Claudia Fanti - anno scolastico 2008-2009
Claudia Fanti - 16-07-2009
Appello donne Fp Cgil - Fiom Cgil - Innalzamento età pensionabile nel lavoro pubblico


Per la prima volta, con una straordinaria solerzia, il Governo accoglie i rilievi e risponde alle sanzioni dell'Unione Europea sull'uguaglianza tra donne e ...
Claudia Fanti - 23-06-2009
Ho letto, ieri sera, un bellissimo articolo della Dirigente Christine Cavallari (in "La rivista dell'Istruzione" n°3-2009 (ed. Maggioli), a proposito del libro "Ehi, Prof!" di F. Mc Court (ed. Adelphi), e di alcuni altri testi, quello di Shon, "Il professionista riflessivo"(ed. Dedalo), l'ultimo intervento di P. Ferri, "Nativi digitali, una razza in via di apparizione", al convegno 2009 "Da Socrate a Google".

Gli argomenti trattati dalla Dirigente sono quelli che attendono risposte da sempre: come si diventa insegnanti, chi è il "bravo" insegnante, quali i talenti, quale sia il ruolo della pedagogia in relazione alla filosofia, quanta ne occorra per costruire una scuola aperta.
Così ho ripercorso mentalmente le tappe della mia professione di maestra e ci ho visto quelle della scuola e della vita di una bambina nelle aule delle elementari degli anni '60, un'alunna timidissima e desiderosa di far bene a tutti i costi, con le scalette dei voti ben in testa, con una mamma maestra che le raccontava il primo dopoguerra della professione.
Claudia Fanti - 13-05-2009
Lei presa di mira da chiunque si affacci al muro della politica; Lei stanca e forte insieme; Lei osservata, analizzata, denudata, sezionata da bisturi di diverso colore, provenienza, a scadenza fissa, sempre squassata da garbugli di manzoniana memoria in una intricata trama musicale dissonante che di rossiniano ha nulla, tanto è stonata e imbrogliata.

Lei si arrabatta, accelera e poi rallenta...stanca, sfinita da un niente di proposte legislative, dimagrisce, si asciuga, si fa scheletro di contenuti...scarnificata.
Claudia Fanti - 21-04-2009
...E vorrei invece parlare di scuola.
Sì, perché in realtà non se ne sa nulla.
Va benissimo denunciare ad alta voce cosa non funziona nel sistema azienda scuola, tuttavia è appunto questa la questione, la solita, la scuola non è un'azienda.
Le persone sono la scuola.
Supponiamo di riunirci tutti, insegnanti e bambini, in un pollaio fra le cacche dei volatili, cosa succederebbe?
Ecco, ci sarebbero quelli che gridano "che schifo!" e sarebbe comprensibile; ci sarebbero quelli pronti a distribuire mascherine anti batteri, e andrebbe bene...ok anche per le mascherine; ci sarebbero gli indignati che resterebbero silenziosi e urlerebbero che lì non si può lavorare...e chi non li comprenderebbe?

Claudia Fanti - 30-03-2009
Resoconto stenografico di una improbabile immensa convention del centrosinistra...
Piacerebbe alla Ministra Gelmini e ai "suoi" Italiani? Si sentirebbero rispettati? Dormirebbero sonni democraticamente tranquilli?
Claudia Fanti - 19-03-2009
Sarà dura ma, come tutti i despoti, alla fine parecchi di loro saranno fagocitati da se stessi e dalla loro sicumera. Brunetta tronfio del suo "successo" con le percentuali di assenze in calo non si rende conto del rancore che suscita nel personale, ...
Claudia Fanti - 16-02-2009
Caro Ministero,
sappiamo bene la stima in cui ci tenete, la considerazione in cui tenete la ricerca, la pedagogia, la psicologia dell'età evolutiva, ecc...

Sappiamo altrettanto bene che per avvalorare le vostre scelte di alto profilo avete pubblicato sul sito www.pubblica.istruzione.it ,
alla finestra COME CAMBIA LA SCUOLA GUIDA ALLA RIFORMA, una analisi comparata dei sistemi valutativi europei. Grazie.

