Francesco Di Lorenzo - anno scolastico 2013-2014
Francesco Di Lorenzo - 29-07-2014
Nella nostra scuola secondaria superiore, meno dell'1 % degli insegnanti di ruolo ha un'età inferiore ai 30 anni. Che è una percentuale irrisoria se confrontata con quella delle altre nazioni. E che il 40% dei nostri insegnanti ha un'età compresa tra i 51 e i 59 anni. Tale percentuale è la più alta tra i paesi Ocse.
Far finta che non ci sia un nesso tra i dati anagrafici degli insegnanti italiani e la mancata innovazione lamentata, è troppo una presa in giro, è non voler vedere come realmente stanno le cose.
Per il resto, le notizie di questa estate strana ci descrivono una scuola come sempre alla ricerca di se stessa, ma con risultati scarsi ed insoddisfacenti.
Francesco Di Lorenzo - 02-07-2014
Anche in estate le notizie ci ricordano che la nostra scuola è l'ultima della classe. Siamo, tra i paesi sviluppati, quelli che hanno gli insegnanti e i presidi più anziani e la nostra percentuale di precari è tra le più alte al mondo. La domanda a questo punto è una: perché siamo così malconci? La risposta è semplice: se non si investe nella e sulla scuola, e sono vent'anni che non lo si fa più, queste sono le conseguenze.
Lo ha sancito un incontro voluto dal Censis: quasi il 30% dei nati tra il 1980 e il 1984 ha trovato un lavoro peggiore di quello che hanno o avevano in famiglia. E' un cane che si morde la coda. Se la scuola non mi garantisce un lavoro migliore di quello di mio padre, perché andarci? Naturalmente non è sempre vero, ma poiché il ragionamento è alimentato dai media, tra qualche tempo troveremo il solito inutile idiota che ci spiegherà che la laurea non serve, portando l'esempio di una persona che non si è laureata ma ha avuto successo, semmai un suo cugino.
Francesco Di Lorenzo - 07-06-2014
E anche per quest'anno è fatta. Il Sole 24 Ore ha dato la notizia: il ministero ha messo a punto il decreto che stanzia 220milioni di euro per le scuole paritarie. Niente di nuovo, intendiamoci. Sono soldi promessi dal governo Letta con l'ultima legge di stabilità e che con un apposito articolo erano stati esentati dai vincoli imposti dall'Unione Europea. Un modo per mantenere gli impegni, un esercizio di coerenza che si vorrebbe fosse applicato anche in altre circostanze. Al ministero dell'Istruzione, ricordiamolo, che ci sia Profumo, Carrozza o Giannini, che si abbatta un uragano o che ci sia un'alluvione, non c'è scampo, i soldi per le scuole paritarie arrivano puntuali come i treni durante il fascismo. Nasce il sospetto che ci sia qualcosa di talmente potente e a cui è impossibile opporre un diniego, perché la crisi che in tutti gli altri settori della scuola ha fatto macelli, non ha sfiorato le scuole paritarie.
Com'è possibile?
Francesco Di Lorenzo - 31-05-2014
La VII Commissione (Istruzione e Cultura) della Camera, sta procedendo con le audizioni relative al tema della dispersione. I dati i non sono molto cambiati negli ultimi tempi. Resta solo da capire dopo le audizioni che cosa si ha intenzione di fare e che cosa ci si aspetta di sapere ancora.
È uscito in questi giorni il Report sull'andamento delle iscrizioni per l'anno scolastico 2014-15. La riflessione quasi spontanea è che non c'è bisogno di attendere ulteriori consultazioni o audizioni, ci sono richieste talmente esplicite che attendere significa perdere solo tempo: le famiglie italiane chiedono più ore di lezione per i propri figli.
In tutto ciò il ministro Giannini si è dispersa: se qualcuno la vede, avvisi subito.
