centro risorse per la didattica
Risorse per area disciplinare:   
Homepage
La redazione
 
Ricerca
Iscriviti alla news
Le newsletter
 
Attualità
Percorsi
Novità
Recensioni
 
Disabilità
Lavagna Interattiva
 
La tua segnalazione
Il tuo giudizio
 
Cataloghi in rete
 
DIDAweb
 

risorse@didaweb.net
 

  Cerca nel web:
Se sei un utilizzatore della toolbar di Google, puoi aggiungere anche il nostro pulsante:
Centro Risorse
  SCHEDA RISORSA

Condividi questa risorsa didattica
Informatica
Transdisciplinare
La proprietà è di Facebook di Massimo Mantellini - Quanti hanno letto il contratto di servizio? Quanti sanno di chi sono i materiali che loro pubblicano online? E di quali garanzie possono godere? E il phishing?

Lingua: Italiana
Destinatari: Formazione permanente, Insegnanti, Formazione post diploma
Tipologia: Utilità e strumenti

Abstract:
Anno XIII n. 3125 di martedì 9 dicembre 2008 - PI / Commenti

Contrappunti/ La proprietà è di Facebook

di Massimo Mantellini - Quanti hanno letto il contratto di servizio? Quanti sanno di chi sono i materiali che loro pubblicano online? E di quali garanzie possono godere? E il phishing?


Roma - La domanda di oggi è la seguente: è possibile che un sito web che conta ormai 4 milioni di iscritti in questo paese, localizzato in italiano, al quale vengono dedicati libri, convegni e decine di articoli di stampa, che rappresenta un inedito primo passo di migliaia di utenti della rete verso l'uso di strumenti innovativi di rete sociale, possa non avere una seppur piccola sede italiana alla quale rivolgersi in caso di contenziosi, dubbi e suggerimenti?

Mi riferisco ovviamente a Facebook, il social network di moda del momento del quale evidentemente quasi nessuno legge le pagine del contratto scritte nell'usuale "corpo 8". Se ci prendessimo la briga di farlo scopriremmo che, nel momento in cui iscrivendoci ne accettiamo le condizioni d'uso, Facebook diviene proprietario e giudice di tutto ciò che scriviamo, delle foto che pubblichiamo, che si riserva il diritto di cambiare le condizioni contrattuali senza darcene notizia, che può cancellarci l'account senza darne spiegazione, che non ci fornisce alcuna garanzia sui software che rende disponibili e che rimanda invece all'utente per qualsiasi questione legale causata dai contenuti messi in rete sul sito. Nel caso di contenzioso farà poi piacere sapere a noi, suoi nuovi sottoscrittori, che le leggi di riferimento sono quelle del Delaware e che la corte competente è invece nella soleggiata California.

Benché le condizioni d'uso di Facebook siano come si vede particolarmente sfavorevoli, la presenza di una eventuale interfaccia umana della società in Italia potrebbe essere molto utile per molte differenti ragioni.

Per esempio, potrebbe chiarire la annosa questione dei furti di identità della quale si parla molto anche sui rotocalchi da quando alcuni vip della TV hanno ritrovato su Facebook un proprio profilo falso al quale migliaia di utenti ignari si erano nel frattempo collegati. Che rete sociale è se è possibile costruirla anche attorno ad un millantatore? Anche i tentativi di Striscia la Notizia di ottenere informazioni "umane" a Londra, nell'unica sede della compagnia americana al di qua dell'oceano, hanno avuto esito infruttuoso.

Solo qualche giorno fa Riccardo Luna, direttore di Wired Italia segnalava ai suoi contatti su Facebook dell'esistenza di un proprio profilo clonato, il cui sconsiderato autore, che utilizza anche la medesima foto da Luna utilizzata sul suo profilo autentico, stava mandando in giro richieste di amicizia al suo posto.

L'unico strumento disponibile oggi per gli utenti di Facebook per segnalare simili antipatici episodi (del resto mentre Facebook ha da sempre posto grandi barriere in uscita ai profili ed ai dati degli utenti sul suo network, iscriversi al servizio è invece facilissimo e non richiede altro che un nome, un cognome, un indirizzo email ed una foto) è una semplice form di segnalazione ai cui messaggi spesso non si riceve alcuna risposta. Un po' poco per una società che basa il suo successo sulla capacità di costruzione di rapporti sociali fra le persone.

Ed è piuttosto significativo notare che se da un lato le procedure di segnalazione di eventuali violazioni del copyright, in ossequio al DCMA statunitense hanno una ampia e ben segnalata corsia preferenziale, le segnalazioni di una possibile sostituzione di identità, che per il codice italiano sono un reato penale per il quale si rischia la reclusione fino ad un anno, non sembrano essere tenute in ugual conto.

Facebook spesso non risponde per nulla ai suoi utenti e quando decide di farlo lo fa attraverso metodi di esclusione assai grossolani e non chiari: lo scrittore Aldo Nove è stato per esempio ripetutamente escluso dal network, spesso senza ricevere chiare indicazioni delle ragioni di un simile gesto.

Allo stato, il rapporto fiduciario fra i gestori del sito ed i loro "clienti"non americani appare assai sbilanciato e solo una massiccia iniezione di relazioni umane non filtrate dalla macchina potrà fare in modo che domani gli utenti italiani di Facebook non abbiano la sensazione di essere all'interno di un sistema che li controlla, li usa, li censura e poi quando è il momento di chiarirne le ragioni, decide di andarsene dalla porta secondaria.

Analogamente l'idea di vedere i propri dati e la propria reputazione utilizzati da estranei con fini poco chiari è una idea odiosa non solo per i vip della TV ma per chiunque di noi. È necessario sapere che la nostra presenza in rete domani potrà essere facilmente clonata per esempio per iniziative di phishing anche peggiori rispetto a quelle eventualmente diffamatorie che possiamo immaginare.

E prima di affollare gli uffici delle procure con querele e cause complicate che se concretizzate ci porteranno in una aula di tribunale del Delaware, forse sarebbe il caso che a Facebook iniziassero ad occuparsi con qualche maggior vigore del customer care dei propri affezionati sottoscrittori.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo


http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=2500060

Condividi questa risorsa didattica

I giudizi degli utenti

Assenti

Aggiungi il tuo giudizio    Precedenti risultati   


  Iscriviti alla news
Ricevi in posta elettronica le novità e una selezione di risorse utili per la didattica.

Iscriviti qui


Novità
Le ultime risorse per la didattica catalogate ed inserite nel nostro database.

ENGLISH LESSONS AND TESTS.

"Progresso e catastrofe" - In due parole tutto il Novecento Recensione al testo di Salvatore Natoli di UMBERTO GALIMBERTI

Percorsi
Proposte di selezioni e percorsi fra le risorse e i materiali in archivio.

Percorsi
Feste e calendari multiculturali.
Calendari solari e lunari, festività religiose e tradizionali delle diverse culture.

Percorsi
Steineriane
Le ''scuole nuove'' della pedagogia steineriana, contrassegnate dal paradosso di un’accettazione pratica e di un’ignoranza teorica da parte degli stessi utenti e degli operatori della scuola pubblica, tra ''fedeltà karmica'', incarnazioni di individualità che ritornano sulla terra, bambini indaco e apparente buon senso pedagogico.

  Ambiente virtuale collaborativo in evoluzione ideato e sviluppato da Maurizio Guercio è una iniziativa DIDAweb