Gianni Mereghetti - anno scolastico 2004-2005
Gianni Mereghetti - 18-08-2005
A fine luglio una sentenza della Corte Costituzionale ha riconosciuto che insegnare è diverso dal pulire un'aula, dal gestire un laboratorio, dal protocollare la posta. La stessa sentenza dice che non va contro il principio di uguaglianza la valorizzazione delle specificità di ogni funzione, il che apre finalmente le porte a ciò che aspettiamo da anni, un contratto solo per la funzione docente, diverso da quello del personale ATA.
Gianni Mereghetti - 17-07-2005
Carissima Oriana Fallaci,
mentre leggevo il suo testo dal titolo "IL NEMICO CHE TRATTIAMO DA AMICO" mi è corsa alla mente l'immagine di una studentessa mentre mostrava alla commissione degli esami di stato ...
Gianni Mereghetti - 13-07-2005
ALLE STUDENTESSE E AGLI STUDENTI
CHE HANNO SOSTENUTO GLI ESAMI DI STATO

Carissimi,
la vera novità di questi esami siete stati voi, e la ragione è semplice, avete messo in campo voi stessi, la vostra criticità, la vostra ...
Gianni Mereghetti - 04-07-2005
Se valutare uno studente fa parte di un rapporto educativo si deve riconoscere che è più abilitato a farlo correttamente chi è coinvolto con lui. Certo siccome valutare non è un meccanismo, il problema "non è che il sentimento venga eliminato, ma che sia al suo posto giusto". Ed è questo il dramma di ogni valutazione, ma anche il suo fascino e il suo essere contingente! Ma che cosa vuol dire che il sentimento sia al posto giusto in una valutazione? Che quella valutazione sia per il bene dello studente, il che lo sa più un insegnante che gli ha vissuto insieme per alcuni anni che non un estraneo! Che poi gli insegnanti debbano identificare conoscenze, capacità e competenze in un numero che va dal 60 al 100 sfugge ad ogni criterio educativo.
Gianni Mereghetti - 27-06-2005
Caro collega,
gli scritti di questo sciagurato esame di stato ce li siamo lasciati alle spalle ed è finalmente tempo di passare al colloquio, forse l'atto che il legislatore ha lasciato più nell'ambiguità, così che ciascuno di noi ...
Gianni Mereghetti - 25-06-2005

  1. Marco Lodoli ha perfettamente ragione! Noi insegnanti siamo sempre più sommersi da pratiche insensate, boccheggiamo tra inutili scartoffie, finendo con il credere che ciò che vale dentro la scuola sia la compilazione di verbali, di registri, di programmazioni. L'esame di stato porta alla luce questa aberrazione della vita scolastica, ma purtroppo si tratta della pratica quotidiana, lo sanno bene quelle scuole, come la mia, che sono cadute nel tranello del Progetto Qualità, dove ciò che conta non è quello che fai in classe, ma se compili correttamente un modulo. Marco Lodoli ha ragione, e verrebbe da dire con Jurij Galanskov che dentro le aule scolastiche "l'uomo è scomparso, insignificante come una mosca egli si muove appena" tra gli adempimenti burocratici che fanno della scuola un meccanismo così perfetto da rendere superflua la presenza di insegnanti e studenti.

  2. Il ministro Moratti ha annunciato l'assunzione di quarantamila precari storici, come la panacea della scuola italiana! Nulla di più inopportuno, anche se in realtà queste prossime assunzioni rappresentano un segnale positivo, perchè, contrariamente a quanto predicato dai sindacati, dimostrano che nella scuola possibilità di lavoro ce ne sono, minime ma ce ne sono! Non è vero quindi che vi saranno licenziamenti, né che gli organici saranno drasticamente ridotti, anzi nuovo personale verrà assunto.
    Il problema serio è come verrà assunto! Il ministro Moratti, il quale all'inizio del suo mandato aveva annunciato la rivoluzione del reclutamento, con queste quarantamila assunzioni dei precari storici annuncia di fatto la sua sconfitta. Ciò che risulta evidente infatti è il suo cedimento alla logica sindacale, quella del sistema di reclutamento per graduatoria. Siamo tornati a Canossa, non è stato fatto un passo in avanti verso un sistema di reclutamento nuovo che premi il merito, che valorizzi le capacità.
Gianni Mereghetti - 24-06-2005
Terminata la II prova degli esami di stato si entra in un breve periodo di pausa apparente, tre giorni nei quali i docenti iniziano la correzione degli elaborati scritti e gli studenti si buttano a capofitto nello studio per prepararsi alla III ...
Gianni Mereghetti - 18-06-2005
LETTERA APERTA

