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E gli italiani tornano ad emigrare - Enrico Pugliese 2003 - Una ricerca sulle dinamiche migratorie del nostro Paese - Nell’ultimo decennio 700.000 persone hanno lasciato la terra d’origine per cercare lavoro nel nord Italia ed all’estero.

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media superiore, Formazione post diploma
Tipologia: Materiale di studio

Abstract:

E gli italiani tornano ad emigrare

- Enrico Pugliese 2003 -

Una ricerca sulle dinamiche migratorie del nostro Paese - Nell’ultimo decennio 700.000 persone hanno lasciato la terra d’origine per cercare lavoro nel nord Italia ed all’estero.

(GRTV) La ripresa dell’emigrazione interna ed esterna, il positivo saldo numerico degli italiani all’estero rispetto alle presenze degli immigrati nel nostro Paese, la bassa incidenza sulla nostra popolazione degli stranieri (3%) rispetto alla media europea (7%). Questi, in sintesi, i dati salienti che emergono dal volume realizzato dal Direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Popolazione e Politiche Sociali (Irpps) del Cnr, Enrico Pugliese. La ricerca, dal titolo “L’Italia tra migrazioni internazionali e migrazioni interne”, ha evidenziato come, nonostante il nostro Paese sia ormai diventato terra d’accoglienza, nell’ultimo decennio ben 700.000 connazionali abbiano lasciato la terra d’origine per andare a lavorare nel nord Italia e all’estero. Una tendenza quest’ultima, che, nel corso della presentazione tenutasi presso la sede centrale del Cnr, è stata confermata dall’autore del libro Enrico Pugliese. Secondo il noto sociologo siamo in presenza di una vera e propria inversione di tendenza. Sono infatti sempre più numerosi i cittadini del meridione che lasciano la terra d’origine per recarsi nel nord Italia o all’estero. Dopo aver sottolineato la piena compatibilità dell’immigrazione con la situazione demografica italiana, Enrico Pugliese ha evidenziato come nel ‘99 le rimesse degli stranieri presenti in Italia abbiano per la prima volta superato quelle dei nostri connazionali nel mondo. Un complesso contesto migratorio che, secondo il Presidente della Commissione Sviluppo e Popolazione delle Nazioni Unite, Antonio Golini, dovrà essere affrontato attraverso la ricerca di idonee forme di convivenza. Secondo Golini la strada della piena coesione ed integrazione interculturale potrà essere portata a compimento solo se verranno accantonate ed eliminate, anche attraverso l’attivazione di apposite campagne d’informazione, sia le paure della popolazione verso i non nazionali, sia i pregiudizi che ostacolano la scalata sociale degli immigrati e dei loro discendenti. Per Golini appare inoltre improrogabile un miglioramento dell’attuale legge sulla cittadinanza. La norma, infatti, presenta forti restrizioni per i minori stranieri che nascono nel nostro Paese. All’incontro è intervenuto anche il Presidente del Centro Studi Emigrazione (Cser), padre Gaetano Parolin, che ha ribadito come a tutt’oggi l’Italia continui ad essere un Paese d’emigrazione. Il Padre Scalabriniano ha poi sottolineato come la memoria dell’emigrazione italiana all’estero non debba essere dimenticata ma anzi possa fornire un valido contributo alla realizzazione di nuove ed efficaci politiche d’accoglienza. Mirate iniziative che dovranno affrontare il preoccupante ritorno dell’emigrazione interna, senza dimenticare le peculiarità connesse al modello migratorio mediterraneo. Infine, per il Presidente del Cser, in una realtà migratoria sempre più globalizzata (nel 2002 vi sono stati 175 milioni di migranti), diverrà indispensabile la creazione di una nuova cultura d’integrazione, basata in primo luogo sul rispetto della persona umana. Il Presidente della Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero (Fusie), Domenico De Sossi, ha illustrato le tappe salienti del lungo iter storico della stampa d’emigrazione. Una realtà complessa ed in continua evoluzione che la Fusie cercherà di definire con un’attenta opera di monitoraggio. Una specifica iniziativa, patrocinata dal Cnel, che analizza anche la situazione della stampa immigrata che opera in Italia. Fino ad oggi, secondo quanto riferito dal Presidente De Sossi, sono infatti state censite sul territorio italiano almeno 80 testate che fanno capo alla galassia dell’immigrazione. In questo contesto numerose pubblicazioni, circa 25, hanno cadenza regolare e sono interamente redatte da cittadini stranieri; le altre invece sono gestite da redazioni miste, composte da giornalisti italiani e stranieri, e dal mondo dell’associazionismo multiculturale. Una stabile realtà informativa che, per De Sossi, testimonia il consolidamento della presenza degli immigrati sul territorio italiano. Meno stabile la situazione dei programmi radio dei non nazionali che sono però presenti in numerosi palinsesti. Per quanto concerne invece i giornali italiani nel mondo, il primo giornale delle nostre comunità all’estero venne pubblicato a metà dell’800, dal Presidente della Fusie è stato sottolineato come a tutt’oggi la stampa specializzata, poiché mantiene un diretto legame tra i nostri connazionali e la realtà dell’associazionismo e della Regione d’origine, possa ancora contare su specifiche nicchie informative. Una comunicazione mirata che nei prossimi anni, con l’invecchiamento e le progressive assimilazioni delle collettività, potrebbe però conoscere una preoccupante riduzione del bacino d’utenza.

 

Goffredo Morgia/GRTV

20 gennaio 2003



http://www.grtv.it/www/2003/gennaio2003/20gennaio2003/ricerca1.htm

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