spazio forum DIDAweb spazio forum DIDAweb
25 Luglio 2021 - 07:41:14 *
Benvenuto, Visitatore. Per favore, effettua il login o registrati.

Login con username, password e lunghezza della sessione
News:
Benvenuti nello spazio forum del DIDAweb.

Per segnalazioni o richiesta di informazioni, non esitare a contattarci all'indirizzo forum@didaweb.net
 
   Home   Help Ricerca Login Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Topic: Rom e Unicef: perché collaboriamo  (Letto 1969 volte)
aemme
Sr. Member
****
Posts: 299


Guarda Profilo
« il: 16 Luglio 2008 - 08:43:31 »

Polemiche - L'Unicef ha incontrato Maroni per discutere il "pacchetto sicurezza"

Prima la bocciatura senza appello della schedatura dei minori rom, poi la richiesta di un incontro chiarificatore.
Maroni ha accettato e ora Unicef collaborerà con il ministero: non al censimento, ma a interventi collegati, a tutela
dell’infanzia.
Che è la vera emergenza

di Vincenzo Spadafora
(presidente Unicef Italia)

Da subito Unicef Italia non ha ritenuto corretta la strada di una schedatura - o di un censimento, come l'ha voluto definire il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - dei bambini rom che vivono in condizioni a volte al limite dell'umanità e ai quali, invece, andrebbero garantiti un'istruzione, il diritto alla salute e al godimento del tempo libero. Schedatura che assimilerebbe le vittime ai criminali che li sfruttano, e che creerebbe una situazione di violazione di due principi cardine della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia: la necessità di far sempre prevalere il superiore interesse del minore su qualunque altra considerazione e il fondamentale principio di non discriminazione, in altre parole il diritto all'uguaglianza fra tutti i bambini e adolescenti.
All'Unicef sta a cuore l'integrità e l'inviolabilità dei diritti dei minori, di tutti i minori, senza distinzione alcuna. La nostra azione è e rimarrà ispirata dalla prevenzione di ogni discriminazione per garantire l'opportunità di ogni bambino di vedere assicurati i propri diritti.

L'appello al confronto
Unicef Italia ha quindi rivolto un appello al ministro Maroni per avviare un serio ed aperto confronto sulla questione, offrendo la propria disponibilità e collaborazione per promuovere politiche di tutela sociale, di inclusione, di educazione per tutti i minori. Il confronto costruttivo è utile per far avanzare le migliori idee, non fondate sulla sola istanza emergenziale. Ad esempio, Unicef ha già avanzato la proposta di istituire la figura di un Garante nazionale per l'infanzia, assieme all'aggiornamento e al rafforzamento delle misure contenute nel Piano nazionale per la tutela dei minori, fermo al 2004.
L'appello al confronto è stato raccolto dal ministro Maroni, che ci ha ricevuto lo scorso 3 luglio. L'incontro - cordiale ed approfondito - ci ha consentito di esaminare l'insieme dei provvedimenti che il ministro ha inserito nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, approvata il 30 maggio 2008, in particolare per quanto concerne i programmi di integrazione e scolarizzazione dei minori.
Maroni ha chiarito che si tratta di rilievi segnaletici che non sempre si traducono in rilievi di impronte digitali. Soprattutto ha assicurato che tali rilevazioni non verranno estese in modo indiscriminato a tutti i bambini rom e che comunque tali operazioni verranno effettuate nel rispetto dei diritti dei bambini sanciti dalla Convenzione Onu.

L'inizio di una collaborazione
Si è così aperto un confronto fra Unicef e ministero, che ci vedrà coinvolti in due appuntamenti: il 16 luglio a Roma il "tavolo interassociativo" promosso dall'Unicef presenta al ministro un documento di proposte sull'impatto del "pacchetto sicurezza" sui bambini e gli adolescenti, mentre entro fine luglio Unicef parteciperà, su invito del ministero, a un incontro dedicato alla situazione dei bambini rom, a partire dalla predisposizione dei piani di integrazione.

Unicef non ha la pretesa di dettare alcuna linea politica ai governi, ma ha ben presente il perimetro entro il quale svolgere con il massimo dell'impegno la propria missione. Unicef esiste ed opera nel mondo perché ce n'è bisogno. C'è bisogno di una voce forte, vigile e autorevole poiché troppe, ogni giorno, sono le violazioni dei diritti dei bambini e adolescenti, costretti a vivere in condizioni di precarietà, di disagio, di sfruttamento, sottoposti a violenze inaudite. È questa la reale emergenza.

http://beta.vita.it/news/view/83525/

http://beta.vita.it/allegati/attach/10736
« Ultima modifica: 16 Luglio 2008 - 08:56:27 da aemme » Loggato
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Salta a:  

Powered by SMF 1.1.20 SMF © 2006-2008, Simple Machines