Eppure in molte/i non siamo d'accordo. Permetteteci di dissentire e di tenere in grande considerazione tutte quelle maestre e quei maestri che tentano in qualche modo di sfondare il muro del silenzio, anche contro l'omertà di altre/i maestre/i, le/i quali prendono su qualsiasi cosa pur di continuare "in pace" il loro lavoro quotidiano. Infatti c'è fra loro chi è convinto della validità dei voti, ma ce ne sono moltissime/i che non lo sono e che applicano alla lettera le circolari perché si sentono brave/i cittadine/i quando ubbidiscono anche a cose che non stanno né in cielo né in terra; ce ne sono che cambiano idea al cambio del vento: hanno adottato dapprima i giudizi espressi in lettere, poi quelli espressi in giudizi sintetici, poi il portfolio e infine repentinamente hanno abbracciato i voti e sarebbero disposte/i a tornare alle lettere con la stessa velocità, senza colpo ferire.
Claudia Fanti - 07-02-2009
E' vero che bisognerebbe prendere le cose con filosofia, col gusto dell'ironia, ma qui c'è poco da scherzare.
In un mondo di persone che lottano per vivere, per sopravvivere, per sbarcare il lunario, non si può più sopportare la sicumera dei politici dell'area governativa e, purtroppo, anche le scelte moderate, dell'opposizione parlamentare.

Qui, a forza di controllare le emozioni e i vissuti personali, si finisce con l'accettare l'inaccettabile in ogni settore della vita sociale. L'ultima è la questione dei medici che dovrebbero svelare i nomi dei clandestini che si rivolgono loro. E' un tale orrore che chiama la coscienza a ribellarsi, a urlare un basta grande come il Monte Bianco.

Grave, inaudito, orribile, degno del Paese più retrivo e spietato...
Claudia Fanti - 26-01-2009
Il valutatore insegnante può tentare di cambiare strada anche rispetto alle scelte di valutazione del legislatore, se queste non prevedono attenzione alle persone imparanti. Se ne trova una o più che rendono la classe e gli alunni e le alunne forti, pronti ad autocorreggersi, sereni nell'atto di apprendere, felici di condividere gioie e dolori nell'atto della conoscenza è un insegnante insegnante. Se poi le famiglie lo/la seguono, cambiano esse stesse modalità nel sistema dei premi e delle punizioni e dei giudizi anche in casa, se si aprono ad abbracciare i figli e le figlie per come sono, molto più facilmente ne avranno un ritorno positivo a 360 gradi.
Claudia Fanti - 13-01-2009
E ancora ha vinto la semplificazione sulla complessità.
Per chi ha sperato in un ravvedimento, ecco la beffa della pazzia dell'ultimo governo. La scuola elementare degli anni 80-2000 è definitivamente affondata come una barca senza valore, come un inutile fardello gettato al fiume del tempo che corre in senso contrario alla modernità. Che bella visione che si apre alla scuola del futuro: una scuola piccola piccola, meschinella, in cui ognuno/a sarà sempre più solo/a a coltivare il proprio orticello, dagli adulti ai bambini, dalle famiglie mononucleari a quelle allargate, dagli stranieri ai bimbi con disabilità, dalle direzioni didattiche ai bidelli sempre più in calo...

I Programmi dell'85 morti e sepolti, le miscelate Indicazioni Moratti - Fioroni confermate ipocritamente, ma annullate di fatto nella pratica quotidiana...meno ore per tutto e per tutti, meno tempo scuola di qualità, bensì tempi scolastici a richiesta (per poco)...quasi quelli di un centro estivo, ma senza il lusso dei divertimenti dello stesso, il quale almeno offre ai più piccoli proposte alternative alla sola istruzione-addestramento.

Grazie Ministro, grazie davvero...
Claudia Fanti - 25-11-2008
Concretezza invisibile eppure tangibile nei risultati

Parlare di pedagogia è parlare di concreto più di quanto non sembri a prima vista. Incentivare la ricerca è qualcosa di estremamente rivoluzionario, di estremamente utile per cambiare un mondo che diventa stretto e angusto quando ricorre alla semplificazione, all'elusione o addirittura all'esclusione della differenza e delle differenze. Non dobbiamo vergognarci di esprimere l'invisibile, di desiderare l'utopia, di andare oltre i crolli delle pareti responsabili della morte di un giovane ragazzo vittima della sottovalutazione semplificatoria dei decisori politici di ogni epoca, i quali sempre pontificano, sempre dibattono, sempre offrono soluzioni inadeguate e al risparmio sul e per il benessere della gente comune e "piccola". Non dobbiamo vergognarci di fare della pedagogia la forza propellente per noi e per i nostri alunni/e affinché divengano essi stessi capaci di migliorare le dinamiche sociali e di superare barriere di qualsiasi tipo, prima fra tutte quella che nega valore alla vita umana per darne ai consumi più di quanto essi meritino.
Claudia Fanti - 17-11-2008
Se Gelmini non capisce la società che si ribella, a parte quella che le fa quadrato intorno nelle aule di convegni di partito, possiamo noi permetterci di non capire lei e tutti quei giornalisti e intelligentoni che vorrebbero istruirci sul "buon senso" della sua riforma?

