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Abilità di base
Intercultura
Educazione linguistica Italiano
Cultura araba: Fiabe di Mamadì Kabà

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola elementare, Alunni scuola media inferiore
Tipologia: Materiale di studio

Abstract:

LA PRINCIPESSA CHE VOLEVA SPOSARE UN UOMO SENZA CICATRICI SUL CORPO.

C’era una volta una bella principessa che aveva un gran desiderio di sposarsi.
Il suo desiderio fu giustamente accolto con soddisfazione e gioia dal re suo padre e dalla regina sua madre. Ma....dico bene, ma.......la fanciulla pose una condizione incredibile, che sarebbe pesata come un macigno sulla testa dei futuri pretendenti.
Sapete di che cosa si trattava? Amici miei, la cara principessa avrebbe voluto come sposo un uomo “ultraliscio”, senza nessun tipo di cicatrice sul corpo.
Una prova difficilissima da superare. Ogni giorno, decine e decine di uomini venivano scartati da una giuria molto pignola.
Per fortuna, come si suol dire, non vi è nulla di veramente impossibile nella vita.
Avvenne infatti che un serpente, dopo aver appreso la notizia della richiesta straordinaria della principessa, decidesse di mettere fine ai capricci della bella fanciulla.
Per fare questo, si trasformò magicamente in un essere umano, cioè nella figura di un giovane che corrispondeva, in ogni dettaglio del suo aspetto fisico, alle esigenze della principessa. Eh, sì! proprio in qualcuno senza nessun tipo di cicatrice sul corpo.
Alla notizia che esisteva in carne e ossa il giovane identico ai suoi desideri, la figlia del re organizzò una festa alla corte, invitando tutti gli abitanti del villaggio.
Fu poi celebrato il matrimonio.
Dovete sapere che, in gran parte dell’Africa, la moglie deve andare a vivere presso la famiglia del marito. Così, dopo qualche giorno di festeggiamenti, la giovane coppia lasciò la corte reale per recarsi al domicilio dello sposo che, tra l’altro, nessuno nel regno intero conosceva. Ma ciò era di poco conto. L’unica cosa importante era il fatto che, finalmente, la principessa aveva trovato il marito tanto desiderato.
Il viaggio fu lungo, addirittura interminabile per la principessa che cominciò a lamentarsi: “Ma dove abiti? In cielo?”
“Giusto! - rispose il serpente uomo - Vedi questa splendida foresta? E’ proprio qui che vivo.”
“E dove si trova la casa? Dove sono i cavalli e tutto il resto?”
“Io non ne ho bisogno - replicò lui - poichè non sono in realtà un uomo.”
Mentre pronunciava tali parole, riprendeva, pian piano, la forma naturale di serpente.
Vi lascio immaginare il seguito....

A dire il vero, personalmente, non sapevo che la presunzione e i capricci costassero tanto: che prezzo, ragazzi!

Credo che l’umiltà sia un buon frutto da mangiare ogni tanto.

Vanità, vanità, oh! Sì!
Siamo tutti un pò’ vanitosi
ma la presunzione è un’altra cosa.
Tu dici di volere un uomo,
ma un uomo senza cicatrici sul corpo.
Pensateci, gente!
Non vi sembra una richiesta presuntuosa?
Tu dici di volere un uomo,
ma un uomo senza cicatrici sul corpo.
Così il serpente uomo,
alla notizia, si è alzato per venire a prendere moglie
nel mondo degli uomini.
Vanità, vanità, oh! Sì!
Ma non troppo.

L'INVIDIA - scarica da retecivica-milano (doc)

 



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