Carissimi,

sono in molti a dirvi che gli esami di stato sono una passeggiata, che una volta sì che erano una prova seria, oggi invece che a esaminarvi sono i vostri insegnanti chi può mai credere che possiate ...
Gianni Mereghetti - 14-06-2005
C'è un film che dovrebbe essere proiettato in tutti i collegi dei docenti della scuola italiana, è LES CHORISTES.
E' un film che racconta la commovente vicenda di un musicista apparentemente fallito, ma che vive il suo lavoro di sorvegliante in un ...
Gianni Mereghetti - 06-06-2005
La scuola che finisce è per tutti una grande gioia, non per me, portato a trascorrere questi giorni in compagnia di un'intensa tristezza. E' la tristezza che mi prende a ricordare tutte le volte che ho tradito l'esigenza di vero, di bene, di bello ...
Gianni Mereghetti - 27-05-2005
ALMENO AD ABBIATEGRASSO E' COSI'

Durante il programma televisivo PUNTO E A CAPO il ministro Moratti ha sostenuto che sono stati fatti investimenti economici a favore degli insegnanti i quali guadagnerebbero di più. Non so dove siano questi ...
Gianni Mereghetti - 16-05-2005
Gentilissimo ministro,

la risposta che ha dato a Mario Pirani su Repubblica mi ha lasciato a dir poco esterrefatto. Le confesso che da lei mi sarei aspettato altro, ma tant'è. All'editorialista di Repubblica che ...
Gianni Mereghetti - 14-05-2005
In questo ultimo mese di scuola le ore sono ritmate da verifiche scritte e interrogazioni orali. E' tempo di valutazioni, un tempo drammatico, in cui fatica e tensioni fanno spesso capolino, ma significativo, perché si tirano le fila del lavoro ...
Gianni Mereghetti - 10-05-2005
Secondo una ricerca fatta negli Stati Uniti e amplificata dal Corriere della Sera i giovani non leggono più perché "Tv, Internet e cellulari «spengono» la voglia di leggere", il che è certamente vero, ma in modo parziale. Tv, Internet e cellulari non ...
Gianni Mereghetti - 07-05-2005
Spiace che a farlo sia un'alta autorità dello Stato, ma il ministro della Difesa Antonio Martino si è fatto portavoce dell'idea che il fronte relativista ha cavalcato dal referendum sul divorzio a quello prossimo sulla fecondazione. "Io non ...
Gianni Mereghetti - 27-04-2005
Il lavoro che l'INVALSI sta facendo ha uno scopo semplice, quello di consegnare alle scuole delle valutazioni così che esse possano in piena autonomia correggere il lavoro che stanno facendo. Più che andare contro l'autonomia e la libertà, è uno strumento al loro servizio!
Da ultimo lascia perplessi che vi sia una rivolta così diffusa contro l'INVALSI, mentre nulla si dice contro i cosiddetti PROGETTI QUALITA', quelli sì sistemi di valutazione rigidi e meccanici, che ingabbiano la scuola nell'aridità delle procedure. Sono i sistemi di valutazione della QUALITA' da rifiutare, perché considerano ciò che avviene dentro la scuola come una catena di montaggio, mentre nei sistemi di valutazione dell'INVALSI, pur da migliorare, è salvaguardato il principio dell'educazione come rapporto tra due libertà, quella del maestro e quella dell'alunno.
Gianni Mereghetti - 16-04-2005
Ho apprezzato l'editoriale di Giuseppe Savagnone sul difficile momento della scuola italiana. Condivido la sollecitazione a costruire, quanto mai urgente dentro la scuola, e non solo, come il fatto che una contrapposizione dettata solo da presupposti di schieramento è quanto di peggio possa accadere oggi dentro il mondo scolastico.
Anch'io non ho più l'entusiasmo dei primi anni, quando apprezzavo la riforma Moratti, perché mi sembrava aprisse condizioni di maggior libertà nell'insegnamento e fosse più consona alle diverse esigenze formative degli studenti. Oggi ho l'impressione di un gran pasticcio che finirà da una parte con il restringere la libertà docente e dall'altra con la tanto temuta licealizzazione di massa, proprio quella che il ministro Berlinguer voleva, e che il ministro Moratti prima ha buttato fuori dalla porta per poi far rientrare dalla finestra.
A fronte di queste perplessità non credo che per il bene degli studenti e di noi insegnanti la logica del "tanto peggio tanto meglio" possa essere quella più ragionevole. Urge dentro la scuola una novità di posizione! Del resto come è sbagliato sostenere la diabolicità della riforma Moratti, così sarebbe gravissimo difenderla apriori. L'unica posizione ragionevole, che può portare la scuola a ritrovare libertà e qualità dell'educazione, è quella suggerita da Savagnone: è un confronto leale e costruttivo, così che si realizzi la migliore delle riforme possibili. E la migliore delle riforme possibili è quella più snella, più leggera, quella che mette genitori, studenti e insegnanti nelle condizioni di essere i protagonisti veri dell'avventura educativa.
Gianni Mereghetti - 29-03-2005
Carissimi,
in questi giorni si sta parlando molto di voi sui giornali e alla televisione. Voi stessi volete che lo si faccia, così che sia portato all’attenzione di tutti il momento difficile che stiamo attraversando noi insegnanti. Del resto è ...
Gianni Mereghetti - 27-03-2005
Al Liceo scientifico Pascal di Abbiategrasso un'esperienza si mantiene viva da più di dieci anni, è quella dello scambio culturale con gli studenti del Peutynger Gymnasium di Ellwangen, una stupenda cittadina del Baden Wuttenberg. Anche quest’anno ...
Gianni Mereghetti - 11-03-2005
Diario di classe: l'insegnante dovrebbe tornare ad essere anche un educatore.
Si parla spesso di ragazzi che non hanno voglia di studiare, di stare a scuola e così li si giudica male, il più delle volte senza neppure ascoltare le loro ...
Gianni Mereghetti - 07-03-2005
A GIANSANDRO BARZAGHI
ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE DELLA PROVINCIA DI MILANO

