anni di formazione, investimenti di tempo, denaro, studi, passione, sacrifici, per noi e spesso anche per le nostre famiglie, che sia un nostro diritto essere assunti prima di dar corso al nuovo canale, che potrebbe partire solo per le graduatorie esaurite.
Sarebbe assurdo e illogico infatti ricercare nuove vie di reclutamento prescindendo e mettendo da parte centinaia di migliaia di abilitati che, ad oggi, vivono di questo reddito.
Severo Laleo - 19-05-2009
Alla marcia di Barbiana, nel ricordo di don Lorenzo Milani, non credo possa aver partecipato il militante del Popolo della Libertà.
Almeno nel presente, il militante del PdL non potrà trovare alcun punto d'incontro, né una qualche consonanza, sia pur minima, con la prassi educativa di don Lorenzo Milani. E con la sua idea di "parola".
La distanza tra l'impegno pedagogico di don Milani e l'idea di scuola della Gelmini è profonda, e non superabile.
E credo sia questo, negli ultimi anni, un fatto nuovo, di grande rilevanza culturale.
Ed è segno dei tempi, di questi tempi di oblio, per molti, ormai catturati dal mito del capo, del dovere di esercitare la libertà.
Claudia Fanti - 13-05-2009
Lei presa di mira da chiunque si affacci al muro della politica; Lei stanca e forte insieme; Lei osservata, analizzata, denudata, sezionata da bisturi di diverso colore, provenienza, a scadenza fissa, sempre squassata da garbugli di manzoniana memoria in una intricata trama musicale dissonante che di rossiniano ha nulla, tanto è stonata e imbrogliata.

Lei si arrabatta, accelera e poi rallenta...stanca, sfinita da un niente di proposte legislative, dimagrisce, si asciuga, si fa scheletro di contenuti...scarnificata.
Francesco Mele - 09-05-2009
Il dilemma è: prevale il diritto allo studio o il limite di bilancio?

In questi giorni le scuole sono alle prese con gravi problemi di bilancio. Gli scarsi fondi per le supplenze per l'AS sono finiti e i docenti e il sostituito da DS coraggiosi che fanno prevalere il diritto allo studio e al buon servizio e DS che si attengono fedelmente alla copertura di bilancio e non nominano, adottando tutte le strategie possibili che però inevitabilmente vogliono dire meno scuola e meno servizi.

Allora che fare? Come devono comportarsi i CdI in un frangente come questo?personale ATA continua ad ammalarsi o ad infortunarsi, e allora che fare?
Giocondo Talamonti - 04-05-2009
Franceschini è una brava persona. Ma se sbandiera il ritorno all'ovile del Cavaliere come una vittoria della sinistra, allora rischia di apparire ingenuo. La partecipazione berlusconiana alle celebrazioni del 25 aprile non è stata un omaggio alle pressioni del segretario PD.
Che il Premier sia in mala fede lo dimostra la non richiesta dichiarazione: "non sapevo della proposta ddl sull'equiparazione partigiani-repubblichini". E' così spudoratamente falsa, così lontana dalla verità che meraviglia non essere stata neppure vagamente percepita da Franceschini come anticipatrice di nefaste conseguenze.
Libero Tassella - 02-05-2009
Il Decreto Ministeriale per l'aggiornamento delle Graduatorie ad Esaurimento, DM 42/09, per i docenti precari della scuola impedisce il trasferimento della propria posizione dalla provincia di attuale inclusione ad un'altra provincia, ammettendo solo l'inserimento in coda in altre tre province.
Ciò significa impedire la mobilità territoriale all'atto dell'aggiornamento delle Graduatorie di chi è già incluso, in aperta violazione della sentenza del TAR Lazio del 27 novembre 2008, e dell'ordinanza del Consiglio di Stato del 24 marzo 2009 e di numerose altre sentenze del TAR non recepite dal D.M.42/2009.
Il decreto, uscito con un grande ritardo, aveva illuso i precari sulla volontà del MIUR di rispettare le sentenze della Giustizia Amministrativa.
Esso, invece , non ne ha recepita nessuna, obbligando i docenti precari a dare l'avvio a migliaia di azioni legali che potrebbero rendere ingestibili le graduatorie ad esaurimento, con pesanti conseguenze sul regolare avvio dell'anno scolastico, che inizierà con molte cattedre vuote e nel caos più totale.
Giocondo Talamonti - 01-05-2009
"Ciarpame senza pudore", ha sbottato Veronica Lario a proposito della corsa che veline, letteronze e meteorine hanno ingaggiato per un seggio alle europee.
Intanto, il ministro alla Salute, Sacconi, dice che possiamo star tranquilli: l'influenza suina non ci sfiorerà (ahò, che culo che c'abbiamo: siamo immuni da crisi finanziarie e da porcelli infetti), perché abbiamo difese invalicabili per i maiali esteri.
Franco Labella - 01-05-2009
Sono 2.321 persone che hanno sentito la necessità di dare un segnale di attenzione.
Un grazie particolare alle tantissime persone che hanno aderito pur non avendo un ruolo lavorativo nella scuola e svolgendo nella società le più varie attività e ruoli.
La loro adesione ha il valore della condivisione di una analisi e di una preoccupazione per scelte che, evidentemente, non sono reputate ottimali per il futuro delle giovani generazioni.
Il Coordinamento, dopo aver inoltrato l'Appello ai suoi destinatari,
proseguirà con altre iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento attivo.
I tempi di un intervento produttivo per indurre un cambiamento sono piuttosto limitati e non sarà, perciò, possibile mantenere canali di comunicazione diretta con tutti quelli che hanno aderito.
Luca Kocci - 30-04-2009
Approvato senza sorprese dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato - con la mancata partecipazione al voto finale dei parlamentari del Partito Democratico - lo scorso 7 e 8 aprile il più grande programma di riarmo mai realizzato nell'Italia repubblicana. Non resta che «l'indignazione nazionale», come suggerisce la campagna lanciata dal portale indipendente di informazione Grillonews, che in pochi giorni è stata sottoscritta da migliaia di persone. «Con queste righe desideriamo esprimervi la nostra indignazione», si legge nella petizione. Una indignazione che «diventa ancora più grande di fronte alla preoccupante crisi economica e alle altrettanto preoccupanti calamità naturali che hanno colpito una parte del nostro Paese».
Fabrizio Dacrema, Gianni Gandola - 30-04-2009
La scuola italiana, la primaria in particolare, è oggi paragonabile ad una persona che, precipitando dal cinquantesimo piano, arrivata al venticinquesimo può ancora affermare "fin qui tutto bene. O quasi".
Lo schianto, infatti, non è ancora avvenuto.
Fin qui è andata bene la mobilitazione realizzata conto la manovra Tremonti-Gelmini, ma l'urto è ormai preannunciato dai Regolamenti approvati e dal decreto organici. Se lo schianto avverrà poi sarà molto difficile rimettere assieme i cocci. Se a settembre l'organizzazione didattica della scuola primaria sarà smantellata per mancanza di risorse, la forza della mobilitazione fin qui espressa potrebbe ripiegarsi, quando non ritorcersi su se stessa. Non è difficile prevedere i rischi di divisioni, reazione adattive, tentativi di arrangiarsi: una sorta di disarticolato "si salvi chi può" dal quale sarebbe decisamente difficile ripartire con una mobilitazione che ricostituisca l'ampio fronte di insegnanti, genitori, studenti, enti locali e forze sociali che fini ad oggi è stata la chiave del successo delle azioni per la difesa e lo sviluppo di una buona scuola pubblica.
Quest'ultima ha raccolto il risultato più eclatante al momento delle iscrizioni bocciando clamorosamente la controriforma Gelmini. Risulta infatti che soltanto l'1% delle famiglie ha scelto il modello a 24 ore/maestro unico, asse portante della filosofia Tremonti-Gelmini.
Da lì si deve quindi ripartire per ricostruire alleanze attorno ad una piattaforma credibile e ottenere risultati concreti prima dell'inizio dell'anno scolastico.
Gemma Gentile - 29-04-2009
A proposito della risoluzione approvata il 2 aprile 2009 dal Parlamento europeo, che equipara fascismo, nazismo e comunismo, ho inviato una lettera a Giulietto Chiesa, parlamentare europeo che si è sempre dimostrato sensibile a queste tematiche, per domandargli il suo parere e per conoscere anche come fossero andate le cose in Parlamento. La sua risposta, puntuale e cordiale, la considero interessante e valida, anche se purtroppo conferma appieno la fondatezza dei timori sulla deriva a destra presente anche in sede europea.
Gianfranco Pignatelli - 28-04-2009
Ma chi ha detto che l'economia è algida? Noi, per esempio, abbiamo un ministro appassionato e fantasioso. Non solo per la sua finanza creativa ma anche per la comunicazione adottata, sempre varia e ad effetto. Un paio di tormentoni, però, lo contraddistinguono. Il primo: abbiamo il terzo debito pubblico del mondo pur non essendo la terza economia mondiale. Secondo: non metteremo le mani nelle tasche degli italiani. Il ministro lo ha ripetuto anche in occasione degli interventi pro-Abruzzo. Così gli italiani le mani nelle tasche se le sono messe da soli. E il governo? Con destrezza ha subito fatto da croupier, sia per i denari derivati dalla generosità individuale e sia per quelli provenienti dalla solidarietà internazionale e comunitaria. Un grande affare: nessun onere e tutti i benefici mediatici e politici. Si spende e si spande con le tasche altrui. Tutti i meriti al governo a costo zero.
Gigi Monello - 28-04-2009
A cosa dovrei smettere di "contrappormi", io? A cosa dovrebbero smettere di "contrapporsi", gli alunni cui, la mattina, parlo di Storia? All'avventuriero romagnolo che con feroce freddezza manda i suoi sicari a trucidare un deputato che ha osato ...
Vittorio Delmoro - 27-04-2009
Questo nuovo ministro dell'istruzione non perde occasione per dimostrare tutta la propria inadeguatezza di fronte alle questioni educative; del resto è un avvocato (per quanto laureatosi in Calabria) e dunque più avvezzo a districarsi tra colpevoli e innocenti, che non tra persone in formazione e formatori.

L'ultima, di qualche giorno fa, ha voluto dirla al meeting degli insegnanti di religione promosso dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana).
Antonio Vigilante - 27-04-2009
Intervenendo ad un meeting di insegnanti di religione cattolica, il ministro Gelmini ha affermato non solo la pari dignità dell'insegnamento della religione cattolica, ma anche la sua superiorità. "L'ora di religione ha una valenza educativa maggiore di altre discipline", ha detto. Questa frase si può interpretare - credo legittimamente - come espressione di fondamentalismo religioso, propria di chi pensa la formazione come un itinerarium mentis in Deum, o qualcosa del genere. Ma forse il ministro non intendeva dire questo.
Vittorio Delmoro - 24-04-2009
Nell'attuale situazione di debolezza in cui navigano sia il movimento che l'opposizione ufficiale, ho una proposta da attuare se non in tutte, in molte occasioni pubbliche.

Berlusconi ha detto che quest'anno, per fare uno strappo alla (sua) regola e non regalare il 25 aprile ad una sola parte politica, celebrerà l'anniversario della Liberazione in un qualche posto d'Italia che svelerà solo all'ultimo.

Questo riserbo è motivato dalla volontà di prevenire l'eventuale organizzazione di qualche contestazione massiccia e, allo stesso tempo, di organizzare lui le proprie truppe per il necessario consenso; di modo che se vi saranno fischi, potranno essere coperti dagli applausi dei suoi e dargli pure modo di esecrare dal palco le solite contestazioni settarie e comuniste ed elogiare l'unanimismo delle opposizioni blande.

Allora io propongo che chi può vada lì ad applaudire Berlusconi a più non posso...
Giocondo Talamonti - 24-04-2009
Provo la scomoda sensazione di non stare più con i piedi per terra; di vivere in sospensione forzata, di sentirmi fluttuante in una realtà virtuale. Non ci capisco più niente: l'economia tracolla, avanza la fame nel mondo, milioni di persone perdono per sempre il lavoro, aumentano i focolai di guerra nei quattro angoli della Terra, cerco notizie per saperne di più, accendo la TV e mi accorgo che tutto va bene.
Anche il terremoto in Abruzzo va a gonfie vele. Non mi stupirei se qualche inviato molto speciale si facesse scappare l'affermazione che trattasi del miglior terremoto del dopoguerra.
Francesco Masala - 22-04-2009
Tornavo dal cinema e all'uscita, sotto la pioggia, con una coperta ormai zuppa dormiva, lungo il marciapiede un essere umano. Ma non è un romanzo francese dell'Ottocento. Ascoltavo l'altra sera una trasmissione dalla quale ho appreso che le mamme degli alunni comprano la carta igienica e la portano alle maestre. Perché altrimenti i bambini si terrebbero il culo sporco. Ascoltavo anche che nelle scuole se i dirigenti non rubano non è per paura che possa succedere loro qualcosa, ma forse per quel vizio chiamato onestà che deve essere debellato. E nelle scuole ai giovani si deve insegnare che il delitto non paga.
Claudia Fanti - 21-04-2009
...E vorrei invece parlare di scuola.
Sì, perché in realtà non se ne sa nulla.
Va benissimo denunciare ad alta voce cosa non funziona nel sistema azienda scuola, tuttavia è appunto questa la questione, la solita, la scuola non è un'azienda.
Le persone sono la scuola.
Supponiamo di riunirci tutti, insegnanti e bambini, in un pollaio fra le cacche dei volatili, cosa succederebbe?
Ecco, ci sarebbero quelli che gridano "che schifo!" e sarebbe comprensibile; ci sarebbero quelli pronti a distribuire mascherine anti batteri, e andrebbe bene...ok anche per le mascherine; ci sarebbero gli indignati che resterebbero silenziosi e urlerebbero che lì non si può lavorare...e chi non li comprenderebbe?

Paolo Citran - 20-04-2009
Maria Montessori nella sua ottimistica (innocentista) visione dell'infanzia definisce il bambino "embrione spirituale", cioè potenzialità creativa di bene e di pace: sino a che non avremo riparato alla grande ingiustizia contro il bambino cooperando con lui, ogni sforzo sarà vano. Se noi siamo quegli "uomini di buona volontà" che vogliono la pace, dobbiamo porre noi stessi queste fondamenta, lavorando per il mondo sociale del bambino: La figura del bambino deve brillare davanti a noi come un simbolo; un simbolo che ci addita non solo la meta ma l'unica via che ci permetta di raggiungerla. (da Educazione e pace, Garzanti, Milano 1964, 4.a ed.)
Giancarlo Fantini - 19-04-2009
Gentile Signora,

sono Giancarlo Fantini, docente di Esercitazioni Agrarie presso l'Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente di Crodo (VB), inserito dal 2000 nell'Istituto Comprensivo Innocenzo IX di Baceno (VB) che comprende tutte le scuole di ogni ordine e grado dei comuni delle Valli Antigorio e Formazza, estrema punta a nord del Piemonte.

Sono nato nel 1954 e dal '74 lavoro nella scuola, da 29 anni in questo Istituto che a ottobre festeggerà il suo 30esimo anniversario di fondazione: ne sono perciò la memoria storica oltre che il fiduciario del Preside, da tempo immemore.

In questo scritto userò spesso il plurale, in quanto ciò che leggerà non è solo la mia personale opinione, ma di molti altri colleghi, studenti, genitori, amministratori locali.
Riccardo Scaglioni - 19-04-2009
Come mettere d'accordo maggioranza e opposizione; come ragionare insieme tra politici, insegnanti, docenti universitari e della scuola, genitori e studenti. Questo è avvenuto venerdì pomeriggio al Liceo Montanari di Verona alla tavola rotonda "Insegnanti che sappiano insegnare", organizzato dall'ANFIS (Associazione Nazionale dei Formatori Insegnanti Supervisori) e dalla SSIS Veneto (Scuola di Specializzazione interateneo per l'Insegnamento Secondario).
Aldo Ettore Quagliozzi - 18-04-2009
" Con il tipo di capitalismo ereditato dalla seconda guerra mondiale non andiamo lontano. Un capitalismo senza un quadro etico è nemico del genere umano. Bisogna chiedere scusa a Marx: aveva visto giusto. " Dichiarazione del Cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera, al quotidiano " La Stampa " del 26 ottobre dell'anno 2008.

Avevo appena finito di leggere l'articolo di Federico Rampini " Se i mercati cancellano l' etica " sul quotidiano " la Repubblica " che la radio, quasi sempre accesa in casa nostra per via della tragedia d'Abruzzo, che orecchiavo sbadatamente nel mentre scorrevo la scrittura dell'illustre opinionista, dava la notizia di un'azione militare di " Sendero luminoso " in uno dei paesi più problematici del sud dell'America, il Perù. Chi si ricordava più di " Sendero luminoso "?
Vittorio Delmoro - 16-04-2009
Da qualche tempo non riesco più a guardare i notiziari, né a leggere le pagine di giornale sulla nuova tragedia del terremoto abruzzese; me n'ero accorto già dall'ultima guerra di Gaza : pagine e pagine con corredo di fotografie che saltavo a più pari, accontentandomi solo dei titoli.

Non ce la faccio più.

Eppure molti anni fa mi cibavo di queste notizie, crescevo con queste informazioni; un po' come quel terrorista della RAF che - ho letto - teneva sempre nel portafoglio una foto d'un internato dei lager, per alimentare la sua rabbia.

Tutta la mia formazione politica s'è alimentata dell'indignazione per l'una o l'altra delle tante ingiustizie di cui si aveva notizia, dal Vietnam alla Palestina, dallo sfruttamento alla catena di montaggio ai morti sul lavoro.

Aldo Ettore Quagliozzi - 15-04-2009
"Al civico 11 di via D'Annunzio ho visto delle lesioni sui muri. Ho chiesto spiegazioni e mi hanno risposto che la situazione era sotto controllo. Nicola, caro viceministro, è stato ucciso dall'imprudenza delle istituzioni". Lettera a Guido Bertolaso di Sergio Bianchi, padre di Nicola, 22 anni, studente morto nel terremoto.

"Chaplinesque ". Di grazia, cos'è? Si ha traccia del neologismo leggendo lo splendido volume di Edmondo Berselli "Venerati maestri" edito, per i tipi Mondadori, nell'anno del signore 2006. Controllare alla pagina 168, ultimo periodare dell'illustre Autore. Una scrittura tagliente assai, che taglia in profondità. Un particolare: il volume ha per sottotitolo "Operetta immorale sugli intelligenti d'Italia". Si evincerebbe tutto già dal sottotitolo. Intelligenti pauca. Basterebbe per non andare oltre.
Gemma Gentile - 14-04-2009
Che risposte sono, visto che non entrano nel merito delle questioni poste?


Il comunicato, dedicato ai rilievi mossi da insegnanti che lottano contro lo sfascio in atto della scuola pubblica e che sono stati negativamente colpiti dalle notizie diffuse dal dirigente dell' Istituto Rinascita circa pratiche contrattuali in atto nella scuola le quali si presentano in modo inconfutabile in linea con il DDL Aprea, ha la pretesa di dissipare la confusione creatasi. Purtroppo a me sembra che confermi tutte le impressioni negative, nella vuotaggine della risposta.

1) La storia della scuola media Rinascita con le sue lotte nel 2004 alla controriforma Moratti e la difesa del tempo pieno, tutti la conosciamo e proprio questo vissuto comune mi ha ferita di più (e non solo me), quando mi sono trovata di fronte alle parole rilasciate dal preside Calascibetta a Il Giornale di Berlusconi.
Omero Sala - 11-04-2009
Esistono insegnanti di destra?
Pare di si: i dati di fatto lo confermano.
Ma io, un po' provocatoriamente, voglio dimostrare che non possono esistere; e che quelli censiti, o non sono insegnanti convinti o non sono propriamente di destra, anche se si sentono tali.
Per farlo, riapro il consunto ma non inutile gioco del "che cos'è la destra, che cos'è la sinistra": procedo cioè per semplificazioni, un po' estremizzando, in modo da essere forse categorico ma schematico e chiaro.
Chi vuole mi segua.
Aldo Ettore Quagliozzi - 08-04-2009
...mentre continuava il diluvio mediatico di immagini senza utilità alcuna, mi ponevo la questione dove fosse il limite proprio di una corretta informazione e dove questo limite sforasse nel più indecente terreno dell'intrattenimento. Ecco il punto: quale il limite dell'informazione corretta? E dove essa diviene strumento perverso di intrattenimento e di subliminale asservimento emotivo? Nei filmati del benemerito Istituto Luce è probabile che venisse preservato e continuasse ad essere contenuto in essi quel " pathos " proprio di ogni creazione che coinvolga il vedere ed il sentire degli esseri umani. Il famoso " pathos " della classicità. Così come avviene ogni qual volta si accede ad un luogo deputato alle rappresentazioni....
Oliver - 07-04-2009
Oggi vorrei accennare al dramma del lavoro fuori la scuola.
Mio fratello 54 anni è stato cacciato dopo 28 anni, lavorava in una coperativa dove convivevano diverse anime politiche, amministratori di destra non hanno avuto dubbi, la struttura andava smantellata, senza lavoro e dovendosi sentire discriminati politici nel 2009.
Gianfranco Pignatelli - 07-04-2009
Un contributo di solidarietà. È questo che i precari della scuola si aspettano, perché i colleghi in ruolo pongano un freno a quel "cannibalismo professionale" che li porta a passare dal bene al meglio, incuranti di quanti versano in condizioni di perenne precarietà. Alla politica delle ridotte quantità e dei tagli o della "razionalizzazione delle risorse", che dir si voglia, praticata dal ministero, devono corrispondere scelte di qualità. Per migliorare l'offerta formativa occorre che la politica si adoperi per scelte di buon senso, a costo zero e dal grande valore aggiunto. Tutto questo si può e si deve fare a partire dal DDG per il rinnovo delle graduatorie per gli incarichi e le supplenze nella scuola. Occorre che dagli elenchi siano esclusi tutti gli insegnanti già in ruolo. Perché ciascuno insegni ciò per cui è abilitato e di cui ha acquisito abilità ed esperienze dirette e continuative.
Vittorio Delmoro - 04-04-2009
Quando tra il 68 e il 75 ci siamo ribellati, quando abbiamo dato a quella nostra generazione un'impronta imperitura, lo abbiamo fatto raccogliendo una bandiera il cui colore e il cui significato stava sbiadendo, dopo 25 anni, quella dei Partigiani che avevano restituito la libertà a tutti gli italiani.
Nel nostro piccolo, allora, nel 68, anche noi abbiamo riaperto spazi di libertà e di diritti per gli italiani, soprattutto per le classi che si definivano proletarie.
Sono trascorsi altri 30 anni e mi sembra che quegli spazi e quei diritti stiano di nuovo sbiadendo, occupati da una vincente cultura dell'io che, come ha detto Shell Shapiro dal palco, oscura quella del noi.
Finirà anche che, da questa parte delle Alpi, non basterà più sfoderare un sorriso a tutto denti per negare l'esistenza della catastrofe? Basterà il ritorno dei Miserabili in quel di Francia per impedire, al tonto di turno, di proclamare che converrebbe mangiare le brioches al posto del pane per saziarsi? Spero tanto nel ritorno della Storia grande. Ma come sempre, dovranno essere gli altri ad intrecciarne la trama con l'ordito.
Paolo Citran - 03-04-2009
Si può dire probabilmente che io possa essere considerato uno che ha fatto il Sessantotto, innanzitutto per motivi banalmente anagrafici e fisici, nel senso che nel Sessantotto io ero matricola in una delle università italiane, che con gli eventi si sarebbe rivelata tra le più turbolente anche per episodi gravi di opposto colore e per personaggi che, da opposte posizioni, vi erano implicati.
Mao Valpiana - 02-04-2009
Quando si va in una citta' diversa dalla propria (come turisti, come ospiti, o come immigrati), solitamente il primo impatto lo si ha con i mezzi di trasporto e poi con i luoghi di ristoro. Chi viene ora nella mia citta' rischia di trovare brutte sorprese. Sugli autobus urbani sono avvenuti di recente brutti episodi (per l'ultimo, in ordine di tempo, il quotidiano locale ha titolato "insulti razzisti sul bus" rivolti da un conducente ai danni di una signora marocchina), denunciati dalle vittime e persino da qualche autista civile che ha preso le distanze dai colleghi che lascerebbero a piedi immigrati "extracomunitari" presumendoli senza biglietto.
Libero Tassella - 02-04-2009
In Lombardia, tra elementari e medie, gli studenti e le loro famiglie sono in fuga a rotta di collo nel privato, 10.000 esodi.
L'effetto Gelmonti si sta estendendo a macchia d'inchiostro dalla Padania e già oltrepassa il Rubicone. Si inizia a capire a cosa sia servita e servirà la forbice, potare in pubblico e rinfoltire in privato. .
Arturo Ghinelli - 31-03-2009
Come operatori scolastici non prestiamo il giuramento di Ippocrate, ma siamo convinti di essere fedeli servitori della Repubblica e della sua legge fondamentale, la Costituzione che all'articolo 3 sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e all'articolo 34 stabilisce che la scuola è aperta a tutti.
Noi siamo convinti di rispettare la Costituzione non denunciando i bambini, e voi?
Non vorremmo che la prossima volta ci intimaste di farli entrare solo se portano cucito sul grembiule la E di extracomunitario.
Claudia Fanti - 30-03-2009
Resoconto stenografico di una improbabile immensa convention del centrosinistra...
Piacerebbe alla Ministra Gelmini e ai "suoi" Italiani? Si sentirebbero rispettati? Dormirebbero sonni democraticamente tranquilli?
Paolo Citran - 28-03-2009
Ricordo di aver letto - qualche anno fa - una notarella di costume a proposito dell'uso inappropriato e reiterato dell'espressione "Assolutamente sì!" Allora non ci avevo mai fatto caso. Da quella volta posi attenzione alla cosa ed in particolare al diffondersi ed alla frequente reiterazione di tale modalità comunicativa. E cominciai ad avvertire consciamente quello che forse era prima un inconscio fastidio. Oggi l'"assolutamente sì" viene pronunciato particolarmente da rampanti od aspiranti tali di ogni tipo.
Nel mondo della scuola quest'espressione fa coppia con l'imperativo categorico della risolutezza, del decisionismo, insomma, della proterva, ma tanto decantata, assertività.
Francesco Casale - 26-03-2009
I numeri, per definizione, non sono né di destra né di sinistra. Ma, se riguardano persone e istituzioni, hanno valore politico. Gli ultimi sono stati resi noti dal ministero dell'istruzione e riguardano i precari della scuola. Donne e uomini che hanno scelto d'insegnare e per questo, come mai prima, hanno conseguito una o più lauree, tante abilitazioni, idoneità ai concorsi magistrali, specializzazioni, master, aggiornamenti, stage, perfezionamenti, ecc.. Eppure, nell'ultimo decennio, il precariato nella scuola è aumentato del 120%.
Severo Laleo - 24-03-2009
Ed ecco, la TV annuncia, è arrivato il Piano Casa. La grande intuizione di BS per combattere la crisi.
A partire dagli "spiriti animali"... presenti in casa.
E' elargita dall'alto, quasi in regalo, la possibilità di "andare oltre i limiti", fino al 20%, nella ristrutturazione dell'abitazione/villa.
In piena "libertà". Il "popolo della libertà" è lieto e ringrazia. E sussurra: "Finalmente". Anzi grida, festoso, specie nel Sud: "Evviva"!
Bravo il governo BS, sa capire i problemi della gente! E sa muovere l'economia (così ripete un suo ministro).
Ognuno sia libero di "ampliarsi", per meglio rispondere alle esigenze della famiglia.
Ed ecco torna anche l'amore per la famiglia. E il suo "familismo amorale".
La bella famiglia italiana, abusiva per necessità e/o per scelta, è di nuovo al centro delle attenzioni del governo.
Benedetta Cosmi, Roberto Maragliano - 24-03-2009
La scuola e l'università vogliono i bravi o i Don Abbondio? "Ripetere i giudizi del Sapegno con la faccia d'uno che i testi se li è letti sull'originale. Li confronta tra loro e li giudica. I professori si contentano che si ripeta quello che dice lui": c'è bisogno di dirlo? Sì, è la (famigerata) Lettera a una professoressa della Scuola di Barbiana, del 1967. Sono passati tanti anni, ma sempre lì siamo. Una scuola come questa (e come quella) non serve a niente, peggio: annienta. Eppure è anche quella scuola lì, quell'idea di scuola che si vuole salvare quando si grida all'invadenza dell'e-learning e delle "nuove tecnologie". E allora, si cambi registro!
Tiziana Plebani - 23-03-2009
Qual è il Suo Dio, Eminenza? Un dio cattivo, pruriginoso e ficcanaso, si direbbe, che perde tempo a indagare sui cappucci piuttosto che guardare al cuore di quell'uomo e di quella donna. Alle loro necessità, ai loro bisogni, ai loro desideri. Avremmo dovuto e dovremmo popolare la terra come i conigli? Non le sembra che l'invadenza dell'uomo sul pianeta sia già al limite della sostenibilità? Che l'equilibro delle risorse e dell'ambiente richiedano all'uomo un limite anche di presenza? Ma forse Lei sta pensando che il riequilibrio possa essere governato 'naturalmente' dalla falce delle malattie...
Docenti e ATA - Mottola - 23-03-2009
I docenti e il personale ATA riuniti in assemblea il giorno 10 Marzo 2009, hanno discusso in merito alle conseguenze della legge Gelmini sull'organizzazione scolastica e hanno considerato che la stessa non rappresenta un passo in avanti in termini di efficienza a favore dei bisogni educativi degli utenti, bensì una semplice opera di tagli di risorse che si abbattono sui docenti e sul personale ATA e che impoveriscono l'offerta formativa per gli alunni.