Francesco Di Lorenzo - 24-05-2014
Il sospetto lo avevamo: questo governo vivacchia. il ministro Giannini suggerisce una scuola dell'infanzia di due invece che di tre anni. Se si deve accorciare, che sia all'inizio o alla fine, poco conta, si sarà detta. Vanno segnalati due episodi avvenuti a Pomezia e all'isola del Giglio. Sull'isola i ragazzi della scuola media incatenati sul molo per protestare contro la decisione 'di accorpare le tre classi delle medie in un'unica pluriclasse'. Le ragioni della scelta di natura economica, contrastano con quelle di natura pedagogica e sociale. A Pomezia la mensa comunale offre doppio menù; per i bambini che possono permettersi quaranta centesimi c'è anche il dessert. Gli altri, che se lo portino da casa. Il sospetto è che si tratti di privilegio. Ma è solo un sospetto?
Francesco Di Lorenzo - 17-05-2014
Sulle prove Invalsi anche la Cgil-scuola ha preso posizione contro questo tipo di valutazione. Non lo aveva mai fatto apertamente, finora si era limitata a non essere esplicitamente favorevole. Intanto Aprea ritiene "che anche quei limitati casi di ammutinamento organizzato, per boicottare la somministrazione dei test, evidenziati dalla stampa siano inopportuni e censurabili". Sulla 'legalità le scuole riescono con dedizione e impegno a portare avanti il discorso coniugandolo in vario modo. Intanto la nuova tangentopoli milanese stride con tutto quello che si cerca di insegnare. Manca l'esempio che rafforza le conoscenze, anzi, la realtà le contraddice e le vanifica.
Francesco Di Lorenzo - 10-05-2014
Le notizie si rincorrono e ci rincorrono da ogni dove. Il ministro Giannini promette un 'tablet' per banco; nel frattempo noi apprendiamo che tre milioni di ragazzi negli ultimi 15 anni hanno abbandonato la scuola. Vale a dire: il 31,9% degli studenti che si sono iscritti alle superiori non sono arrivati al diploma. E sono finiti ad alimentare la quota di NEET, cioè quei soggetti che non vanno a scuola, non hanno lavoro e neanche lo cercano. Da noi, in Italia, sono presenti in percentuale maggiore che altrove; i 'Neet' in Germania arrivano al 9,7% in Francia al 14,5%, mentre in Italia la media è del 23,9% con punte di quasi 40% in Sicilia. Il ministro ha anche chiamato 'Cantiere della scuola' quello che il suo predecessore, Carrozza, aveva appena nominato 'Costituente della scuola'. Nel frattempo, qualcuno è alla ricerca della grande sicurezza che il presidente del consiglio Renzi aveva sulla scuola. Era in cima ai suoi programmi e la voleva rivoltare come un calzino, diceva. Ma gli sarà sfuggito qualcosa, speriamo lo ritrovi.
Francesco Di Lorenzo - 12-04-2014
È scoppiata mezza polemica tra il sottosegretario Delrio e il ministro Giannini. Il primo dice che i tagli ci saranno anche nella scuola, la seconda dice di non saperne niente. Mentre aspettiamo che si mettano d'accordo, gli esperti dicono che per chi lavora nella scuola non ci sono soldi e continueranno a mancare, quindi il problema c'è.
Di tutt'altro genere la notizia che il programma Erasmus avrà un incremento. Si passerà da 230mila a 330mila studenti italiani (per i prossimi sette anni) che avranno la possibilità di studiare all'estero accumulando esperienza, conoscenza e padronanza linguistica.
Francesco Di Lorenzo - 05-04-2014
Pian piano le idee del ministro Giannini sulla scuola si fanno più chiare, e in modo inverso, cioè velocemente, capiamo che siamo finiti in un altro incubo. La sua sequenza di pensieri presentata in commissione cultura alla Camera è da sballo. Per la cronaca tali idee erano già state esposte al Senato, ma ora si definiscono i contorni, si specificano le particolarità, si precisano i profili e si fugano gli ultimi dubbi...