Gentilissimo Assessore,
ho apprezzato la lettera nella quale esprime la sua preoccupazione per il crollo degli iscritti negli istituti ...
Gianni Mereghetti - 05-03-2005
Due sono le modalità che caratterizzano le gite scolastiche, o più correttamente viaggi di istruzione: la prima è la modalità culturale dove gli studenti vengono portati di peso da una chiesa ad un museo, da un castello ad una pinacoteca, ed ...
Gianni Mereghetti - 28-02-2005
Gentilissimo Ministro,

ormai è evidente, sono caduto in un grosso equivoco quando pensavo vicino il momento della rivoluzione nella scuola! In realtà la libertà e la qualità di cui lei è andata a parlare per anni e che avrebbero dovuto essere i pilastri di questo cambiamento epocale erano solo parole al vento, puro suono che infatti ormai s’è perso nell’etere del nulla.
La realtà è un’altra, è quella della conservazione del vecchio sistema, rigido e statalista, il che è molto grave, perché andare all’indietro nel tempo è sempre peggiorativo.
Lei sta facendo marcia indietro su tutto.
Dopo aver promesso un II ciclo con due percorsi, entrambi di qualità, sulle nostre classi incombe la minaccia di una diffusa licealizzazione, che ridurrebbe gli studenti ad unum, proprio come fece Napoleone.
Dopo aver promesso di consegnare ad insegnanti e studenti il lavoro quotidiano della scuola ha presentato degli obiettivi specifici d’apprendimento che chiedono solo di essere eseguiti, con il pericolo che insegnare e studiare al posto di diventare occasioni di una passione per la vita continuino ad essere il grigio e bigio ripetersi del dovere kantiano.
Dopo aver promesso una professionalità docente, non più imbrigliata alle logiche impiegatizie, eccoci ad una nuova cocente delusione. Ci presenta uno schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti ai fini dell'accesso all'insegnamento, in attuazione della legge 53/2003, nel quale, lungi dal promuovere la professionalità docente, seppellisce i principi di qualità e libertà sui quali sembrava poggiarsi il suo mandato.
Sono tre gli errori che lei ha commesso in questo sciagurato provvedimento, e sono gravi!
Gianni Mereghetti - 22-02-2005
In questo momento di grande dolore, in cui ci si trova più direttamente davanti al mistero della vita, mi piace ricordare don Giussani con la gratitudine di chi oggi lo riconosce più profondamente padre. Padre, perchè in forza del suo amore ...
Gianni Mereghetti - 11-02-2005
Non è un bel segno che FORZA ITALIA prenda le distanze dalle bozze di riforma del II ciclo che il ministro Moratti ha presentato, né può essere considerata una bega di partito, anzi è il segnale di quanto sia decisivo portare a termine in modo ...
Gianni Mereghetti - 03-02-2005
E' da circa dieci anni che l'Amministrazione Comunale di Abbiategrasso offre agli studenti la possibilità di incontrare exdeportati nei campi di concentramento nazisti. E’ un’iniziativa di grande valore umano, che ha trovato degna collocazione nelle ...
Gianni Mereghetti - 26-01-2005
Sono le parole che Wladislaw Szpilman, pianista polacco ed ebreo, si sente rivolgere con grande sorpresa dal capitano della Wermacht, Wilm Hosenfeld, il quale poi, al posto di catturarlo come avrebbe dovuto fare, lo porta nella stanza adiacente a quella in cui l’aveva trovato e gli chiede di suonare il Notturno in do diesis minore di Chopin.
Szpilman non fu l’unico ebreo che Hosenfeld salvò; tanti altri trovarono la salvezza grazie a quest’uomo che si vergognava del male di cui la Germania si era resa responsabile, ma nessuno di loro riuscì poi a salvarlo dalla morte. Fu in un campo di prigionia a Stalingrado che Hosenfeld morì, dopo essere stato più volte torturato dai suoi carcerieri.
Gianni Mereghetti - 24-01-2005
Educatori

