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Pillole

La multimedialità come strumento di conoscenza e di interazione

Anche se per alcuni sembra assolutamente ovvio che la multimedialità tecnologica sia un ambiente di studio e non un oggetto di apprendimento, in alcuni ambiti scolastici questa semplice considerazione non trova allocazione di verità.
No, non e' ancora chiaro per tutti che l'inserimento della multimedialità nella scuola non prevede che gli alunni sviluppino (almeno nella scuola di base) in via prioritaria la conoscenza di programmi e tantomeno di linguaggi di programmazione
(Luisanna Fiorini)

Penso però che la conoscenza del computer sia alla base di ogni operatività.Insomma l'alunno deve pur conoscere il funzionamento del PC per poter sviluppare un iter formativo multimediale.C'è dunque bisogno, a mio avviso che la conoscenza dello strumento vada di pari passo con lo sviluppo della creatività.D'altronde anche im musica puoi far emergere e sviluppare le capacità dell'alunno solo se questo padroneggia lo strumento musicale.
La multimedialità offre un campo di interazione per la costruzione consapevole delle proprie conoscenze.
(Vincenzo Belli)

La multimedialità offre un campo di interazione per la costruzione consapevole delle proprie conoscenze.(Luisanna Fiorini)

"Solitamente se si vuole usare uno strumento informatico e/o multimediale ci si preoccupa di due fondamentali cose: 
- imparare ad usare il computer e gli hardware ad esso collegati
- saper applicare programmi base e specifici
raggiungere questi due obiettivi non e' affatto sufficiente, ne' tantomeno e' garanzia per costruire all'interno di progetti scolastici degli itinerari didattico-educativi che prevedano l'uso, l'interazione con altre discipline, dello strumento multimediale.
saperci fare con un pc è solo ottima premessa e null'altro al saper fare didattica multimediale…"
(Luciana Cioffi)

Che fare? 

Ci si dovrebbe rinchiudere in una stanza "virtuale" e "praticare", "praticare", domandare verificando, rettificando ed altre operazioni connesse. Non alla stregua dei reiterati corsi, dove la disomogeneità tra i partecipanti è così elevata da non permettere mai di approfondire e consolidare, ma solo di afferrare qualcosa di "informatico a scalare", partendo dal'accensione, Word, inserisci immagine, salva con nome, crea cartella....; questo qualcosa poi ti resta, per non startene davanti al PC come un ebete, come formazione di modesta entità, ma che potresti tranquillamente ottenerla a casa o in altro contesto non scolastico. 
In questa "stanza" si parlerà delle cose che si dovranno fare con gli scolari, far circolare le idee e gli spunti che molti potrebbero dare, partendo da programmi ed attività multimediali oramai
ufficialmente patrimonio della scuola e della didattica e di altre attività che potremmo trasformare in fruibili, spendibili, nella didattica o nella nostra più specifica attività docente, come ad esempio la posta elettronica, le chat, la condivisone ecc.
(Luciana Cioffi)

Si puo' apprendere in un altro modo e si deve sanare la frustrazione del docente chiuso nella propria monade disciplinare.
Consideriamolo un "gioco di squadra" al fine di ottenere il superamento dello studio individuale e rivedere insieme agli altri colleghi come ogni patrimonio culturale personale possa essere riproposto; "... nessuna grande azienda puo' sopravvivere senza modificare continuamente il suo metodo di produrre e la sua organizzazione.."
(Paolo Bacceschi)

Devo dire che il problema principale per l'uso del computer con gli alunni, almeno nel mio Circolo, è la numerosità degli alunni in una classe, che ti obbliga a lavorare per piccoli gruppi, che raramente hai la possibilità di fare. Quindi, per me, il problema più grave oggi (e non credo che lo sia solo per me) è questa difficoltà (oltre alla mancanza di insegnanti che abbiano la conoscenza dello strumento). Non credo che gli insegnanti non si rendano conto della potenza didattica dell'uso del computer come apprendimento disciplinare, quanto che non ci sia spazio, nella programmazione, per questo tipo di lavoro. (Paola)

Questo è un problema reale della scuola. Le energie e le competenze di quanti desiderano rinnovare la loro azione educativa con l'ausilio delle nuove tecnologie sono vanificate e spesso annullate da interminabili e sterili diatribe con i colleghi che vorrebbero relegare la multimedialità nell' ambito angusto dell'"informatica", ingabbiandola nello studio esclusivamente scientifico del sistema binario e nell'uso strumentale della macchina, senza prevedere collegamenti con le altre discipline, e senza 
offrire agli alunni la possibilità di costruirsi autonomamente un proprio percorso cognitivo. Questa ottica così riduttiva e meschina rivela una chiusura mentale, un'incapacità di collaborare con gli altri insegnanti.Ben vengano quei corsi, come "Multimedia@Scuola" trasmesso da raieducational che, oltre ad offrire strumenti a quanti vogliono utilizzare le nuove tecnologie nella didattica, possano illuminare le menti degli oscurantisti e dei retro.
(anonimus)

