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Transdisciplinare
Liberta' e Giustizia.

Lingua: Italiana
Destinatari: Insegnanti, Formazione permanente
Tipologia: Ipermedia

Recensione:
"Giù le mani dai libri di Storia"

"Giù le mani dai libri di Storia" L'11 dicembre 2002 la Commissione Cultura della Camera ha approvato una Risoluzione sull'insegnamento della storia che vorrebbe introdurre, unico caso nelle democrazie europee, strumenti e forme di controllo politico sui libri di testo.

Oggetto delle censure soprattutto le tematiche legate all'eredità del '900, le stesse che nelle scuole, a tutti i livelli di istruzione, ritroviamo in pratiche di ricerca e azione didattica sempre più significative e vaste per gli aspetti multidisciplinari e di cultura a cui si estendono. Esperienze di innovazione iscritte nell'orizzonte di libertà e confronto che le pratiche educative richiedono, finalizzate a ricostruire processi e a dare voce a quelle verità del secolo trascorso che ancora ci abitano.

Contro la risoluzione l'iniziativa di molte voci del mondo della cultura, della scuola e della società civile.

Il testo della risoluzione >>>

Un percorso di approfondimento a cura del Centro Risorse Didaweb:

Insegnare il '900 >>>



Sul sito di Libertà e Giustizia, primi firmatari Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Alessandro Galante Garrone, Franzo Grande Stevens, Claudio Magris, Guido Rossi, Giovanni Sartori, Umberto Veronesi

L'Appello di libertà e giustizia che vi invitiamo a sottoscrivere.


I Garanti di Libertà e Giustizia assistono con viva preoccupazione alla proposta ventilata in commissione parlamentare di un controllo esercitato dal Ministero della Pubblica Istruzione sui manuali di storia per le Scuole. Rilevano che l'idea di un controllo governativo sulle idee espresse da libri di testo evoca stagioni evidentemente non ancora remote, in cui i regimi fascista, nazista e stalinista esercitavano tale diritto censorio, e giudicano l'idea indegna di un paese democratico. La responsabilità della stesura dei libri di testo compete agli editori e agli autori e la responsabilità della loro adozione compete agli insegnanti, alla cui oggettività e senso critico si delega il compito di giudicare se un testo sia valido, e in che misura possa essere eventualmente criticato e integrato in sede di lezione, addestrando così gli studenti non solo ad apprendere ma anche a giudicare le loro fonti di apprendimento. Questo è l'unico controllo che in un paese libero si può e si deve esercitare sui manuali scolastici. Confidando pertanto nel senso di responsabilità degli editori e degli insegnanti, e nella dinamica di un libero mercato delle idee, si confida che la proposta rimanga semplicemente nel limbo delle cattive intenzioni. Tuttavia non si può fare a meno di rilevare che il fatto stesso che qualcuno l'abbia ventilata suscita serie preoccupazioni sullo stato di salute del nostro sistema democratico.

Per sottoscrivere inviare una mail a:

appello@libertaegiustizia.it



http://www.libertaegiustizia.it

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