Sarebbe facile dire 'niente di nuovo sotto il sole'. Il problema è che da più parti si pensa il contrario, si pensa cioè che stia avvenendo una qualche novità, si pensa che finalmente ci sia stato un cambiamento di passo.
Purtroppo, la prova e l'evidenza dei fatti ci dicono il contrario.
È vero, e forse è anche umano e giusto, che la maggioranza degli italiani si stia aggrappando alla speranza di questo governo che sa di ultima spiaggia, ma è altrettanto vero che il rischio di restare sospesi nel vuoto è grande.
Francesco Di Lorenzo - 29-03-2014
Per la sua prima uscita in parlamento, il neo-ministro ha pensato di stupirci. Infatti, ha sciorinato una novità forte: equiparare le scuole paritarie alle scuole statali. I rappresentanti del coordinamento nazionale dell'Unione degli Studenti hanno vivacemente protestato. Lo hanno fatto, però, dicendo le solite cose e cioè che a loro sembra indecente un' idea del genere, perché le scuole pubbliche frequentate da milioni di studenti sono dequalificate e sotto finanziate, e i soldi, casomai li si trovasse, dovrebbero servire solo a queste, alle scuole che abitualmente sono aperte a tutti i cittadini italiani (e non).
Ma si sa, gli studenti oltre a non accontentarsi mai, sono sempre lì a criticare, tanto che poi alla fine, vuoi o non vuoi, un ministro non li prende più in considerazione. È il loro destino, succede sempre così e non imparano mai.
Francesco Di Lorenzo - 22-03-2014
Negli ultimi giorni, si è appreso dai giornali, che nell'Università dove era Rettrice Giannini - entrata in politica nel 2013 candidandosi con la lista Monti, poi diventata coordinatrice di Scelta Civica e ora ministro - è in corso un'indagine della Guardia di Finanza. Sembra che durante la sua gestione siano stati spesi soldi "per scopi inutili e direttamente imputabili a chi li gestiva", queste le parole usate dagli articoli che riportano la notizia. Niente di che, naturalmente, e di certo il ministro riuscirà a chiarire tutto. Ma è sui meriti specifici che ancora non è chiaro il discorso. Viene un dubbio: forse che per diventare ministri dell'istruzione bisogna essere rettori di piccole e medie Università? Che il merito sia qualcosa che abbia più a che fare con la scelta (civica) giusta?
Francesco Di Lorenzo - 15-03-2014
se qualcuno, chiunque sia, trova davvero 3 miliardi e mezzo disponibili per ristrutturare le scuole, e dice che «dal primo aprile sarà operativa l'Unità di missione per le scuole che lavorerà a palazzo Chigi, di concerto con il Miur e che autorizzerà gli interventi», e dice anche che chiamerà addirittura il 'maestro Renzo Piano' per garantire la qualità degli interventi, onestamente, che cosa vogliamo di più? La risposa è una sola: vorremmo che fosse vero!
Intanto gli esponenti del Movimento 5 stelle in commissione cultura hanno posto, con forza e determinazione, un problema che da tempo viene rinviato (e rimpallato) senza che si riesca a trovare una soluzione. Si tratta di dire basta al fenomeno dei 'diplomifici', cioè al cattivo funzionamento degli istituti paritari, nei quali - più che altrove - l'ammissione all'esame di maturità avviene in modo allegro e troppo disinvolto.
Francesco Di Lorenzo - 01-03-2014
Sul nuovo ministro dell'istruzione c'è poco da dire. La discontinuità (peraltro solo a parole) invocata da questo governo in tutti i settori, nella scuola non c'è, non esiste. A leggere i dieci punti programmatici del neo ministro Giannini, tutto sembra in continuità con un graduale ma significativo disfacimento e con la mancanza di idee decise (e precise).