In una scuola che ha avviato o intende avviare un processo per la formazione di un ambiente didattico multimediale, anche coerente alla realizzazione dell'Autonomia scolastica , si rende necessario indicare l'ambito e le modalità di ricerca-azione affinché tale riadattamento dell'ambiente didattico possa avvenire valorizzando il profilo professionale dei docenti - non nuovi e pesanti vincoli ma nuove e interessanti opportunità - e proponendo all'utenza un significativo valore aggiunto in termini di offerte formative e orientative.Anche quando si focalizza l'attenzione sul creare un ambiente didattico multimediale, non si può prescindere da una serie di competenze professionali degli insegnanti, in relazione al momento della progettazione, dell'accoglienza e ascolto degli alunni e degli adulti coinvolti, della integrazione delle discipline, degli obiettivi e dei contenuti su cui si conduce la ricerca. Non si deve infatti sottovalutare la complessità dell'intervento e la necessaria pignoleria nella preparazione dei docenti ad operare nel nuovo ambiente: il pericolo di operare in una situazione nuova, tecnologica e psicopedagogica, senza un autoriconoscimento/disponibilità del cambiamento del proprio ruolo docente, i danni formativi/orientativi provocati agli alunni sarebbero sicuramente accresciuti per l'uso di metodologie pedagogiche oramai abbandonate e non correlate all'uso delle NTD Si profila allora come necessaria la definizione di un percorso modulare di formazione e di aggiornamento stabile e continuativo, interno alla scuola, a cui ciascun docente può far riferimento in funzione alle proprie peculiari esigenze, senza peraltro tralasciare le molteplici occasioni di incontro/confronto esterne alla scuola.
Una possibilità interessante nell'ottica della formazione in rete e a rete, è offerta dalla creazione, dentro la scuola, di un gruppo/commissione che segue in particolare lo sviluppo dell'ambiente didattico multimediale, che accoglie anche competenze tecniche specifiche con gradi di approfondimento diversi. Tale gruppo, oltre ad essere occasione/luogo di formazione in servizio, svolge un lavoro di monitoraggio delle attività con i ragazzi e pianifica e mette a punto l'uso di nuove tecnologie all'interno del progetto di autonomia della scuola. Potrebbe anche svolgere attività formative per insegnanti di altre scuole.
(Paolo Bacceschi)

Vogliamo provare a superare la barriera posta dal continuo "esporre e proporre" (tappa d'obbligo, per carità, quando si scrive!), con quella del "provare a fare"? Credo che questo forum abbia alla fine soprattutto questo scopo……… 
L'area multimediale ed informatica a differenza delle altre discipline ed ambiti è un settore all'interno del quale ci si può facilmente imboscare, se chi ti sta attorno non ne capisce niente! Non puoi barare in lingua italiana, o in storia ecc., prima o poi qualcuno, utenza compresa, si accorge che stai solo parlando e poco facendo. Con multimedialità si, quattro, cinque, termini specifici del settore e metti KO e a tacere chiunque non ne sappia almeno quanto il dichiarante.
(Luciana Cioffi)

Esempio di attività

Un utilizzo dell' ipertesto non fine a se stesso lo vorrei proporre ad alcune scuole elementari gia' avviate in questo tipo di esperienza:
usare chatlines per l' interscambio di dati, notizie etc... "assemblati" per comodita' in forma ipertestuale.
…La ML (ambiente egroups) vede iscritti tutti gli alunni, e i prof. che ci stanno; serve a comunicare avvisi e materiale didattico; serve a mandare e ricevere files personalizzati, in genere di esercitazioni che vengono corrette e rispedite, ad uno o a tutti, se si vuole pubblicizzare un'esperienza; serve alla costruzione continua di materiale di lavoro, come l'Antologia Virtuale della Letteratura Italiana.
(Paolo Bacceschi)

Qualcuno ha mai pensato all'importanza del computer per creare archivi finalmente funzionanti anche a scuola. Tra l'altro senza computer e software annessi non è possibile neppure pensare una reale autovalutazuone o valutazione della scuola.
Inoltre c'è la possibilità di ordinare finalmente quello che fanno i ragazzi. 
Riguardo agli ipertesti noto - da umanista - che vegono letti pochissimo e prodotti tantissimo. Un po' come i libri.
In realtà è l'ordine della macchina che ci aiuterà ad uscire dall'attuale caos delle cose.

(Stefano Stefanel)

Questa nuova metodologia didattica ha fondate verifiche che ne confermino l'alto valore didattico? 
gli studenti, di fronte a questa innovazione, come si pongono?
(Luciana Cioffi)

Nessun bambino è mai rimasto indifferente di fronte al monitor del computer, anche quando si è trattato di svolgere solo esercitazioni scolastiche.Purtroppo spesso manca l'uso sistematico e programmato di questo strumento ,a mio avviso, insostitutibile in una metodologia moderna. (Marisa Bracaloni)

Nell'esame di licenza media alcuni alunni affrontarono il colloquio partendo da un prodotto multimediale da loro stessi realizzato a livello individuale. I collegamenti tra le discipline e la trattazione degli argomenti dimostravano ampiamente la capacità di orientamento e la consapevolezza dei fatti esposti. I riferimenti testuali e iconografici, l'uso opportuno di commenti parlati e sonori, l'inserimento di documenti originali in formato video rivelavano un possesso di saperi e di abilità che nessun colloquio poteva rendere con altrettanta efficacia. Eppure si avvertiva nell'atteggiamento di alcuni colleghi un senso di fastidio verso quel modo di esternare conoscenze e competenze, quasi che esse derivassero da semplici abilità manipolative. 
L'idea di una maturità che discende dal sapere dell'insegnante è certamente più rassicurante dell'idea che l'alunno possa aver appreso da sè ciò che sa fare. Ecco allora nascere il dilemma: ma quell'alunno sa che cosa fa oppure fa senza sapere? E soprattutto: sa ciò che io ho deciso che sappia? Il luddismo può essere una tentazione anche a scuola. 

(Paolo Chiesalotti)