Ebbene anche noi non capiamo l'accanimento terapeutico quando la giustificazione dello stesso si vorrebbe basare su teorie pedagogiche non ben identificate. Lo capiamo soltanto se parla dell'esigenza di tagliare. E qui sta il punto! Non accettiamo che si tagli la scuola statale. Se dà fastidio questa nostra testarda difesa della parte positiva dell'esistente, ce ne dispiace, ma la cosa non ci allarma. Se quell'esistente vale la pena, noi lo difendiamo, così come Pirani, Panebianco, Ricolfi, Sartori, Citati, Israel e altri saggi si ostinano a offendere con il loro potere culturale elitario. Zzzzzzzzzzzzz, che zanzaroni! Che gonfiori fastidiosi sulla nostra pelle segnata da anni di continue riforme e controriforme!
Claudia Fanti - 03-11-2008
Abbiamo avuto sportelli per tutto, perché non fare uno "sportello" di attiva e "serena informazione" costante?
Un' ultima nota. Avrete letto sicuramente l'articolo che qui sotto incollo. Il Cavaliere cerca di fermare l'onda dopo che ha invaso le piazze. Riflettiamo sul significato che può avere tale "pausa di riflessione" governativa. Intanto la scuola dei "piccoli" ha già la sua bella legge! Permettetemi di dire "le donne, le maestre e le mamme, ancora una volta, soprattutto le donne, hanno la loro bella legge che non le rispetta e spetta ancora una volta a loro contribuire al risanamento economico (circa 8 miliardi di euro) delle tasche altrui!
Claudia Fanti - 28-10-2008
Ebbene tutto è accaduto in un battibaleno. Un colpo di bacchetta, e la scuola elementare - primaria si avvia verso la sua scomparsa. Al suo posto, come per magia, nascerà uno scenario di dealfabetizzazione senza precedenti. L'invisibile ragione della pedagogia ha lasciato il posto alle ragioni dei ragionieri.

Il mondo avrebbe avuto bisogno anche dell'Italia per far fronte alle sfide della globalizzazione o no? Lo si credeva. Sì, si pensava a un'immensa scuola moderna nella quale bambine e bambini, senza o con i grembiulini, sarebbero stati i primi a far sognare un futuro affollato di cittadine e cittadini consapevoli, preparati, pronti alla creazione di qualcosa che ancora non c'era: l'inclusione, la solidarietà, gli scambi di ricerca fra popoli, l'innalzamento planetario del sapere.
Claudia Fanti - 12-10-2008
E ci vogliono convincere che si va avanti...!

BAMBINITA' E MAESTRONE (scritto il 30/04/03)

Certo qui è tutto più facile, più tranquillo e ce ne stiamo pacifici a lasciar che tutto scorra. Anzi, ci sembra quasi senza senso il recriminare su riforme e decreti di probabile applicazione mentre altrove infuriano i combattimenti e le lotte per la sopravvivenza.

D'altra parte qui si vede la morte in faccia generalmente per cause naturali, quando proprio il diavolo non ci mette lo zampino, quindi perché non sorridere filosoficamente e prendere le cose con calma?...
Claudia Fanti - 03-10-2008
La tipologia del gioco, chiamiamolo "tradizionale", necessita di tempi lunghi, nei quali i bambini coinvolti possano diventare protagonisti nella rielaborazione, nell'assoggettarsi o decidere regole condivise, nel condividere sbagli e trionfi, nel rispettarsi tenendo conto della specificità del momento ludico scelto assieme, nel provare e riprovare per riuscire a diventare padroni delle proprie performance...
Togliere ai due ordini di scuola, come vorrebbero imporre i provvedimenti dell'attuale Ministro, tempo e insegnanti che riflettono insieme sulle strategie d'attacco contro la mancanza di spazi e ore del quotidiano vivere dei bambini, è qualcosa che si pagherà alquanto cara nel futuro....
Claudia Fanti - 24-09-2008
Leggo e rileggo di notte, quando il buio cala sulle nostre fatiche, articoli e dichiarazioni di diversi soggetti che, a vario titolo, scrivono di scuola. Non ci ritrovo mai la sofferenza e l'entusiasmo per la vita: esercizio di retorica sì, i "ve lo avevo detto" anche, i numeri dei tagli, tanti...
Ci trovo:
notizie come quella di un sindacalista che lascia ora;
notizie di scioperi quasi niente, se non fosse per i Cobas.
Ma sofferenza ed entusiasmo niente...

Eppure è sofferenza quella che brilla nella scuola che, ancora per poco, con entusiasmo, c'è.
Quella, nelle aule stipate, in cui i banchi sembrano fagocitare il numero strabordante delle bimbe e dei bimbi che le affollano ignari delle decisioni dei grandi, con le loro maestre mortificate, ma entusiaste del proprio compito.