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Pillole3 RICOSTRUZIONE DEI CURRICOLI - "NUOVI" CURRICOLI MULTIMEDIALI Pessimismo...giammai! Attualmente, in particolare nel nostro ordine di scuola, non possiamo permettercelo, rischieremmo di essere schiacciati, di restare così indietro da non essere più in grado di recuperare. La scuola corre, anzi rincorre, il presente. Ma, credimi, non più come una volta..dove il nostro grado di arretratezza ci relegava a cenerentole di ogni avanzamento e progresso tecnologico. La scuola si impone, i bambini si impongono, noi docenti elementari ci imponiamo, o almento, lottiamo per questo. La retorica sulla nostra ignoranza e incompetenza tecnico-scientifica o il luogo comune di chi, all'interno della nostra categoria, lancia appelli nostalgici sul ritorno alla centralità del bambino, su questo bambino che, a dir loro, non sa più leggere e scrivere in modo competente(?) DEVE ESSERE FINALMENTE ABBATTUTO E SCONFITTO. Sai quale sarà la scommessa vincente? Quello di puntare su LA NOSTRA CENTRALITA', LA NOSTRA COMPETENZA E PROFESSIONALITA' all'interno di questo grande progetto e svolta storica che sono la ricostruzione dei curricoli e dei Profili formativi. Se non ce li faremo togliere di mano, saremmo e dovremmo essere, nell'immediato futuro, coloro che rifonderanno i nuovi saperi, partendo finalmente dalle nostre competenze e dalla realtà e contesto sociale. A me questa cosa entusiasma parecchio, la vivo per la prima volta come protagonista, sento che la mia partecipazione potrà essere reale: ciò che conosco e so fare, finalmente sarà ciò che potrò e vorrò insegnare, in quanto esclusivo frutto e patrimonio della mia esperienza didattica e di approfondimento teorico. Ti invito perciò a guardare avanti e partire non aspettando "il tutto" ma usufruendo di ciò che hai già, anche se in pochi o peggio pochissimi. Apri quel laboratorio al sole, eliminate la "polvere"...CHE CENTO FIORI SBOCCINO E CENTO SCUOLE CONTENDANO! (Luciana Cioffi) Certamente la multimedialità può diventare un punto di incontro tra vecchie e nuove tecnologie, quando ad esempio, viene da me utilizzata, forse anche perchè, per fortuna o per disgrazia, non ho avuto ancora il coraggio di cimentarmi in una creazione multimediale, come strumento di stimolo e motivazione ad apprendere in maniera diversa, o meglio ad apprendere nel rispetto di quelli che sono gli interessi e le motivazioni che alimentano e tengono desta l'attenzione dei nostri nuovi alunni. Nuovi perchè a noi bastava un libro, un'immagine per stimolare la fantasia e la voglia di varcare i confini di quella conoscenza tanto cara ai nostri insegnanti e genitori; oggi tale desiderio è assopito dallo zapping che crea l'illusione di un sapere facile e a portata di mano dove la fatica, la costanza , il senso del dovere non trovano un tasto per essere selezionati. Allora la multimedialità, diventa il regno, se non del mistero, almeno della ricerca personale o collettiva non basta, infatti, schiacciare pulsanti, bisogna anche pensare: l'incolmabile differenza tra la macchina e l'uomo ritorna e sta a noi insegnanti saperla sfruttare. (Lucia Batoli) Che cosa intendiamo per curriculum multimediale comune…(…). la questione non mi e' ancora chiara. Io partirei proprio da una comunita' di intenti se non proprio da una definizione comune. (……).. credo che si possa definire tale un curriculum che preveda l'introduzione dei nuovi media nella scuola ed e' per questo che mi sono attivata a garantire due ore settimanali curriculari a tutte le classi del mio istituto creando compresenze su un'ora di Italiano ed una di Matematica. E' stato consequenziale ritagliare una costante fetta disciplinare per lavori in cui prevalga un maggiore protagonismo degli studenti in termini di prodotti, di compartecipazione progettuale, di ricerca di strumenti e contenuti, di rielaborazione guidata, di consapevolezza di scelte. Il lavoro, inoltre, e' piu' improntato alla collaborazione che ad un risultato individuale e soprattutto assume un tangibile senso di funzionalita'; e' mutato anche l'atteggiamento dei docenti che in misura maggiore mettono sul campo lavori piu' attenti agli interessi o ai bisogni degli studenti.