Per questo motivo dicono ...
Lucio Garofalo - 23-03-2009
Se possibile, vorrei riassumere in una sorta di compendio, non "manualistico" ma demistificante, quelli che, dal punto di vista di un insegnante, costituiscono i problemi più urgenti e assillanti che pregiudicano e condizionano molto negativamente la vita e il funzionamento della scuola pubblica italiana.
Probabilmente, nell'immaginario collettivo la scuola è recepita e considerata in modo fallace e distorto a causa di insulsi e banali clichè, ovvero sulla base di facili e comodi luoghi comuni estremamente diffusi tra le persone, ma che in effetti corrispondono a false leggende metropolitane che bisognerebbe provare a sfatare con argomentazioni razionali e persuasive.
Paolo Citran - 21-03-2009
CHE FINE HANNO FATTO LE SCIENZE SOCIALI?

Già, le Scienze (gli Studi) Sociali. Le hanno tolte dalle Indicazioni per il Curricolo del Primo Ciclo (infanzia, primaria, medie), mentre i Programmi dell'Ottantacinque avevano conferito un pochino del posto che sarebbe loro spettato alle Elementari.

Potenza delle lobbies disciplinari!

Sarebbe stato importante rivedere da questo punto di vista i Programmi del Settantanove per le Media. Poi alle Superiori si poteva ipotizzare di mettere a regime un Liceo della Scienze Sociali (Berlinguer-De Mauro) e/o quello Sociopsicopedagogico (Brocca) e/o delle Scienze Umane (Moratti), tre progetti non andati oltre il livello sperimentale nei casi migliori (Brocca e Berlinguer).

Mi soffermerò qui di seguito sulla Commissione De Mauro.
Gianfranco Pignatelli - 21-03-2009
Il ministro Gelmini dà i numeri. E questa volta sono cifre. Le snocciola, a Palazzo Chigi, in sala stampa. La solita, quella con il Tiepolo taroccato sul fondo. Si tratta dei numeri del precariato. Eccoli: "i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento sono 558.316". In realtà si tratta di posizioni in graduatorie, non di persone. Quelle sono circa 268.000. E fin qui la verità. Poi il ministro ha fatto due conti che, in ossequio al luogo, sono risultati rigorosamente contraffatti....
Omero Sala - 20-03-2009
Facciamo valere l'autonomia delle singole scuola, salviamo le prerogative e utilizziamo le competenze degli organi collegiali, prendiamo tutto lo spazio che ci viene concesso dalle norme mai abrogate sulla sperimentazione, salviamo i nostri piani per l'offerta formativa, facciamo pesare la nostra professionalità e la nostra esperienza ...

Dai, forza, Italia!

Rete nazionale precari scuola - 20-03-2009
La Rete Nazionale dei Precari della Scuola esprime piena solidarietà agli studenti caricati dalle forze di polizia mentre esercitavano il loro diritto costituzionale a manifestare. Dato che le cariche sono state giustificate dal protocollo sulle manifestazioni definito dal sindaco di Roma e sottoscritto dalle principali confederazioni sindacali, che limita gli spazi ed i modi attraverso i quali poter esercitare il diritto a manifestare, è indispensabile un immediato chiarimento. Chiediamo, quindi, alla CGIL di prendere una posizione netta e di ritirare la firma dal protocollo.
Claudia Fanti - 19-03-2009
Sarà dura ma, come tutti i despoti, alla fine parecchi di loro saranno fagocitati da se stessi e dalla loro sicumera. Brunetta tronfio del suo "successo" con le percentuali di assenze in calo non si rende conto del rancore che suscita nel personale, ...
Omero Sala - 18-03-2009
Signor Sindaco,
le scrivo per esprimerle il mio disappunto non tanto per la ineccepibile decisione di far collocare una Croce nelle aule delle scuole ma per le modalità da lei adottate nel farlo.
Le scrivo ora - a distanza di tempo - perché, spento il ribollire delle polemiche, ci sia il tempo e lo spirito per esprimere valutazioni più equilibrate e considerazioni più pacatamente cristiane.
Le scrivo una lettera aperta perché sono convinto che le mie riflessioni - e le sue, se avrà la bontà di rispondermi - non possono essere circoscritte nella sfera dei rapporti personali, in considerazione delle funzioni pubbliche che svolgiamo e degli incarichi istituzionali che ricopriamo.
E le scrivo col tono sommesso di chi coltiva la cultura del dubbio, ma anche con la determinazione di chi non intende annegare nel dubbio le proprie responsabilità.
Paolo Citran - 17-03-2009
... una domanda di fondo va posta: c'è spazio per il dubbio nella scuola dell'autonomia? Dato che nella nostra Repubblica dallo scranno della Presidenza della Camera - sulle orme del papa - si è anche filosofeggiato fuori contesto contro il relativismo culturale?

Quello che mi chiedo, dopo una vita professionale dedicata ad insegnare a pensare, e quindi in primis a dubitare, è se questa nostra scuola (tanto decantata) dell'autonomia sia favorevole al dubitare sistematico avverso al pensiero unico o ad un decisionismo simil-manageriale irriflessivo e senz'anima, piuttosto che ad una colta cultura critica capace di dubbio, che non esclude la decisione, ma la connette alla saggia ponderazione ed alla consapevolezza della propria fallibilità...
Rete nazionale precari scuola - 16-03-2009
Aderiamo allo sciopero del 18 marzo e invitiamo alla mobilitazione tutto il popolo della scuola. In particolare chiediamo il pieno rispetto della legge sulla sicurezza 626 e delle richieste delle famiglie al momento dell'iscrizione dei loro figli, un organico adeguato di insegnanti di sostegno, la totale copertura di tutte le cattedre a partire dal 1° settembre, in modo da garantire un regolare inizio del prossimo Anno Scolastico, l'assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola su tutti i posti vacanti e disponibili ...
Danilo Sbarriti - 14-03-2009
Io vorrei una scuola senza promossi o bocciati... Una scuola lumaca, paziente, affettuosa, sorridente, gentile, leggera.

Io vorrei delle aule allegre, colorate...Vorrei poter far entrare la luce, quando c'e', per giocare al maestro e ai discepoli, in cui ciascuno a turno fa il maestro e il discepolo. E quando non c'e', spegnere la luce artificiale dei neon e dormire, io sulla cattedra e loro sui banchi.

Io vorrei una scuola senza domande di cui conosci gia' la risposta e tante domande a cui non sai rispondere.
Francesco Mele - 14-03-2009
Far sparire del tutto il fondo per il funzionamento generale delle scuole, vuol dire l'anticamera della privatizzazione della scuola statale, perfettamente in linea con quanto previsto dal ddl Aprea. Non far pervenire alle scuole oltre 2 miliardi di euro già assegnati e promessi negli anni precedenti e, ciò che è più grave, già spesi dalle scuole, vuol dire strangolare le scuole come il più spietato degli usurai. Ridurre dell'80-90% i fondi per le supplenze vuol dire costringere le scuole al degrado del servizio nell'assolvimento di un diritto costituzionale che viene come minimo ridotto, se non pesantemente negato, e questo ha come effetto di far cadere pressoché a zero la fiducia dei cittadini nella scuola statale per realizzare quanto Calamandrei paventava più di 50 anni fa...
Severo Laleo - 13-03-2009
"Il collegio dei docenti non potra' bocciare uno studente con il '5' in condotta se non in presenza di "comportamenti gravi".
sbalordisco all'idea di scuola del 5 in condotta.
Questo governo, seguendo coerentemente la regola di dare "ordine e leggi" solo ai più deboli, trasforma la scuola, già oggi in difficoltà per assenza di competenze alte e adeguate risorse, da luogo di faticoso dialogo a luogo di "sanzioni disciplinari", da "palestra di vita", "bottega artigiana", "officina", "studio" a "carcere".

Gustavo Zagrebelsky - 13-03-2009
"La Città di Torino e il Comitato Italia 150, in occasione delle celebrazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia nel 2011, promuovono una serie di progetti, destinati a rinnovarsi ad anni alterni a partire dalla primavera 2009 e raccolti sotto il segno di Biennale Democrazia. Alla loro realizzazione è invitata a partecipare l'intera Città, attraverso le sue istituzioni culturali." (dal Documento di intenti).
A poco più di un mese dall'inizio dell'evento torinese, Andrea Carugati intervista Gustavo Zagrebelsky sul tema di una democrazia che "vive in condizioni problematiche di insicurezza" quale quella italiana.
Paolo Citran - 13-03-2009
Karl Barth, generalmente considerato il maggiore teologo protestante del secolo scorso, in base al principio calvinista della salvezza attraverso la sola grazia - sola gratia - (corrispettivo oggettivo della soggettiva sola fide), partendo dalla cupa ...
Francesco Mele - 10-03-2009
In una precedente segnalazione mi ero già occupato di cosa stia succedendo nelle scuole riguardo alla situazione di cassa; pare però che solo in pochi siano a conoscenza di tutto questo e molti di quelli che ne sanno qualcosa non hanno alcun interesse a fare informazione su questi temi, ma gli altri? Possibile che tra tutti coloro che sono da sempre attenti ai bisogni della scuola statale e alle condizioni per garantire la qualità minima, nessuno si accorga che è in atto la più brutale, repentina e drastica riduzione di fondi alle scuole che si sia mai verificata nella scuola italiana?
Sarà che ormai siamo assuefatti alla progressiva diminuzione dei fondi alle istituzioni scolastiche?
Paolo Citran - 07-03-2009
La mia convinzione è che degli standard di apprendimento vadano definiti. Anche per combattere la tendenza alla abolizione legale del titolo di studio. Non è pensabile che in un modo si valuti il profitto a Verbania ed in un altro totalmente diverso a Canicattì, in un modo a Tarvisio ed in un altro a Lampedusa . Pur se è indubbio che le realtà socioantropologiche sono assai diverse e che gli standard non possono essere eccessivamente rigidi. Probabilmente pesanti limiti delle valutazioni internazionali sono legate proprio a questioni di tal fatta.
Omero Sala - 07-03-2009
Nella cartella di cartone pressato si portavano a scuola uno o due libri, pochi quaderni, un astuccio di legno con scomparti per una cannuccia, due o tre pennini, una matita, un temperamatite, una gomma bicolore. L'astuccio aveva il coperchio a scorrimento che serviva come righello.
Fra gli articoli di cancelleria obbligatori vi era anche una scatola di matite colorate: i poveri l'avevano semplice, con sei pastelli; i benestanti l'avevano doppia, con dodici pastelli e indefinibili gradazioni di colore. Sulla scatola era stampato - in colori pastello - un Giotto fanciullo vestito da pecoraio che ritraeva il suo agnello su una pietra liscia usando un tizzone di carbone, per ricordare a noi pasticcioni inguaribili che la capacità di disegnare è innata e che l'educazione artistica non serve a nulla; come a nulla serve la musica se si è stonati, a nulla la poesia se non si è di animo gentile, a nulla la scuola per quelli destinati alla zappa.
Omero Sala - 07-03-2009
Agli inizi della mia carriera (anni '70!) mi piaceva leggere in classe i temi scritti di italiano dei miei alunni, anche per discutere e concordare insieme il voto. Una volta fu deciso di assegnare un bel 10 ad un tema particolarmente gradevole; mi scappò di dire che il tema forse meritava di più: dal fondo della classe uno disse ridendo che potevamo dare undici: scrissi 11, e undici fu. I ragazzi erano tutti felici. L'undici fu introdotto ufficialmente nella nostra classe, con lo sconcerto dei genitori, la perplessità dei colleghi e la disapprovazione del dirigente. Ricordo che anche nelle interrogazioni gli alunni si preperavano studiando forsennatamente e chiedevano di essere torchiati per prendere undici.
Dopo pochi anni il voto fu abolito e venne introdotto il giudizio sintetico, che però doveva essere accompagnato da una valutazione più articolata e meno perentoria.
Ora si torna indietro, e la questione del voto o del giudizio torna a infiammare gli animi.
Su una sola cosa il mondo della scuola dovrebbe infiammarsi: sul modo ottuso e drastico con cui la ministra decide senza consultare gli interessati e senza tener conto che gli assetti e gli ordinamenti attuali, la prassi e le regole, la cultura pedagogica e le consuetudini didattiche sono frutto di un processo lungo e lungamente meditato, discusso, sperimentato, verificato, consolidato.
Paolo Citran - 07-03-2009
Adesso che si pone per capi d'Istituto e segreterie il problema dell'invio on-line dei dati delle iscrizioni, inizierà - immagino - una "battaglia degli organici" che si protrarrà fino ad agosto o giù di lì.

Nella "mia" (pro tempore) scuola (un Istituto Comprensivo) il grosso delle scelte per elementari e medie (pardon: primarie e secondarie di 1°) è andato sulle trenta ore. Io ritengo abbastanza ragionevole un orario di trenta ore settimanali (purché supportato da pomeriggi di recupero ed arricchimento, specie se è senza compresenze) da svolgersi al mattino nell'arco di sei giornate settimanali per cinque ore al giorno.

Se non ché l' universo socioantropologico consumistico e mercantile in cui oggi vivacchiamo ha ormai indotto il "bisogno" del sabato libero per tutti (dal punto di vista didattico a mio parere piuttosto deleterio), essendo ormai nell'imperante pensiero unico della banalità quotidiana, in cui la scuola vera e formativa è un optional, preferibile che le giovani generazioni passino il sabato ai centri commerciali piuttosto che a scuola.
Franco Labella - 07-03-2009
Nella conferenza di presentazione di "Cittadinanza e Costituzione", la nuova disciplina introdotta sperimentalmente dal prossimo anno, il Ministro ha annunciato che l'insegnamento sarà impartito dai docenti di materie umanistiche, in particolare docenti di storia e geografia.


Il Ministro che pure, secondo il comunicato dell'Agenzia Asca, ha dichiarato che "''Non sara' la vecchia ora di Educazione civica ...... ma un'ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione'' ha deciso di ignorare l'esistenza dei docenti di Discipline giuridiche ed economiche


Con ciò il Ministro ha disatteso perfino quanto elaborato dal Dipartimento per l'Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per l'Autonomia Scolastica e non ha tenuto in alcun conto il parere espresso, sull'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", dal CNPI il 17 novembre 2008.
Aldo Ettore Quagliozzi - 06-03-2009
Rientrano dalle finestre spalancate i fronzoli di una scuola che è stata - il grembiulino, il cinque in condotta per il quale si cerca ora una soluzione indolore visto il suo dilagare - ma si continua, all'esterno della scuola, per le vie cittadine sui grandi cartelloni pubblicitari, nelle pubblicazioni quotidiane o settimanali più diffuse e patinate, nei programmi d'intrattenimento o di falsa informazione delle televisioni pubbliche e commerciali. Risulta allora evidente come una politica nuova per la scuola nel bel paese risulterà perdente, se non irrealizzabile, fintantoché essa sarà affidata a forze politico-sociali che non avranno cura a creare argini possenti allo straripare oggigiorno incontenibile dei modelli e delle figure create all'interno del mondo virtuale dei moderni mezzi di comunicazione di massa. Inutile sarà reintrodurre nella scuola "esteriorità" appartenute ad altre epoche e pseudo-soluzioni organizzative e burocratiche. Una politica per la scuola dovrebbe mirare innanzitutto a ricreare l'identità in essa smarrita e non invece ad introdurre in essa modelli che dovrebbero appartenere ad altri ambiti della vita sociale del bel paese. Una politica per la scuola dovrebbe porsi come obiettivo primario ed irrinunciabile la ricerca di quell'identità che non c'è e che eviterebbe ai suoi frastornati protagonisti di porsi "all'inseguimento degli unici maestri che oggi contano: le star"
Ilaria Ricciotti - 05-03-2009
Quest'anno troppo diffuso è il dolore
cuori e corpi son straziati dal sesso senza amore,

da pensieri di orchi nascosti
da luride mani immerse nella melma dei fossi.

Continuiamo a denunciare chi calpesta la nostra dignità!
Continuiamo a perseguire chi le nostre ali vorrebbe spezzar!
Francesco Masala - 04-03-2009
Vista l'enormità del debito pubblico italiano occorre prendere atto che una variazione di 1-2 punti della tassazione e/o imposizione fiscale dei redditi sono pannicelli caldi. Il debito non scenderà mai, e il fatto che non scenda sarà sempre un'arma di ricatto contro qualsiasi ipotesi vera, e non finta, di miglioramento della situazione economica della maggior parte dei cittadini.
E la scuola e tutta la spesa pubblica sarà sempre oggetto del ricatto delle compatibilità di bilancio.
Ecco la mia piccola proposta: una enorme riduzione del debito pubblico al 60%, come Germania e Francia.
Omero Sala - 03-03-2009
Torno sul problema della quantità del tempo scolastico.
La quantità del tempo che i bambini passano a scuola è decisa dai genitori al momento dell'iscrizione (o della riconferma) che prevede opzioni sull'orario, sulla mensa, sulle attività, sulla lingua straniera, sui laboratori da frequentare.
La quantità del tempo che gli insegnanti dedicano ai bambini è invece decisa dal ministro che, con la determinazione dell'organico, promette drastiche riduzioni e afferma senza mezzi termini che intende eliminare le compresenze (considerate superflue e dispendiose, mentre ognuno sa che sono assolutamente indispensabili a garantire l'individualizzazione dell'insegnamento).
I dati che provengono dalle scelte operate dai genitori ci dicono che le ore di permanenza a scuola degli alunni aumentano....
Paolo Citran - 02-03-2009
Col ministro Gelmini (presumibilmente non prima né ultima a sostenere a spada tratta questo principio, per esempio sul terreno minato della valutazione del personale della scuola, della qualità delle istituzione scolastiche, oltre che nel tradizionale campo del profitto scolastico con l'oscenità del ritorno ai voti nella scuola elementare e media - operazione purtroppo avviata a suo tempo da Luigi Berlinguer auspice Maragliano dopo l'esperienza importante delle "schede sperimentali" e portata a compimento dalla Gelmini) quello della meritocrazia si configura come un tormentone, a vasto raggio ancor più che al tempo del famigerato "Concorsone", oggi col supporto parlamentare di Valentina Aprea & C.

Una vasta esperienza di candidato, di commissario e di presidente di commissione alla maturità nelle sue molteplici transeunti epifanie mi ha rafforzato in questa convinzione (anche se ritengo possibile essere più equi con un'esplicitazione delle regole ed un'ostinata voglia di correttezza e giustizia da parte di chi le commissioni presiede, dandosi tra l'altro alla maturità - pardon: esami conclusivi di stato - una documentazione ed una presenza di membri interni - assente invece per lo più nelle forme concorsuali) che possono ridurre l'aleatorietà degli esiti, ma anche falsare.
Paolo Citran - 27-02-2009
Quali sono le strade per una nuova valorizzazione delle potenzialità cognitive dello studente ?

Il binomio di base è sempre quello del rapporto insegnamento/apprendimento, laddove non c'è posto né per il puero-centrismo, né per il magistro-centrismo, né per il mateto-centrismo.

Un triangolo virtuoso è dato dalla mediazione/interazione tra conoscenza e discente, mediazione che si regge su un ago della bilancia, rappresentato dal docente: il docente come esperto della conoscenza, dell'insegnamento, dei processi cognitivi del soggetto discente (e attenzione al processo, non solo al prodotto !) da saper riconoscere e valutare.

Di questo, che è l'essenziale, nei collegi docenti non se ne parla quasi più.

