Marino Bocchi - anno scolastico 2004-2005
Marino Bocchi - 11-02-2005
Gli stralci diffusi alle agenzie dell’Ordine del giorno approvato una settimana fa dal congresso dei Ds sono stati troppo in fretta accolti con ingenui gridolini d’entusiasmo. Capisco il senso di sollievo di chi, come me per esempio, era rimasto sconcertato e deluso dal fatto che nella relazione e poi nella replica di Fassino non ci fosse traccia di una richiesta di cancellazione della legge Moratti da inserire nel futuribile programma della Gad (o Unione, come infine è stata battezzata). Ma questo non autorizzava, e tantomeno autorizza oggi, 12 febbraio, dopo le ultime dichiarazioni di Fassino che richiamo in chiusura, a farsi prendere per il naso. Vediamo perché. Intanto l’Ordine del giorno andrebbe letto nella sua integralità. Suggerisco di farlo, per cogliere le altre cose che ci sono e che negli stralci non compaiono.
Marino Bocchi - 05-02-2005
Ricorrenze semantiche

58 cartelle: tanto è durata la relazione di Piero Fassino al congresso dei democratici di sinistra. L’ho ascoltata per radio, a pezzi. L’ho scaricata, intera, dal sito dell’Unità.
Non l’ho letta tutta. Non lo posso fare. ...
Marino Bocchi - 11-09-2004
Faccio la domanda che Bertinotti, come ha dichiarato ai giornali, non vuole porsi, a proposito della violenza sanguinaria dei tagliatori di teste irakeni. E credo di capire perché egli la respinga, dato che si tratta di un giustificato timore. Quello di finire per semplificare e banalizzare un fenomeno complesso come il terrorismo. Occultarne le cause. Scinderlo dalle radici di miseria, sfruttamento e disperazione che ne sono spesso all’origine. Il rischio dunque è che la ricerca di chi ci sta dietro finisca per distogliere l’attenzione da un’analisi concreta dei fatti e delle ragioni che aiutano a comprenderli. Credo che Bertinotti, che non è mai stato in sintonia con la linea del PCI, provenendo da altra tradizione, tema il riprodursi della chiave di lettura che i dirigenti comunisti impiegavano per rimuovere il conflitto sociale degli anni ’70, che ormai era sfuggito al loro controllo e disegno strategico. E di cui, in una certa misura, il terrorismo invece si fece interprete. Per questo essi definirono le Br e gli altri gruppi bande di fascisti mascherati, agenti delle forze reazionarie impegnate ad ostacolare l’ingresso del PCI al governo e l’intesa con i cattolici. Se si prende questo schema di interpretazione e lo si trasferisce, puramente e semplicemente, all’analisi del terrorismo irakeno o di quello palestinese, ceceno, ecc. si perdono di vista i caratteri e le dinamiche del conflitto globale tra Nord e Sud del mondo. Con il non secondario effetto di delegittimare ogni altro attore di quel conflitto, compresi i movimenti che ad esso cercano di trovare una soluzione con la pace e con le lotte civili e non con le armi.
Per questo la dietrologia è sicuramente un’arte pericolosa, da evitare. Però Bertinotti dimentica una cosa. E cioè che esiste un’obbiettiva convergenza di interessi tra certo terrorismo e certo potere.

.............................................................................................

Selezione interventi
Ultimi interventi
Anno scolastico 2000 - 2001
Anno scolastico 2001 - 2002
Anno scolastico 2002 - 2003
Anno scolastico 2003 - 2004
Anno scolastico 2004 - 2005
Anno scolastico 2005 - 2006
Anno scolastico 2006 - 2007
Anno scolastico 2007 - 2008
Anno scolastico 2008 - 2009
Anno scolastico 2009 - 2010
Anno scolastico 2010 - 2011
Anno scolastico 2011 - 2012
Anno scolastico 2012 - 2013
Anno scolastico 2013 - 2014
Anno scolastico 2014 - 2015
Anno scolastico 2015 - 2016
Anno scolastico 2016 - 2017
Anno scolastico 2017 - 2018
Anno scolastico 2018 - 2019
Anno scolastico 2019 - 2020
Anno scolastico 2020 - 2021