Il coro complesso delle lamentele ad ogni cambio di governo include sempre il gioco della torre, riferito alle materie di studio. Quale tra di esse si butta via perché non serve più?
Da un'intervista ad un ex alunno di papa Bergoglio, apprendiamo che il futuro pontefice, per interessare gli allievi insegnava scrittura creativa e lanciava concorsi letterari. E la scuola che fa?
Francesco Di Lorenzo - 22-02-2014
Sempre, quando nasce un governo, c'è il tempo delle richieste di rito. Ma una domanda sorge spontanea: servono a qualcosa le lettere e gli appelli che regolarmente vengono inviati al presidente incaricato? Dopo precedenti delusioni, aspettiamo risposte dalla dalla ministra Giannini appena nominata. E mentre un giornale romano ci informa che la scuola italiana non sempre è il luogo della negatività, il Miur cerca talenti, prendendo spunto da analoghe esperienze di Stati Uniti ed Europa. Non sarebbe il caso di lanciare un'altra sfida: ad esempio, proporre qualcosa rivolta a scoprire anche i cretini?
Francesco di Lorenzo - 15-02-2014
Nell'attesa di sapere chi sarà il nuovo ministro dell'Istruzione, un'indagine ci rivela che il 72% dei giovani diplomati italiani vorrebbe andarsene all'estero. Un modo elegante per dirci, da parte delle giovani generazioni, 'vedetevela voi con i mini aggiustamenti, con il tirare a campare e con tutto quello che viene in mente quando si parla di scuola'. I giovani, quindi, un po' per scelta-un po' per forza, si 'chiamano' fuori; hanno compreso che vengono evocati da tutti, ma mai presi seriamente in considerazione. Il risultato è che cercano altrove un minimo di sicurezza insieme a (non disdegnando) un minimo di futuro. E mentre il Miur pubblica e revoca circolari che dimostrano il caos esistente, alcuni ntellettuali firmano un 'manifesto' per contestare l'idea che la cultura umanistica sia semplicisticamente contrapposta alla cultura dei dati scientifici a cui dovrebbe sottostare.
Francesco di Lorenzo - 07-02-2014
A Viale Trastevere arriva l'ufficiale giudiziario. La giustizia un paio di anni fa aveva imposto al ministero di risarcire 472 insegnanti trattati da precari e ancora non li ha risarciti. L'Ufficiale giudiziario ha elencato oggetti da pignorare, compresa la poltrona dove siede il ministro. Una curiosità: quanto vale la poltrona del ministro Carrozza? Tempo di iscrizioni. Panorama propone consigli: se la scuola pubblica i risultati delle prove Invalsi, non teme il confronto. Sul Manifesto, invece, alcuni alunni presentano la loro scuola: "Nella nostra scuola possono venire anche bambini che hanno la pelle diversa dalla mia. Anche loro hanno voglia di stare insieme agli altri bambini". Dopo i test Invalsi, guarda un po', ci sono anche le idee.
Francesco di Lorenzo - 01-02-2014
Le notizie che arrivano sullo stato della 'costituente per la scuola' sono contraddittorie. In sintesi, si starebbero ancora scaldando i motori. Siamo, cioè, nell'ordine delle buone, anzi buonissime, intenzioni. Alla fine cosa ci potremo attendere? Ognuno dirà quale scuola vuole, tanto si sa, siamo tutti esperti di scuola. Avremo in Italia un aumento vertiginoso degli intenditori, Qualcuno, a sproposito, su questo tema, ha tirato fuori che 'sono passati dodici anni dagli ultimi Stati generali della scuola', come se quell'evento (ma fu un evento?) fosse stato così tanto risolutivo o comunque indicativo per il presente. Forse non è inutile ricordare che gli Stati generali della scuola furono organizzati dal ministro Moratti nel 2002.