La cultura e l'attenzione alla crescita cognitiva degli allievi sta diventando l'ultimo interesse della scuola, un optional, insomma. E la didattica: notoriamente, non esiste.

Contano anzitutto l'immagine, poi l'autotutela, infine il marketing biecamente mercantilistico che bada all'apparire piuttosto che all'essere, che rispetto ai possibili "clienti" mette in piedi un autentico mercato delle vacche, facendosi le scuole quando possibile reciprocamente le scarpe anziché attivare benefiche sinergie in rete.
Forum delle associazioni disciplinari della scuola - 24-02-2009
Il Forum delle associazioni disciplinari della scuola, dopo un approfondito esame delle iniziative legislative e degli orientamenti del Governo e della maggioranza parlamentare in materia di Istruzione , esprime preoccupazione per i provvedimenti attuati o annunciati, tanto nel loro merito, quanto nel metodo.
Sul piano del metodo, il Forum lamenta anzitutto la scelta del Governo e del Ministro di provvedere mediante decretazione d'urgenza su una materia che richiede invece la più ampia condivisione nel Paese e, in particolare, il coinvolgimento dei suoi principali attori (studenti, famiglie, docenti e personale non docente) e delle loro associazioni, oltre agli organismi di consultazione e rappresentanza previsti dalla legge.
Nel merito, il Forum lamenta la scelta del Governo di procedere al riordino di una materia composita, quale il diritto/dovere all'istruzione sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, mediante strumenti legislativi dettati principalmente da ragioni di contenimento della spesa pubblica e in assenza di un disegno strategico capace di considerare il ruolo della Scuola nella società basata sulla conoscenza e dettato da solidi princìpi epistemologici e pedagogici.
Umberto Bardella - 23-02-2009
Ad essere sinceri, era un pò di tempo che eravamo curiosi di sapere come la COVIP (anagramma di Commissione per la Vigilanza sui fondi Pensione) avrebbe parlato della crisi, dopo che la stessa era passata rapidamente dalla vigilanza ad una sfacciata propaganda della bontà dei fondi, quasi fossero l'anticipo del paradiso in terra.
Abbiamo dovuto aspettare un bel pò, il 21 di novembre - ma la COVIP, evidentemente pentita del ritardo, ha promesso a partire dal 2009 una relazione ogni tre mesi.
Comunque, l'attacco della relazione COVIP ("La crisi del sistema finanziario internazionale ha avuto evidenti ripercussioni sui rendimenti dei fondi pensione italiani") è sommesso, quasi pentito; e tale rimane per tutto il testo presentato. Nessun riflesso, comunque, del tono entusiasta delle altre relazioni. Ma entriamo nel merito. In primo luogo, ci ha fatto evidentemente piacere che anche lei si sia accorta di un problema che noi avevamo segnalato fin dall'inizio: il problema di chi, volente o nolente, deve andare in pensione in periodi come questo, quando la somma da incassare è inferiore al capitale che ognuno ha versato.
Andiamo avanti.
Omero Sala - 21-02-2009
Il sistema formativo disgregato

Stiamo assistendo ad uno scontro fra politici e tecnici sulla questione del tempo-scuola. La diatriba è sia sul quanto (numero di ore di lezione), sia sul quando (mattino o pomeriggio).
Sul quanto i politici cercano di tagliare, riducendo le ore settimanali di lezione a 24; mentre i tecnici, e cioè gli esperti e gli addetti ai lavori (pedagogisti e insegnanti), ritengono il numero delle ore di insegnamento insufficiente a svolgere il programma e puntano a salvaguardare le 30 ore di lezione.
Sul quando - e cioè sul problema della articolazione dell'orario settimanale - i politici sono per le lezioni antimeridiane (ecco la ragione delle 24 ore settimanali, che possono essere collocate tutte in sei mattine e affidate ad un unico insegnante!): da veri liberisti, vogliono liberare i pomeriggi dall'obbligo ed incoraggiare (o scatenare) il sistema formativo allargato, la libertà di scelta della famiglia, la concorrenza, il libero mercato dei corsi a pagamento, la fiera del loisir,... Quasi tutti i tecnici invece sono statalisti-istituzionalisti, sostenitori del sistema formativo integrato e del ruolo centrale della scuola pubblica, responsabile della istruzione democratica, garante della uguaglianza delle opportunità, autonoma nel decidere la quantità, la qualità e la articolazione organizzativa dell'offerta formativa.
Vediamo nel dettaglio le due opposte posizioni. E proviamo anche a decifrare il substrato culturale e politico che ispira gli antagonisti.
Aldo Ettore Quagliozzi - 20-02-2009
Passa anche attraverso questo annoso, infruttuoso discutere del dilemma l'anomalia del bel paese. All'inizio degli anni settanta del secolo ventesimo feci il mio ingresso nel mondo della scuola come docente incaricato. In quel tempo la stabilizzazione dei docenti veniva affidata a corsi speciali di formazione - i famigerati corsi abilitanti - e all'emanazione di leggi allo scopo varate dal parlamento del bel paese. Non che non si sentisse la necessità di stabilizzare e garantire le numerosissime figure del mondo della scuola. Personalmente mi impegnai ed appoggiai anche sindacalmente le organizzazioni confederali che allora si batterono, vittoriosamente, per l'ambito traguardo di stabilizzare il personale tutto della scuola. Ma qui affiora l'anomalia del bel paese.
Alessandro Cavalli in Nuvole - 19-02-2009
... il più giovane (anzi, la più giovane) ministro dell'istruzione nella storia del paese ha rotto la disattenzione e riportato la scuola sulle prima pagine dei giornali. Le questioni sollevate dalla Gelmini erano ben note ed erano state accuratamente individuate ed elencate nel Quaderno bianco sulla scuola, un prezioso documento prodotto dai ministeri dell'economia e dell'istruzione del precedente governo di centro sinistra. Tra queste questioni, il costo eccessivo della scuola (soprattutto primaria, ma anche secondaria) rispetto agli altri paesi avanzati, sicuramente "fuori misura" soprattutto tenendo conto degli scarsi risultati messi in evidenza dalla ricerche Ocse sulle competenze e gli apprendimenti degli studenti. Cara e inefficace, la nostra scuola: non si può negare che il problema esiste. Una seconda questione: il numero assai consistente di docenti di sostegno per gli alunni diversamente abili. Una terza questione: la formazione iniziale degli insegnanti.
L'elenco potrebbe continuare, ma fermiamoci qui, perché per la tesi che voglio sostenere queste tre questioni sono ampiamente sufficienti.
Flora Villani - 16-02-2009
Squilli di trombe e rulli di tamburi accompagnarono sul finire dell'estate l'emanazione del DL 1/9/2008 N^ 137 recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.
Si trattava, lo ricordiamo tutti, delle norme relative a: cittadinanza e Costituzione, valutazione del comportamento degli studenti, valutazione del rendimento scolastico degli studenti, insegnante unico nella scuola primaria, adozione dei libri di testo ed altre disposizioni relative al personale della scuola e dell'università.
L'impressione che il governo voleva dare al Paese era di efficienza e tempestività nell'affrontare e risolvere i problemi; la scuola richiedeva disposizioni "urgenti", quelle, per intenderci, che giustificassero una decretazione governativa che saltasse il più lungo iter parlamentare fatto di mediazioni, ascolto di parti sociali, professionali e culturali.
Si capì subito che gli scopi erano altri: innanzitutto risparmiare, poi fingere di far risparmiare le famiglie (sui libri di testo ma eliminando nei fatti il tempo pieno) e far credere di portare ordine e disciplina in una scuola allo sbando.
Claudia Fanti - 16-02-2009
Caro Ministero,
sappiamo bene la stima in cui ci tenete, la considerazione in cui tenete la ricerca, la pedagogia, la psicologia dell'età evolutiva, ecc...

Sappiamo altrettanto bene che per avvalorare le vostre scelte di alto profilo avete pubblicato sul sito www.pubblica.istruzione.it ,
alla finestra COME CAMBIA LA SCUOLA GUIDA ALLA RIFORMA, una analisi comparata dei sistemi valutativi europei. Grazie.

Eppure in molte/i non siamo d'accordo. Permetteteci di dissentire e di tenere in grande considerazione tutte quelle maestre e quei maestri che tentano in qualche modo di sfondare il muro del silenzio, anche contro l'omertà di altre/i maestre/i, le/i quali prendono su qualsiasi cosa pur di continuare "in pace" il loro lavoro quotidiano. Infatti c'è fra loro chi è convinto della validità dei voti, ma ce ne sono moltissime/i che non lo sono e che applicano alla lettera le circolari perché si sentono brave/i cittadine/i quando ubbidiscono anche a cose che non stanno né in cielo né in terra; ce ne sono che cambiano idea al cambio del vento: hanno adottato dapprima i giudizi espressi in lettere, poi quelli espressi in giudizi sintetici, poi il portfolio e infine repentinamente hanno abbracciato i voti e sarebbero disposte/i a tornare alle lettere con la stessa velocità, senza colpo ferire.
Francesco Mele - 14-02-2009
Nel mio consiglio di istituto son riuscito a far approvare la mozione che incollo sotto. Non è gran che, ma può essere una buona base per dare rilevanza mediatica alla disastrosa situazione di cassa delle nostre scuole.

Invito i docenti, gli ATA, gli studenti, i genitori che sono nei consigli di istituto a verificare nel bilancio preventivo (programma annuale 2009) a quanto ammontano i residui attivi (cioè i crediti delle scuole verso lo Stato o altri enti, che si trovano nel Mod. L). Il calo % del fondo supplenze dipende da quanto ha speso la scuola per supplenze brevi e saltuarie lo scorso anno. Il fondo funzionamento invece non è stato comunicato a nessuna scuola ma la cifra non è gran che e nella mia scuola è intorno ai 16.000 euro se non vado errato (ma l'ordine di grandezza è questo).

Come vedrete abbiamo deciso di promuovere una segnalazione collettiva a livello provinciale da parte delle scuole al Ministero. E se si estendesse la cosa a livello più generale?
Vittorio Delmoro - 14-02-2009
Alla Dirigente Scolastica dell'Istituto Comprensivo 8 di Bologna
Dott.ssa Ivana Summa


Questo mio messaggio, signora dirigente, è motivato dalla lettura di alcune sue dichiarazioni (virgolettate) sulla cronaca locale di Repubblica del 13 febbraio.
La questione finita sulle pagine dei giornali e - mi dicono, perché non guardo certe reti TV - rimbalzata anche in televisione si riferisce alle valutazioni espresse sul documento di valutazione quadrimestrale degli alunni dagli insegnanti di una scuola del suo istituto, la Longhena, che hanno ritenuto di scrivere 10 in tutte le discipline.

La stampa informa che la decisione degli insegnanti sarebbe motivata da una reazione ad un suo Ordine di Servizio che si oppone ad una delibera assunta dal Collegio Docenti che aveva scelto di utilizzare, almeno in questo primo quadrimestre, i giudizi in usa da tempo, invece che i voti.
Francesco Poli - 13-02-2009
Il libro di fisica che io adotto consta di circa 200 pagine (ma ve ne sono di molto più voluminosi) ed il suo prezzo si aggira sui 28 euro. Poniamo che il prossimo anno decida di passare alla versione elettronica. Già esiste una casa editrice che pubblica solo e-book. Per ogni testo si pagano 9.90 euro, indipendentemente dalle pagine. Ma il libro va stampato: è impossibile per chiunque, in particolare per un ragazzo quindicenne, studiare senza un supporto cartaceo, sia perché la lettura da schermo pc è assai gravosa, sia perché operazioni come sottolinerare, annotare a margine o segnare gli esercizi sono strumenti didattici insostituibili...
Libero Tassella - 13-02-2009
Ci sentiamo profondamente umiliati , offesi, presi per i fondelli, non rappresentati da chi pensa di arginare i tagli proponendo paradossalmente al Ministro altri tagli di fondi alla scuola oltre quelli previsti dalla clausola di salvaguardia di Padoa Schioppa. Colleghi, questo è il sintomo che chi ha la presunzione di rappresentarci ha ormai perduto ogni contatto con la realtà della scuola reale, da troppo e da troppi anni questi signori sono in congedo sindacale.
Facciamo una proposta provocatoria di tagli...
Giuseppe Limone - 12-02-2009
Noi non sappiamo. Siamo vegetali fra mondi
che ignoriamo.
Abbiamo occhi mediocri,
foderati di bandiere.
Solo chi ama
accanto,
forse una favilla vede.
Portiamo la pena
di chi non sa
del tuo pianto:
perdonaci per loro.
Aldo Ettore Quagliozzi - 12-02-2009
... mentre il paese si svuota o perde progressivamente, per insuperabili limiti naturali, le coscienze più alte e più nobili, gli intelletti più fulgidi e vivi, lasciando libero il campo alla cachistocrazia più sfacciata ed illiberale che si possa immaginare; mentre il paese rimane sempre più orfano di guide illuminate e di prestigio universalmente riconosciuto, occorre ricercare e sollecitare il concorso dialettico e fattivo di tutti, in tutte le forme democratiche possibili, affinché la barra di navigazione della " nave sanza nocchiero in gran tempesta " non conduca il capitano di vascello, la sua stralunata ciurma di comando ed il suo numerosissimo seguito ad arenarsi, sospinti dai marosi di questi agitatissimi tempi, ad arenarsi dicevo verso approdi malsicuri assai per la salute di tutti ed inesplorati.
Giocondo Talamonti - 11-02-2009
Immaginate che al ristorante vi servano un'aragosta bollita cosparsa di marmellata alle visciole, dadolini di spek e parmigiano grattugiato. Il tutto accompagnato da gassosa d'annata.
Prima di dare libero sfogo alle sensazioni che si inseguono sulla scala del disgusto, vi chiedete se, per caso, siete finiti in un laboratorio di nouvelle cuisine alla Vissani, ma poi, verificato che il vostro è un cuoco di provincia, cominciate a trarre, tra un conato e l'altro, le vostre deduzioni, azzardando qualche ipotesi:
a. Il cuoco ha voluto strafare; è convinto di avere i mezzi tecnici per amalgamare gli ingredienti;
b. Il cuoco non aveva altro in cucina; non disponeva neppure d'un manuale, per cui ha usato quello che era rimasto nel frigo;
c. Il cuoco è un presuntuoso, si crede un Artusi, ignora i consigli dell'aiuto-cuoco, se ne infischia delle ricette e pensa che il cliente sia sempre di bocca buona...
Franco Labella - 11-02-2009
Lo schema di Regolamento relativo agli ordinamenti di tutti i futuri Licei, compresi quelli che hanno già oggi nel piano di studi questa disciplina, ha evidenziato l'intenzione di eliminare, fra le materie obbligatorie oggetto di studio, il Diritto e l'Economia.

Questa scelta, già ipotizzata durante il Ministero Moratti e confermata dall'attuale Ministro Gelmini, è incomprensibile, contraddittoria e non europea.

E' incomprensibile alla luce delle scelte fatte negli ultimi anni, quando sia le sperimentazioni frutto del lavoro della Commissione Brocca che quelle avviate in numerosi Licei Classici e Scientifici tradizionali avevano portato all'introduzione del Diritto e dell'Economia sulla scorta di analisi e considerazioni che non hanno perso validità e significato ma , semmai, oggi si sono rinvigorite.

E' contraddittoria alla luce della intenzione, preannunciata la scorsa estate dallo stesso Ministro Gelmini, di introdurre, in via sperimentale già da quest'anno scolastico, in tutti gli ordini di scuola e quindi anche nelle scuole superiori, un nuovo insegnamento disciplinare di "Cittadinanza e Costituzione".
Aldo Ettore Quagliozzi - 11-02-2009
Eluana non è morta ora. Non mi serve, da laico e da non credente, una simile affermazione. Non mi serve. Non toglie e non aggiunge nulla. Non mi conforta e non mi conferma, da non credente, nelle mie sempre pericolanti convinzioni ed " idealità ". Non ho al momento voglia di sbalordire alcuno, di scandalizzare " evangelicamente " da laico. Scrivo a " caldo " della notizia. Eluana non è morta ora. E non mi serve un'affermazione ben costruita che sbalordisce assai; non mi serve per creare un'icona nuova verso la quale genuflettersi o inviare pensieri di circostanza.
Oliver - 10-02-2009
Ieri sera 9-02-09 alle ore nove presso il municipio di Casalecchio di Reno si è svolto un incontro con il sindaco della città Simone Gamberini, il Presidente dei genitori di Casalecchio e i tre dirigenti degli Istituti Comprensivi presenti sul Territorio.
Non desidero entrare all'interno degli aspetti tecnici che si sono affastellati e fanno emergere tanta confusione soprattutto nella scuola primaria, ma sulle reali preoccupazioni che tutti i genitori hanno fatto emergere per la scuola pubbblica tutta, compresa quella campana che l'altra sera ha mostrato l'incapacità di saper coinvolgere i ragazzi e le famiglie anche quelle meno preparate.
Francesco Masala - 09-02-2009
Stavo guardando un programma in tv, su rai tre, quando per un qualche scherzo spazio-temporale si parlava di un paese, credo africano prima della decolonizzazione, nel quale era possibile comprarsi i titoli di studio, esami, lauree, tutti lo ...
Gemma Gentile - 07-02-2009
Il silenzio sul DDL Aprea mi terrorizza. I tagli e le disposizioni gravissime contenuti in decreti vari, tramutati in leggi, regolamenti, circolari e note più o meno illegali rappresentano il tentativo di indebolire la scuola e di affamarla. E' giusto quindi rispondere ai singoli attacchi, difendendo la nostra dignità di insegnanti ed i nostri alunni. Non si può però ignorare che tutti questi bombardamenti sono il preludio al colpo di annientamento finale. E' il DDL Aprea la legge di sistema, volto a cancellare la scuola statale in modo definitivo, quello che la decostituzionalizza, la privatizza e la ristruttura in tal senso.
Claudia Fanti - 07-02-2009
E' vero che bisognerebbe prendere le cose con filosofia, col gusto dell'ironia, ma qui c'è poco da scherzare.
In un mondo di persone che lottano per vivere, per sopravvivere, per sbarcare il lunario, non si può più sopportare la sicumera dei politici dell'area governativa e, purtroppo, anche le scelte moderate, dell'opposizione parlamentare.

Qui, a forza di controllare le emozioni e i vissuti personali, si finisce con l'accettare l'inaccettabile in ogni settore della vita sociale. L'ultima è la questione dei medici che dovrebbero svelare i nomi dei clandestini che si rivolgono loro. E' un tale orrore che chiama la coscienza a ribellarsi, a urlare un basta grande come il Monte Bianco.

Grave, inaudito, orribile, degno del Paese più retrivo e spietato...
Aldo Ettore Quagliozzi - 07-02-2009
Come è possibile porsi a difensori di una vita che non abbia una consapevolezza del proprio essere, del proprio stato, di una vita che non abbia nulla di vita di relazione con gli altri e con la propria individuale storia? Quei difensori della vita, di una vita ripeto ridotta allo stadio biologico, dovrebbero, a rigor di logica, erigersi coerentemente a difensori di tutte le forme di vita biologica; tralasciando le forme microscopiche per la loro intrinseca non visibilità nel mondo reale dei sensi ed andando su su per la scala della complessità biologica, dovrebbero erigersi a strenui difensori dei platelminti, così come dei celenterati, e degli artropodi, e dei molluschi, per non dire del resto dei vertebrati se non dei rimanenti mammiferi. Niente di tutto ciò.
DS Giocondo Talamonti - 05-02-2009
"cherchez l'argent..."

L'accorpamento scolastico è una faccenda di destra o di sinistra? Di destra, verrebbe da dire; ma a Terni s'è dannata la sinistra a farlo. Perché?
Salvare posti di lavoro è un obbiettivo primario di destra o di sinistra? Di sinistra verrebbe da dire; ma a Terni s'è affannata la destra a farlo. Perché?
Decidere interventi amministrativi senza consultare le rappresentanze scolastiche, territoriali e sociali, anzi fingere di farlo, prendendo per i fondelli un'intera città e giurare che sono altri a non avere il senso delle istituzioni è un atteggiamento di destra o di sinistra? Di estrema destra, verrebbe da dire; ma a Terni l'ha fatto la sinistra. Perché?
Aldo Ettore Quagliozzi - 05-02-2009
Quando il mondo si risolve nella sua rappresentazione, codificata dalla politica e dai media (questi ultimi proni all'interesse, quando non alla semplice curiosità del pubblico), chi vi assiste non ha voce in nessuno degli avvenimenti rappresentati. Questo non aver voce fa di ciascuno di noi un semplice spettatore che, pur avendo accesso a tutti gli avvenimenti del mondo, lo ha a quella distanza dove qualunque cosa accada lo lascia inviolato, per l'assenza di un reale contatto con i fatti, riassorbiti interamente nella rappresentazione mediatica.
Scuola della Repubblica - 04-02-2009
Come è stato comunicato la Conferenza Unificata ha dato un parere negativo sullo schema di regolamento per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Il parere, come è noto, non è vincolante; è comunque un parere autorevole che può essere efficacemente utilizzato nella contestazione dei provvedimenti attuativi delle geggi Gelmini; purtroppo però ancora non si conosce il testo.

Ora lo schema di regolamento dovrà essere esaminato dal Consiglio di Stato per il prescritto parere; dopo il Consiglio dei Ministri dovrà approvare il testo definitivo che dovrà essere emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Fino a quando il regolamento non sarà pubblicato nella G.U. è ovvio che lo schema predisposto dal Consiglio dei Ministri non ha alcuna efficacia giuridica; di conseguenza la CM n. 4/09 emanata dal Ministro per le iscrizioni per l'a.s. 2009/2010 , allo stato attuale, non ha alcuna efficacia perchè si basa su atti allo stato inesistenti.
Paolo Citran - 02-02-2009
Dal punto di vista del mondo laico, e più precisamente di quello legato al mondo della scuola, la modalità negligée e la nonchalance diffuse per tali temi occupano un campo proibito che certamente non disdegnarono - lasciando per il futuro spazio all'ermeneutica contemporanea e se si vuole post-moderna - gli Hegel, i Marx, i Sartre ed i Bloch, i Feuerbach ed i Nietzsche, i Freud, gli Jung ed i Malinowski, che insieme ad altri costituiscono un patrimonio di conoscenza problematica e problematizzante spesso snobbato e lasciato come zona franca ad un approccio che si considera sorretto dallo Spirito Santo, oltre che dal Concordato.
Paolo Citran - 31-01-2009
Credo chiaro che il tema del relativismo, che non va necessariamente letto come bolsa espressione delle voglie dell'io, da questo momento storico nel nostro Paese è diventato il tema all'ordine del giorno della filosofia filosofata, che trova una
materializzazione significativa sia in libri seriosi che in pamphlets irridenti, come quello di Odifreddi.
L'ineluttabilità del relativismo - o, meglio, del pensiero relativo - non è una novità: quel che vi è di nuovo oggi mi pare il suo essere nell'occhio del ciclone; molti assumono in qualche modo il relativismo come proprio e molti lo contestano (a mio avviso senza troppi argomenti probanti) .
Giuseppe Limone - 31-01-2009
Cerchiamo
nelle vostre viscere l'ultimo buio
che ci liberi il foro della luce.
Dal profondo della nostra peste noi vi ringraziamo.
Non chiedeteci per chi suona la campana, voi,
alchimisti affermati
che scambiate i figli con l'oro,
trasformando la loro fame di futuro
in un futuro di fame.
Omero Sala - 30-01-2009
Consigli per chi ha un figlio di sei anni

Voglio dare a tutti, pur se non richiesto, un consiglio: anche se avete la possibilità di stare con vostro figlio tutti i santi pomeriggi, anche se potete "sistemarlo" da qualche parte, anche se 28 ore vi sembrano troppe, ... non scegliete le 24 ore e la scuola del mattino. Scegliete le 28 o le 30 ore: distribuite su sei giorni con due o tre pomeriggi se lavorate di sabato, oppure su cinque giorni, con quattro o cinque pomeriggi, con o senza mensa, purchè siano almeno 28 in prima e seconda elementare e 30 dalla terza alla quinta.
Se mi chiedete le ragioni di questa raccomandazione, ve ne offro tre ...
Omero Sala - 30-01-2009
Ai colleghi (dirigenti e docenti) che non vogliono essere più realisti del re in occasione delle prossime iscrizioni alla scuola primaria.

L'hanno capito anche i sassi che la restaurazione del maestro unico della controriforma Gelmini serve, con effetti deleteri, a risparmiare. Per limitare i danni della legge, in attesa di cancellarla prima che produca effetti irreversibili, non si può far altro che smussarne gli spigoli e ridimensionarne l'attuazione.

