Vittorio Delmoro - anno scolastico 2005-2006
Vittorio Delmoro - 11-07-2006
Ore 19 di domenica 9 luglio.

Nel giro di pochi minuti la spiaggia su cui trascorro le vacanze si svuota; eppure c'è ancora un bel sole, l'aria è gradevole, il mare calmo.

Sui dieci chilometri di litorale che amo percorre in leggero footing ogni ...
Vittorio Delmoro - 06-02-2006
Cari Capo, Criscuoli, Cosentino, e mo' come la mettiamo?

Perché interpretare il ruolo di alti dirigenti del ministero come puri sottoposti, va bene; va bene anche agire con la paura della spada di Damocle dello spoils system sulla testa (chi il ...
Vittorio Delmoro - 07-01-2006
Stimolata dalla risposta di Letizia Moratti all' articolo di Repubblica del giorno precedente m'è sorta in mente un'idea.
A parte il fatto che alla smentita della ministra fa da contrappunto sulla stessa pagina una lettera di una professoressa ...
Vittorio Delmoro - 30-12-2005
Concludevo il precedente intervento (secondo della serie) esprimendo un certo divertimento man mano che procedo nella lettura delle FAQ del MIUR sul portfolio (circolare 84).

In effetti queste FAQ evidenziano situazioni esilaranti e drammatiche al ...
Vittorio Delmoro - 19-12-2005
Nel giro di una settimana le FAQ che il MIUR ha istituito per fornire delucidazioni sul portfolio sono quasi raddoppiate : crescono i quesiti e crescono le risposte del Ministero, che a volte esce addirittura dal seminato per fare incursioni su altri ...
Vittorio Delmoro - 12-12-2005
Complice un incidente (che mi trattiene a casa) e lo sciopero dei giornalisti (che mi regala tempo), ho voluto andare a leggere queste famose FAQ di cui si comincia a favoleggiare nel mondo della scuola; perché il MIUR, consapevole della grana che ha di nuovo innescato con la circolare n. 84 sul portfolio, ha pensato bene di istituire un servizio per rispondere punto su punto alle domande e contestazioni dei tanti che non capiscono e non si adeguano.
Siamo dunque passati dal comunicato stampa per controbattere quelle che lì sono definite menzogne sindacali su tutta quanta la riforma, ad un servizio quotidiano volto a far digerire quest'ultimo boccone indigesto.
A quando una linea diretta (radiofonica o televisiva) con le scuole, per tentare di convincere anche i più restii ad assaggiare questa riforma considerata immangiabile, in quest'ultimo scorcio di amministrazione?
A leggere le precise, circostanziate e realistiche domande che insegnanti e genitori pongono e le rigide, pervicaci e autoreferenziali risposte del MIUR, vien quasi voglia di inventarsi una nuova professione, da svolgere come secondo lavoro, magari per divertimento : fare le pulci ai testi ministeriali.
Perché bisognerà decidersi prima o poi (senza ricorrere allo spoils system) ad assegnare questi funzionari a mansioni più utili per la collettività, distogliendoli da un'istituzione che vorrebbe essere addirittura una comunità.
Ma limitiamoci, per ora, alle pulci, che sono tante, quasi una per FAQ (e abbiamo già superato la quarantina...).
Il funzionario che risponde alle domande tradisce il suo intento governativo (non di aiuto, non solidale, non comunitario) fin dalla prima risposta, che si riferisce alla obbligatorietà del portfolio.
Vittorio Delmoro - 03-12-2005
Invio due documenti : in uno analizzo le prove INVALSI di scienze di classe seconda e nell'altro quelle di classe quarta elementare, con alcune considerazioni finali. Queste prove INVALSI testano soprattutto una mera comprensione linguistica e terminologica.
Queste prove INVALSI sono costruite più per stimolare l'errore, che per favorire la correttezza.
Queste prove INVALSI offrono un quadro desolate dell'educazione scientifica a chi non la insegna.
Se davvero noi insegnanti di scienze della scuola di base insegnassimo le cose che l'INVALSI chiede nei test, poveri alunni, povera scuola e povera Italia!
Vittorio Delmoro - 26-11-2005
Non spetterebbe a me, umile maestro di scuola elementare, mettere mano alla tastiera per rispondere all'esimio Scalfari, oppure al dirigente D'Avolio che ci ripropongono l'ennesima rilettura della riforma Moratti in senso continuista . Spetterebbe invece a menti più attrezzate (e ascoltate), nel momento in cui si sta elaborando il programma di governo del prossimo centrosinistra, ma temo che queste siano più attente ad altre faccende (le compatibilità, gli accordi, i vincoli europei, ...).

All'estemporanea uscita di Scalfari, che nell'editoriale di domenica scorsa definisce la riforma Moratti una rispolverata della riforma Berlinguer accentuandone il peggio e attenuandone il meglio , arriva a sostegno l'articolo di Pasquale D'Avolio Andare avanti, Moratti o non Moratti!

Se la dichiarazione di Scalfari si può annoverare fra le semplificazioni giornalistiche, dovute più che altro ad incompetenza e alla necessità di sostenere comunque una tesi, quelle di D'Avolio sono certo più precise e circostanziate e sono riconducibili grosso modo a questo : consideriamo la Moratti solo una parentesi, una specie di battuta d'arresto, dovuta più ai fatti che alla volontà; riprendiamo invece la gloriosa marcia iniziata dal centrosinistra con la riforma dell'Autonomia e la riforma Berlinguer.

Quella era la strada giusta, su quella strada si poteva già incontrare il porfolio morattiano, le opzionalità offerte alle famiglie, il taglio dei curricoli, una certa personalizzazione, e persino i percorsi separati.