Francesco di Lorenzo - 25-01-2014
Mentre il ministro Carrozza afferma che per gli scatti stipendiali 2013 del personale scuola non ci sono i fondi, Renzi parla di cinque miliardi per ristrutturare il patrimonio edilizio e Giorgio Rembado accusa il governo di aver pensato solo ai docenti, che non dovranno restituire 150 euro, dimenticandosi invece dei presidi.
Quanto tempo ci è rimasto per sognare?
Intanto Orizzonte Scuola, ripropone una circolare del 1969 che imponeva agli insegnanti di non dare compiti a casa nel fine settimana.
Il dibattito che ne è nato è stata l'occasione giusta per parlare di nuovi metodi di insegnamento, per esempio, le classi rovesciate, le "Flipped classroom", qualcosa da prendere in seria considerazione.
Francesco di Lorenzo - 18-01-2014
Ci mancava solo il problema della pulizia delle aule scolastiche. Il taglio delle spese ha portato al dimezzamento dei fondi, così, nell'anno nuovo, nelle scuole che usufruiscono del servizio. Intanto avanzano dubbi e incertezze sul proseguimento del mandato di Maria Chiara Carrozza. Dai quotidiani, nei giorni scorsi, si è appreso che in un più che probabile rimpasto governativo, uno dei nomi da sostituire sarebbe proprio quello del "nostro" Ministro. Che, nell'attesa, invita gli insegnanti a dare meno compiti a casa e a portare di più i ragazzi nei musei. Sorvolando sulle le vere ragioni della crisi di competenze...
Francesco di Lorenzo - 11-01-2014
Sembra uno scherzo del destino, ma le cose sono andate veramente così: mercoledì 8 gennaio una nota del Miur ci informa che in mattinata è stato firmato un protocollo per la formazione alla salute e alla sicurezza nella scuole. Nelle stesse ore - la notizia è stata riportata il giorno dopo - un ragazzo di diciassette anni, Andrea De Gabriele, studente di un liceo di Lecce, durante l'orario scolastico precipita in un pozzo luce adiacente alla palestra della scuola e muore. Macabro scherzo del destino, mentre il sottosegretario parla e dice che bisogna formare il personale alla sicurezza delle nostre scuole perché diventino luoghi sicuri per i nostri figli, qualcuno non ha pensato che la copertura del pozzo luce del liceo di Lecce dovrebbe essere fatta con materiali più resistenti, per esempio al peso di un ragazzo.
Francesco di Lorenzo - 21-12-2013
In questo finale di anno solare, per la scuola non ci sono novità positive. Anzi. Per quanto riguarda gli abbandoni scolastici, come ci dicono i dati diffusi dalla Commissione Europea, siamo agli ultimi posti, siamo ben oltre la media degli altri paesi europei. Molti lo sapevano, qualcuno addirittura non si era bevuta la bella idea, propagandata dai governi di centro destra, che con i tagli la situazione sarebbe migliorata. Niente di strano quindi nell'apprendere che 5240 giovani campani, su un totale di 35mila in tutta la nazione, sono andati via dall'Italia per la mancanza di prospettive e di lavoro. Alcuni di loro, in questi giorni, sono stati invitati al convegno Meetalents, che si è tenuto in provincia di Napoli. Intanto, i maggiori sindacati della scuola litigano tra di loro per 'beghe interne' o per questioni attinenti lo stipendio dei dirigenti scolastici. Ma neanche questa, purtroppo, è una novità.
Francesco di Lorenzo - 14-12-2013
Sembra che ormai gli insegnanti siano alla frutta. Sarà anche un'esagerazione, ma è vero che qualcosa di importante si è rotto nel rapporto tra i docenti, di qualsiasi segmento scolastico, e il mondo circostante. Così, poiché la categoria è sempre di più a rischio di stress, un sindacato, la Gilda, ha pensato bene di organizzare un servizio a loro dedicato. Intanto Gelmini colpisce ancora. La notizia riportata da un quotidiano nazionale ci informa che "la ministra Maria Chiara Carrozza non è per ora riuscita a rimediare al grave errore di chi l'ha, purtroppo, preceduta". Si tratta delle ore di storia dell'arte nei tecnici e nei professionali. E per finire Continuano le proteste degli studenti che nessuno o pochi prendono in considerazione. Non viene il dubbio che ciò che sta accadendo è proprio quello che qualcuno vuole?
