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Autore Topic: Unicef - Dalla parte dei bambini rom  (Letto 2054 volte)
Luisa
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« il: 02 Luglio 2008 - 08:26:49 »

Dalla parte dei bambini rom

L'eco che sta avendo la posizione assunta dall’ UNICEF Italia rispetto ai provvedimenti
annunciati dal Governo sulla "schedatura" dei bambini rom, e la conseguente
mobilitazione di opinioni nazionali ed internazionali, ha come obiettivo unico ed ultimo
la inviolabilità dei diritti dei minori, la indiscriminata tutela della loro esistenza.
La nostra non è e non vuole essere una battaglia politica, bensì un modo per rimettere al
centro alcune priorità che la politica stessa, troppo spesso e a prescindere dal colore
partitico, parrebbe dimenticare. Soprattutto quando si tratta di bambini.

Per questo riteniamo che la strada intrapresa dal governo sia errata. Non come un
assoluto pregiudiziale, ma come una considerazione che può essere corretta nel merito,
ma profondamente distorta nel metodo. L'esigenza è di tutta evidenza: garantire più
sicurezza ai cittadini. La schedatura dei bambini rom è la soluzione?

Riteniamo di no. Innanzitutto perché quella schedatura, di per sé, costituisce un
provvedimento discriminatorio. E' vero, come sottolineato dal governo, che questi
bambini vivono in condizioni al limite dell'umanità. Ma è altrettanto vero che essi stessi
sono le prime vittime della violenza, dell'insicurezza e finanche dello sfruttamento, per
biechi scopi di accattonaggio. Può una schedatura, e quindi una misura meramente
repressiva, avere l'effetto di emancipare la loro condizione? O a questo ragionamento
manca piuttosto la pars costruens?

Noi riteniamo di sì. Ed è su questi punti che vorremmo dialogare, ribadendo la nostra
assoluta disponibilità.

Sarebbe utile confrontarsi sul come garantire a tutti i bambini il diritto allo studio e
l’accesso alle cure sanitarie, prestando attenzione all’attuazione uniforme di tali dirittisu
tutto il territorio nazionale; sarebbe utile confrontarsi su come favorire l’inserimento
scolastico degli alunni di origine straniera; sarebbe importante capire come valorizzare la
formazione del personale che a vario titolo lavora con i bambini e gli adolescenti di
origine straniera per favorire un approccio sensibile alla diversità culturale; sarebbe utile
rafforzare servizi adeguati che possano portare alla possibilità di ricorrere senza alcuna
discriminazione rispetto ai minorenni italiani a misure alternative al carcere, qualora
bambini rom si rendano protagonisti di azioni in contrasto con la legge.

L’Italia non adotta un Piano nazionale dell’Infanzia dal 2004; il che vuol dire che manca
lo strumento che dovrebbe invece raccogliere in modo coordinato e integrato le azioni
che il Governo dovrebbe porre in essere per incidere concretamente sui problemi dei
minori nel nostro Paese. L’approvazione del Piano è certamente una priorità così come lo
è l’istituzione del Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza come struttura
indipendente di monitoraggio e di promozione dei diritti umani.

Ci siamo battuti, soprattutto nel nostro Paese, affinchè la Convenzione internazionale sui
diritti dell’infanzia fosse approvata dalle Nazioni Unite e poi ratificata dai Governi. E non
abbiamo mai smesso di batterci affinchè la Convenzione divenisse soprattutto un
patrimonio culturale per tutti i cittadini, per l’opinione pubblica e ispirasse costantemente
le azioni delle istituzioni e di tutti quei soggetti le cui scelte incidono sulla qualità della
vita e sul benessere di ogni bambino, garantendo a tutti gli stessi diritti.

Non possiamo permetterci di fare passi indietro. Non è pensabile che traguardi culturali
che ritenevamo ormai raggiunti possano nuovamente essere messi in discussione.

Vincenzo Spadafora
Presidente UNICEF Italia
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