E' stata riproposta con forza l’urgenza che si diano delle regole certe alla convivenza scolastica e che si punisca con mano ferma chi tali regole infrange. Sembrano tutti d’accordo, l’unica differenza sta nell’entità delle punizioni, il ...
Gianni Mereghetti - 21-01-2005
In questi anni non mi ha mai sfiorato il dubbio che il ministro Moratti potesse fare marcia indietro rispetto a due principi che mi sembravano essere i pilastri della sua riforma: uno quello di puntare sulla professionalità docente, l’altro quello di ...
Gianni Mereghetti - 17-01-2005
Il Ministero della pubblica Istruzione ha reso pubblico il documento di lavoro con i principi e le linee per la riforma del II ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione a norma della legge 53/2003. Una delle novità più significative ...
Gianni Mereghetti - 14-01-2005
Sono uno degli insegnanti che fa parte di quel 50% e più che secondo un’attendibile indagine della UIL supera i cinquant’anni.
Questo dato deve far riflettere perché non è certo un bene né che i nostri studenti abbiano ormai una gran maggioranza di ...
Gianni Mereghetti - 12-01-2005
Il 28 dicembre il «Corriere della sera» ha pubblicato un documento del Sant’Uffizio, avallato da Pio XII, che interveniva sulla questione dei bambini ebrei ospitati presso istituzioni cattoliche o famiglie francesi durante la seconda guerra mondiale. A partire da quella pubblicazione si è aperto un dibattito che ha visto numerosi intellettuali intervenire e tra questi Alberto Melloni, Amos Luzzatto, Vittorio Messori, Andrea Tornielli, Peter Gumpel, Giovanni Miccoli, Riccardo Di Segni, Emma Fattorini, Anna Foa, Renato Moro, Daniel Jonah Goldhagen, Lucetta Scaraffia, Giorgio Rumi, Ernesto Galli della Loggia, Claudio Magris. La maggior parte degli interventi ha portato sul banco degli imputati la Chiesa e in particolare il pontefice di allora Pio XII, colpevoli di antisemitismo. Quasi tutti i commentatori però sono incorsi in un errore, perché, al posto di cercare di comprendere le ragioni per cui la Chiesa ha messo in campo una fondata preoccupazione nei confronti di ognuno dei bambini ebrei salvati dall’Olocausto e alcuni dei quali battezzati, ha guardato il tutto con gli occhi del pregiudizio: infatti che aspettarsi di buono da una Chiesa preconciliare, tanto più se guidata da un Papa come Pio XII? Diversa avrebbe dovuto essere la modalità con cui affrontare una questione, com’è questa dei bambini ebrei: don Luigi Giussani nel libro “Perché la Chiesa”, analizzando altre vicende storiche che hanno visto implicata la comunità cristiana, ha indicato a chiare lettere quale debba essere il metodo corretto in simili situazioni: “una minima sensibilità storica – ha scritto - impone di collocare le affermazioni che si prendono in esame nel contesto del tempo in cui sono state pronunciate e di considerare tutte le circostanze che le hanno motivate”.

