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Pluridisciplinare
Scienze naturali



ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media inferiore, Formazione permanente
Tipologia: Utilità e strumenti

Abstract:

ALBERI MONUMENTALI D'ITALIA

 

PATRIARCHI VERDI, TESTIMONI DEL MONDO

Fra le indagini condotte dal Corpo forestale dello Stato quella sugli alberi monumentali si caratterizza per l'alto significato culturale, che la differenzia da altre a contenuto più specificatamente tecnico quali l'inventario Forestale Nazionale e l'indagine sul deperimento delle foreste. 
Il censimento, infatti, non ha interessato gli alberi come categoria vegetale, o come risorsa economica, ma singoli soggetti arborei che hanno una propria "individualità" per essere eccezionalmente vecchi, per essere stati protagonisti di episodi storici o per essere legati alla vita di grandi uomini o di Santi.

Questi monumenti della natura si collocano accanto a quelli creati dall'uomo e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore che e' dovere di tutti tutelare. L'indagine condotta dal C.F.S. rientra in una concezione di rispetto del patrimonio artistico naturale, dei diritti delle generazioni future e soprattutto della vita dei singoli alberi. Alcuni di essi sono vecchi di migliaia di anni ed e' sorprendente che delle creature viventi siano sopravvissute, oltre che alle avversità atmosferiche ed ai terremoti, anche ad eventi storici umani come guerre ed invasioni e più recentemente a cementificazioni e asfaltizzazioni varie.

Oggi è possibile "clonare" , e cioè riprodurre senza seme, questi esemplari, che hanno vinto tutte le selezioni naturali e sono campioni olimpionici per la lotta per la vita intesa in termini darwiniani. Possiamo fare un vivaio con i figli dei giganti per rimboschire, di futuri giganti, l’Italia intera. A farli sopravvivere, in un ambiente cosi popolato dall'uomo, non e' stata soltanto la loro particolare forza biologica, ma l’amore e il rispetto che generazioni e generazioni di uomini hanno nutrito per questi alberi emersi dall'anonimato.

L'iniziativa di individuare gli "alberi di notevole interesse", lanciata nell'estate del 1982, e' stata condotta con entusiasmo dal personale del Corpo forestale dello Stato, che opera nelle Regioni a Statuto ordinario, e dal personale forestale delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano. E' stata cosi raccolta una massa imponente di dati: 22.000 schede di alberi di particolare interesse che sono state poi ulteriormente selezionate, fino ad individuare 2.000 esemplari di grande interesse e, fra di essi, 150 che presentano un eccezionale valore storico o monumentale.