(Anna Cormio) Il nostro "essere" insegnanti - la formazione costante ed aggiornata - Non permettera' a questo treno di partire senza di noi - cio' che e' importante ora e' stilare un programma che riesca ad integrare i "nuovi" saperi legati alla multimedialita' con una piu' ampia progettazione che verra' a definirsi con la ricostruzione dei curricoli. Tanto piu' tale integrazione si manifestera' con molteplici "saper fare" attraverso la multimedialita', tanto piu' verra' confermata la scelta che molti di noi, attraverso questo forum, hanno voluto e saputo fare!!(N.d.R) ORA COSTRUIAMO........ Se per un attimo ognuno di noi avesse il potere di indicare le linee di indirizzo di una didattica multimediale, su cosa punterebbe? Cosa sarebbe a suo avviso obiettivo irrinunciabile? Quali gli errori da non commettere? (Luisanna Fiorini) Sostengo la valenza formativa delle tecnologie multimediali innovative per l'importante ruolo che esse possono svolgere nei processi di strutturazione delle conoscenze. A mio avviso, non si tratta di semplici strumenti per facilitare compiti di insegnamento/apprendimento, anche se questo aspetto non va sottovalutato, ma di un'innovazione metodologica oltre che tecnologica. L'ambiente reticolare in cui ci si muove con l'uso consapevole dei nuovi media ci consente di essere in sintonia con i nostri processi mentali ( soprattutto quelli delle nuove generazioni) che non sono lineari e sequenziali, bensì di tipo reticolare, provvisti di nodi e links. Esercitare la nostra mente ad una varietà di stimoli esterni può essere faticoso, ma, una volta accettata la sfida, si aprono nuovi e più ampi orizzonti cognitivi. La multimedialità e l'ipermedialità sono determinanti in questo lavoro di ristrutturazione delle conoscenze perché ci consentono di utilizzare i codici di comunicazione a noi più congeniali e nel contempo ci consentono di esercitarci laddove siamo carenti allo scopo di migliorare le nostre skills. Le riflessioni appena esposte sono riferite al mondo di noi adulti perché credo che le resistenze maggiori vengano proprio da chi ha utilizzato prevalentemente, per i propri processi di apprendimento, il solo codice comunicativo verbale, ed è stato abituato alla sequenzialità ed alla linearità nella trasmissione delle conoscenze (il libro di testo, la lezione frontale). Sono questi i quesiti che mi pongo e sui quali mi piacerebbe confrontarmi fertilizzando le idee. Sarebbe il caso di abbandonare lo snobismo intellettivo dietro cui ci si arrocca per nascondere in realtà la pigrizia mentale di affrontare ciò che è nuovo? Vogliamo imparare a convivere con il nostro tempo (accettandone anche l'incertezza, la mutevolezza, la complessità ) facendo così una cosa meritoria per i nostri figli, ma anche per noi stessi? Non dimentichiamo mai di essere "educatori", cominciamo dalla nostra educazione. (Anonimous) Se diventiamo solo coloro che insegnano "qualche lavorettino" con il PC, o produciamo qualche ipertesto che finisce anch'esso con l'essere solo un lavorettino "più impegnativo", perdendo così di vista il vero scopo che sta alla base di questa straordinaria forma comunicativa. Così insegnata la multimedialità è fine a se stessa, se non ci occupiamo anche del suo utilizzo e fruibilità. Rischieremmo di ripetere errori del passato, come l'aver insegnato per decenni una lingua italiana tutta regole ed eccezioni, senza accorgerci quanto essa fosse avulsa dalla linguaggio quotidiano e quanto, soprattutto, i nostri alunni non sapessero che farne, visto che queste regole, sempre le stesse, ma sempre più difficili, si ripetevano di ciclo in ciclo, senza dire mai una volta ad uno di loro "il perché". Certo, si dovevano pur insegnare, ma lo scopo di tale apprendimento, cioè: l'USO, doveva essere verificato nella scuola stessa. Facciamo in modo che nella scuola i nostri alunni imparino l'uso del computer, meglio che a casa, dove le loro energie e conoscenze si esauriscono spesso nel video gioco. Ciò che vedo attualmente muoversi nella scuola è decisamente a favore di questa prospettiva: c'è entusiasmo, volontà, confronto. Oddio non così ovunque, sono miope, ma non fino a questo punto. Ma le energie ci sono, si tratta di sfruttarle senza disperderle. La soluzione, almeno una delle, non potrà che essere trovata nella costruzione dei curricoli, là dove questi avranno solida attinenza con la realtà e/o la specificità del contesto in cui si va ad operare. Una volta vi era differenza tra ciò che si doveva insegnare, quali contenuti e soprattutto quale didattica, tra una situazione sociale ed un'altra. L'italiano o la storia in Val di Non, in un paesino