Francesco di Lorenzo - 07-12-2013
A differenza di altri, che ci tengono al loro sviluppo, nell'assoluta indifferenza noi stiamo tagliando il futuro a generazioni intere con una superficialità che fa paura. Per capire la gravità della nostra condizione, proviamo ad immaginare la nostra scuola tra qualche anno. Buio totale. Bisogna fare esercizi di fantasia assolutamente acrobatici per intravedere una qualsiasi forma, che naturalmente sarà sconfessata, perché nella realtà non esiste nulla che faccia prevedere qualcosa di positivo. Ci avvolge un vuoto assoluto che si respira con grande normalità. Ed è grave che sia le forze sociali che i partiti non abbiano un'idea di scuola da proporre, che non si abbia in mente quale scuola sarebbe giusta per il nostro paese. È da anni che tutti, in tutti gli schieramenti, si limitano ad amministrare il contingente, a rimediare i disagi, ad aggiustare alcuni particolari del sistema educativo. O a bollare le proteste degli studenti, come fa il Ministro Carrozza (e tutti i benpensanti) dicendo che è solo un rito e che le occupazioni si fanno solo quando si ha un obiettivo. Beh, proprio sugli obiettivi...
Francesco di Lorenzo - 22-11-2013
La Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia perché il nostro Paese non ha rispettato la direttiva Ue sul lavoro a tempo determinato. In breve, in Europa se ne sono accorti, non è possibile utilizzare i precari, nel nostro caso della scuola, per anni, facendogli fare lo stesso lavoro di tutti gli altri ma mantenendoli in una condizione da sottocategoria, con meno diritti e con un contratto di lavoro diverso. Nel corso di questi anni si sono già sentiti casi isolati di ricorsi vinti da singoli docenti appellatisi proprio a questa direttiva europea, ma ora sembra che la situazione sia un poco diversa, o quantomeno questa volta include una quantità di persone maggiore.
Intanto il premier Letta ha lanciato l'idea di nominare ogni anno una capitale italiana della cultura. E la scuola, questa Cenerentola che sta scivolando pian piano nell'ordine delle notizie di secondo piano, anche perché si ripetono, quando si interviene, sempre le stesse cose e si dimenticano argomenti seri e importanti?
Francesco di Lorenzo - 16-11-2013
Ormai è chiaro come il sole: ogni qualvolta, negli ultimi anni, un governo (e quest'ultimo non fa eccezione, anzi) interviene sulla scuola, lo fa peggiorando le cose. Non è un caso che i provvedimenti ministeriali suscitino scontento e preoccupazione in tutti quelli che vivono la scuola in prima persona. E naturalmente, di conseguenza, i timori crescono anche nelle famiglie. L'ultima chicca in ordine di tempo è la vociferata inclusione nella legge di stabilità, con conseguente delega al governo, di provvedimenti come le norme sugli organi collegiali e sullo stato giuridico dei docenti. Un modo per far passare questioni importanti senza nessuna discussione. Intanto, scoppiano le polemiche sulla prospettata chiusura di quattro Uffici Scolastici Regionali.
Francesco di Lorenzo - 04-11-2013
È stato approvato alla Camera il decreto sulla scuola che porta la firma del ministro Carrozza. Tra le novità, l'estensione del divieto di fumare nelle zone aperte attigue alla scuola. Chi saranno i guardiani dell'aria pulita? Fioccheranno le multe? Domande sospese: staremo a vedere che cosa succederà. La notizia, però, sembra un richiamo mediatico utile più a nascondere altro che a informare. Invece, tra le non-novità del decreto e in linea con una continuità sorprendente, come fanno notare alcuni sindacati, i precari continueranno a soffrire. Intanto si parla di sessantamila da assorbire in tre anni, mentre il loro numero è ben maggiore. Poi, sempre nella linea del risparmio e non essendoci un'adeguata copertura finanziaria, i fortunati assunti come dono percepiranno per otto anni lo stipendio di base senza progressioni di carriera.
