Una
proposta operativa contro la guerra e la cultura bellicista
di
Giuliano Falco
Dal sito
www.nonviolenti.org il
Movimento non violento lancia la campagna di obiezione di coscienza
della cittadina e del cittadino per il disarmo economico e militare.
Mentre è imminente l'inizio del nuovo conflitto per il petrolio,
appena mascherato da guerra contro il feroce saladino, occorre fornire
proposte realiste di opposizione alla guerra e alla cultura bellicista
che la sottende. Bisogna sviluppare una coscienza e un'azione non violenta
che sappiano incidere sulla realtà.
"Nella
nuova situazione che si presenta, il cittadino sembra non avere più
strumenti per esprimere il rifiuto della violenza strutturale e culturale,
non solo di quella diretta, e per costruirne il continuo superamento.
Ci sono invece da praticare obiezioni e d attuare programmi costruttivi
-è questa la proposta del manifesto della Campagna- sui due lati
della cultura del dominio, il modello economico (della produzione, scambi
e consumi) e il modello difensivo (della tutela da aggressioni e della
tutela del diritto). Perciò ci sembra urgente un rinnovato impegno,
coordinato e coraggioso, per una nuova
CAMPAGNA
DI OBIEZIONE DI COSCIENZA DEL/LA CITTADINO/A
PER IL DISARMO ECONOMICO E MILITARE
che sia
contemporaneamente di resistenza al nuovo militarismo e di costruzione
dell'alternativa nonviolenza".
Come
si articola la campagna.
La campagna si articola in tre punti. Si tratta di impegni precisi,
mirati a impegnare il nuovo obiettore (la nuova obiettrice) in progetti
ben precisi, che prevedono una dichiarazione di obiezione; una dichiarazione
di opzione per la nonviolenza attiva; un impegno concreto a orientare
i pro propri consumi.
1. l'obiettore (l'obiettrice) presenta una dichiarazione di obiezione
"nella quale si dissocia dalla politica di difesa del nostro paese
e dalla NATO, evidenziando l'incostituzionalità, l'immoralità
intrinseca di scelte aggressive e la funzionalità al sistema
economico di rapina nei confronti dei Paesi impoveriti del sud del mondo;
da parte delle donne accompagnata da una dichiarazione di rifiuto esplicito
della cosiddetta 'pari opportunità' di servire nell'esercito,
da parte dei/delle giovani che scelgono il servizio civile accompagnata
da una dichiarazione che metta in evidenza come la scelta fatta sia
inconciliabile con il servizio militare, escludendo la possibilità
di 'richiami' in caso di guerra";
2. la dichiarazione di opzione per la non violenza attiva prevede l'impegno
del sottoscrittore/sottoscrittrice che si concretizzi attraverso i seguenti
impegni: versamento e/o partecipazione ad un progetto di intervento
nonviolento in zona di conflitto (Operazione Colomba, Io donna vado
in Palestina, Caschi bianchi, Berretti bianchi, Anch'io a Butembo/Kisangani,
ecc.); servizio civile o volontariato in progetti di difesa civile,
mediazione o formazione alla nonviolenza presso i nodi della rete di
Lilliput, associazioni o 'Uffici della Pace' in Italia o all'estero;
versamento sul fondo nazionale per il servizio civile come opzione o
obiezione alla spese militari in vista del riconoscimento del diritto
di opzione fiscale; adesione all'iniziativa 'Banche armate'; adesione
e/o sostegno ai movimenti non violenti organizzati";
3. orientare i propri consumi significa "tenere conto dei principi
della semplicità volontaria e del consumo critico che boicotta
e cerca di sottrarre risorse a quei settori della produzione, del commercio
e della finanza che sono implicati in modo più evidente nel sistema
militare/industriale di dominio"
Sul
sito indicato si trova il testo della Dichiarazione di obiezione
alla guerra e di opzione non violenta per il disarmo economico e militare.
Per
saperne di più:
consultare i seguenti siti pacifisti e non violenti:
http://www.nonviolenti.org;
http://www.peacelink.it;
Giuliano Falco