Per salvare il salvabile è necessario muoversi SUBITO con estrema circospezione, cominciando a curare con particolare attenzione le ISCRIZIONI da cui poi, a catena, deriveranno tutti gli altri atti amministrativi, organizzativi e gestionali che potranno o affossare la "nostra" scuola o consentirne la sopravvivenza in attesa di tempi migliori...
Francesco Mele - 29-01-2009
Il mio DSGA ha fatto due conti e nella nostra scuola (scuola superiore) risulterebbero circa 22.000 euro in sede di previsione (sia docenti sia ATA e comprensivi degli oneri fiscali, cioè per chi ne capisce, il cosiddetto "lordo Stato"). Come si legge nella nota, tale somma iniziale potrà essere integrata in sede di monitoraggio con una nuova assegnazione che può essere al massimo il 50% di quella iniziale; nel caso della mia scuola sono 11.000 euro che aggiunti ai 22.000 iniziali fanno 33.000 euro per le supplenze brevi e saltuarie. Per le stesse supplenze, lo scorso anno abbiamo speso 101.000 euro!!!
Libero Tassella - 29-01-2009
Oggi possiamo dire che il sindacalismo scolastico è largamente in crisi e l'associazionismo professionale degli insegnanti è collassato se non defunto, proprio in un frangente in cui avremmo bisogno, di parti sociali forti e coese.

Noi, però, non siamo cambiati e rivendichiamo sempre le stesse cose: il riscatto della nostra condizione lavorativa, una migliore considerazione sociale, uno stipendio più dignitoso, il rispetto per la nostra professione.

Ma dobbiamo essere anche onesti con noi stessi fino in fondo, cari colleghi: se siamo come siamo la colpa è anche nostra.
Ci siamo illusi per anni che altri ci potessero rappresentare tout court, ma sbagliavamo.
Gianfranco Pignatelli - 28-01-2009
La persona giusta al posto giusto. Avevamo un genio e lo abbiamo messo proprio dove ce ne era più bisogno. Dove si governa l'istruzione, la conoscenza e la sapienza. Da otto mesi a questa parte ne ha fatte tante. Occorre ammetterlo: ha stupito tutti. Non si è confrontata con nessuno ma è apparsa ovunque. Ha scelto le platee di comodo e le tribune virtuali. Internet e You tube su tutti. Visto che quelle sono le nuove frontiere della comunicazione, perché non utilizzarle per avvicinare le famiglie alla scuola?
Paola Piu - 28-01-2009
Al termine di una giornata di lavoro: al mattino lezione e la sera attività di programmazione con le colleghe del "quasi ex modulo" rientro a casa, con la speranza di potermi riposare.
Ma siccome oltre ad essere una fannullona sono anche una "masochista dell'aggiornamento", mi sono collegata al sito internet del MIUR, ex MPI, ex MIUR, ex pinco pallino - non ricordo più quante volte sia stato cambiato il nome, naturalmente tutto senza oneri per lo Stato suppongo! - e cosa vi trovo? la Circ. n°10 del 23.01.09 sulla Valutazione degli apprendimenti e del comportamento!!!
Che dire? Sarei potuta restare senza parole, ma invece mi sono adirata per l'ennesima volta!
Paolo Citran - 26-01-2009
... apri per caso la TV e ascolti che si discute di come e qualmente sia opportuno rifarsi il seno, ovviamente con annessa ostensione fin appena sopra il capezzolo di mostruose tette debordanti con protesi siliconiche, ovvero si discetta di argomenti "cruciali" che affrontano il dilemma se sia il caso di "vendere" la propria verginità per pagarsi un buon master...

Altro che Paoli, altro che De André (di tempi ancor controriformistici quando il prete ti diceva che baciare è peccato). Questi sono i modelli (vergognosi non perché peccaminosi, ma perché cretini) che si fanno assorbire non mitridaticamente, ma in dosi massicce, ai nostri studenti, giovani insegnanti, figli, nipoti, ecc. ecc.
Claudia Fanti - 26-01-2009
Il valutatore insegnante può tentare di cambiare strada anche rispetto alle scelte di valutazione del legislatore, se queste non prevedono attenzione alle persone imparanti. Se ne trova una o più che rendono la classe e gli alunni e le alunne forti, pronti ad autocorreggersi, sereni nell'atto di apprendere, felici di condividere gioie e dolori nell'atto della conoscenza è un insegnante insegnante. Se poi le famiglie lo/la seguono, cambiano esse stesse modalità nel sistema dei premi e delle punizioni e dei giudizi anche in casa, se si aprono ad abbracciare i figli e le figlie per come sono, molto più facilmente ne avranno un ritorno positivo a 360 gradi.
Paolo Citran - 24-01-2009
Sviluppare le maschie (anche per le ragazze?) virtù con sport e disciplina, educazione motoria e sportiva (ma perché poi l'educazione fisica non faceva media? Oggi si scopre che sì), magari (mi permetterei di suggerirLe) ogni sabato (tanto ormai il sabato non fa scuola quasi nessuno), per combattere lo spettro del bullismo.

Il bullismo va combattuto, ma lo studente dev'essere al centro, anzi - dice Maria Stella intervistata da un foglio berlusconese - il problema sta nel mettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360°.

Ma come metterlo a 360°?
Gianni Cerasoli - 23-01-2009
Il mondo di numeri è davvero un universo magico ed affascinante. La nostra capacità di comprendere la realtà che ci circonda si serve spesso di loro per descrivere e manipolare in modo astratto quantità, misure, relazioni. Ma spesso i numeri non ci aiutano affatto, anzi ci portano decisamente fuori strada ... Credere che i processi di apprendimento possano essere descritti con una scala numerica decimale è uno di questi casi, come pure cercare di misurare la nostra capacità di immaginare, pensare o imparare. Ci sono voluti anni di riflessione e di elaborazione teorica e pratica tra pedagogia e psicologia per capire che un processo così delicato e complesso come quello dell' insegnamento - apprendimento non poteva essere registrato "schiacciandolo" in un sistema di cifre poco adatto a coglierne la natura dinamica e fluida. Con i numeri si misurano bene distanze, durate, volumi ... ma non si riesce a cogliere un fenomeno che non procede in senso lineare, per gradi o scalini, che non ha un inizio e una fine precisi, che insomma sfugge per sua definizione ad ogni tentativo di ridurlo entro i confini di una logica rigida e preordinata.
Omero Sala - Brescia - 21-01-2009
Oggi tutti invocano le "regole": si è sparsa la voce e si è diffusa a tutti i livelli l'idea che il mondo vada a rotoli perché non ci sono modelli educativi forti, manca la severità, l'autorità vacilla, il vecchio ordine si dissolve; per farla breve non c'è più disciplina.
Lo dicono tutti: baristi e avvocati, impiegati e casalinghe, genitori e giornalisti, professori e bidelli, poliziotti e magistrati, vecchie zie e uomini politici.
La colpa del dilagante permissivismo viene attribuita - ovviamente - al Sessantotto che ha segnato l'inizio del disfacimento di tutti i valori. Forse per questo si è diffusa una nostalgia per il presessantotto e si va dicendo che per risolvere questa degenerazione inarrestabile basti il ritorno al passato, ad alcuni sistemi antichi, quali il voto in condotta, il maestro unico e il grembiule; e qualcuno invoca anche la bacchetta e i sacrosanti ceffoni.
Per nostra sfortuna la pensa così il ministro dell'istruzione, che ha una cultura pedagogica da Bar Sport.
Francesco Di Lorenzo - 17-01-2009
Ho un sentore, che ormai dovrebbe essere un convincimento, ma che mi trova comunque sempre spiazzato. Sono io che non mi adeguo. Alla scuola elementare di mio figlio, la maestra che già si sente unica, ha rispolverato Giosuè Carducci. Addio Pampini Bugiardi, il libro del 72' in cui si segnalava la realtà edulcorata presentata dai libri di testo e non corrispondente alla complessità e conflittualità di quei difficili anni '70. Figuratevi adesso.
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 17-01-2009
Ritroviamo tutti l'entusiasmo del bel tempo che fu (in fondo, paradossalmente, la Moratti prima e la Gelmini poi ci hanno fatto l'enorme piacere di farci incontrare nuovamente migliaia di genitori ed insegnanti "di lotta e di governo") ed identifichiamoci nei piloti pazzi del "Comma 22" ("chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chi chiede di essere esentato non è pazzo").
Torniamo ad essere quei pazzi-non pazzi che hanno rivoluzionato, a suo tempo, la vecchia scuola ossificata ed inventiamoci un modello più forte di Tempo pieno, in grado di resistere agli attacchi del "futuro ricco di passato" del modello Tremonti-Gelmini.
Francesco Masala - 16-01-2009
... per salvare l'italianità dell'Alitalia, cioè per regalare dei soldi ad amici italiani (e chissà se i magistrati potranno un giorno seguire gli itinerari di quei soldi) , che poi coinvolgono i francesi, i soldi li sta pagando l'italianità dell'ignoranza, e 130.000 lavoratori della scuola a casa.
Qualunque governo, qualunque sondaggio, qualunque essere pensante, fra perdere 7.000 o 130.000 posti di lavoro avrebbe una risposta ...
Libero Tassella - 15-01-2009
L'11 dicembre 2008 con il ricordato accordo i concertativi hanno svenduto il più grande sciopero con una categoria ancora in mobilitazione e hanno confermato tale svendita la settimana dopo , sottoscrivendo ( CISL UIL SNALS FGU ex Gilda) con la sola eccezione della Flc CGIL un accordo contrattuale che definire infame è solo un eufemismo. Un contratto bidone che ora vorremmo che si ponesse almeno al vaglio della categoria , tanto mal rappresentata al tavolo della concertazione quanto a quello della contrattazione.
Sul precariato poi le OOSS si sono accontentate del solito tavolo tecnico, che in gergo politico, significa in pratica essersi accontentati di nulla.
Flavio Cucco - 14-01-2009
Mai come in questi giorni ci ritorna alla mente la frase di iniziativa e di lotta" Non c'è educazione senza educazione fisica", che abbiamo coniato con L' "Eupea" l'associazione degli insegnanti di educazione fisica d'Europa, quando la riforma Moratti voleva tagliare 1 ora di EF alle superiori .

Mai ci saremmo aspettati che proprio la nostra disciplina e la categoria, unica delle poche che ha discusso e scritto, in questi ultimi tre anni, con " L'Educazione fisica che vogliamo" un curricolo verticale lavorando culturalmente dentro e oltre le Riforme Moratti e Fioroni, potesse correre il rischio di essere fuori dal curricolo: perchè questo è il pericolo reale!

Ma, come sempre, è nei momenti più difficili che la categoria ha dato il meglio di se e ancora una volta..... raccogliamo la sfida e rilanciamo alla grande....
Agostino Del Buono - 14-01-2009
Un nuovo anno per la Scuola italiana. Un anno decisivo per la riforma delle "superiori". Intanto i docenti, preoccupati per il loro futuro avanzano proposte di riconversione universitaria. Ma sarà veramente così oppure si ricorrerà a licenziamenti o a trasferimenti in altri dicasteri? Vi presentiamo un intervento da parte del presidente nazionale dell'ASSODOLAB, prof. Agostino Del Buono, che puntualizza la situazione venutasi a creare con la riforma Gelmini.

Gigi Monello - 13-01-2009
Per quanto sgradevole possa suonare, la proposizione "Hitler ha vinto la guerra", non ha meno plausibilità logica del suo contrario. La storia non è fatta di assiomi e teoremi. Muovendo dall'idea di una presunta forza eguagliatrice del Tempo, un recente disegno di legge del centrodestra vorrebbe equiparare combattenti di Salò e partigiani, assegnando ai superstiti medesima onorificenza e vitalizio. Un messaggio di devastante confusione, mandato a già sufficientemente "devastati" adolescenti. Forse non sarebbe male ricordare che tra il cadavere di Anna Frank e quello di Himmler, c'è una differenza. Come c'è tra quelli di Mussolini e Matteotti.
Claudia, Ilaria... - 13-01-2009

Non sapevi
Di dolore
Non sapevi
Di male
Sapevi di buono
Sapevi di pane
Fragrante
D'intelligenza
Di vita.
Claudia Fanti - 13-01-2009
E ancora ha vinto la semplificazione sulla complessità.
Per chi ha sperato in un ravvedimento, ecco la beffa della pazzia dell'ultimo governo. La scuola elementare degli anni 80-2000 è definitivamente affondata come una barca senza valore, come un inutile fardello gettato al fiume del tempo che corre in senso contrario alla modernità. Che bella visione che si apre alla scuola del futuro: una scuola piccola piccola, meschinella, in cui ognuno/a sarà sempre più solo/a a coltivare il proprio orticello, dagli adulti ai bambini, dalle famiglie mononucleari a quelle allargate, dagli stranieri ai bimbi con disabilità, dalle direzioni didattiche ai bidelli sempre più in calo...

I Programmi dell'85 morti e sepolti, le miscelate Indicazioni Moratti - Fioroni confermate ipocritamente, ma annullate di fatto nella pratica quotidiana...meno ore per tutto e per tutti, meno tempo scuola di qualità, bensì tempi scolastici a richiesta (per poco)...quasi quelli di un centro estivo, ma senza il lusso dei divertimenti dello stesso, il quale almeno offre ai più piccoli proposte alternative alla sola istruzione-addestramento.

Grazie Ministro, grazie davvero...
Marco Pagani & al - 12-01-2009
Ai lati opposti del palco ci sono due tavolini con due PC portatili, dove siedono un ragazzo e una ragazza che si sono incrociati casualmente in internet e si sono messi a chattare. Leggono ad alta voce le loro mail, mentre al centro del palco si alternano le scene delle varie classi che sviluppano i temi lanciati dai protagonisti. All'inizio c'è il narratore Modou che introduce la storia e presenta i due protagonisti.
Libero Tassella - 10-01-2009
Si vuole una graduatoria ad esaurimento che dia reali possibilità e garanzie di immissione in ruolo per chi in questi anni ha maturato una lunga, a volte pluridecennale, esperienza d'insegnamento, che va valorizzata e non limitata da anacronistici steccati territoriali, quali appunto sono ora le graduatorie ad esaurimento provinciali.
La nostra proposta ha la finalità di rispondere in modo efficace ed efficiente all'esigenza di stabilizzazione contrattuale del lavoro degli insegnanti e di lotta al precariato scolastico, attraverso l'azione congiunta sia dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento , trasformate da provinciali in graduatorie nazionali, sia della realizzazione di un piano programmatico pluriennale di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti, quindi non più solo su una parte di essi, come è accaduto finora .
Vittorio Delmoro - 09-01-2009
Leggo la seguente notizia sulla cronaca locale del Resto del Carlino :

Pesaro - 8 gennaio 2009

UCCISA DA UN'EMORRAGIA IMPROVVISA

Isabella, incinta di sette mesi
muore al funerale di uno zio
...

Al figlio di 7 anni, Daniele, il suo papà ha detto subito tutto: ''Non potevamo non dirglielo - spiega il padre - lui sa che la mamma continuerà a proteggerci e che la vita deve continuare. Il mio bambino è andato a scuola anche oggi perché è l'unico modo per superare questi momenti tremendi''.

...


Gianfranco Pignatelli - 05-01-2009
Il nostro è un Paese di coccodrilli pentiti. I politici, talvolta, si pentono di quanto fanno. All'occorrenza piangono le loro vittime, oppure le scaricano sulle maggioranze precedenti. A Torino come a San Giuliano di Puglia. Oggi come ieri. Al momento, nelle scuole italiane, avvengono oltre centomila infortuni all'anno. L'incremento del 20%, negli ultimi otto anni, la dice lunga sull'accresciuta fatiscenza e pericolosità delle strutture e degli impianti dei nostri edifici scolastici. Tre su quattro sono fuori norma. Uno su due è sprovvisto di certificato d'agibilità statica. Più di un terzo non è fornito di impianti elettrici a norma.
Francesco Mele - 03-01-2009
Sono stufo di questa campagna diffamatoria nei confronti di un'intera categoria, quella dei docenti, che avrà senz'altro al suo interno comportamenti non difendibili - come in qualsiasi altra del resto - e deprecabili, ma non per questo è accettabile una tale opera di criminalizzazione come quella a cui stiamo assistendo.

Occorre allora rispondere con una serie di informazioni che i più sembrano ignorare.

Giocondo Talamonti - 03-01-2009
L'equipe della trasmissione "Ulisse", il 17.12.2008, ha effettuato un servizio sul Centro Territoriale per l'Educazione Permanente dell'Ipsia (operante anche presso la Casa circondariale di Terni ), allo scopo di analizzare, nel contesto della lotta all'analfabetismo, le motivazioni che inducono gli adulti a tornare sui banchi di scuola. La trasmissione andrà in onda sul Canale televisivo nazionale "RAI 3" nel marzo 2009. La Prof.ssa Vincenza Depretis ha curato la giornata del gruppo incaricato delle riprese.
Libero Tassella - 02-01-2009
Io credo che il problema sia innanzitutto quello di rendersi visibile, ma di una visibilità attiva, politica; quindi quella che potremmo chiamare " avanguardia", politicamente più motivata, attiva e cosciente, a mio avviso, dovrà assumersi l'onere di realizzare azioni eclatanti, ovviamente per fare tutto ciò c'è bisogno di una consapevolezza politica che non è possibile pensare diffusa, anche in relazione alla caratteristiche del precariato. Ma queste azioni servono, come sapete, a svegliare la coscienza e a riattivare la mobilitazione.
Salvatore Nocera - 30-12-2008
"Le parole sono pietre". Così intitolava Carlo Levi un suo famoso libro, nel quale evidenziava come con le parole non si scherza perché hanno un loro forte peso semantico e di contenuto. Non la pensava però così il Governo, quando, il 18 Dicembre scorso ha approvato lo schema di regolamento sugli organici e la formazione delle classi, in attuazione dell'art 64 del DLn. 112/08, convertito dalla L.n. 133/08.Infatti all'rart 7 comma 2 di tale schema si legge che
Le classi frequentate da alunni con disabilità non possono avere, di norma, più di 20 alunni.
Vittorio Delmoro - 26-12-2008
Dopo lo sciopero generale del 12 dicembre mi pare che Retescuole abbia invitato a ritornare al chiuso delle scuole, per giocare lì la prossima partita degli organici e delle iscrizioni che vi sono legate.
In effetti il Verbale uscito dall'incontro tra governo e sindacati dell'11 dicembre sembrava aver aperto qualche spiraglio, consegnando di fatto la riforma alle scelte dei genitori e ci eravamo un po' tranquillizzati, visto che la passata esperienza morattiana aveva visto un compatto fronte genitoriale schierato per l'opzione massima loro offerta.
Gianfranco Pignatelli - 24-12-2008
Insegnare a leggere, scrivere e far di conto. Questo, e tanto altro, si chiedeva alla nostra scuola primaria. E, smentendo i diffamatori politici ed i loro zerbini mediatici, le elementari hanno risposto alla grande. Ecco gli ultimi dati. Nel rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study), che misura le competenze in matematica e scienze degli alunni al quarto e all'ottavo anno di scolarità di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti, la scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale.
ilaria ricciotti - 20-12-2008
E' con il cuore che auguro a tutti voi un Natale ed un 2009 stracolmo di speranze e di sogni per un futuro che dovremmo saper guardare con occhi di chi non sa arrendersi e lotta perché esso sia migliore per sé e per gli altri.

Rivolgere lo sguardo verso il futuro e sperare intensamente che non ci riservi brutte sorprese penso sia l'augurio che ognuno di noi fa , inconsciamente, a se stesso esorcizzando le tante negatività che ci circondano.

Questo approccio augurale verso un Anno che verrà, sconosciuto ed enigmatico, ritengo sia un atteggiamento positivo che dovremmo assumere per andare incontro al tempo senza la paura che i minuti, i giorni, le settimane ed i 12 mesi siano portatori soltanto di nero carbone.
Giocondo Talamonti - 20-12-2008
Quella che fino a poco tempo fa sembrava essere la semplice difesa di un'idea, oggi si rivela pura ostinazione all'eutanasia.
L'IPSIA deve morire, scomparire dalla storia della città, senza troppi sentimentalismi e senza che una Fenice, neppure spennacchiata, si profili all'orizzonte delle sue ceneri.
Che avrà mai fatto l'Istituto e il Dirigente che lo gestisce di tanto grave da meritare l'esecuzione capitale, la fucilazione, la ghigliottina, la sedia elettrica e l'iniezione letale?
La colpa inconfessabile, qui confessata, sta tutta nei numeri: 400 alunni, invece di 500. E poco importa che l'IPSIA svolga attività didattiche nella Comunità-Incontro di Amelia, o nella Casa Circondariale di Terni, o svolga corsi pomeridiani per l'educazione permanente degli adulti per, almeno, il doppio degli iscritti ai corsi mattutini.
A poco serve che cammini di pari passo con le aziende del territorio e le aiuti nella crescita.
L'IPSIA deve sparire.
Gian Paolo Trevisani - 20-12-2008
Oggi mia moglie ed io abbiamo ricevuto le buste paga. Grande gioia!
Finalmente abbiamo avuto gli arretrati della vacanza contrattuale:

Euro 86 circa lordi

Finalmente abbiamo la vacanza contrattuale:

Euro 14.31 lordi

Da subito ...
Antonellina - 19-12-2008
Nel mio istituto, ITIS e LICEO Scientifico Tecnologico, i soliti furbi, tentano di inserire nel POF la valutazione dei docenti senza specificarne i criteri, anticipando la politica aziendale e privatistica tanto cara al governo e all'opposizione, introducendo un pericoloso capitolo al 'buio' senza un percorso attento di studio e comprensione degli obiettivi ,
dei criteri e della 'storia ' della sperimentazione e applicazione in questo campo, a mio avviso, così controverso e strumentalizzabile.
Libero Tassella - 17-12-2008
Premesso che la stipula dei contratti a tempo indeterminato è da effettuare sul 100% dei posti vacanti a seguito delle operazioni di mobilità (trasferimenti), la nostra proposta, articolata in sei punti ha lo scopo di rispondere in modo efficace all'esigenza di stabilizzazione degli organici e di lotta al precariato attraverso l'azione congiunta dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, trasformate in graduatorie nazionali e il varo di piano programmatico di immissioni in ruolo.
La Fenice - 16-12-2008
Il TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study) è un progetto dell'IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) che si pone l'obiettivo di misurare i risultati in matematica e scienze degli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria e l'ottavo anno del primo ciclo di istruzione.
Giorni fa, il 9 dicembre, sono stati presentati i risultati dell'ultima sua indagine che colloca il nostro paese, nelle graduatorie internazionali, a un buon livello grazie ai punteggi ottenuti dagli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria.
L'esito di questa ricerca non sembra, per ora, interessare gli esperti e tutti coloro che si occupano, a vario titolo, delle politiche scolastiche...

Severo Laleo - 16-12-2008
E' proprio strano. Molto strano.
Ed è forse il segno più terribile della nostra radicale sconfitta di "sognatori".
Perché non riusciamo nemmeno a "sognare".
E l'assenza di un sogno pesa e impedisce, alla lunga, il cambiamento necessario.
Nel gioco "Vorrei una scuola" di Trevisani, nemmeno tra i commenti a dire il vero (tranne forse, ma solo timidamente, e grazie alla sua sincerità forte, il commento di Giuliano Galiardi), mai si pronuncia, nemmeno tra i "vorrei" appunto, questo semplicissimo pensiero-sogno: "Vorrei una scuola all'altezza/capace, per risorse umane e materiali, per missione, di "PROMUOVERE" tutte le persone in età di apprendimento, almeno fino ai diciotto anni".
Perché?
Francesco Masala - 15-12-2008
È ben triste leggere le parole di Bill Gates:

- Non c'è dubbio che le aliquote fiscali sui più ricchi dovranno essere aumentate. E trovo questa una cosa molto giusta. Il pendolo sta oscillando nuovamente verso l'imposizione progressiva. E' inevitabile in questa situazione di crisi, dove il deficit spending è l'unica strada appropriata che abbiamo per uscirne e ricominciare a crescere. D'altronde, il margine per aumentare la pressione fiscale su chi guadagna di più esiste....