Francesco di Lorenzo - 26-10-2013
La scuola perde la centralità che le spetta nel dibattito politico e sociale, ritorna ai margini e continua a vivacchiare con piccoli aggiustamenti che non portano a nulla. Oppure, ancora peggio, passano una serie di miniriforme decise nel chiuso di una stanza, proposte da un gruppo ristretto di esperti senza sentire il bisogno di presentarle e farle discuterle prima. È quanto rilevano alcuni sindacati sulla sperimentazione del liceo quadriennale avviata dal ministro Carrozza, accusata di voler innescare un meccanismo utile ad evitare la discussione e far trovare tutti davanti al fatto compiuto. A Torino si svolgono intanto un convegno e una mostra incentrati sulla figura di Francesco De Sanctis, primo ministro della Pubblica Istruzione dell'Italia unita. La sua volontà, le sue idee ben precise, l'entusiasmo che trasmetteva con parole ed azioni, poche altre volte hanno caratterizzato uomini che si sono interessati di scuola.
Francesco di Lorenzo - 19-10-2013
I numeri non si possono nascondere. Se l'organico degli insegnanti è bloccato nonostante ci siano 21mila alunni in più, l'affollamento delle aule, cioè il numero alto di alunni per classe, resta identico. In sintesi, ci sono ancora le classi-pollaio. Speriamo che a qualcuno non venga in mente di proporre un 'indulto scolastico' e di chiudere per tre anni, mettiamo, una parte delle scuole italiane, magari le meno pregiate...Tra i tagli alla spesa pubblica per reperire le risorse e le coperture finanziarie che servono per mandare avanti il sistema, è una guerra combattuta a suon di intrecci e relazioni pericolose e a farne le spese sono sempre i soliti. Prendiamo i birrai: aumentare l'accisa su un prodotto di consumo come la birra sarebbe servito a finanziare gli investimenti nel settore scolastico, ma la commissione finanza, che doveva esprimere un suo parere sull'argomento proposto dal governo, ha detto di no.
Francesco di Lorenzo - 12-10-2013
Ormai è un'abitudine. Ciclicamente ritornano i dati Ocse che ci ricordano i nostri endemici ritardi nell'istruzione e nella formazione, e tutti - telegiornali, giornali e pubblicazioni specializzate - danno la notizia come se fosse una novità. Ci sarebbe bisogno di un'indagine per scoprire da quanto tempo arriviamo ultimi (o non ci classifichiamo bene) nelle ricerche su competenze, conoscenze e abilità che la nostra scuola dovrebbe fornirci. E, ancora, servirebbe un supplemento di indagine per scoprire da quanti anni in Italia tutti si mostrino scandalizzati dei dati che ci danno perdenti e poi, dal giorno seguente, continuino a non far niente per cercare di mutarli in meglio. Intanto qualcuno ha lanciato la proposta di far eleggere i dirigenti scolastici dalle stesse scuole, cioè dai docenti all'interno dei collegi, invece che sceglierli, come succede attualmente, con un concorso. Tutte la maggiori associazioni di presidi sono in disaccordo. Invece, al sottosegretario all'istruzione Toccafondi la proposta piace ...
