Vittorio Delmoro - anno scolastico 2004-2005
Vittorio Delmoro - 07-02-2005
Riscriviamole, dice Bertagna!

Ho letto con attenzione l’intervista rilasciata ad Andrea Turchi dal Professor Bertagna, la stessa attenzione che dedico ormai da tre anni e mezzo a tutto quanto il professore scrive (e appare su Internet), sebbene mi sia ormai convinto che questo dibattito sulle Indicazioni Nazionali sia destinato all’oblio, appena scalfito dalla famosa formazione che invaderà a breve le scuole.

Che si tratti di un dibattito sul passato, già quindi morto e sepolto, lo si può intravedere dalle parole stesse del professore, che non riconosce le sue proprie indicazioni in quelle che sono poi diventate le Indicazioni Nazionali allegate al Dl 59/2004. Bertagna parla infatti di eccesso di prescrittività, e di minutaglia delle Indicazioni; critica la fretta con cui sono state redatte da quei tecnici ministeriali da cui rifugge e alla cui persuasione non intende partecipare.

C’è poi un altro elemento, ancora più significativo, che contribuisce a seppellire le Indicazioni : esse sono sì prescrittive – dice il professore – ma allegate in via transitoria, non solo per una questione di tempi tecnici, ma perché non possono certo essere considerate una legge; anzi entro 18 mesi si potrà anche mettere mano a una loro ristrutturazione.

Ristrutturazione che trova il professore già bello e pronto : lui non le conosce solo da un anno le Indicazioni, lui le ha scritte già tre anni fa e questo è un tempo sufficientemente lungo per cambiarle!

Ristrutturarle dal punto di vista del metodo : mettiamo a confronto le Indicazioni – dice – con altri documenti alternativi/integrativi; voi contestatori – sottintende – fate qualcosa di costruttivo, e invece di lasciare il Ministro (e me stesso) solo arbitro delle modifiche da introdurre, presentate delle controproposte organiche, così che, grazie alla comparazione, ne scaturirebbe un contributo al perfezionamento e un atto importante per la cultura, la scuola, i ragazzi…

Vittorio Delmoro - 21-01-2005
E così la legge Finanziaria approvata a pochi giorni dalla fine dell’anno contiene questa norma : per gli anni scolastici 2005-2006 e 2006-2007 settemilacento insegnanti specialisti di lingua inglese ogni anno torneranno ciascuno nella propria classe, occupando così un uguale numero di posti e permettendo il licenziamento di altrettanti precari.
Il MIUR non ha ancora detto come assicurare l’insegnamento dell’inglese alle classi che resteranno scoperte, o meglio, l’ha detto : facendo imparare la lingua a tutti gli altri docenti.
Ma come? Attivando corsi obbligatori.

Ecco il nuovo fronte che si apre.

Punto primo : nessuno può costringermi a frequentare un corso.
Punto secondo : se la costrizione fosse accompagnata da sanzioni, ne vedremmo delle belle (ricorsi al Tar e altro).
Punto terzo : se anche frequentassi il corso, non è detto che alla fine io sia pronto o che lo frequenti con profitto (e voglia).
Punto quarto : se davvero vogliono che frequenti il corso e che mi impegni pure a imparare l’inglese, devono pagarmi e anche bene.
Punto quinto : se poi vogliono pure che lo insegni, devono incentivarmi in questa direzione.

In sostanza l’operazione recupero insegnanti specialisti e lancio insegnanti normali ha un costo non indifferente, forse vicino allo stesso risparmio che si vorrebbe realizzare per la Finanziaria.

Ecco allora la proposta di piattaforma.

- Un corso di almeno 300 ore, magari suddiviso in due anni.
- Ogni ora di frequenza pagata almeno 25 euro puliti.
- Un incentivo di almeno 1.000 euro per ogni insegnante e per ogni anno di insegnamento della lingua.

La risposta del governo è no?

Allora lasciate le classi senza inglese e poi sentite i genitori!

Vittorio Delmoro - 03-01-2005
Nel leggere le bozze ufficiali del Decreto approntato dal Governo sulla scuola superiore, balza agli occhi un numero, il 30.
Si riferisce alle ore settimanali previste per i primi 4 anni, visto che nel quinto si torna alle 27.
Cosa stupisce in ...
Vittorio Delmoro - 27-12-2004
In questi giorni vacanzieri, in cui pur sarebbe meglio tenere il pensiero libero dalle preoccupazioni scolastiche (e politiche), la mente torna purtroppo sempre lì, attratta quasi da un’irresistibile calamita; qualcuno ha detto che quando si è ...
Vittorio Delmoro - 06-12-2004
Due degli ultimi interventi, quello di Fabrizio Dacrema e di Giancarlo Cerini, (ambedue pubblicati su Fuoriregistro), ci invitano a riflettere sul percorso fin qui fatto dalla controriforma morattiana e dal movimento antiriforma e sulle prospettive prossime e future.
Dopo lo slittamento dei decreti sulla secondaria, gli interventi normativi del MIUR saranno molto ridotti : la prossima circolare sulla valutazione degli alunni, poi quella sulle iscrizioni, poi, forse, ancora sui libri di testo.
Di fatto cioè viene tutto rinviato a settembre 2005, puntando molto sulla formazione che sta partendo.
Presupponendo dunque che il movimento riuscirà a tenere sul fronte delle iscrizioni (poche opzioni al ribasso, mantenimento dell’offerta formativa) e magari anche sui libri di testo, almeno nella misura dello scorso anno, occorre domandarci in quali condizioni giungeremo al prossimo settembre e cosa ci dovremo aspettare.