Elena Miglietta - 15-12-2008
Giusto per informazione, ieri ho relazionato al mio collegio docenti per l'occasione composto solo dalle due scuole elementari Puglie e Martinengo su richiesta della direttrice. Per preparare la relazione ci ho messo un paio di giorni ma sono saltate fuori diverse cose interessanti: il Piano Programmatico della Commissione Cultura datato 18 novembre sembra ci regali un sacco di cose tra cui le insegnanti di inglese che rimangono e affiancano le insegnanti di classe, il tempo pieno con le due maestre; ebbene se leggete il Piano Programmatico della Commissione Bilancio del 26 novembre che all'apparenza cerca di non contraddire quello della C. Cultura, in realtà con giri di parole non fa altro che confermare il primo Piano Programmatico, quello di settembre, con la possibilità di attenuare qualcosa (qualche piccola concessione).
Gabriele Attilio Turci - 13-12-2008
Dopo scioperi generosi, manifestazioni combattive e anche ragionate, dopo una campagna di controinformazione difficile ed estenuante ecco il ben servito alla scuola elementare, come alcuni si attendevano con timore, come troppi forse speravano di esorcizzare.
Abbiamo perduto! Questa è la semplice sacrosanta verità, perduto su tutta la linea e le cose si faranno, d'ora in avanti ancora più difficili.
Questo è bene sapere anche se, proprio per il livello di arroganza esercitato e d'incompetenza didattica dimostrata (anche se si sciacquano la bocca di tutela della psicologia infantile) da parte della classe politica e da questa miseria di ministra, o dai vari pasdaran alla Cota pronti a sproloquiare con panzane inventate di sana pianta (tipo l'arretramento, assolutamente non dimostrato, dei bambini dopo l'introduzione dei team di maestri), sta ora a noi cominciare a "mettere i puntini sulle i".
Dedalus - 13-12-2008
Così ha sentenziato Mariastella Gelmini in una intervista a La Stampa "Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta "solo" il maestro unico. Il modulo dei tre docenti su due classi è morto e sepolto per sempre".
Ora, è evidente il tentativo da parte del fronte governativo di nascondere lo stato di difficoltà in cui si è venuto a trovare dopo le ingenti manifestazioni di dissenso e di protesta di genitori, insegnanti e studenti. Alcuni parziali passi indietro sono stati fatti. Congelata la situazione sulle superiori. Ammessa, almeno a parole, l'assegnazione di due insegnanti per ogni classe di tempo pieno. Confermato il tempo di 40 ore nella scuola dell'infanzia. E via dicendo. Ma a queste parziali e non ancora ben definite aperture il ministro Gelmini ha voluto far seguire alcune precisazioni, ribadendo alcuni punti fermi.
Mario Ambel e altri - 12-12-2008
Riteniamo che, anziché adottare soluzioni inadeguate, che potrebbero favorire il ritorno a pratiche didattiche e valutative anacronistiche e controproducenti, sarebbe utile avviare una elaborazione seria e competente su tutte le modalità di valutazione, sia continua che finale. Nel contempo riteniamo decisivo che nelle scuole si continuino a esercitare e a consolidare le pratiche di valutazione qualitativa e descrittiva, che avvengono contestualmente ai processi di insegnamento/apprendimento e si basano sull'osservazione sistematica e sulla documentazione.
In tal senso, anche sulla base delle esperienze didattiche e delle ricerche più accreditate, riteniamo indispensabile in questo frangente ribadire la necessità di difendere e rinforzare una valutazione descrittiva, attenta ai ritmi di crescita e alla complessità dei processi di apprendimento, non invasiva, rispettosa delle diversità e delle differenze, progressivamente coerente con il livello di sviluppo raggiunto.
Gianfranco Pignatelli - 11-12-2008
L'azione predatoria della CEI s'è fatta sfrontata e più onerosa del solito. Lo ha dimostrato lo scorso venerdì 5 dicembre monsignor Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale per l'educazione della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Ecco le sue parole rivolte, con tono intimidatorio, al governo Berlusconi per ottenere il finanziamento integrale alle scuole confessionali: «le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese». Ignorando tutto quanto già fatto dall'attuale governo in favore della scuola cattolica, l'alto prelato ha aggiunto: «qui si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici». E non solo. «Tra stato e mercato - ha tuonato ancora - perché colpire proprio il privato sociale?». Dichiarazioni sfrontate di chi mente sapendo di mentire.
Movimento per la Cooperazione Educativa - 11-12-2008
Da tempo nelle nostre scuole abbiamo segnalato l'aumento di fenomeni di vulnerabilità sociale, ovvero del rischio che, a causa dei fenomeni di impoverimento e migrazione molti soggetti, che vivono "dentro il recinto del benessere e della conoscenza", rischiano di perdere i livelli di qualità della vita di cui hanno goduto e sono spinti ai margini della società; in questo modo perdono il ritmo e la motivazione alla partecipazione sociale allo studio e provano senso di fallimento, mancanza di futuro.
Oggi alla crisi economica vediamo aggiungersi azioni che ci inquietano.
Quale disegno vi può essere dietro atti come il tentativo di prendere le impronte ai minori Rom; di schedare i clochard, di sottoporre i ragazzi stranieri a test d'ingresso per inviarli a classi separate?
Noi educatori del Movimento di Cooperazione educativa vediamo una unica volontà: innalzare muri per la difesa a oltranza del privilegio di alcuni e impedire l'accesso ad altri. Vediamo la volontà di negare l'art. 2 della Costituzione che ci chiama tutti non solo al diritto, ma anche al dovere della solidarietà.
Francesco Di Lorenzo - 10-12-2008
È veramente inammissibile trattare così i giovani. Ci si lamenta sempre, da sempre, che non si interessano, che sono apatici, che non hanno valori, che sono ignoranti (detto, fateci caso, da signoroni e professori di un'ignoranza abissale) e chi più ne ha più ne metta. Storia antica, tanto antica da destare stupore per l'ignoranza di chi ancora continua a proporla. Ma tant'è, è questo che ci meritiamo e dobbiamo tenercelo.
Damiano Cavallin - 09-12-2008
La legge 133 approvata dal parlamento il 6 Agosto 2008 prevede, come noto, la cancellazione di tutte le sperimentazioni attualmente vigenti nelle scuole superiori e la loro riconduzione ad un numero limitato di piani di studio uniformi a livello nazionale. In questo contesto il "Liceo Socio-psico-pedagogico" e il "Liceo delle Scienze sociali" scompariranno, assorbiti dal nuovo "Liceo delle Scienze umane". Osservando le bozze dei quadri orari predisposti dal governo, ispirati al curricolo già previsto dalla Riforma Moratti (L. 53/03), emerge con chiarezza una fortissima penalizzazione proprio di questo indirizzo, la cui natura viene decisamente compromessa.
Premesso che il "Liceo socio-psico-pedagogico" ha un monteore complessivo notevole e che una sua riduzione potrebbe essere effettivamente utile e proficua per gli studenti, riteniamo tuttavia che non sia possibile cancellare improvvisamente un indirizzo che, dal 1992 ad oggi, ha dimostrato concretamente la sua validità formativa.
Nello specifico, il piano di studi previsto dal nuovo "Liceo delle scienze umane" ci sembra inadeguato per diverse ragioni...
Prof.ssa Maristella Curreli - 09-12-2008
Trenta denari, al cambio attuale, fanno 120 milioni di euro. È questo il malloppo intascato dalla CEI. Un "obolo" preteso ed ottenuto in appena un'ora dai vescovi italiani per aver crocifisso Prodi e salvato Barabba-sconi. 120 milioni in più per la scuola privata cattolica contro gli 8 miliardi in meno alla scuola statale. E non è tutto.
Libero Tassella - 09-12-2008
I 120 milioni di euro che il Vaticano ha reclamato per le scuole cattoliche andranno al ministro Gelmini, sarà poi questa, di concerto con il Tesoro e con il ministro degli Affari Regionali, sentita la conferenza Stato-Regioni a destinarli o alla scuola statale, cosa che non accadrà di certo o alla scuola paritaria cattolica, quello che sicuramente avverrà, come è stato ampiamente assicurato, dopo la forte levata di scudi della Chiesa, immediatamente assecondata dal governo Berlusconi, tramite Letta.
Libero Tassella - 05-12-2008
Signori ora si taglia, ora, acquisiti i pareri, peraltro non vincolanti di Camera e quello recentissimo del Senato, i tecnici ministeriali si potranno mettere all'opera o più semplicemente prenderanno il piano che avevano già concordato tra tesoro e istruzione da mesi e che tenevano chiuso nel cassetto; forse tra una fetta di panettone e un brindisi di auguri lo faranno anche vedere ai capoccia sindacali, prima che questi partano per le ferie e poi il pacco sarà completato e illustrato in pompa magna, poi a livello territoriale saranno programmate le solite conferenze di servizio affidate ai direttori regionali e rivolte ai dirigenti scolastici, assisteremo ai soliti comunicatini stampa inutili e alle solite assemblee sindacali di rito e i giornali specialistici ci inonderanno d' informazioni sul merito dei tagli; sotto l'albero quindi un bel pacco di tagli e tagliole, e i re magi ci porteranno anche gli aumenti contrattuali di Brunetta (secondo biennio), un po' di fumo d' incenso, senza naturalmente nè oro né mirra .
Insomma un Natale assai movimentato per governi, ministri, sindacalisti e affini.
Manuela Rinaldi - 04-12-2008
Sono un' insegnante precaria, lavoro in una Scuola Primaria come maestra di sostegno, l' anno prossimo sarò disoccupata .

Oggi mentre ero seduta accanto al bambino di cui mi occupo è entrata in classe la nostra responsabile di plesso per annunciarci il via libera al Piano Attuativo cioè l' insieme dei decreti che regolano la messa in opera della riforma Gelmini.

Conservo una copia dell' Unità datata venerdì 31 ottobre 2008, sul bordo in alto della prima pagina, con un pennarello rosso lo stesso giorno scrissi: c' ero anch'io .
Gian Paolo Trevisani - 03-12-2008
Vorrei iniziare il gioco del "vorrei" con oggetto la scuola.
Il risultato potrebe essere utilizzato quale base di discussione per una seria e condivisa riforma della scuola. Io ho buttato giù qualcosa, spero che i lettori di Fuoriregistro con la loro creatività arricchiscano l'elenco.
Libero Tassella - 02-12-2008
Sbollita la mobilitazione tra panettone e spumante, i guai saranno in primis per i docenti precari delle scuole, che giustamente si lamentano e preoccupano nei loro forum, soprattutto per quelli che il prossimo anno, spesso alla veneranda età di 40/50 anni, resteranno disoccupati per lunghi periodi dell'anno scolastico, ma credo che nessuno potrà tirarsi fuori, visto che anche per i docenti di ruolo inizierà in primavera una operazione gigantesca di risistemazione ( riconversione) del personale docente ,attraverso gli istituti della mobilità ( soprannumerari età e trasterimenti coatti) e della riconversione professionale
Elisa Di Guida - 29-11-2008
La scuola apprende e trema. La notizia giunge dal Collegio arcivescovile Bentivoglio di Tradate, nel varesotto, ed avrà conseguenze sulla scuola tutta. Protagonisti un manipolo di insegnanti, i soliti. Quei fannulloni, ignoranti, immeritatamente benestanti e, magari, pure terroni ne hanno combinata un'altra delle loro. Hanno bocciato, per la terza volta, all'esame di maturità Bossi junior. Lo hanno respinto nonostante il Tar avesse intimato loro la ripetizione della prova già fallita a luglio. Lo hanno bocciato nonostante la ministra Gelmini avesse inviato un ispettore a garanzia del candidato unico.
Paolo Citran - 29-11-2008
Giunge dall'Ufficio Scolastico Regionale del Friuli-VG una circolare indirizzata ai Dirigenti scolastici sul tema "onerosità e/o gratuità delle visite fiscali".
Rispondendo a quesiti pervenuti da alcune scuole, l'Ufficio cita una sentenza della Cassazione che si esprime nel senso che "l'onere del pagamento della visita fiscale grava sul datore di lavoro".
L'Ufficio nota altresì che la sentenza nulla cambia nell'impianto normativo esistente, in quanto il suo valore non è "erga omnes".
Pertanto l'Amministrazione Scolastica, sulla scorta del parere dell'Avvocatura dello Stato, applica il criterio che "le visite fiscali rientrano nelle competenze delle Unità Sanitarie Locali e rappresentano prestazioni comunque a carico del Servizio Sanitario Nazionale"...

Docenti Liceo Classico Pansini Napoli - 27-11-2008
Ministro, sono d´accordo con i tagli perché a chi lavora nella scuola bisogna pagarlo meglio e chi non serve a nulla bisogna che lo si mandi via.

Signor Ministro, vorrei sapere perché non taglia i docenti di Religione: essa è una materia facoltativa. Perché calcolare l´organico sulla base degli iscritti e non degli avvalentesi?

Signor Ministro, perché i vescovi possono nominare i docenti di religione e questi diventano di ruolo senz´altro merito?

Signor Ministro, se tagliamo i rami secchi (insegnamento di religione), fatto a 30 ore l´orario annuale di ogni ordine e grado, il risparmio sarebbe di 1/30 del budget del ministero. Se calcoliamo che alle scuole elementari le ore sono due, il risparmio è ancora più vistoso.
Libero Tassella - 26-11-2008
Per risolvere in modo strutturale il problema del precariato docente bisogna rivedere la politica sciagurata sui tagli di organico e sull'aumento degli alunni nelle classi, che fa coppia con quelli sulla sicurezza degli edifici scolastici: gli uni colpiscono nella carne e negli affetti, gli altri nella mente e nel futuro delle nuove generazioni.

Bisogna quindi assumere, rendendo contrattualmente stabile il lavoro degli insegnanti precari, e farlo su tutti i posti vacanti negli organici, evidentemente lì dove c'è bisogno, attraverso una graduatoria nazionale di assunzioni, rivedendo per questo e da subito l'ambito territoriale, ora provinciale, della validità delle graduatorie ad esaurimento; non disperdendo quel precariato docente, vera risorsa della scuola italiana, che ha accumulato negli anni esperienze educative, didattiche, disciplinari, ad invarianza di retribuzione e con contratti instabili negli anni e a volte in situazioni di grande disagio logistico.
Claudia Fanti - 25-11-2008
Concretezza invisibile eppure tangibile nei risultati

Parlare di pedagogia è parlare di concreto più di quanto non sembri a prima vista. Incentivare la ricerca è qualcosa di estremamente rivoluzionario, di estremamente utile per cambiare un mondo che diventa stretto e angusto quando ricorre alla semplificazione, all'elusione o addirittura all'esclusione della differenza e delle differenze. Non dobbiamo vergognarci di esprimere l'invisibile, di desiderare l'utopia, di andare oltre i crolli delle pareti responsabili della morte di un giovane ragazzo vittima della sottovalutazione semplificatoria dei decisori politici di ogni epoca, i quali sempre pontificano, sempre dibattono, sempre offrono soluzioni inadeguate e al risparmio sul e per il benessere della gente comune e "piccola". Non dobbiamo vergognarci di fare della pedagogia la forza propellente per noi e per i nostri alunni/e affinché divengano essi stessi capaci di migliorare le dinamiche sociali e di superare barriere di qualsiasi tipo, prima fra tutte quella che nega valore alla vita umana per darne ai consumi più di quanto essi meritino.
Insegnanti seconda lingua comunitaria - 25-11-2008
Non intendiamo accettare uno scenario che dà come pressoché certo e ineluttabile l'asservimento delle diverse lingue e culture (comprese quelle nazionali) al monopolio esclusivo di una lingua - l'inglese - la quale, per questo stesso processo, risulterebbe, da una parte, la lingua dominante e dall'altra, l'espressione di una cultura necessariamente impoverita e semplificata: al contrario, riteniamo indispensabile educare i giovani alla pluralità linguistica e culturale, in un'ottica di apertura, in grado, contemporaneamente, di valorizzare l'insieme del patrimonio storico, culturale e linguistico del nostro continente e di accogliere la ricchezza che viene dai grandi spostamenti di popolazioni che interessano la realtà contemporanea.
E' solo dal confronto tra e con modelli culturali diversi, e non dalla loro omologazione, che la scuola può concorrere a formare persone che, consapevoli della propria identità e appartenenza, sappiano riconoscere e apprezzare il dialogo con "l'altro da sé", diventando con ciò cittadini in una società sempre più vasta e multietnica, dove fondamentali devono essere i valori del rispetto e della tolleranza reciproca.
Libero Tassella - 24-11-2008
Per il Presidente del Consiglio si è trattato di "una fatalità drammatica", mentre per il Ministro dell'istruzione "non si può morire così, non possono succedere queste cose in una scuola". Ma i tetti delle scuole non crollano per fatalità e il Ministro parla come se ad occuparsi delle sicurezza nelle scuole, dovessero essere altri. Naturalmente nessuno pensa di colpevolizzare solo l'ultimo Governo, perché le gravi inadempienze in materia di sicurezza nelle scuole, sono da ripartire equamente tra tutti quelli che hanno governato il paese negli ultimi cinquant'anni.
Lucia Arrigoni - 24-11-2008
Uno si alza la mattina, si infila in un autobus stracolmo di gente e che gli è costato un occhio della testa di abbonamento, va a scuola per cinque ore la mattina, forse per un paio anche al pomeriggio, e poi di nuovo autobus, casa, studio. Senza che questa fatica sia proiettata verso qualcosa. Perché anche con un diploma, perfino con una laurea, non abbiamo la prospettiva di trovare un buon lavoro, o addirittura non abbiamo la prospettiva di trovare un qualsiasi lavoro...
Professori, noi oggi siamo dalla vostra parte. E confidiamo che anche voi siate dalla nostra. Il nostro futuro non può essere solo una nostra preoccupazione, ma deve per forza essere una preoccupazione anche vostra. Il nostro futuro non vi sarà indifferente. Sia voi che noi abbiamo bisogno che gli studenti di oggi abbiano buone prospettive, sia voi che noi abbiamo bisogno che la scuola sia una scuola pubblica e di qualità. In definitiva, che sia una buona scuola.
Damiano Cavallin - 22-11-2008
COME POSSONO I DOCENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI
EPRIMERE IL LORO DISSENSO RISPETTO ALLA L.133?


La legge 133, essendo associata alla finanziaria, è modificabile dal parlamento fino a Dicembre. Alcuni parlamentari della stessa maggioranza hanno chiesto di rivederla, almeno in parte. Se intendiamo fare pressione affinché ciò avvenga è necessario trovare nuove strategie, diverse dallo sciopero tradizionale, che ha perso, ormai, gran parte della sua efficacia.
Tra le modalità di protesta innovative, già attivate in molti istituti superiori, ricordiamo...

Vittorio Delmoro - 21-11-2008
Signor Ministro,

questa è la seconda lettera che le scrivo nel giro di poche settimane; evidentemente lei non legge la posta, immagino perché voglia dedicare tutto il suo tempo a mansioni ben più importanti.
Ma come si fa a non reagire di fronte alle sue scellerate dichiarazioni, che produce a getto continuo da ogni tribuna?
Ultimamente ha detto che gli insegnanti italiani percepiscono uno stipendio troppo alto rispetto al loro orario di lavoro che si configura come un part-time e ieri ha avuto la spudoratezza di dire che i fannulloni stanno soprattutto a sinistra.
Ora si dà il caso che io sia insegnante e pure di sinistra, per cui mi sento tirato direttamente in ballo e allora voglio fornirle - se avrà la compiacenza di leggerle - alcune informazioni di carattere personale.
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 21-11-2008
In articoli precedenti relativi alla scuola primaria abbiamo ripetutamente sottolineato la differenza sostanziale fra un "tempo scuola di 40 ore" e il modello pedagogico del tempo pieno (*). Sul piano degli organici docenti - per chiarire nuovamente con un esempio - per garantire le 40 ore di scuola su quattro classi bastano sei o sette insegnanti che, con le ore degli insegnanti specialisti di religione e di inglese, possono ricoprire l'intero orario settimanale. Il Tempo Pieno invece, dalla sua legge fondativa in avanti (art.1 della L.820 del 1971 ripreso dall'art.8 comma 2 della legge 148/1990 poi art.130 del Testo unico n.297/1994, quindi dall'art.1 della legge 25 ottobre 2007, n.176) ha sempre comportato, come presupposto, il doppio organico su ogni classe. Non solo due insegnanti, ma due insegnanti "contitolari", con pari dignità quindi, entrambi corresponsabili delle attività e della gestione del gruppo alunni assegnato.
Omero Sala - 20-11-2008
Il pubblico pagante sta fischiando. Gli spettatori - si sa - sono volubili: fino a ieri hanno applaudito i monologhi più o meno convincenti, le barzellette di dubbio gusto, i giochi di prestigio, le pernacchie per gli sfigati, le bastonate per i brutti e cattivi; oggi invece non hanno gradito l'elogio del Paese dei Balocchi a scapito della scuola; non è piaciuta loro la denigrazione delle maestre che tutti percepiscono un po' come delle mamme; e si sono ricordati della dolce Fatina dai Capelli Azzurri e dell'untuoso Omino di Burro con le sue viscide lusinghe che nascondono intenzioni subdole e interessi abietti.
Vittorio Delmoro - 18-11-2008
LETTERA APERTA

Signor Presidente,

l'ho sentita in TV (e letta sui giornali) che di fronte alla grave crisi che ci sta investendo bisogna fare sacrifici e mi sono chiesto: sta parlando a me?

Sono abituato a vivere di sacrifici fin dalla nascita, nonostante abbia avuto un'esistenza senz'altro migliore dei miei genitori grazie ai loro ancor più dolorosi sacrifici e ho cercato di educare i miei figli ad una vita sobria seppur dignitosa.

A cosa dovrei dunque rinunciare, signor Presidente?

Forse però non stava parlando a me...
Francesco Mele - 17-11-2008
Immaginate che le scuole superiori in tutta Italia decidano di fare un'assemblea di istituto tutte nello stesso giorno (diciamo il 18 dicembre 2008 giovedì), della durata delle lezioni di una giornata come prevede il Testo Unico (Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 artt. 12-14 ).

Immaginate che in ogni città le scuole superiori decidano di tenere tali assemblee in piazza, visto che quasi in nessuna scuola esistono spazi per tenere le assemblee alla presenza di tutti gli studenti.

Immaginate che l'oggetto di tali assemblee sia: "perché difendere la scuola statale" o "perché continuare la mobilitazione" o "perché non arrendersi" o qualcosa del genere.

Immaginate che i contributi possano essere in forma di lezioni magistrali di docenti o interventi di studenti universitari e medi, genitori, lavoratori, cittadini ...

Riuscite a immaginare l'impatto mediatico, praticamente a costo zero?
I Supervisori al tirocinio nelle Siss, Bologna - 17-11-2008
I docenti sono disponibili al cambiamento e ritengono necessaria una organica riforma della Scuola e dell'Università, così come ritengono giusto razionalizzare le risorse, rendere il sistema scolastico italiano più in grado di rispondere ai bisogni formativi delle nuove generazioni. Ma una vera riforma della Scuola richiede complessi processi di elaborazione e soprattutto investimenti e risorse. A quel punto è possibile tagliare ciò che risulta improduttivo e inadeguato..
L'intera manovra, invece, fatta essenzialmente di tagli, non deriva da una riflessione sui processi formativi/didattici/educativi della scuola, ma rappresenta il frutto delle misure inserite nel capitolo della Legge Finanziaria estiva (art. 64 Legge n° 133/2008) denominato "Contenimento della spesa per il Pubblico Impiego". Nel senso che prima si è deciso di reperire risorse incidendo sull'Istruzione, poi si sono scelti gli ambiti in cui intervenire.
Claudia Fanti - 17-11-2008
Se Gelmini non capisce la società che si ribella, a parte quella che le fa quadrato intorno nelle aule di convegni di partito, possiamo noi permetterci di non capire lei e tutti quei giornalisti e intelligentoni che vorrebbero istruirci sul "buon senso" della sua riforma?