Francesco di Lorenzo - 05-10-2013
Tra una decadenza finalmente arrivata e un governo che continuerà con tutta probabilità a vivacchiare, si inserisce con prepotenza la notizia della morte di decine di persone innocenti. L'ennesima e ultima strage di Lampedusa dovrebbe far riflettere (ma lo farà) tutto il mondo della scuola che dovrà assumersi il compito di informare sul perché esiste ancora in Italia una legge (Bossi-Fini e successive modifiche) che produce solo morti. Fa rabbia il sorriso stupido di coloro che hanno pensato tali norme. Persone chiuse nel recinto del proprio benessere e del piccolo potere a fatica raggiunto, che continuano a pontificare. Assolutamente inascoltabili le loro ragioni: la percentuale altissima di ragazzi (in un'età in cui avrebbero dovuto frequentare una scuola) tra quei morti, dovrebbe indurre a rivedere o almeno a dubitare dei presupposti che sono alla base dei loro ragionamenti: ma forse è chiedere troppo sperare che questi signori cambino idea.
Francesco di Lorenzo - 28-09-2013
La realtà che si ha sotto gli occhi è stupidamente nitida e dice che mentre, come si è detto, una maggioranza di operatori scolastici ce la mette tutta, altri remano coscientemente contro, infangando il lavoro serio fatto da tutti gli altri. L'esempio ultimo è legato alla famosa faccenda delle pillole di sapere: un imbroglio che ritorna alla ribalta perché la stessa società, i suoi responsabili, come se niente fosse, stavano cercando di fare lo stesso giochetto attraverso un progetto chiamato 'scuola digitale', questa volta ai danni della regione Sardegna. ... A Palermo la 'Fondazione Giovanni e Francesca Falcone' ha raggiunto la cifra delle 900 scuole partecipanti ai progetti di educazione alla legalità. Però, una riflessione sorge spontanea: non si dovrebbe permettere a nessuno di frodare la scuola come hanno fatto i personaggi sopra citati ... Ultima chicca di provenienza Invalsi (ultima in ordine di tempo). Sono state rimandate indietro le prove ad alcuni istituti lombardi e trentini perché ritenute, dal sistema Invalsi, non idonee, cioè falsificate. In pratica le prove erano troppo perfette per essere vere, e allora con potenti e opportuni calcoli statistici, si è deciso che quelle scuole hanno imbrogliato, hanno copiato le prove.
Francesco di Lorenzo - 21-09-2013
Lo scorso anno sembrava che da questo settembre dovesse andare a regime la digitalizzazione del registro di classe, ora c'è stata la proroga di un anno. Si continuerà ancora con il vecchio registro cartaceo...
Mentre c'è chi continua a dire di essere pronto (o pronta) a scommettere sulla scuola e chi vede nei provvedimenti ministeriali in atto inversioni di tendenza francamente impercettibili, incorporei e immateriali, c'è una scuola di frontiera che stranamente resta chiusa tra l'indifferenza generale. Succede a Napoli, nel quartiere Miano, a pochissima distanza da Scampia...
È impressionante ma è così. Tutti i maggiori quotidiani, ma anche parecchi di provincia, si sono concentrati negli ultimissimi giorni, per quanto riguarda le notizie relative all'Università italiana, su un unico tema: concorsi truccati e raccomandazioni.
Francesco di Lorenzo - 14-09-2013
L'ex ministro Gelmini ha espresso una moderata soddisfazione per i provvedimenti che il governo Letta ha preso sulla scuola. Come se avesse ancora un senso sprecare parole senza il sostegno delle idee, oppure continuare far finta di prendersi sul serio e confondere gli altri scambiando per provvedimenti misure (misurine) di minimo o pochissimo rilievo, trattandosi tutt'al più di decisioni prese attraverso l'esercizio di un moderato buon senso.
Naturalmente, si dirà, era tutto quello che si poteva fare quando non si deve intaccare nessuno, quando non si vogliono affrontare i problemi veri, con il risultato di non sfiorare neanche di striscio la scuola, non scardinando neanche un po' il nucleo scuro del suo malessere, e senza cercare di intervenire sulla sua essenza tentando di eliminare il carico di disagio che si porta dietro.