Sarebbe quindi ora, dopo tanti articoli carenti di criticità, individuare le ragioni storiche che hanno spinto la Chiesa a preoccuparsi del destino di ognuno dei bambini ebrei ospitati in Francia dai cattolici, rifiutando facili soluzioni meccaniche, come quella di restituirli tout court alle comunità ebraiche.
Gianni Mereghetti - 03-01-2005
Eugenio Scalfari in un articolo dal titolo “La fede dei laici contro i nichilisti” evidenzia – e giustamente – che è il nichilismo il vero cappio al collo della laicità. Quanto sostiene Scalfari è sacrosanto: infatti se laicità significa concepire la ...
Gianni Mereghetti - 01-01-2005
I festeggiamenti di Capodanno hanno evidenziato ancora una volta le difficoltà di noi, uomini appartenenti ad un tempo segnato dal nichilismo, a stare di fronte alle contraddizioni della vita, come quella tragica del maremoto che ha colpito le coste ...
Gianni Mereghetti - 25-12-2004
L’unica gioia al mondo
È cominciare. E’ bello vivere
Perché vivere è cominciare,
sempre, ad ogni istante.

Cesare Pavese


Il Natale è il ricordo del modo
In cui il Signore si è reso presente.
Il Signore non è mai un passato.
Il ...
Gianni Mereghetti - 23-12-2004
Mons. Luigi Giussani ha scritto che "il Natale è il ricordo del modo con cui il Signore si è reso presente". In giorni come questi, nei quali una cultura laicista, e non laica, sta tentando di ridurre il Natale ad una festa dei valori comuni, questa ...
Gianni Mereghetti - 20-12-2004
Sembra che la riforma della scuola sia vicina all’ultimo passo, quello che riguarda la scuola superiore, finora nemmeno sfiorata dal suo processo che invece ha toccato il primo ciclo. Le avvisaglie di quello che succederà sono però preoccupanti, ...
Gianni Mereghetti - 10-12-2004
E' stato un Dirigente Scolastico di Treviso a portare alla luce il problema vero sotteso al tentativo di eliminare dalla scuola i segni del santo Natale. Per questo dirigente il fatto che i bambini abbiano messo in scena Cappuccetto rosso, invece di ...
Gianni Mereghetti - 03-12-2004
Emanuele Severino ha voluto esprimersi sulla questione della fecondazione, ma che per farlo abbia arruolato Aristotele e lo abbia fatto contro il suo pensiero è un segno di debolezza culturale.
Aristotele non sarà certo contento di essere stato ...
Gianni Mereghetti - 01-12-2004
Il ministro Moratti secondo giornali e televisione avrebbe salvato la scuola da un’operazione indiscriminata di tagli che il ministro Siniscalco stava facendo ai suoi danni. Tagli ce ne saranno comunque, ma il merito del ministro è stato quello di ...
Gianni Mereghetti - 26-11-2004
Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, in un’intervista a tutto campo chiarisce in modo efficace quale sia il disagio dei giovani d’oggi. E’ vero che hanno tutto, il dramma però è che non hanno l’essenziale, e ...
Gianni Mereghetti - 23-11-2004
Marco Lodoli grazie alla sua sensibilità umana ci propone un’altra questione centrale nella vita dei giovani d’oggi, il fatto che non vogliano soffrire più, neanche per un momento, e che molti dei loro comportamenti derivino dal tentativo di evitare ...
Gianni Mereghetti - 18-11-2004
Secondo il ministro Moratti gli stipendi degli insegnanti ormai sono “prossimi alle medie europee, visto che un insegnante di scuola superiore arriva ai 1.450”.
Sarebbe stato corretto che il ministro avesse precisato che 1450 euro li guadagna un ...
Gianni Mereghetti - 13-11-2004
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli studenti possono accusare per iscritto i loro insegnanti e non commettono reato anche se le accuse si rivelano «infondate».
Non mi fa nessun problema che uno studente possa criticare un suo insegnante, e ...
Gianni Mereghetti - 06-11-2004
Il 15 novembre è sciopero generale, molte sono le ragioni per cui si dovrebbe protestare contro l'attuale gestione della scuola italiana, ma soprattutto una, l'indecisione a fare una riforma nell'alveo dei due pilastri posti da Berlinguer, ossia l'autonomia e la parità.
Questo sciopero invece chiede sostanzialmente una cosa, che non si faccia la riforma! Infatti non ci sarà riforma della scuola senza un nuovo stato giuridico degli insegnanti, senza un'autonomia che arrivi ad essere libertà dei diversi soggetti che vivono la scuola, senza una reale parità scolastica che finalmente liberalizzi il sistema, senza un sistema dell'istruzione e formazione professionale che sia effettivamente nuovo, senza dare alle regioni la loro funzione nel sistema scolastico, senza attribuire agli insegnanti uno stipendio che premi la loro professionalità.