Ebbene anche noi non capiamo l'accanimento terapeutico quando la giustificazione dello stesso si vorrebbe basare su teorie pedagogiche non ben identificate. Lo capiamo soltanto se parla dell'esigenza di tagliare. E qui sta il punto! Non accettiamo che si tagli la scuola statale. Se dà fastidio questa nostra testarda difesa della parte positiva dell'esistente, ce ne dispiace, ma la cosa non ci allarma. Se quell'esistente vale la pena, noi lo difendiamo, così come Pirani, Panebianco, Ricolfi, Sartori, Citati, Israel e altri saggi si ostinano a offendere con il loro potere culturale elitario. Zzzzzzzzzzzzz, che zanzaroni! Che gonfiori fastidiosi sulla nostra pelle segnata da anni di continue riforme e controriforme!
Comitati docenti, studenti e genitori di Empoli - 17-11-2008
I docenti sono disponibili al cambiamento e ritengono necessaria una organica riforma della Scuola e dell'Università, così come ritengono giusto razionalizzare le risorse, rendere il sistema scolastico italiano più in grado di rispondere ai bisogni formativi delle nuove generazioni. Ma una vera riforma della Scuola richiede complessi processi di elaborazione e soprattutto investimenti e risorse. A quel punto è possibile tagliare ciò che risulta improduttivo e inadeguato..
L'intera manovra, invece, fatta essenzialmente di tagli, non deriva da una riflessione sui processi formativi/didattici/educativi della scuola, ma rappresenta il frutto delle misure inserite nel capitolo della Legge Finanziaria estiva (art. 64 Legge n° 133/2008) denominato "Contenimento della spesa per il Pubblico Impiego". Nel senso che prima si è deciso di reperire risorse incidendo sull'Istruzione, poi si sono scelti gli ambiti in cui intervenire.
Gian Paolo Trevisani - 14-11-2008
Oggi è il mio primo giorno di malattia dell'anno scolastico 2008/2009. Ho realizzato e toccato con mano concretamente che cosa significa nell'era del ministro Brunetta ammalarsi. Ora capisco che per combattere l'assenteismo questa legge sembri funzionare, non capisco perché io che assenteista non sono, ma semplice ammalato, debba subirne le conseguenze e debba essere penalizzato economicamente proprio nel momento del maggior bisogno perché devo affrontare tutta una serie di spese mediche (visite specialistiche, analisi, ecc.). Non capisco perché chi negli uffici pubblici ha la responsabilità, ed anche la retribuzione, di vigilare sull'assenteismo sia stato esonerato da tale mansione per legge e senza conseguenze.

Libero Tassella - 14-11-2008
L'obiettivo neanche tanto nascosto del governo Berlusconi è stato quello di dividere il fronte sindacale che già non brillava per unitarietà d'intenti; si pensi che sul pubblico impiego, nel giorno stesso del grande sciopero unitario della scuola, il 30 ottobre scorso, Bonanni e Angeletti, il primo aveva anche parlato sul palco di Piazza del Popolo, già si dividevano da Epifani, firmando in serata ( CISL e UIL) l'accordo contrattuale del pubblico impiego, da cui il recente atto d'indirizzo sul contratto scuola con la miseria prevista in termini di aumento e con la riproposta del concorsone per premiare i " meritevoli".
Non deve quindi sorprendere l'incontro recente di palazzo Grazioli di cui oggi si discute.
Bisogna rispondere e protestare contro il comportamento della CISl, è vero, ed è sacrosanto farlo, (poteste e disdette) anche se credo che la cosiddetta rappresentatività sindacale bisognerebbe presto ridefinirla con una svolta epocale, siamo ormai in un nuovo secolo e i sindacati dovrebbero rinnovarsi nella struttura e persino nel lessico.
Antonio Limonciello - 13-11-2008
L'Onda, come molti movimenti, parte per contrastare un atto del governo, poi piano piano prendono corpo analisi e conclusioni più radicali e globali di quelle di partenza. Le loro sembrano analisi apocalittiche e i media diffondono le visioni governative tipo: non conoscono la proposta del governo, i giovani sono strumentalizzati, eccetera, eccetera. Balle televisive allo scopo di creare un'immagine negativa e accerchiare il movimento nascente. Cattiva informazione con tutti i media che hanno? La verità è che temono il movimento. Intanto con gli universitari hanno fatto una piccola marcia indietro.
Lo temono per vari e fondati motivi.
Cristina Tioli - 12-11-2008
I docenti del 9° circolo di Modena

ESPRIMONO

forti preoccupazioni e perplessità in relazione alla possibilità di proseguire un "fare scuola" nel pieno rispetto della Carta Costituzionale, delle Indicazioni Nazionali e senza stravolgere il proprio Piano dell'Offerta Formativa

CHIEDONO CON FORZA

di rivedere il decreto già approvato in base alle effettive necessità di cambiamento di cui la scuola ha bisogno,dando doveroso spazio a un dibattito che coinvolga chi "fa scuola", in modo da evitare scelte dettate unicamente da esigenze di puro risparmio economico.
Carla A. - 12-11-2008
Noi insegnanti del "Balzan" abbiamo deciso di partecipare alla protesta, già intrapresa da docenti e studenti di molte università e scuole italiane per dire NO ai recenti interventi normativi del settore scuola, provvedimenti che, a nostro avviso, non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della società e dei giovani di oggi, ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa; lo stiamo facendo, e lo faremo, sia tramite iniziative individuali (come l'adesione allo sciopero del 17 o del 30 ottobre...) che insieme.
Come prima iniziativa abbiamo concordato di bloccare le "uscite" ( viaggi d'istruzione di uno o più giorni, stage, scambi, sopralluoghi, visite aziendali, artistiche, scientifiche ecc...) e tutte le attività proposte da enti, associazioni, istituzioni esterne al "Balzan" che richiedano i nostri studenti come "pubblico".
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 12-11-2008
Che la cosiddetta "riforma Gelmini" in realtà non sia una riforma è stato riconosciuto da più parti, di diverso orientamento. Non solo dalla Cgil e dall'opposizione politica ma persino da Emma Marcegaglia che - come ha scritto su Repubblica Eugenio Scalfari - di certo bolscevica non è, fino a Famiglia Cristiana o al Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (Azione cattolica). Tutti quanti a sottolineare il fatto che si tratta di un puro e semplice taglio di spesa.
Ma, al di là del contenuto, quello che colpisce - e che indispone - è il metodo seguito per arrivare all'approvazione del decreto 137 ed alla sua conversione in legge.
Vittorio Delmoro - 11-11-2008
Il paginone di Repubblica di lunedì 10 novembre giunge (inatteso) in un momento clou della lotta del popolo della scuola : dopo la più grande protesta culminata il 30 ottobre con quasi due milioni scesi in piazza in cento città d'Italia (1 milione solo a Roma), dopo i primi passi indietro del governo e prima delle nuove forme di protesta con in vista uno sciopero generale di tutte le categorie.

Naturalmente mi sono precipitato a leggere : chissà quali verità avrà scoperto il nostro beneamato Pirani, dopo che la riforma gelminiana è stata studiata e rivoltata da ogni parte fino all'ultimo comma!

La lettura del paginone si è rivelata a tratti esilarante, se non fosse invece preoccupante.
Precari Scuola - 11-11-2008
La riforma della scuola in questi giorni, furoreggia in tutte le televisioni.
E in egual modo d'occupazioni, atti di forza, inviti alla prudenza, smentite o precisazioni.

Gli unici di cui non si parla più sono i precari della scuola.

In mezzo ad una strada eravamo, ed in mezzo ad una strada siamo.
Ebbene si, per noi malgrado l'articolo 4 della Costituzione "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.", malgrado i concorsi vinti, malgrado una legge Finanziaria, malgrado tante parole di comprensione, malgrado SIAMO STATI I PRIMI A PROTESTARE (lo sapete bene voi e i giornalisti che hanno taciuto volontariamente, è da mesi che ricevete le nostre mail), per noi NIENTE!

Si tratta per l'Università, si apre il dibattito con gli studenti, PER NOI NIENTE!
Gianfranco Pignatelli - 10-11-2008
Non intesa come battuta, più o meno idiota ed inopportuna, ma come regalo, dazione o merce di scambio che dir si voglia. Il travaso di risorse dalla scuola statale a quella privata è la "carineria" pretesa dal Vaticano che, prima, ha affossato con premeditazione ed ostinazione Prodi e, poi, ha appoggiato con determinazione e convinzione la destra.
Gabriele Turci - 10-11-2008
Basta, tutta questa follia deve finire. Ogni bambino ed ogni famiglia hanno e devono avere il diritto al rispetto della loro fede, devono godere di spazi dove eventualmente esercitarla con le proprie comunità di fede, ma la scuola pubblica di stato ad altri compiti deve assolvere.
Essa, fra i suoi compiti, deve porsi come baluardo di difesa di tutti i bambini anche dalle loro famiglie.
La scuola pubblica di stato non ha e non può avere un credo da difendere o un agnosticismo da far maturare. Essa deve promuovere lo spirito critico e la formazione libera e consapevole di uomini e donne che, diversi fra loro, sappiano però camminare insieme ed operare per il bene comune.
Questa è, o dovrebbe essere, la prima ed unica religione civile cui la scuola di stato dovrebbe soggiacere e tendere.
Oliver - 07-11-2008
Dopo le innumerevoli manifestazioni di piazza, la gente, e gli studenti continuano a manifestare purtroppo solo a livello universitario, la scuola di base ha troppe difficoltà per procedere nella protesta nonostante il disastro messo in campo dalla "riforma del piffero".
Questa "riforma" mira a ridurre il ruolo della scula pubblica italiana. Ultime notizie, sembra che la Lega sia riuscita ad eliminare la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni per difendere il proproio elettorato nelle valli. Dov'era all'atto della stesura del documento e perchè continua ad affermare che non ci sono tagli?
Elisa Di Guida - 06-11-2008
Se l'informazione non mistifica la realtà, non esalta il governo ed i suoi componenti ma si limita a riferire fatti concreti, meglio adottare il modello Berlusconi. Basta etichettarla come disinformazione e propaganda della sinistra. Anzi no. Meglio oscurarla o censurla.

Così, la quotidiana rassegna stampa del Ministero dell'istruzione è di colpo "dimagrita": da 20-30 pagine a 10 ed anche meno. Il sito trascura i giornali indipendenti e privilegia quelli dipendenti dalla destra o dalla famiglia. Nella rubrica delle lettere sgrana un rosario di improbabili missive di "devoti" della Gelmini o fustigatori dei prof sobillatori. Per contro, l'ultimo Espresso e la Repubblica di ieri risultano censurati.
Francesco Masala - 05-11-2008
per migliorare il livello di istruzione degli studenti, che chi ci governa riconoscerà peggiorato, confortato dal giudizio Ocse-PISA, apparissero due nuovi canali tv, Mediaset e/o Rai non importa, due gratis gestiti dal Cepu e/o dal Forcom, e uno a ...
Giancarlo Peris - 05-11-2008
I docenti della Media Flavioni,

pur ottemperando a tutti gli obblighi di lavoro che derivano dalle delibere collegiali ( Consigli di classe, Collegio dei docenti, Consiglio di Istituto) in materia di viaggi di istruzione, ovvero preparazione degli itinerari delle uscite di un giorno e/o viaggi di più giorni, collaborazione con il Dirigente Scolastico per quei docenti nominati in specifiche commissioni e/o ai quali siano stati attribuiti incarichi relativi alla materia in quanto Funzioni Strumentali

deliberano che

al momento attuale, stante l'atteggiamento del Ministro e del Governo arroccato alle proprie decisioni e rigidamente chiuso a qualsiasi confronto

• non garantiscono di accompagnare i propri alunni a dette uscite e/o viaggi di istruzione
fin tanto che il Governo non ritiri i decreti e che limiteranno le attività alle sole lezioni itineranti all'interno del territorio cittadino.
Gabriele Turci - 04-11-2008
90 anni fa finiva il massacro della prima guerra mondiale, oggi, 4 novembre 2008, non festa ma lutto.

90 anni fa a Villa Giusti l'Austria si arrendeva all'Italia. Era la vittoria! La prima guerra mondiale per l'Italia era finita!
Una guerra non voluta dai lavoratori e imposta con la forza dallo stato italiano. Anzi, oggi è storicamente dimostrato che fu opera di una cricca precisa e ben individuata del governo, esautorando un parlamento comunque inefficiente.
Chi si ricorda, in questi giorni, che nel 1915 a Milano, Roma, Torino e
altre località ci furono manifestazioni di massa contro la guerra? Che a
Torino 100mila operai in sciopero si scontrarono con la polizia e le
truppe in una lotta durata due giorni?
Era chiaro che i lavoratori non volevano essere carne da cannone, non
intendevano pagare i costi di una guerra imposta da una parte della borghesia, dagli industriali, dalle alte gerarchie dell'esercito.
Chi ricorda che persino il Vaticano, allora, si adoperò con tutti i mezzi per evitare che il paese finisse in questo buco nero?
Francesco Mele - 04-11-2008
Tralascio la variegata campagna denigratoria avviata in grande stile già da troppo tempo contro tutto il personale della scuola e proseguita ultimamente con il fannullonismo del ministro Brunetta. Mi porterebbe via troppo tempo e potrebbe sembrare una difesa interessata.
Mi limiterò alle affermazioni che ho sentito in questo ultimo mese in trasmissioni e interviste che hanno offerto al governo una platea, spesso senza contraddittorio, per sostenere le tesi di una cosa che si ostinano a chiamare riforma ma che è solo una riorganizzazione del sistema scuola col fine apertamente dichiarato di risparmiare 8 miliardi di euro in tre anni.

Un esempio: in Italia ci sono più bidelli (159.000) che carabinieri (116.000), VERO, peccato che le caserme dei carabinieri siano circa 5000 mentre le scuole oltre 41.000 e che i bidelli dal 2000 al 2008 siano calati di oltre 10.000 unità, con gravi riflessi soprattutto sul ruolo di assistenza, sorveglianza e vigilanza all'interno delle scuole che i bidelli svolgono. Inoltre sempre a proposito dei bidelli si dice che c'è un bidello ogni due classi: a parte che facendo il rapporto viene circa 2,4 e non due, c'e da dire che questo parametro non tiene conto che moltissime scuole, oltre al tempo pieno, sono aperte anche al pomeriggio (come buona parte delle scuole superiori) e oltre (scuole serali) e che questo comporta inevitabilmente turnazioni per coprire a volte 16 ore di apertura della scuola come appunto avviene nelle scuole che hanno corsi serali. In questi casi non ha senso calcolare il numero di bidelli per classe ma prevale la copertura del tempo di apertura della scuola, e quindi appunto la sorveglianza, la vigilanza

Ma questo dei Carabinieri è un esempio significativo di come con questa campagna mediatica si sia voluto colpire l'immaginario collettivo: più pulitori di aule che difensori della sicurezza? Eppure non c'è alcun nesso logico tra le due figure, solo quello di tenere alto il valore della paura (la sicurezza) e basso quello della cura dei nostri giovani.
Danilo Sbarriti - 04-11-2008
Proposta di mozione

CONSIDERATO che

Con il D.l. 2008/137 del 1/10/2008 divenuto Legge 2008/133 con approvazione definitiva al Senato il 29/10/2008, non viene annullato il D.P.R. 275/199 ....

Con il D.l. 2008/137 del 1/10/2008 divenuto Legge 2008/133 con approvazione definitiva al Senato il 29/10/2008, non vengono abrogate le esperienze di "Tempo Modulare" e "Tempo Pieno" adottate nel nostro P.O.F. fino ad oggi

La Regione Toscana ha fatto ricorso alla corte di cassazione contro la Legge 2008/133

Ad oggi mancano dei precisi regolamenti attuativi alla legge 2008/133 che permettano alle automie scolastiche qualunque eventuale cambiamento per il P.O.F. 2009/2010 rispetto a quello 2008/2009
Dedalus - 04-11-2008
Le manifestazioni di massa che si sono tenute nei giorni scorsi in tante città d'Italia costituiscono un fatto politico di grande rilevanza. Si è trattata della mobilitazione più vasta del mondo della scuola della storia della Repubblica. Una mobilitazione che ha riguardato, per la prima volta, tutti i settori del nostro sistema di istruzione, dalla scuola dell'infanzia all'università, come mai era successo. Non nel tanto vituperato '68, non negli anni della pantera e nemmeno in quelli dell'epoca Moratti. Manifestazioni che hanno coinvolto insegnanti, personale della scuola, studenti, genitori.
Il governo finora ha dato prova di non voler ascoltare, reagendo in maniera scomposta e limitandosi ad accusare la sinistra di dire falsità, senza minimamente cercare di capire quanto sta succedendo. Ha pensato di stravolgere alcuni aspetti fondamentali del nostro sistema educativo, a partire dalla scuola primaria, con l'obiettivo prioritario di ridurre la spesa per l'istruzione (questa la motivazione di fondo della "riforma" Gelmini, come è stato riconosciuto da parti diverse, dalla Marcegaglia a Famiglia Cristiana) senza mettere in conto la reazione che un simile modo di procedere, per decreti legge e voti di fiducia, avrebbe sollevato.
E così si è visto il risultato, l'effetto della "riforma Gelmini" che riforma non è. Una riforma della scuola degna di questo nome segue infatti ben altri percorsi, ha altri presupposti culturali e pedagogici, necessita di condivisione e consenso per avere davvero successo.
Francesco Mele - 03-11-2008
... Molti lamentano che i dirigenti scolastici impediscono l'approvazione di mozioni che condannano i provvedimenti del governo, dicendo che si tratta di leggi che vanno applicate e che la competenza per queste cose è dell'assemblea sindacale.

Ovvio dire che come in ogni situazione si tratta di rapporti di forza; sono innumerevoli i collegi che hanno approvato mozioni di condanna di questo o quel provvedimento del governo, come pure i consigli di circolo o di istituto, è sempre stato così e sempre sarà. Ma è sempre stato che ci siano dirigenti che puntino i piedi. In questi casi allora occorre stilare le mozioni in modo tale che vengano citate considerazioni che siano proprie delle competenze del collegio dei docenti che sono ...
Paolo Citran - 03-11-2008
Emma Bonino, in un suo intervento al congresso del Partito Radicale, nel criticare l'annuncio da parte di Valter Veltroni di un referendum popolare contro pseudo-riforma Gelmini, ha giustificato tale critica con la motivazione che i referendum debbono farsi solo sui grandi problemi legati ai diritti umani e a non a piccoli provvedimenti di dettaglio: pensiamo alle cose serie non al grembiulino! - ha proclamato in modo riduttivo ed offensivo l'esponente radicale.
Strabiliante mi è apparsa l'idea che non siano in gioco diritti fondamentali quando si tratti di scuola: il perché di tale "strabilio" pare tanto ovvio che non credo abbia bisogno di esplicitazioni...
Libero Tassella - 03-11-2008
Le recenti dichiarazioni dell'Aprea penso che lascino intravedere, se la signorina di Brescia si farà o la faranno da parte, la possibile " linea di successione", la dirigente scolastica milanese, già ANP, già responsabile scuola di FI, viceministro con la Moratti, oggi presidente della commissione cultura della camera, ha tutte le caratteristiche per subentrare alla Minerva...
Per l'avvocato bresciano non c'è certo la disoccupazione come per le sue coetanee italiane, lei è sotto l'egida del Cavaliere, quindi ci sarà un proficuo lavoro di partito e poi la candidatura al Parlamento europeo.
Claudia Fanti - 03-11-2008
Abbiamo avuto sportelli per tutto, perché non fare uno "sportello" di attiva e "serena informazione" costante?
Un' ultima nota. Avrete letto sicuramente l'articolo che qui sotto incollo. Il Cavaliere cerca di fermare l'onda dopo che ha invaso le piazze. Riflettiamo sul significato che può avere tale "pausa di riflessione" governativa. Intanto la scuola dei "piccoli" ha già la sua bella legge! Permettetemi di dire "le donne, le maestre e le mamme, ancora una volta, soprattutto le donne, hanno la loro bella legge che non le rispetta e spetta ancora una volta a loro contribuire al risanamento economico (circa 8 miliardi di euro) delle tasche altrui!
Vittorio Delmoro - 01-11-2008
Sì, il popolo della scuola è sceso dal nord, salito dal sud, convogliato da est e persino dal poco ovest a Roma per mostrarsi non tanto al ministro Gelmini o alla compagine di governo che la appoggia, a cominciare dal suo capo, quanto per dimostrare al popolo italiano tutto quale sia la consistenza di quella minoranza di facinorosi di cui vanno blaterando sui media.
Oliver - 01-11-2008
I nove miliardi di euro servivano a Tremonti, la Gelmini poverina sta sullo scranno mettendo in risalto le sue gaffe, non conosce la scuola, purtroppo non può intervenire per ridimensionare questa mostruosità, all'improvviso senza nessuna forzatura il mondo della scuola si è mosso con determinazione dicharandosi lontano dai partiti e dai sindacati venduti e al mass media che tra un morto e l'altro ci disinforma, finalmente gli italiani potranno capire chi li governa. auguri!!!
Omero Sala - 01-11-2008
La questione del grembiule a scuola, sollevata dalla Gelmini e lasciata decantare, non è una questione agostana di secondaria importanza: a ben vedere infatti svela - più di qualsiasi altra proposta - i principi ispiratori della controriforma scolastica e della restaurazione culturale
berlusconiana.
Per convincersi di ciò basta chiedersi che senso aveva il grembiule, quando si usava, e per quali ragioni è andato in disuso e che senso assume oggi la sua reistituzione.
Omero Sala - 01-11-2008
La riforma che non dispiace poi tanto... Se vogliamo credere ai sondaggi (che però talvolta vanno a dar ragione a chi li commissiona), dobbiamo rassegnarci: le proposte della Gelmini che tanto ci sconvolgono non sono poi così sgradite fuori dal recinto degli addetti ai lavori.
In particolare non appare del tutto malvista la decisione di rimettere il maestro unico nella scuola elementare.

Riandando alle discussioni degli anni, Settanta e Ottanta si possono trovare tre ordini di ragioni per le quali è da temere il maestro unico e da preferire - senza ombra di dubbio - il gruppo docente.
Gianfranco Pignatelli - 01-11-2008
Nel decreto sulla scuola (137/08 o Gelmini) ci sono pochi tagli e tanti specchietti per le allodole. Ma non è bastato. Non perché la scuola sia un covo di comunisti. A frequentarla sono solo persone istruite. Capaci d'informarsi e valutare. Di capire e reagire. Persone che non hanno ma sanno. Che non s'accontentano e, ogni giorno, cercano di portare i confini della propria conoscenza sempre una spanna più in là. Sono donne e uomini che non hanno rendite di posizione da difendere ma obiettivi da raggiungere.