Vittorio Delmoro - 30-11-2004
Qualche avvisaglia c’era già stata, come si è letto nei puntuali resoconti fatti da ScuolaOggi sulle conferenze di servizio tenute in Lombardia, ma non mi ero reso conto della portata dell’attacco, finché non ho letto un documento di cui invero non si è ancora sentito parlare in rete : il documento di sintesi del seminario di studio tenutosi a Roma il 7 e 8 luglio scorsi su INFORMAZIONE E FORMAZIONE SULLA COMUNICAZIONE DELLA RIFORMA.

Si tratta, come del resto per tutti i documenti del MIUR, di un testo davvero illuminante, volto a fornire a tutti gli attori gli strumenti adeguati a far digerire la riforma anche a chi fosse mal disposto di stomaco.
Quel che più impressiona è il dispiegamento delle forze : un vero e proprio esercito pronto a partire da Roma per piombare in tutte le regioni italiane e da lì raggiungere capillarmente ognuna delle 10.500 scuole; un esercito costituito da Direttori Generali, Ispettori centrali, Direttori regionali, Ispettori periferici, Esperti, Tecnici, Dirigenti scolastici e persino docenti (a trovarne…), coadiuvati da INDIRE, INVALSI, RAI EDUCAZIONAL, IRRE e quant’altro.

L’esercito è stato ben indottrinato a luglio, fornito di vettovagliamento tra agosto e settembre ed ha incominciato a muoversi all’inizio di ottobre. Non se n’è finora sentita l’eco perché ha confinato le proprie attività all’interno di stanze insonorizzate, perforate solo da alcune spie lombarde, ma sta mettendo a punto regione per regione l’attacco finale sulle scuole e fra breve cominceranno i cannoneggiamenti da lontano, volti a radere al suolo le ultime resistenze, per poi dilagare in campo aperto alla conquista di ogni scuola alla riforma.

La metafora potrebbe apparire forzata e fuorviante, ma la lettura del documento non lascia dubbi : bisogna fare ogni sforzo per convincere fino all’ultimo docente.
L’esercito morattiano si compone di una task-force nazionale, che si configura come Gruppo centrale di regia, costituito dai Direttori Generali dell’Amministrazione centrale e dai Gruppi tecnici centrali di studio e di supporto, che assieme al Gruppo Operativo e all’Osservatorio Nazionale guiderà da Roma lo spostamento delle truppe, nonché tutto il supporto tecnico-logistico-linguistico-psicologico necessario sul terreno di battaglia. In ogni regione poi si riproduce l’organigramma periferico copiato sulla struttura nazionale : Gruppo regionale di regia – Gruppi tecnici regionali di studio e di supporto – Rete di comunicazione - Referente per la comunicazione.
Non manca il livello provinciale, dove bisogna badare all’operatività : Gruppo provinciale Operativo di consulenza e di supporto – Gruppo Ispettivo tecnico.

Vittorio Delmoro - 22-11-2004
In barba alle mie davvero esigue relazioni, limitate ai corrispondenti virtuali e ai colleghi dell’istituto dove lavoro, voglio tentarne una classificazione con l’intento di capirne le ragioni e vedere se esista la possibilità di recuperarli al ...
Vittorio Delmoro - 06-11-2004
Esistono dunque due Americhe : quella di Moore e quella descritta da Moore. L’equazione iniziale potrebbe dunque specchiarsi in una più casalinga? Vincerà l’Italia di Moretti o quella descritta da Moretti? Quanto in profondità si è diffuso il cancro berlusconiano? Quanti vedono in lui il difensore dei propri valori, oltre che del proprio profitto? Quanti, non ancora stanchi di promesse mai mantenute, si faranno prendere da altre, più mirabolanti, prospettive? Siamo un popolo oramai vaccinato e maturo, oppure dobbiamo ancora curare il nostro infantilismo socio-culturale?

Vittorio Delmoro - 04-09-2004
Ah, come diceva bene il nostro Alessandro!

Solo che al posto del povero Don Abbondio, che pur ne faceva una questione di sopravvivenza, oggi ci ritroviamo nientemeno che dei dirigenti scolastici!

Già una volta sono stato oggetto di feroci ...
Vittorio Delmoro - 01-09-2004
Quando nel gennaio scorso chiesi di essere iscritto alla formazione ministeriale sulla riforma (DM 61) ero mosso da sincera curiosità nei confronti di colleghi che si accostavano fiduciosi ai notevoli cambiamenti previsti.

Avendo infatti studiato ...
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