Gianni Mereghetti - 21-10-2004
Carissimo Marco Lodoli,

quanto le ha detto una sua studentessa è da considerare con grande attenzione, non solo perchè è una delle espressioni del nulla di cui sono vittime molti giovani d’oggi, ma soprattutto perchè è un grido d’aiuto che proprio dal fondo di questo nulla si alza fino a lei.

I jeans a vita bassa non rappresentano, come molti vogliono farci credere, una moda neutrale, una sorta di ribellione senza bandiera, ma, come i capelli lunghi dei giovani degli anni sessanta, esprimono una cultura, quella che la sua studentessa ben identifica. Nella vita si realizza solo chi ha successo, per gli altri, cioè per il novantanove per cento dei giovani, l’unica prospettiva è la possibilità di comprarsi un paio di mutande di Dolce e Gabbana! Questo è il trionfo del nulla, che la vita sia ridotta al puro apparire, e a chi il caso non riserva la possibilità di farlo in televisione o in un concerto o allo stadio non resta altro che tentare la sorte con un paio di jeans a vita bassa!

Se i nostri studenti, ancor prima i nostri figli, stanno lentamente precipitando nel nulla – e di questo noi siamo responsabili, di questo noi dobbiamo chiedere loro perdono – mi pare allora decisivo per lei, per me capire come sia possibile aiutarli.

Mi permetto allora farle presente che per aiutare una persona, qualsiasi persona, sia giovane sia adulto, è fondamentale capire la domanda che pone, anche se non pienamente consapevole.

E forse lei è proprio la domanda della sua studentessa che non ha colto nella sua profondità, o ancor di più - ma è probabile che mi sbagli - non ha avvertito che dentro la sua determinazione nell’affermare una vita senza prospettive in realtà si nascondeva una domanda a lei, un disperato grido d’aiuto.

La sua studentessa non mi pare abbia il problema della cultura di massa, tanto meno desideri essere diversa dagli altri. Vuole comprarsi “un paio di mutande di Dolce e Gabbana con quei nomi stampati sull'elastico che deve occhieggiare bene in vista fuori dai pantaloni a vita bassa”, perchè non ha altre possibilità che qualcuno la guardi, visto che non può andare in televisione dove tutti la guarderebbero.

La sua studentessa non ha opposto alla sua cultura la filosofia del nulla, ma le ha posto una domanda, l’ha implorata di offrirle uno sguardo di simpatia totale, a lei come persona con un destino di felicità impresso nel DNA. A questa domanda lei ha risposto con una giusta analisi di stampo pasoliniano, quella che vede l’incombenza dell’omologazione, e con un’incitazione a diversificarsi dalla massa. Qui, mi permetta, lei l’ha tradita, perchè al posto di mettere in campo la sua umanità ha risposto con un’analisi, che, quand’anche fosse giusta, non tocca minimamente l’esigenza che la sua studentessa, come ogni ragazza che si compra un paio di jeans a vita bassa, porta dentro il cuore. E’ l’esigenza di Cesare Pavese, quella di uno sguardo di simpatia totale, uno sguardo che tolga l’uomo dal nulla e gli restituisca l’amore al suo “io”.

Su questo io e lei dovremmo interrogarci. I suoi studenti, i miei studenti è questo che domandano e si ficcano più profondamente nel nulla se al posto di trovare il nostro sussulto umano trovano quattro indicazioni di buona condotta o il richiamo moralistico ad avere una personalità. Ma come può un giovane d’oggi avere una personalità se non ha mai incontrato degli uomini appassionati alla vita?

Per questo la sua studentessa ha sfidato lei, me sulla vita. Ci ha chiesto se abbiamo da offrirle qualcosa di più interessante di un paio di mutande di Dolce e Gabbana.