Nel frattempo il premier, attraverso i suoi replicanti dall'aria incarognita, ci fa sapere che "la ricreazione è finita". E' una presa di coscienza o una minaccia?
Danilo Sbarriti - 31-10-2008
Vi domando se non sia il momento di chiedere uno

SCIOPERO GENERALE UNITARIO DI TUTTE LE CATEGORIE AL FIANCO DEGLI STUDENTI

Al fianco di tutte quelle ragazze e ragazzi che ci stanno dando ogni giorno un esempio ed un insegnamento di democrazia, chiediamolo tutti insieme, ai nostri compagni di lavoro, alle nostre rappresentanze Sindacali.
Franco Labella - 31-10-2008
Lo posso confermare perchè cero (ero in gita scolastica con i miei studenti, quelli seri che non fanno tutte ste cose strumentalizzate):

a) non erano più di 1.000-1.500 persone, di stazza gigantesca (quindi ognuna ocuppava almeno 3 mq a Piazza del Popolo, solo che si spostavano quando vedevano le tellecamere, insomma "facevano ammuina" come i marinai di Franceschiello, si spostavano per far credere che fossero di più, sè visto bene questa cosa a TG2 e TG4);

a) non erano più di 1.000-1.500 persone, di stazza gigantesca (quindi ognuna ocuppava almeno 3 mq a Piazza del Popolo, solo che si spostavano quando vedevano le tellecamere, insomma "facevano ammuina" come i marinai di Franceschiello, si spostavano per far credere che fossero di più, sè visto bene questa cosa a TG2 e TG4);
Francesco Masala - 31-10-2008
Adesso inizia la parte difficile. Entro qualche settimana avranno distrutto tutto il sistema della formazione pubblica e poi? E' vero, ci vorranno anni per applicare tutte le norme che hanno approvato e approveranno, e lo faranno una per volta, ci sarà l'illusione del referendum che fra un anno avrà un numero di votanti sotto il 50%, le televisioni avranno tempo di addomesticare le coscienze, è una gara di fondo e il rischio che il tempo sia dalla loro parte è una certezza.
La questione fondamentale è una sola, come tenere vivo il movimento che è cresciuto nelle ultime settimane.
Ilaria Ricciotti - 30-10-2008
In occasione dello sciopero alcuni dirigenti
hanno minacciato con eleganza gli sudenti:

" Chi domani a scuola non verrà
una sanzione in condotta riceverà!"
Michele Corsi - 30-10-2008
Il governo ha convertito in legge il decreto 137. Lo ha fatto a gran velocità, come sta accadendo per tutti i provvedimenti che riguardano la scuola e l'università. Si è giustamente condannata quest'arroganza, ma non ci si è soffermati sul perché: perché coartare tempi, porre la fiducia, impedire dibattiti? Per disprezzo nei confronti delle Camere? Ma se dispongono di una maggioranza larghissima! La risposta mi pare semplice: discussioni parlamentari prolungate avrebbero facilitato la circolazione di informazioni tra genitori e insegnanti, e dunque avrebbe aumentato la loro capacità di reazione. Hanno sbagliato i calcoli? Direi di sì.
Libero Tassella - 30-10-2008
Credo che questa maggioranza oggi abbia fatto un gravissimo errore.
Siamo solo all'inizio e lo sciopero del 30 è solo una tappa del nostro lungo cammino.
La società civile è in movimento, c'è un fenomeno nuovissimo: la presa di coscienza degli studenti che si esprimono contro modelli culturali sociali ed economici peraltro in crisi .
Colleghi, non domandatevi per chi suona la campana essa suona per tutti noi e siamo tutti coinvolti, ora nessuno si senta escluso o si escluda.
Diletta Basini - 30-10-2008
Questo è un mio sfogo che io ipoteticamente rivolgo al Ministro Istruzione

Onorevole Ministro,
Le scrivo la presente lettera per denunciarLe il furto del mio futuro. Sicuramente starà sorridendo di questa mia affermazione, ma come Lei sa il futuro non è un bene materiale, concreto di cui possa denunciare il furto alle autorità competenti; il futuro è un'immagine, un pensiero, un progetto che cresce nella mente giorno dopo giorno, dunque non esiste in questo particolare momento storico, di conseguenza posso rivolgermi solo a chi sta compiendo il furto, cioè Lei (ma non penso che sia l'unica a cui mi dovrei rivolgere...).
Le spiego perchè La ritengo "colpevole".
Io ho vent'anni e da qualche anno mi frulla nella testa un'idea balzana: fare l'insegnante, precisamente la professoressa di italiano e di storia perchè penso di sentire dentro quella che si chiama vocazione, a cui Lei nei suoi discorsi fa spesso rifermento.
Silvia Maiorani - 30-10-2008
E ritorna la stessa sensazione di impotenza che ho avuto per molto tempo dopo essere stata a Genova, al G8. La polizia guarda, aspetta. Aspetta. Aspetta. Aspetta. Dopo che qualche infiltrato ha dato il via, i FASCISTI, quelli di sempre, protetti, hanno cominciato a fare piazza pulita. Allora mi chiedo quante volte ancora dovremmo vedere scene simili. Quante volte ancora la democrazia risulterà essere una dittatura?
Salvatore Lucchese - 29-10-2008
La fase storica che stiamo vivendo rappresenta un passaggio cruciale per la tenuta democratica del nostro Paese. Non possiamo rassegnarci alla dittatura della maggioranza. Ora è giunto il momento decisivo di puntare su nuove forme di lotta e partecipazione. Non disperdiamo le forze e le energie che in queste settimane si sono risvegliate in tutto il paese.
Il decreto 137/08 è stato approvato definitivamente dal Senato
Gli insegnanti del liceo-ginnasio statale Caro - 29-10-2008
Confermiamo, oltre ogni singola appartenenza politica e sindacale, il nostro unanime e forte dissenso rispetto alle direttive portanti del Piano programmatico, poiché siamo certi che un indiscriminato taglio delle risorse non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenti necessità di modernizzazione e riqualificazione del sistema scolastico e poiché siamo onestamente orientati ad offrire un serio e adeguato servizio agli alunni e alle loro famiglie.
Crediamo che la scuola sia lo strumento con il quale uno stato civile ha il dovere di garantire a tutti i suoi cittadini il diritto all'istruzione e non un settore improduttivo su cui operare indiscriminati tagli di spesa, senza alcun riguardo per la qualità dell'insegnamento.
Claudia Fanti - 28-10-2008
Ebbene tutto è accaduto in un battibaleno. Un colpo di bacchetta, e la scuola elementare - primaria si avvia verso la sua scomparsa. Al suo posto, come per magia, nascerà uno scenario di dealfabetizzazione senza precedenti. L'invisibile ragione della pedagogia ha lasciato il posto alle ragioni dei ragionieri.

Il mondo avrebbe avuto bisogno anche dell'Italia per far fronte alle sfide della globalizzazione o no? Lo si credeva. Sì, si pensava a un'immensa scuola moderna nella quale bambine e bambini, senza o con i grembiulini, sarebbero stati i primi a far sognare un futuro affollato di cittadine e cittadini consapevoli, preparati, pronti alla creazione di qualcosa che ancora non c'era: l'inclusione, la solidarietà, gli scambi di ricerca fra popoli, l'innalzamento planetario del sapere.
Docenti dell'ITC Caruso - 28-10-2008
I docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli esprimono un netto dissenso per gli interventi normativi emanati e proposti nel settore scuola ed istruzione di ogni ordine e grado.
Provvedimenti che non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della società e dei giovani di oggi ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa nel settore nevralgico dell'istruzione di circa 8 miliardi di euro.
Essi ritengono che una riforma seria ed efficace dovrebbe comportare il coinvolgimento attivo di chi nella scuola vive e opera quotidianamente e con passione: studenti, personale ATA, docenti e dirigenti.
Basta con pseudoriforme a costi zero: vogliamo una scuola rispettata come organo istituzionale di uno stato democratico, adeguatamente finanziata e democraticamente amministrata. Cominciamo con investire più risorse nella scuola statale, offrendo periodicamente la possibilità di un vero aggiornamento professionale e migliorando le strutture scolastiche.
Lavoratori del Pacinotti - 27-10-2008
Il progetto Tremonti-Gelmini prevede una politica costituita esclusivamente da pesantissimi tagli che colpiscono la Scuola pubblica di ogni ordine e grado.
Ciò avviene in controtendenza con quanto si verifica negli altri Paesi avanzati ed emergenti.
Emblematico l'intervento sulla Scuola elementare, ritenuta il fiore all'occhiello dell'intero sistema scolastico e vista come modello da imitare a livello internazionale.
Di fronte a questo attacco indiscriminato alla scuola pubblica in tutta Italia sono in atto proteste sempre più estese che coinvolgono tutte le componenti della vita della scuola e dell'università: docenti, alunni, personale ATA, rettori, ricercatori, famiglie....
Riteniamo di dover prendere posizione aderendo a questo movimento di protesta...
Libero Tassella - 27-10-2008
Facciamo che la frase di Derek Bok (presidente emerito dell'Università di Harvard) diventi lo slogan della nostra protesta:
"Se l'istruzione è un costo, provate l'ignoranza"
E il 30 i sindacalisti diano l'esempio: scioperino con trattenuta.

Ottaviano Molteni - 25-10-2008
Ieri sera ho seguito una parte di Matrix. Argomento, naturalmente, la scuola. Un professore, intelligente a parer mio, formulava un' obiezione interessante. Non è tagliando i fondi che si eliminano gli sprechi o i parentelismi. Presentava l'esempio eclatante dell'Università di Bari dove sono perfettamente collocati nei vari dipartimenti e facoltà molteplici (ed è il termine esatto credo visto che si tratta di 10/15 elementi) vari componenti della stessa famiglia. Pensare ad un caso è quantomeno dubbioso. Ma ad ogni buon conto il ragionamento proposto diceva che al posto di tagliare a caso sarebbe meglio incentivare, premiare la sperimentazione comprovata di alcuni atenei. Solo chi effettua una ricerca sperimentata e comprovata ha i contributi dallo stato. Fondi inviati ad Università come quella sopracitata non farebbe altro che permettere di nuovo una nuova divisione delle sovvenzioni sui titolari presenti che, al limite, se necessario, potrebbero organizzare un corso nuovo di laurea ed incamerare ulteriormente altre risorse. Un'idea. Se ne potrebbe parlare.

Ma il punto cardine di tutto è la scuola Primaria.
Ottaviano Molteni - 24-10-2008
Oggi abbiamo partecipato alla prima, dopo lungo tempo, assemblea sindacale unita. Il momento cosi' grave ha fatto sì che tre sindacati diversi tra loro abbiamo, finalmente, promulgato un "qualcosa" di unitario. La situazione è stata ben espletata, chiarita nei dettagli di ciò che ci aspetta e cosa si va a distruggere. Mai vista cotanta adesione. Nemmeno un posto libero nella platea. Somma gioia. Ma se si pensa che l'assemblea era rivolta ad almeno 5 IC, scuole dell'infanzia e primaria, il numero è comunque risicato....
Libero Tassella - 21-10-2008
Ecco tutte le BUGIE del Ministro dell'Istruzione Gelmini, smentite puntoper punto con DATI certi e verificabili:

1) La spesa è fuori controllo. NON E' VERO !!!! In questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita. Dati MPI dicono che negli anni '90 era il 4,0% del PIL, ora è del 2,8% del PIL!!!! L'ITALIA SPENDE PER L'ISTRUZIONE MENO DELLA MEDIA dei Paesi OCSE (dati CENSIS), IN ITALIA SPENDIAMO PER LA SCUOLA: il 9,9 % della Spesa Pubblica, contro il 13,3 OCSE, come ribadito da una recentissima inchiesta OCSE (PUBBLICATA DA TUTTA LA STAMPA.)....
Gianfranco Pignatelli - 21-10-2008
Provate a digitate sussidiarietà e, sullo schermo del vostro pc, vedrete comparire una sottolineatura che evidenzia l'errore. Neanche i computer riconoscono questo termine come corretto. Figuriamoci l'umano buonsenso. Ciononostante questa espressione gergale è entrata nell'intercalare quotidiano dei nostri ministri. Indica l'affidamento ai privati di funzioni costituzionalmente spettanti allo stato. Leggi sicurezza, sanità ed istruzione. Servizi subappaltati a ronde di squadristi locali, cliniche politicamente lottizzate, diplomifici e scuole confessionali. Concessioni, più elargizioni pubbliche, in cambio di voti e, più spesso, di tangenti. Una partita di giro. Così il contribuente diventa cliente e non è più cittadino detentore di diritti. In tal modo paga due volte.
Vittorio Delmoro - 21-10-2008
Caro segretario,

se le notizie che leggo sulla stampa sono vere, ti pongo una questione che ha bisogno di essere risolta nel più breve tempo possibile.

Leggo infatti che Cinzia Gelmini, sorella del Ministro Mariastella Gelmini, contrariamente a quanto dichiarato (dalla stampa stessa) non intende scioperare il prossimo 30 ottobre.

Ora, che Cinzia Gelmini si trovi in una situazione oggettivamente imbarazzante è facile da capire; che intenda sottrarsi al gioco mediatico che vorrebbe mettere le due sorelle una contro l'altra è un sentimento apprezzabile; che voglia bene alla sua ingombrante sorella e tenga alla famiglia in cui vive è un fatto strettamente privato che non mi interessa; ma che da iscritta alla FLC abbia deciso di non scioperare, be' questo mi interessa e pure tanto!
Kenny Dalglish - 21-10-2008
Si narra che in Russia all'epoca della rivoluzione fallita del 1905 migliaia di contadini, che abitavano non lontano dalla residenza dello zar, cominciarono a nutrire seri propositi di rivolta...

Questa storia viene in mente in questi giorni quando si ha notizia di una fiumana di fax e di mail diretti al presidente della repubblica Giorgio Napolitano con la richiesta di non apporre la firma alle leggi Gelmini una volta uscite dal Senato.

Elena La Gioia - 20-10-2008
Ci sono notizie che fanno notizia ed altre no. Il Corriere del 19 riporta questa dichiarazione del ministro Gelmini "Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io". La notizia ci rincuora. Lassù - al nord - qualcuno ama Mariastella. L'ama talmente tanto da affrontare i 500.000 che le hanno sfilato contro il 17 a Roma. E qui la seconda notizia. Quel giorno, continua la ministra, "sono rimasta all'Eur. Mi hanno consigliato di evitare viale Trastevere". E allora che fa la ministra? Sceglie di visitare un museo? Entra forse in una biblioteca? No, il cronista ci informa che "se n'è andata da Renato, il suo parrucchiere".
Francesco Masala - 20-10-2008
Quando ho letto che Raffaele Bonanni ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola" e "il segretario della Uil poi dà anche giudizi positivi della riforma Gelmini" e infine ''Confermo lo sciopero. Pronti al muro contro muro'', mi sono venuti dei pensieri e poi delle domande alle quali non trovo risposte definitive.

È un'idea francescana e antistorica che i sindacati siano più liberi se sono finanziati solo dai contributi dei lavoratori iscritti?
Libero Tassella - 20-10-2008
In 5 giorni, quasi 5mila docenti hanno inviato poco più di 235.000 e-mail ai Senatori della Repubblica, chiedendo di bloccare la conversione del disegno di legge che reintroduce il "maestro unico". In conseguenza di ciò, molte caselle di posta elettronica del Senato risultano piene e non più in grado di ricevere ulteriori messaggi. Ringraziamo quei Senatori che hanno manifestato sensibilità verso il problema, rispondendo alle e-mail e confermando il loro impegno. Naturalmente questo non è sufficiente.
Francesco Di Lorenzo - 18-10-2008
Intanto bisognerebbe finirla con il raccontare in giro che i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta. Con questo intendendo dire che sono cambiati in peggio, che non hanno valori, che non si interessano a niente e tutto il rosario di stronzate che si sente in giro. Lo si dice, questo, come se non fosse una impressionante ed integrale stupidità. È talmente chiaro che non sono quelli di una volta che il solo dirlo dovrebbe generare l'orticaria, se solo fossimo in grado di capire ciò che diciamo, ma ancora di più, se capissimo ciò che andiamo vivendo.
Maristella Curreli - 18-10-2008
I "benpensanti", che guardano al bambino immigrato come un diverso da differenziare in apposite classi, nascondono dietro la discriminante linguistica un intento razziale. Un esempio? Come mai mandano i loro pasciutelli pargoli, bisognosi di assimilare l'inglese, a fare vacanze studio in Inghilterra? Giustamente, ritengono che la lingua non s'impari stando in Italia in classi di italiani. Sarà anche per questo che preferiscono il soggiorno in famiglia anglofone ai college per soli stranieri?
Vittorio Delmoro - 18-10-2008
...per l'ordine del giorno votato a maggioranza alla Camera.


Qualche sera fa abbiamo saputo dai telegiornali che un nuovo provvedimento sulla scuola è stato approvato alla Camera; si tratta delle classe-ponte inventate per accogliere gli studenti che non sanno l'italiano, cioè gli stranieri.

Il provvedimento che - dicono - non è affatto una misura razzista, serve a non introdurre selvaggiamente in classi normali alunni appena giunti in Italia e che dunque non conoscono l'Italiano; una misura che serve - dicono - ad aiutare quegli alunni e a non far perdere troppo tempo ad insegnanti e classi normali.

Il concetto utilitaristico è stato confermato il giorno dopo dal ministro Gelmini.

Non voglio parlare di apartheid, né di razzismo, né di classi differenziali; voglio invece prendere per sincere le dichiarazioni di chi ha approvato il provvedimento.

Facciamo il caso di Siham (nome di fantasia), una bimba giunta in Italia da pochi giorni, che non conosce una parola di italiano e che, data l'età, si iscrive alla prima elementare.
Michelina Sirianni - 18-10-2008
Doppia docenza nella Scuola Primaria

La "Riforma" della Scuola promossa dall'attuale Governo e presentata dal Ministro della P. I . dott.ssa Mariastella Gelmini come Piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di Istruzione secondo l'art. 64 della legge 133/2008, ha suscitato, nel mondo degli operatori, sgomento, perplessità, sfiducia, disorientamento e tanta tanta preoccupazione. Ciò perché il Piano non tratta solo di ritorno al maestro unico nella Primaria e la riduzione degli orari di lavoro, ma investe anche altri aspetti con forte ricaduta sugli assetti ordinamentali ed organizzativi del sistema educativo, Scuola dell'Infanzia compresa.
È su questa premessa che noi Docenti dell'Istituto Comprensivo "G. da Fiore" di Carlopoli fondiamo la nostra disapprovazione e la ufficializziamo attraverso l'organo del Collegio dei Docenti di oggi Martedì 7 ottobre 2008, per indirizzarla al Ministro della P. I., e alle OOSS, convinti di promuovere una giusta riflessione: quella desiderata e sperata da noi docenti, consapevoli che la Scuola è un luogo di crescita e di promozione umana civile e culturale, realizzabile in ampi margini di tempo-scuola e con il contributo professionale di una pluralità di Docenti sempre ben disposta a confrontarsi secondo il criterio dell'interdisciplinarietà, per favorire ambienti di crescita culturale e sociale nei confronti dei soggetti in educazione.
Libero Tassella - 16-10-2008
Il Capo dello Stato, pressato dalle richieste di insegnanti e cittadini, che gli chiedevano di non firmare la legge Gelmini sul "maestro unico", ha risposto che un tale atto non rientra nelle sue prerogative costituzionali. A questo punto, gli unici che possono fermare la conversione in legge del decreto sono i senatori, quegli stessi senatori che nello scorso aprile abbiamo contribuito, con il nostro voto, a far eleggere. E allora perché non chiedere direttamente a loro di bloccare un provvedimento che la stragrande maggioranza degli italiani aborrisce?
Gianfranco Pignatelli - 16-10-2008
Una scuola per ricchi e una per poveri, una per meridionali ed una per padani, una per gialli ed una per neri, e così via. Di discriminazione in discriminazione. Con un emendamento alla riforma Gelmini, si differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno operatori per il "trattamento". Perché la scuola è inutile e costosa.
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-10-2008
A proposito di grembiulini, voto di condotta e quant'altro.

Pesco dai miei ricordi di scuola. Ricordi dell'insegnante-educatore che sono stato. Più educatore che insegnante, come ho cercato di essere. E ricordo di una mattinata di primavera inoltrata, di già abbastanza calda se non caldissima. E con la sensazione di stanchezza o di malavoglia di fare di fine d'anno che si coglieva e si coglie all'interno delle classi nella fase ultima dell'anno scolastico.
Salvatore Lucchese - 15-10-2008
Dissero che volevano licenziare tutti i precari. Pensai non mi interessa, sono di ruolo!

Poi dissero che volevano ridurre l'orario della scuola d'infanzia e tornare alla maestra/o unica/o nella scuola elementare. Pensai, non mi interessa, non ho figli.

Poi dissero che volevano tagliare il 17% del personale A.T.A.. Pensai non mi interessa, sono docente!
Coordinamento organi territoriali - 14-10-2008
Il 4 settembre è stata emessa la Circolare Ministeriale 71/08 che ha fornito istruzioni in merito alle sole Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica stavolta senza l'ormai usuale rinvio alla CM 192/00.
Questa, come pure la circolare del '99, disponeva genericamente in merito alle "elezioni degli organi collegiali della scuola" e le precedenti alle "elezioni scolastiche". Ma ora la precisazione "a livello di istituzione scolastica" si riempie di pregnante significato perché depurata anche nei contenuti da ogni seppure indiretto riferimento alla territorialità.
L'effetto di quest'ultima circolare è semplicemente devastante nel suo silenzio.
Infatti essa sottace e dimentica gli organi collegiali territoriali, pur nella consapevolezza della vigenza di una norma e ciò nonostante totalmente indifferente ad essa.
Giocondo Talamonti - 14-10-2008
La chiamano sperimentazione culturale o performativa, ma in realtà è provocazione a tutto campo, per vedere fino a quanto lo spettatore sia gretto, oppure abile ad intessere grovigli verbali per giustificare quella che spesso è solo un'offesa all'intelligenza.
Il suo campo d'applicazione si estende alla pittura, alla scultura, al teatro....
Ilaria Ricciotti - 12-10-2008
A quanto pare la CISL sta divorziando dagli altri due sindacati confederali, in quanto forse vuole dimostare agli italiani, in questo momento di crisi economica, quanto sia profondo il suo senso di responsabilità.
Ma, che c'entra la crisi con il decreto Gelmini?
A mio avviso non c'entra nulla. Tuttavia dato che stiamo vivendo in un paese dove si assistono a brusche virate quotidiane, non c'è da meravigliarsi più di niente.
Claudia Fanti - 12-10-2008
E ci vogliono convincere che si va avanti...!

BAMBINITA' E MAESTRONE (scritto il 30/04/03)

Certo qui è tutto più facile, più tranquillo e ce ne stiamo pacifici a lasciar che tutto scorra. Anzi, ci sembra quasi senza senso il recriminare su riforme e decreti di probabile applicazione mentre altrove infuriano i combattimenti e le lotte per la sopravvivenza.

D'altra parte qui si vede la morte in faccia generalmente per cause naturali, quando proprio il diavolo non ci mette lo zampino, quindi perché non sorridere filosoficamente e prendere le cose con calma?...
Stefano Borgarelli - 12-10-2008
E' tornato Littorio per una sera. Off limits. Verboten. Come il 25 aprile del 1933, quando fu inaugurato dal duce in laguna. La questura di Venezia ha vietato il passaggio del corteo due giorni prima della manifestazione del dieci ottobre, "su disposizioni governative - dice la Rete dei docenti precari e Ata - con il chiaro intento politico di togliere visibilità ad una grande manifestazione del popolo della scuola pubblica."
Gianfranco Pignatelli - 08-10-2008
Sembra di sentirli. La loro è una strategia netta e chiara: se la scuola va male, tanto meglio farne meno. Ma ci sarà qualcosa da salvare? Certo che sì: ci sono sempre le tre "i". Le ricordate? Le coniò la Moratti, ma le cinguetta anche la neo-ministra Gelmini. Messe una dietro l'altra "i-i-i" sembrano un ghigno beffardo contro la scuola statale. Stanno - anzi starebbero - per inglese, impresa, internet. Certo, non ci crede più nessuno. E, restituite al mittente, oggi, come ieri, le tre "i" sono l'acronimo di inganni, incongruenze, incompetenze.
Francesco Masala - 07-10-2008
Esistono dei corsi che danno dei punti in graduatoria, sia ai precari che ai docenti di ruolo. Sento da anni che certe entità offrono un valido aiuto per la preparazione culturale dei docenti, con servizi, altamente professionalizzanti per i poveri docenti, magari disperati, che per un punto venderebbero la mamma. A me personalmente questo commercio di punti provoca schifo e ribrezzo, e vorrei chiedere come interrompere queste pratiche.
Francesco Di Lorenzo - 03-10-2008
Dobbiamo imparare di nuovo ( ma è eterno refrain) che cos' il riformismo. Allora, il riformismo è " la reale capacità di intercettare le aspirazione degli elettori e dei ceti sociali più dinamici e orientati alla modernizzazione del paese". E nella scuola, in breve, il riformismo significa ritornare al maestro unico, perché la sua abolizione fu dettata ( quando fu fatta) esclusivamente da ragioni sindacali.
Questo ci dicono i grandi intellettuali che fanno opinione sui giornali nazionali.
E allora via.
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 03-10-2008
Ricordate Letizia Moratti quando, ministro del MIUR, nei dibattiti televisivi si sforzava di mandare un messaggio rassicurante alle famiglie e all'opinione pubblica dicendo che non era vero che la sua riforma aboliva il tempo pieno? State tranquilli - diceva la Moratti- tutto "rimane come prima", il tempo pieno a 40 ore resta. Ora, ministro la Gelmini, si sta un po' ripetendo lo stesso copione. Con una differenza di fondo. Mentre la riforma Moratti introduceva diversi modelli orari più l'insegnante prevalente e/o tutor ma non intaccava l'assetto di base della scuola primaria (i moduli, il gruppo docente), ora invece si stravolge definitivamente tutto l'impianto didattico-organizzativo con il ritorno al maestro unico. Un insegnante una classe, secondo la filosofia di Tremonti, che è di fatto il vero ministro dell'istruzione.
Claudia Fanti - 03-10-2008
La tipologia del gioco, chiamiamolo "tradizionale", necessita di tempi lunghi, nei quali i bambini coinvolti possano diventare protagonisti nella rielaborazione, nell'assoggettarsi o decidere regole condivise, nel condividere sbagli e trionfi, nel rispettarsi tenendo conto della specificità del momento ludico scelto assieme, nel provare e riprovare per riuscire a diventare padroni delle proprie performance...
Togliere ai due ordini di scuola, come vorrebbero imporre i provvedimenti dell'attuale Ministro, tempo e insegnanti che riflettono insieme sulle strategie d'attacco contro la mancanza di spazi e ore del quotidiano vivere dei bambini, è qualcosa che si pagherà alquanto cara nel futuro....
Gianfranco Pignatelli - 03-10-2008
Il piano Gelmini-Tremonti per la scuola si muove lungo tre direttici: "revisione degli ordinamenti scolastici", "dimensionamento della rete scolastica italiana" e "razionalizzazione delle risorse umane". Il burocratese non basta a nascondere i tagli come obiettivo esclusivo. Eccoli: 87.400 cattedre e 44.500 posti Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) cancellati che, sommati ai tagli già programmati dal precedente esecutivo, arrivano a 160 mila occupati in meno.
Forum Precariscuola - 01-10-2008
IL PROGETTO DI SCUOLA NASCOSTO DIETRO LE BUGIE DEL MINISTRO GELMINI

Un attacco feroce che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sta per cambiare le sorti dei nostri ragazzi, e tutto ciò fra l'indifferenza e l'arroganza di un ministro che all' opinione pubblica racconta le "sue" verità, basate su un' interpretazione distorta e non veritiera di dati statistici.
Alle famiglie viene detto che i ragazzi trascorrono troppo tempo sui banchi di scuola, che ci sono troppi insegnanti e troppi bidelli a fronte di risultati modesti, che la scuola non può essere considerata uno stipendificio e un ammortizzatore sociale, deridendo una categoria, quella dei docenti, che opera con impegno e spirito di abnegazione al servizio dello stato e della società. Il tutto attraverso una campagna mediatica condotta ad hoc, volta a far credere ai cittadini che i problemi della scuola si risolvono con voti in pagella e grembiulini, tacendo invece su quello che è l'unica, vera volontà del governo: fare cassa a discapito della qualità dell'insegnamento offerto agli alunni senza tenere conto delle esigenze delle famiglie.
Infatti...
I genitori dell'assemblea permanente XXI Aprile, Bologna - 30-09-2008
Abbiamo assaporato che cosa vuole dire una buona scuola, al passo con i tempi, una scuola in cui i nostri figli vanno volentieri e che apre loro la mente, che insegna loro a confrontarsi su tutto, a comprendere e rispettare le diversità, ad essere attivi, propositivi, critici, una scuola in cui c'è il tempo per essere guardati ed ascoltati.