E' chiaro che un censimento di questo tipo non può che restare aperto ad ulteriori revisioni ed acquisizioni, perché il nostro territorio presenta tante "pieghe" che possono essere sfuggite all'occhio dei Forestali, ed e' talmente ricco di storia e tradizioni locali che e' difficile raccogliere tutte le testimonianze legate agli alberi. I dati che suscitano immediato interesse sono alcuni "primati". L'albero più grande d'Italia veniva considerato il "Castagno dei Cento Cavalli", in comune di Sant'Alfio (CT), seguito da un castagno un po’ più "piccolo", che cresce in Comune di Mascali (CT) e il cui tronco misura 20 metri di circonferenza. L'albero più alto, e qui la cosa e' controversa poiche' e' più difficile misurare le altezze che le circonferenze, dovrebbe essere un Liriodendro che cresce nel parco Besana di Sirtori (CO) o forse una delle Sequoie sempreverdi che crescono nel Parco Burcina di Pollone (VC). In entrambi i casi si tratta di piante esotiche. La loro altezza si aggira sui 50 metri. Ancora più difficile e' stabilire quale sia l'albero più vecchio d'Italia. Probabilmente questo primato spetta ad un oleastro, specie notoriamente di lento accrescimento, che dovrebbe impiegare oltre due millenni per raggiungere le eccezionali dimensioni che oggi presenta l'oleastro di S. Baltolu di Luras (SS), e cioè una circonferenza del tronco di 11 metri e 80 ed un'altezza di 15 metri. Che degli alberi, anche nel nostro Paese, possano raggiungere età cosi venerande potrebbe essere verificato con il conteggio degli anelli annuali, ma per i grandi esemplari arborei questa operazione, purtroppo, si può compiere solo dopo la morte, sulla ceppaia. Per un grande Larice della Val d'Ultimo, al limite del Parco nazionale dello Stelvio, ciò e stato possibile per comparazione. In quella valle nei pressi di S. Geltrude (BZ), vi sono tre larici venerandi, il più grosso dei quali misura m. 8,20 di circonferenza e 28 di altezza. Un quarto esemplare, che misurava metri 7,80 di circonferenza, venne sradicato da una bufera nel 1930. Sulla ceppaia vennero contati 2.200 anelli, probabile età anche degli alberi rimasti. Molti alberi sono legati alla vita dei Santi e per questo si sono conservati nei secoli fino ai giorni nostri. Il Santo a cui sono legati più alberi, forse per l'amore per tutte le creature che lo animava, e' S. Francesco d'Assisi e l'albero francescano più famoso, e' quello della predica agli uccelli, rappresentato da Giotto alla fine del XII secolo negli affreschi della Basilica superiore di S. Francesco d'Assisi. Tra i grandi personaggi storici il cui ricordo vive anche attraverso gli alberi, al primo posto si colloca Garibaldi ricordato a Caprera, sull'Aspromonte, a Todi e in altre località.
E' invece morta la famosa "Quercia del Tasso", di cui rimane soltanto il tronco inaridito. Vicino al rudere venerando, cresce un'altra quercia, già di notevoli dimensioni, destinata a prenderne il posto e il nome. Questo processo di sostituzione e' avvenuto, evidentemente, in altri casi dove l'età desumibile dalle dimensioni dell'albero e' palesemente in contraddizione con l'età che ad esso attribuisce la tradizione. La sostituzione in questi casi non e' un falso. Essa risponde al desiderio di perpetuare una tradizione o una memoria anche al di la' dell'arco di vita di una pianta. Tra gli alberi legati ad episodi storici, vanno ricordati gli "Alberi della Libertà", piantati dagli aderenti ai moti carbonari nella prima meta' del secolo passato, mentre fra gli alberi legati ad usi e tradizioni si può ricordare il Cerro di Vetralla (VT) ai piedi del quale ogni anno si celebra lo "Sposalizio dell'albero", cerimonia analoga allo "Sposalizio del mare", che il Doge di Venezia celebrava gettando l'anello nella Laguna. Non e' stato invece ritrovato il mitico "Noce di Benevento", ammesso che sia mai esistito. Sotto di esso, secondo la leggenda, si intrecciavano le danze delle streghe. Una "Quercia delle streghe" invece, esiste in Comune di Capannori (LU), e probabilmente questo nome le e' stato attribuito per l'aspetto bizzarro e un po’ tetro.

E' evidente la ricchezza degli spunti culturali, oltre che naturalistici, legati alla vita degli alberi ed emersi con il censimento del C.F.S. Ma nel momento in cui il "male oscuro" degli alberi, attribuito genericamente al fenomeno delle "piogge acide" comincia a farsi sentire anche nel nostro Paese, ed il nostro patrimonio arboreo viene colpito da malattie di varia origine, occorre avere una cura particolare per i vecchi alberi, che fra tutti sono quelli esposti ai rischi maggiori. Perderli significherebbe rinunciare ad alcune pagine della nostra storia.

Elenco degli alberi monumentali per regione

http://www.corpoforestale.it/foreste&forestale/ricerca&progetti/alberi_m/index.htm



http://www.corpoforestale.it/foreste&forestale/ricerca&progetti/alberi_m/index.htm

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