Lei è indietreggiato, lei che è più intelligente, più sensibile, più capace di insegnare di me. Io non indietreggio, accetto la sfida, perchè nella mia povertà, nel mio limite, nel mio fallimento, qualcosa da offrire alla sua studentessa, a chiunque incontri, ce l’ho, è l’esperienza di uno sguardo di simpatia totale a me, quello di Cristo. Uno sguardo per il quale la vita diventa tutta appassionante, in ogni suo aspetto, in quanto segnata da una positività reale che la realizza. E questo è così vero che si può andare a comprarsi un paio di mutande di Dolce e Gabbana senza che questo gesto diventi l’ultima spiaggia di una sconfitta!
Gianni Mereghetti - 14-10-2004
Giuseppe Savagnone ha pubblicato su Avvenire alcune interessanti riflessioni a margine della presentazione, da parte del ministro Moratti, dei risultati dell'indagine condotta dal Servizio nazionale di valutazione sui livelli di apprendimento nella ...
Gianni Mereghetti - 11-10-2004
In alcune scuole sta succedendo una cosa “strana”, quella della limitazione dell’apertura pomeridiana. E’ per ora un intervento soft, in quanto, contro la prassi consolidata dell’apertura della scuola tutti i pomeriggi, riduce a due o tre giorni la ...
Gianni Mereghetti - 04-10-2004
Intervenendo sul fatto che metà degli abitanti di Milano sceglie la cremazione il prof. Emanuele Severino ha messo in evidenza che questa scelta non è motivata solo da esigenze pratiche, ma ha dei chiari fondamenti culturali. Per il prof. Severino la diffusione della cremazione è il segno preoccupante di un lento abbandono al nulla, abbandono che è davanti alla morte perchè rappresenta il modo normale di affrontare la vita. La cremazione sarebbe quindi un indizio del nichilismo dominante, tanto che vita e morte alla fine hanno lo stesso valore, il nulla! Però per Severino più forte di questo cadere nel nulla è presente nel nostro cuore "un’altra voce - quella autentica - che dice che l’uomo non è cenere, ma è eternamente salvo dal nulla e che la sua è la morte di chi, pur morendo, in quella salvezza eternamente permane”.

Ha ragione il prof. Severino! Se la pratica della cremazione fosse l’affermazione del nulla sarebbe da rifiutare perchè significherebbe la negazione del giudizio ultimo della ragione, quella della positività dell’essere. Del resto la Chiesa stessa permette la cremazione “se tale scelta non mette in questione la fede nella resurrezione dei corpi” (Catechismo della Chiesa Cattolica).

Gianni Mereghetti - 07-09-2004
A Beslan, mentre imperversava la furia cieca del terrorismo mietendo vittime innocenti, un'insegnante, facendo scudo con il suo corpo, salvava David, un bambino di undici anni.

Questo gesto umano, piccolo, sproporzionato rispetto all'immane ...
Gianni Mereghetti - 06-09-2004
Guardando le immagini della distesa di sacchi neri che avvolgono i corpi dei bambini di Beslan è naturale domandarsi come sia possibile che siano stati degli esseri umani a compiere tanta atrocità.

Se quegli uomini incappucciati avessero guardato negli occhi uno ad uno i bambini che stavano uccidendo com’è avrebbero potuto spegnere la loro vita?

Eppure lo hanno fatto, e quei corpi richiamano quelli che i soldati americani e sovietici hanno trovato nei campi di sterminio che incontravano nella loro avanzata verso Berlino.

Come gli aguzzini nazisti hanno potuto uccidere senza pietà, così oggi se ne rendono responsabili i terroristi. E possono continuare a farlo, perchè non hanno di fronte il volto di colui che uccidono, ma il loro progetto di potere. E’ per questo che il terrorismo è aberrante, perchè rapisce, violenta e uccide in nome di un’idea, e per farlo non considera le sue vittime persone. Non le può considerare, altrimenti butterebbe a terra le sue armi e scapperebbe via.

Il terrorista non sa più riconoscere la realtà, fa il male, ma non lo riconosce come tale.

Il dramma è che questa incapacità a condannare il male ha preso anche il mondo occidentale e rischia di albergare anche nel cuore di tutti noi, che condanniamo il terribile rituale di un terrorismo aberrante e spregiudicato.



>>> continua...
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