Vogliamo che anche chi verrà dopo abbia queste opportunità.

E capiamo anche che se "lassù" intendono riformare la scuola in questo modo, a suon di decreti di fine stagione nel nome dei tagli e del risparmio, l'intero futuro scolastico dei nostri figli è a rischio.
Michele Corsi - 29-09-2008
Gli avversari della scuola stanno correndo a passo di carica, ma quelli che dovrebbero contrastarli, in primis le organizzazioni sindacali maggioritarie, rimangono prigionieri di tempi da prima repubblica.
E questo è particolarmente grave per la Cgil che al contrario di Cisl e Uil ha una vasta base di iscritti che non è abituata a starsene con le mani in mano mentre la destra combina sfracelli. I "un momento, stiamo sondando", e anche i "se proprio non ci stanno allora, forse, andremo da soli", e pure i "non possiamo apparire come quelli che rompono l'unità sindacale", non possono più essere considerati solo parte di una stanca liturgia: aiutano direttamente, anche se involontariamente, l'avversario.
prof. Salvatore Miraglia - 29-09-2008
ovvero...
...Lenta agonia del sistema scuola



Della scuola di questa nuova legislatura s'è già detto tutto. Tutto e di più. Nella mia vita scolastica, iniziata nel 1978, ho conosciuto tanti Ministri della Pubblica Istruzione, e alcuni di questi a volte si sono prodigati abbastanza per affossare l'agenzia formativa per antonomasia. Dal centro, passando per la destra e la sinistra c'è stato un gran da fare per rendere poco funzionale il settore dell'istruzione. Questo IV governo Berlusconi (ricordo l'enfasi delle famose tre "I", dell'emancipazione, dell'aziendalismo, dell'avanguardia, dell'americanismo ripresi dal precedente consesso) s'è dimostrato da subito il più debole e il più incompetente di tutti. Il neo Ministro Maria Stella Gelmini, nome prezioso e caro al Presidente del Consiglio, ha mostrato da subito la sua "competenza nell'incompetenza". A prescindere dal fatto che non ha ancora spiegato agli italiani il perché dei suoi esami di stato per diventare avvocato da Brescia a Reggio Calabria. Lei per coprire le sue "debolezze", visto che alcune "dritte" le sono arrivate direttamente dal Ministro Tremonti, un defenestrato del precedente Governo Berlusconi, s'è nascosta dietro il dito affermando che nella sua famiglia madre e sorella sono delle docenti, per cui lei, per la proprietà transitiva, ha acquisito quelle competenze (incompetenze) che le permettono di dirigere un dicastero così importante. Alla "ministra" io sento di dire che pur non essendo ingegnere, considerato che nella mia scuola vi sono tanti bravi docenti ingegneri, io, per la stessa proprietà transitiva, ho acquisite quelle competenze tecniche che fanno di me un altrettanto bravo ingegnere. Detto questo andiamo a conoscere le prime stupidità del neo ministro.
Gigi Monello - 26-09-2008
Quando nel corso del 2007 si cominciò a scoprire in quale selvaggio circo equestre si era trasformata la scuola, mi pare che tutti ci scandalizzammo e il giro di vite di Fioroni sembrò giusto. Adesso, con il centro destra al potere, torna il 5 in condotta. Qualunque speculazione politica vi si voglia trovare, la cosa, in sé, non è sbagliata. Dopo 10 anni viene restituita ai Consigli di classe (ai soli Docenti, dunque) la possibilità di far pesare la condotta sui finali esiti di profitto, sino all'estrema ipotesi (con 5/10) di far ripetere l'anno scolastico. Era già così prima del 1998, quando esisteva anche l'opzione "7 in condotta", con l'automatico rinvio a settembre in tutte le materie. Sanzioni raramente inflitte (ma le norme servono anche per il loro potere di deterrenza).
Elena - 25-09-2008
Genitori ed insegnanti, al termine dell'assemblea informativa tenuta oggi pomeriggio [23 settembre 08 - ndr], hanno deciso di occupare la scuola dalle 16,30 di mercoledì 24 settembre fino alle 8,30 di venerdì 26 settembre.
Verrà salvaguardata l'attività didattica, quindi tutte le iniziative si svolgeranno dalle 16,30 fino alle 8,30 del giorno successivo.
Collegio Docenti IC Arta e Paullaro - 25-09-2008
Il Collegio dei Docenti dell'Istituto comprensivo di Arta e Paularo, durante la riunione del 16/09/2008, letto il Decreto Legge n. 137 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 Settembre 2008 n. 204, esprime all'unanimità il proprio parere contrario alla decisione di introdurre la figura del maestro unico nella Scuola primaria, segmento educativo il cui operato riscuote generalmente fiducia e consenso da parte delle famiglie ed è valutato positivamente dagli studi nazionali ed internazionali di rilevazione delle competenze.
Claudia Fanti - 24-09-2008
Leggo e rileggo di notte, quando il buio cala sulle nostre fatiche, articoli e dichiarazioni di diversi soggetti che, a vario titolo, scrivono di scuola. Non ci ritrovo mai la sofferenza e l'entusiasmo per la vita: esercizio di retorica sì, i "ve lo avevo detto" anche, i numeri dei tagli, tanti...
Ci trovo:
notizie come quella di un sindacalista che lascia ora;
notizie di scioperi quasi niente, se non fosse per i Cobas.
Ma sofferenza ed entusiasmo niente...

Eppure è sofferenza quella che brilla nella scuola che, ancora per poco, con entusiasmo, c'è.
Quella, nelle aule stipate, in cui i banchi sembrano fagocitare il numero strabordante delle bimbe e dei bimbi che le affollano ignari delle decisioni dei grandi, con le loro maestre mortificate, ma entusiaste del proprio compito.

Ulivo scuola Milano - 24-09-2008
Una questione di metodo

L'improvvisa accelerazione estiva del ministro Gelmini verso una vera e propria controriforma del sistema di istruzione e formazione solleva, ancor prima delle sciagurate conseguenze che si determineranno sul piano dei contenuti, una questione di metodo. Istruzione e formazione costituiscono un diritto ed un bene di interesse individuale e collettivo, le cui finalità e la cui fruizione non possono essere definite a colpi di maggioranza ed in assenza di confronto con le forze politiche e sociali. Con lo strumento del decreto-legge la ministra, dimentica dei buoni propositi iniziali, sceglie consapevolmente di sequestrare il dibattito.
Emanuela Cerutti - 23-09-2008
Il titolo è rubato a Robecchi, che qualche giorno fa pubblicava la sua denuncia...
Siamo sempre portati a pensare che gli estremisti estremizzino e gli esagerati esagerino. In più, io guardo veramente poco la televisione e quasi per nulla i talk show. Così ieri sera è stato un caso che dopo le ultime battute dell'Infedele mi sia sorbita le prime di Porta a Porta.
Ho retto poco, ma quel tanto che basta per aver voglia di dire a Robecchi che ha ragione...
Lucio Garofalo - 22-09-2008
Il "maestro unico" ha continuato ad esistere attraverso la televisione-spazzatura, nell'impero globale delle merci e dei consumi, nel pensiero unico dell'ideologia edonistica e consumistica trasmessa dalla pubblicità commerciale, nell'omologazione e nell'appiattimento culturale imposto alle giovani generazioni degli ultimi anni dal "Grande Fratello" televisivo, un potere economico-ideologico asceso stabilmente al governo della nazione. Un dominio totalitario che include ed oltrepassa il fenomeno del berlusconismo, avendolo assimilato ed inglobato nella propria sfera di influenza.
CIDI Forlì - 20-09-2008
"Un documentario che a passi di colomba ci parla di cose immense": di bambine e bambini, della scuola di base, di chi la "abita" lavorando insieme...
Francesco Di Lorenzo - 20-09-2008
Come può venire in mente ad una qualsiasi persona che abbia a cuore i problemi della scuola italiana di mettere gli insegnanti gli uni contro gli altri, giocando su concetti pseudo-geografici senza senso, senza storia, senza costrutto. Facendo finta o non conoscendo gli umori profondi che si agitano intorno. ( Ma forse, è impossibile conoscere alcuni umori quando si è il prodotto degli stessi).
Intanto c'è in un angolo un insegnante che ride, ride da solo.
Gianfranco Pignatelli - 20-09-2008
Dio solo sa se l'educazione civica serva. Il Paese ne ha fame. Ma basterà un'ora settimanale per restituire, al mattino, quel senso civico, sottratto, di sera, dai vari TG? È proprio durante i telegiornali, infatti, che sfilano il dito medio di Bossi e le corna di Berlusconi, le aggressioni istituzionali e gli sputi onorevoli, il meretricio preelettorale e la compravendita parlamentare, le insolenze e il turpiloquio bicamerale, l'arroganza e la villania, le illazioni e le diffamazioni ministeriali, la sete di potere e i privilegi, l'impunità pretesa e quella estorta.
Collegio congiunto I Circolo Forlì - 19-09-2008
ci sentiamo chiamati a rispondere alla società e all'opinione pubblica sul perché siamo contrari al ripristino di un'unica figura tuttologa, e lo facciamo in tutta serenità e pacatezza, ma con grande determinazione.
Infatti siamo convinti che sia un valore aggiunto per i figli di tutti, in qualsiasi situazione sociale, fisica e psichica essi si trovino all'ingresso della scuola primaria, dopo aver già conosciuto in quella dell'infanzia più figure di riferimento e averne tratto benefici profondi, l'avere a disposizione più docenti dei diversi ambiti previsti. Dai campi di esperienza della scuola dell'infanzia agli ambiti della scuola primaria, non certo all'enciclopedismo generico di un maestro che sa di ogni disciplina e di ogni didattica un po'.
Pasquale D'Avolio - 18-09-2008
"Quarant'anni da smantellare" questo il titolo del Corriere della Sera all'intervento del ministro Gelmini di fine agosto. Sono i miei quarant'anni, ho pensato subito: infatti ho iniziato proprio 40 anni fa e a maggio ho deciso di porre fine alla attività di "operatore scolastico" (20 da docente e 20 da Preside) andando pensione.
Mi sono "smantellato" da solo, prima che lo facessero altri.
Non c'è amarezza né rassegnazione in quello che dico: infatti da settembre sono diventato un "pensionato dello Stato", ma non mi considero affatto "in quiescenza".
Mi si perdonerà questo intervento sul filo dell'autobiografia, che non è solo la mia ma di quanti in questi 40 anni non si sono limitati a svolgere onestamente e diligentemente il lavoro nella scuola, ma hanno "preteso" di cambiare, innovando, il nostro sistema scolastico (e non solo), anche sull'onda di quel movimento, che prendendo le mosse dal '68, portò alla grande stagione delle riforme negli anni 70: una scuola di massa e di qualità, una scuola "aperta" al futuro, "democratica" nel senso vero della parola, che superasse le angustie crociane gentiliane che ci portavamo dietro da decenni.
Lucio Garofalo - 17-09-2008
La scuola (pubblica) è sempre più sconquassata e smantellata, deprivata e derubata di tutto, dei valori più preziosi: risorse umane, morali, intellettuali e finanziarie. i fondi economici ci sono, ma vengono sottratti alle scuole statali e dirottati altrove, per sovvenzionare le scuole private.

La scuola è ridotta ad un luogo inerte ed esanime, un ambiente di non-vita e non-cultura, un mondo alienato/alienante in cui il piacere della lettura e dello studio, la passione per l'arte e la creatività, l'amore per il sapere e il libero pensiero, per l'autonomia di giudizio, per l'educazione (non quella formale e bigotta), per la convivenza e la partecipazione democratica, sono bisogni/diritti violati e calpestati.
Francesco Masala - 16-09-2008
Tutti i governi quando c'è l'inflazione dicono che bisogna depurare il tasso d'inflazione da qualcosa, per esempio i prezzi dell'energia. Esattamente come dice Confindustria anche questi giorni, che bisogna depurare l'inflazione totale da quella importata, e, anche se tutto costa di più, qualcuno ancora crede che il tasso d'inflazione è più basso del reale. Mi sembra una cattiva depurazione, perché imbroglia tutti i lavoratori e i pensionati.
Michele Corsi - 16-09-2008
Domanda. Quali sono i sindacati di categoria che non sciopererebbero vedendosi tagliati un sesto dei posti di lavoro? Risposta: le federazioni scuola di CGIL, CISL e UIL. Lasciamo stare CISL e UIL alla cui passività siamo abituati. Ci occupiamo della CGIL scuola, oggi FLC, che dice sulle malefatte della Gelmini cose assai giuste, per poi fare però per contrastarle cose assai confuse, e rade. Breve riassunto dei fatti.
Direttivo Nazionale C.I.P - Comitati Insegnanti Precari - 15-09-2008
Nel metodo, si è fatto ricorso ad un linciaggio senza precedenti. La scuola è stata assimilata ad uno "stipendificio", secondo la Gelmini; gli insegnanti, a detta di Sacconi, scelgono la scuola "perché è sempre meglio che lavorare". Oppure sono classificati come "fannulloni" da Brunetta. Per gli altri sono vecchi, ignoranti e incapaci, specie se "terroni". È proprio questa la maniera scelta dagli amministratori della scuola statale per preparare nel modo più sereno e proficuo l'imminente avvio del nuovo anno scolastico.
Francesco Di Lorenzo - 15-09-2008
C'è sulla vicenda che appassiona o annoia, a seconda dei casi, della cosiddetta commissione Attali romana, e sulle vicissitudini del presidente Amato, che va avanti tra precisazioni e 'stizze' sulla sua partecipazione o meno (a quanto si legge sui giornali), qualcosa che non convince perché non detto o non spiegato bene.
Giocondo Talamonti - 13-09-2008
Sulle ali dell'euforia per i discreti risultati raggiunti, gli atleti italiani vincitori di premi in denaro sono riusciti ad ottenere la defiscalizzazione delle somme.
Esempio pessimo, non tanto per gli osservatori ed opinioni pubbliche straniere, quanto per i lavoratori italiani che, con il medesimo impegno, capacità, volontà e destrezza, sono riusciti a meritare un riconoscimento analogo, seppure millesimale, dalle loro aziende, spogliato e denudato degli oneri a favore del fisco.

Il Ministro Brunetta si trova in grande difficoltà: somme detassate o tassate?
A chi fa il suo dovere la scelta importa poco...

Francesco Masala - 13-09-2008
Nel 2006 Marchionne, a.d. della Fiat, diceva che "...il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento (di tutti i costi) e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi..." (1). Oggi la signora Gelmini dice che "quando la spesa per il personale assorbe il 96,98% del bilancio, significa che la scuola italiana rischia di non avere più gli strumenti per modernizzarsi" (2), pensando (forse?) che occorre diminuire i dipendenti, o farli lavorare di più, cioè, usando le parole di Marchionne, picchiare i dipendenti per risolvere i problemi.
Forum Precariscuola - 13-09-2008
I precari della scuola sono i grandi assenti dal dibattito sulle riforme proposte dal ministro Gelmini: si parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico, ma nessuno sembra curarsi del taglio di 90.000 docenti e 47.000 ATA.
Il ministro si limita ad assicurare che i docenti di ruolo possono stare tranquilli e che i precari possono sempre essere riciclati nel turismo. La proposta è umiliante visto che si tratta di personale laureato, abilitato ed idoneo all'insegnamento e spesso in possesso di master e corsi di specializzazione; oltretutto non sembra che ci sia bisogno di 150.000 guide turistiche o addetti nei musei.
Giocondo Talamonti - 12-09-2008
La bufala dei tremila soldati con cui il governo ha sbandierato la soluzione del problema sicurezza in Italia, si è materializzata non appena c'è stato bisogno della presenza di almeno uno di loro per contrastare l'orda di lanzichenecchi travestiti da tifosi napoletani.
La parte più avvilente della spedizione non sono stati i danni provocati al loro passaggio, ma l'assenza non fisica delle forze dell'ordine, ridotte a semplici spettatrici del vandalismo gratuito dei delinquenti.
Dedalus - 12-09-2008
E' fuori di dubbio che la destra al governo sta facendo il suo mestiere, vale a dire una politica di destra. Che altro dovrebbe fare? Le scelte del duo Gelmini-Tremonti da un lato puntano ad un forte contenimento della spesa sociale nella scuola pubblica, dall'altro ripropongono contenuti ideologici e valori, un'idea di scuola tipicamente conservatrice (la scuola seria d'antan, il ritorno ai voti, al maestro unico, ecc.).
E' piuttosto da sottolineare il fatto che l'iniziativa della destra va a colmare un vuoto di pensiero lasciato aperto in questi anni dalla sinistra.
Dalla riforma di Berlinguer - il riordino dei cicli, che si fondava su un idea forte di scuola (una scuola di base unitaria, il curricolo continuo, ecc.) - in poi la sinistra ha giocato di rimessa.


Forum Precariscuola - 12-09-2008
Alcuni docenti precari, che dal prossimo anno rischiano di non lavorare più a causa dei pesanti tagli agli organici previsti dal ministro Gelmini, stavano contestando in modo assolutamente pacifico il ministro; immediatamente due agenti in borghese hanno zittito ed identificato chi protestava.
Chiediamo a tutti i sindacati, alle forze politiche ed associative, alla stampa libera di lottare con noi contro questo ritorno del paese ai tempi bui e barbari del ventennio in cui non si poteva esprimere liberamente la propria opinione, tempi che credevamo superati per sempre.

Docenti dell'I.C. n.9 di Bologna - 11-09-2008
Gentile Signora Ministro,

presa visione del D.L. 137/2008, sentiamo l'obbligo morale, che deriva dalla nostra professionalità e competenza docente ed educativa, di trasmetterLe alcune considerazioni, nella speranza che il dibattito parlamentare che porterà alla discussione del citato decreto possa tenere in considerazione le opinioni di chi quotidianamente opera per la formazione e l'istruzione delle nuove generazioni.

Ci limiteremo a due aspetti che riguardano il nostro ambito professionale:
• l'insegnante unico e le 24 ore nella scuola primaria (art. 4) e
• la valutazione finale nella scuola secondaria di primo grado (art.3).
Lino Milita - 10-09-2008
Martedì a Ballarò Concita di Gregorio ha denunciato con molta efficacia l'effetto sulla scuola quotidiana dei tagli di Tremonti.
Peccato che non abbia saputo o potuto replicare(neanche D'Alema peraltro) a due gravi bugie del Ministro berlusconiano.
Non é vero che attualmente nella scuola elementare ci siano tre maestri per classe (se mai tre per ogni due classi), non é vero che con la permanenza quinquennale delle nuove adozioni dei libri di testo le famiglie non devono più spendere soldi per il loro acquisto.
Gianfranco Pignatelli - 09-09-2008
Per il governo, quindi, la scuola va gestita come la monnezza. Va compattata: sopprimendo le scuole con meno di 600 alunni e riducendo da tre a uno i maestri nella scuola primaria. Va differenziata: tra scuole di pregio (al nord) e pessime (al sud). Va riciclata: trasformandola da pubblica in privata (confessionale o confindustriale) o riconvertita in fondazioni. Infine tocca ai "rifiuti speciali". Tra loro, vanno smaltiti 160.000 operatori scolastici, con tagli di organico, ed oltre 300.000 precari, per mancata assunzione, temporanea o definitiva.
Francesco Masala - 08-09-2008
Se non si guarda con l'ottica del giorno per giorno, quello che sta succedendo è semplice, stanno cambiando tutto, da molti anni, con molti passi e varianti, sembrano tante cose diverse, a seconda dei governi, delle sensibilità, dei momenti.
In realtà è come se in questi 25-30 anni ci si fosse, anche noi docenti, concentrati su cose singole, rispondendo ad attacchi singoli, come se ogni volta, guardassimo degli affluenti, senza avere chiaro qual è il grande fiume che ci sta sommergendo e forse ci sommergerà.
Gianni Gandola - 08-09-2008
Le recenti scelte di politica scolastica del duo Gelmini-Tremonti, dettate principalmente da ragioni di carattere economico (la riduzione della spesa pubblica), vengono spesso accompagnate da considerazioni di natura culturale e pedagogica. Il Tremonti pensiero è a questo proposito di una chiarezza adamantina (esemplare l'articolo-intervento sul Corriere della sera del 22/8). Si riafferma la necessità di un ritorno al passato e di un azzeramento degli ultimi quarant'anni. Per restare in ambito numerico, l'ambito prediletto dal ministro dell'economia, 2008 meno 40 fa 1968. Occorre tornare a prima del '68, additato come data di origine di una vera e propria devastazione culturale protrattasi per un quarantennio con l'egemonia della sinistra nelle scuole, nelle università, nei luoghi di riproduzione del sapere.
Salvo Bascone - 06-09-2008
Si chiama: "Concorso pubblico, per esami, a centoquarantacinque posti di dirigente tecnico, da assegnare agli uffici dell'amministrazione centrale e periferica del Ministero della Pubblica Istruzione, al fine di concorrere alla realizzazione delle finalità di istruzione e di formazione, affidate alle istituzioni scolastiche ed educative, oltre all'attività di studio, di ricerca e di consulenza tecnica per il Ministro e i Direttori Generali."
Dedalus - 03-09-2008
E' ormai evidente che il vero ministro ombra dell'Istruzione, o meglio l'ombra di un ministro, è Mariastella Gelmini e che la politica scolastica di questo governo la decide Giulio Tremonti. Questa non è un'affermazione pleonastica. Basta andarsi a rileggere l'articolo che Tremonti ha inviato al Corriere della Sera il 22 agosto scorso ("Il passato e il buon senso") intervenendo nel dibattito estivo aperto da Galli della Loggia, per rendersi conto che è proprio così. Così infatti si spiegano i fatti successivi, fra questi il decreto legge n.137 del 1 settembre, che tratta non a caso di voti, libri di testo e numero dei docenti per classe. Tutti temi toccati puntualmente, pardon, "anticipati" da Tremonti nel suo articolo.
Gianfranco Pignatelli - 01-09-2008
Tra diffamazioni, illazioni e ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di Comunione e Liberazione. Qui, da un decennio, è prassi che il ministro di turno illustri la scuola prossima ventura, o quello che ne resta. Dopo aver assicurato devozione ai ciellini e lauti finanziamenti alla CEI in cambio dello scontato placet, l'indomani, il ministro ha presentato in CdM il ddl con tagli, ritagli e frattaglie di istruzione pubblica, come imposti da Tremonti.
Gianni Gandola - 01-09-2008
Era ora! Finalmente, dopo anni di pedagogia cooperativa e collettivista, prodotto naturale e perverso del sessantotto, nella primaria si ritorna all'insegnamento tradizionale, alla scuola seria, quella basata sul maestro unico, unico dispensatore del sapere e autorità indiscussa nella classe. Al di là dei veli e delle veline ferragostane, tra grembiuli e voti di condotta, si comincia a intravedere quello che è il vero obiettivo di una corrente di pensiero che viene da lontano e che ha sempre riposto nel conservatorismo i propri valori.
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