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Pillole La multimedialità come strumento di conoscenza e di interazione Anche se per alcuni sembra assolutamente ovvio che la multimedialità tecnologica sia un ambiente di studio e non un oggetto di apprendimento, in alcuni ambiti scolastici questa semplice considerazione non trova allocazione di verità. Penso però che la conoscenza del computer sia alla base di ogni operatività.Insomma l'alunno deve pur conoscere il funzionamento del PC per poter sviluppare un iter formativo multimediale.C'è dunque bisogno, a mio avviso che la conoscenza dello strumento vada di pari passo con lo sviluppo della creatività.D'altronde anche im musica puoi far emergere e sviluppare le capacità dell'alunno solo se questo padroneggia lo strumento musicale. La multimedialità offre un campo di interazione per la costruzione consapevole delle proprie conoscenze.(Luisanna Fiorini) "Solitamente se si vuole usare uno strumento informatico e/o multimediale ci si preoccupa di due fondamentali cose: Che fare? Ci si dovrebbe rinchiudere in una stanza "virtuale" e "praticare", "praticare", domandare verificando, rettificando ed altre operazioni connesse. Non alla stregua dei reiterati corsi, dove la disomogeneità tra i partecipanti è così elevata da non permettere mai di approfondire e consolidare, ma solo di afferrare qualcosa di "informatico a scalare", partendo dal'accensione, Word, inserisci immagine, salva con nome, crea cartella....; questo qualcosa poi ti resta, per non startene davanti al PC come un ebete, come formazione di modesta entità, ma che potresti tranquillamente ottenerla a casa o in altro contesto non scolastico. Si puo' apprendere in un altro modo e si deve sanare la frustrazione del docente chiuso nella propria monade disciplinare. Devo dire che il problema principale per l'uso del computer con gli alunni, almeno nel mio Circolo, è la numerosità degli alunni in una classe, che ti obbliga a lavorare per piccoli gruppi, che raramente hai la possibilità di fare. Quindi, per me, il problema più grave oggi (e non credo che lo sia solo per me) è questa difficoltà (oltre alla mancanza di insegnanti che abbiano la conoscenza dello strumento). Non credo che gli insegnanti non si rendano conto della potenza didattica dell'uso del computer come apprendimento disciplinare, quanto che non ci sia spazio, nella programmazione, per questo tipo di lavoro. (Paola) Questo è un problema reale della scuola. Le energie e le
competenze di quanti desiderano rinnovare la loro azione educativa con l'ausilio delle nuove tecnologie sono vanificate e spesso annullate da
interminabili e sterili diatribe con i colleghi che vorrebbero relegare la
multimedialità nell' ambito angusto dell'"informatica", ingabbiandola nello
studio esclusivamente scientifico del sistema binario e nell'uso strumentale
della macchina, senza prevedere collegamenti con le altre discipline, e senza In una scuola che ha avviato o intende avviare un processo per la formazione di un ambiente didattico multimediale, anche coerente alla realizzazione dell'Autonomia scolastica , si rende necessario indicare l'ambito e le modalità di ricerca-azione affinché tale riadattamento dell'ambiente didattico possa avvenire valorizzando il profilo professionale dei docenti - non nuovi e pesanti vincoli ma nuove e interessanti opportunità - e proponendo all'utenza un significativo valore aggiunto in termini di offerte formative e orientative.Anche quando si focalizza l'attenzione sul creare un ambiente didattico multimediale, non si può prescindere da una serie di competenze professionali degli insegnanti, in relazione al momento della progettazione, dell'accoglienza e ascolto degli alunni e degli adulti coinvolti, della integrazione delle discipline, degli obiettivi e dei contenuti su cui si conduce la ricerca.
Non si deve infatti sottovalutare la complessità dell'intervento e la necessaria pignoleria nella preparazione dei docenti ad operare nel nuovo ambiente: il pericolo di operare in una situazione nuova, tecnologica e psicopedagogica, senza un
autoriconoscimento/disponibilità del cambiamento del proprio ruolo docente, i danni formativi/orientativi provocati agli alunni sarebbero sicuramente accresciuti per l'uso di metodologie pedagogiche oramai abbandonate e non correlate all'uso delle NTD
Si profila allora come necessaria la definizione di un percorso modulare di formazione e di aggiornamento stabile e continuativo, interno alla scuola, a cui ciascun docente può far riferimento in funzione alle proprie peculiari esigenze, senza peraltro tralasciare le molteplici occasioni di incontro/confronto esterne alla scuola. Vogliamo provare a superare la barriera posta dal continuo "esporre e proporre" (tappa d'obbligo, per carità, quando si scrive!), con quella del "provare a fare"? Credo che questo forum abbia alla fine soprattutto questo scopo……… Esempio di attività Un utilizzo dell' ipertesto non fine a se stesso lo vorrei proporre ad alcune scuole elementari gia' avviate in questo tipo di esperienza: Qualcuno ha mai pensato all'importanza del computer per creare archivi finalmente funzionanti anche a scuola. Tra l'altro senza computer e software annessi non è possibile neppure pensare una reale autovalutazuone o valutazione della scuola. Questa nuova metodologia didattica ha fondate verifiche che ne confermino l'alto valore didattico? Nessun bambino è mai rimasto indifferente di fronte al monitor del computer, anche quando si è trattato di svolgere solo esercitazioni scolastiche.Purtroppo spesso manca l'uso sistematico e programmato di questo strumento ,a mio avviso, insostitutibile in una metodologia moderna. (Marisa Bracaloni) Nell'esame di licenza media alcuni alunni affrontarono il colloquio partendo da un prodotto multimediale da loro stessi realizzato a livello individuale. I collegamenti tra le discipline e la trattazione degli argomenti dimostravano ampiamente la capacità di orientamento e la consapevolezza dei fatti esposti. I riferimenti testuali e iconografici, l'uso opportuno di commenti parlati e sonori, l'inserimento di documenti originali in formato video rivelavano un possesso di saperi e di abilità che nessun colloquio poteva rendere con altrettanta efficacia. Eppure si avvertiva nell'atteggiamento di alcuni colleghi un senso di fastidio verso quel modo di esternare conoscenze e competenze, quasi che esse derivassero da semplici abilità manipolative. |