La Moratti sarà forse stata eccessiva (pensiero unico), avrà preso tutto questo con troppo fervore (familismo), ma è sotto gli occhi di tutti come non abbia fatto (neppure lei) troppa strada : da un lato i poteri forti (l'Amministrazione di viale Trastevere e la Confindustria di viale dell'Astronomia), dall'altro i contestatori, cui non va mai bene niente; sta di fatto che siamo sempre al punto di partenza.
Vittorio Delmoro - 09-11-2005
Occorre tornare su quello che ho definito un autogol del MIUR per approfondire le numerose questioni di merito che il documento afferma di confutare per smentire le bugie di provenienza sindacale .

Riprendiamo dunque dal portfolio .

A differenza di altri punti nei quali gli argomenti erroneamente sostenuti dal movimento di opposizione alla riforma sono puntualmente elencati, sul portfolio l'erroneità sarebbe contenuta in un solo codicillo : che circolare e documenti confonderebbero gli strumenti di valutazione e di orientamento con la documentazione dei processi formativi.

Sarà stato pure formulato questo argomento, nel mare di critiche che ha sommerso l'istituzione del portfolio, ma non si tratta certo del più importante (almeno nella forma citata dal MIUR) e neppure del più spinoso.

Riducendo tutte le critiche al portfolio a questo solo elemento, cui il MIUR decide di rispondere, si dichiara di non avere risposte a tutto il resto e ciò è dimostrato anche dal tono della risposta : la materia viene definita delicata (non si aveva avuto fin qui la sensazione che il MIUR ne fosse cosciente, fino a che non è intervenuto il Garante della privacy), tanto che si fa piazza pulita di tutti i portfolii che le scuole più ligie ai diktat ministeriali avevano provveduto ad elaborare, per produrre un porfolio-tipo che il MIUR invierà quanto prima alle scuole.

Cos'è questa, se non una dichiarazione di incapacità gestionale e più ancora di inapplicabilità della legge?

Come erano andate infatti le cose finora?

Dietro la pretesa legittimità delle Indicazioni Nazionali, secondo il MIUR le scuole avrebbero dovuto fin da subito (aprile 2004) approntare un loro modello di portfolio, la cui forma era prerogativa dell'Autonomia scolastica; portfolio che a tutti gli effetti è stato costruito, redatto, consegnato ai genitori al termine dello scorso anno scolastico da quelle scuole i cui dirigenti e docenti sono stati tratti in inganno dal MIUR.

Ora lo stesso MIUR, colto in fallo da un'agenzia direi costituzionale, è costretto a correre ai ripari e trasformando la dovuta censura in elogio per le scuole che hanno realizzato le esperienze più significative di portfolio, ammettere che il documento deve essere costruito secondo linee guida uguali per tutte le scuole italiane.

Ma facendo questo contraddice le Indicazioni Nazionali stesse, volute sotto tale forma dal Bertagna e non sotto forma di legge, in quanto la valutazione e la sua forma rientrano a pieno titolo nella competenza dell'Autonomia delle scuole.

Ben diversa è invece la questione della certificazione, questa sì con valenza nazionale!

Si può dire che la toppa è peggiore del buco?
Vittorio Delmoro - 05-11-2005
Fossi il ministro licenzierei subito Silvio Criscuoli, oppure chi, in sua vece, ha redatto l'anonimo Comunicato stampa del 3 novembre intitolato Quante bugie sulla scuola! Ecco le risposte del ministero.
Farei infatti un torto all'intelligenza del ministro Moratti se attribuissi alla sua penna l'insolito vademecum del MIUR e dunque bisognerà risalire a qualche dirigente d'alto rango per reperire l'autore del documento, se non altro per riproporne il licenziamento al futuro governo di centrosinistra.
Quale dovrebbe essere infatti lo scopo del panflet ministeriale?
In altre simili occasioni il ministro s'era intelligentemente rivolto ad agenzie specializzate nel marketing, che le avevano sciorinato tutta una serie di gadget di sicura presa mediatica (ancorché a spese dei contribuenti e della scuola), con l'intento di raggiungere capillarmente centinaia di migliaia (se non milioni) di utenti; oppure aveva approfittato dei potenti mezzi televisivi vespiani per rivolgersi direttamente al popolo.
Non che anche allora lo scopo informativo e più ancora propagandistico fosse stato raggiunto, ma lo schema adottato rientrava a pieno titolo nella casa delle libertà, che privilegia l'immagine alla sostanza.
Questa volta invece si sceglie una forma insolita, da cui traspare una duplice intenzione : da un lato il comunicato sembra proprio rivolto alla stampa, rispondendo ai dettami della superficialità con cui quasi sempre quotidiani e settimanali trattano di questioni scolastiche, quasi servisse solo a produrre il giorno successivo o la settimana successiva titoli del tipo Il ministro sbugiarda le tesi degli oppositori della riforma; dall'altro il comunicato si configura come un vero e proprio prontuario di risposte a disposizione di dirigenti scolastici alle prese con collegi da domare, di insegnanti resi silenziosi da colleghi argomentanti, o addirittura per tutti coloro che fra poco scenderanno in campo nella campagna elettorale e fossero subissati dalle sollecitazioni degli oppositori.
Naturalmente non v'è nulla di male se un ministero s'arma di strumenti atti a contrastare chi lo critica, ma al di là del metodo sorprende il merito con cui le questioni sono trattate.
Infatti appare come minimo singolare che alle puntuali contestazioni che il comunicato riporta si risponda semplicemente che non v'è nulla di vero.
Non ci credete? Eccone un esempio.
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