della Sardegna, a Milano o Roma pur avendo strumenti di base analoghi, si differenziavano poi, nella didattica quotidiana, nei contenuti, nelle stesse esercitazioni e verifiche. Sarebbe stato duro se gli insegnanti avessero tentato una programmazione comune, al più tardi un confronto sulla "differenza" e sulle conoscenze della stessa. La multimedialità non ha questi confini, questi limiti "geografici" e/o economici, il nostro lavoro, i nostri progetti potranno essere prodotti attraverso confronti inusuali, con il vantaggio, che qui sul web, chi interviene è veramente interessato, vuole capire e fare, al di là dei "propri vicini". (Luciana Cioffi) Che il rischio maggiore in questo campo sia trasferire vecchi schemi di insegnamento in un contesto nuovo. Si rischia di perdere una risorsa fondamentale : la possibilità di utilizzare le conoscenze pregresse degli alunni come insostituibile veicolo di coinvolgimento nel processo apprendimento e come incentivo alla motivazione ad apprendere. Certamente il rovescio della medaglia consiste nel fatto che la maggior parte degli insegnanti non è preparata adeguatamente per affrontare questi cambiamenti e chi vuole formarsi deve " Spendere " energie e tempo spesso senza un adeguato supporto.Come ho già detto in un altro intervento , ritengo che il potenziamento della formazione a distanza possa costituire un passo fondamentale per creare una rete di collaborazione ed innescare sinergie positive. ( Marisa Aimaro) L'introduzione della multimedialità nella didattica ha trovato applicazione, nella maggior parte dei casi, in produzioni ipertestuali, ove l'affascinante artefatto integra i vari linguaggi e consente una interazione con il percorso di conoscenza. Gli insegnanti interessati hanno frequentato corsi, testato software, partecipato a concorsi che premiano il prodotto, focalizzando la loro attenzione in questo senso. Tutto molto bello. Io stessa non sono stata immune dalla febbre dell'ipertesto in classe. Ma la multimedialita' e' solo creazione ipertestuale? O esiste la possibilita' di creare oggetti, attivita' in cui la creazione di un ipertesto non sia lo scopo ne' il fulcro? Puo' una didattica integrata tra nuove e vecchie tecnologie trovare nella multimedialita' un punto di incontro? (Luisanna Fiorini) No, secondo me, anche perche' l'ipertesto non puo' essere un luogo in cui si approfondiscono tematiche, ha una struttura snella per non essere pesante e non appesantire il visitatore. Facciamo in modo che gli "ipertesti" non siano solo palestrine di abilità e di barocchismi. Sperimentiamo con loro forme nuove di contatto e comunicazione a distanza, sicuri momenti di arricchimento, scambio di informazioni, facciamo loro capire, "standoci all'interno" come soggetti attivi, che cos'è l'idea di "villaggio globale" Non temiamo l'uso di termini ed espressioni specifiche, già linguaggio d'uso nel quotidiano. A mio giudizio, se così non si farà, rischieremo di vedere la coda di un altro treno che se ne va senza di noi a bordo. La multimedialità dovrà essere invece un nostro strumento, più o meno quotidiano, di lavoro ed insegnamento; gli alunni capire e saper scegliere in seguito come utilizzarne le potenzialità, grazie anche al fatto di averle già sperimentate e non solo "imparate" nella scuola. "Sapere" di multimedialità, per "saper fare" poi comunicazione: attiva, adeguata a contesti, scopi, referenti. Per me la novità, l'attrattiva maggiore che offrono i PC e soprattutto i programmi che girano in essi sta nel maggiore o minore grado di interazione che sono in grado di instaurare con l'operatore. Il nostro impegno dovrebbe orientarsi maggiormente nell'analisi del software che utilizziamo. nel tentativo di una riflessione nostra e degli alunni, dopo aver imparato a fare, sul "cosa stiamo facendo" e sul "perché lo facciamo"….. ……..la produzione ipertestuale e' di per se' multimediale in quanto in essa convergono tutti i linguaggi possibili ed immaginabili. In un mio allegato all'intervento "E se ...", pero', ho gia' espresso la mia opinione, che fondalmentalmente si riduce nel non ridurre la multimedialita' alla creazione dell'ipertesto; sarebbe vincolante rispetto alle competenze dei docenti (non tutti sono in grado di produrli) e limitativo rispetto ad altre produzioni, semmai piu' confacenti ai docenti che usano altri mezzi espressivi (ad es. uno spettacolo teatrale, una produzione filmica ...). (Anna Cormio) |