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Autore Topic: Bologna: Manifestazione in piazza del Nettuno contro le impronte  (Letto 2220 volte)
aemme
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« il: 12 Luglio 2008 - 06:03:04 »

Manifestazione in piazza del Nettuno contro le impronte ai rom
Un migliaio di persone contesta la decisione del governo di prendere le impronte ai rom


di Carlo Gulotta

 E' SOLO un tavolino di plastica con due piattini colmi di vernice blu e una pila di fogli con le caselle per le cinque dita della mano sinistra, ma l'idea è forte, almeno quanto l'indignazione, e a fine giornata, anzi, in due ore soltanto, sono centinaia le mani che si tuffano nel colore per esprimere il dissenso alla schedatura dei bimbi Rom voluta dal Governo Berlusconi e appena cassata dall'Unione Europea.

In piazza Nettuno, è subito fila al banchetto allestito dall'Arci, dal Comitato delle Memorie e dal centro stranieri della Cgil che hanno invitato la città alla protesta civile con la raccolta delle impronte digitali che la settimana prossima saranno mandate in Prefettura e da lì al Viminale. Protesta trasversale, larga, partecipazione forse inattesa: lasciano le loro tracce nel piatto laici e cattolici, assessori e consiglieri comunali, attori, professionisti della politica, qualche turista, intere famiglie di stranieri.

Gli organizzatori, a cose finite, parlano di quasi un migliaio di "mani colorate" fra chi si è presentato personalmente al banchetto e chi ha aderito per posta elettronica. C'è la preoccupazione del presidente del consiglio comunale Gianni Sofri «per l'approccio razzista e sbagliato del Governo sulla questione-Rom e la sinistra tutta che deve mobilitarsi in modo massiccio», l'esortazione di monsignor Giovanni Catti «a ritornare all'uso della ragione.

Penso alle piccole dita di Alex e Amanda, bruciate nel rogo del campo nomadi a Santa Caterina di Quarto: forse chi oggi sta usando la paura contro i Rom e per trovare consensi le impronte le avrebbe volute prendere anche a loro». C'è l'indignazione dell'attore Ivano Marescotti, che stampa le sue cinque dita azzurre sulle carta e confida: «Ho appena fatto la cosa che fecero fare i fascisti a mio papà. E' un provvedimento discriminatorio, pericoloso, il segno di una dittatura che avanza. Il nostro paese è sotto osservazione in Europa. Se una maggioranza approva questa schedatura etnica, è un dirittodovere della minoranza intervenire.


Il ministro Maroni dice che tutto questo serve per tutelare i bambini dallo sfruttamento: si dovrebbe vergognare». Mandano le loro adesioni il senatore del Pd Walter Vitali («grave atto di discriminazione etnica che fa venire in mente i momenti più bui della storia d'Europa del '900»), lo scrittore Carlo Lucarelli, poi Roberto Roversi, la vicesindaco Scaramuzzino, Alessandro Begonzoni.

Poi la vicepresidente del parlamento europeo Luisa Morgantini e tantissimi altri, mentre in piazza arrivano uno dopo l'altro l'assessore Merola, Paruolo, il segretario del Pd De Maria, Riccardo Malagoli, poi Grillini, Vania e Katia Zanotti, il segretario Cgil Cesare Melloni. Monteventi, indipendente di Rifondazione, si presenta assieme a D'Onofrio (il Cantiere) con una maglietta con la scritta: «Berlusconi e Maroni coi bimbi Rom vogliono tornare al 1943, Bologna città libera dal razzismo». Paolo Buconi suona il violino accompagnato da un percussionista senegalese: «mio padre fu deportato dai nazisti, suono musica ebraica e zingara per tutelare i diritti dei più piccoli, gli indifesi».

L'ultima battuta, quando i moduli per le impronte sono ormai terminati, è dell'avvocato Mario Giulio Leone. Anche le sue dita sono azzurre: «è una legge nazista, opporsi è un dovere». Il sindaco Sergio Cofferati ha detto: "Il provvedimento relativo alla rilevazione delle impronte dei bambini rom è pessimo. E' un atto del tutto inutile a difenderli e prefigura in ogni caso un intento discriminatorio inaccettabile".
(11 luglio 2008)
 
 
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Cofferati:-no-alle-impronte-ai-rom-E-in-piazza-sfilano-le-mani-colorate/1486655?ref=rephp
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