Parma - La foto della vergogna
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La foto della vergogna



E' nata dalle lacrime la foto della prostituta nigeriana rinchiusa nella cella di sicurezza della centrale dei vigili urbani di Parma. I lamenti della ragazza fermata lungo la via emilia ovest superavano la porta blindata della guardiola, attirando l'attenzione. Da qui, tre scatti in sequenza. Prima della porta, poi dello spioncino rettangolare, infine, con l'obiettivo attaccato al vetro temprato, della figura stesa a terra con le mani incrociate e il petto scosso dai singhiozzi.

Una foto molto forte che, su richiesta dell'assessore, non avrebbe mai dovuto essere pubblicata. Pena, pietà, pressioni: fattori che hanno lasciato il posto, dopo il confronto con la redazione, alla scelta di far vedere in che modo una prostituta senza documenti viene trattata.

Il servizio sui controlli antiprostituzione dei vigili urbani invece è nato nel pomeriggio di venerdì. Quando Repubblica Parma ha scoperto che ci sarebbe stata, nella notte, un'altra retata dopo quella effettuata il giorno prima dai carabinieri. Partecipiamo su invito dell'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi all'operazione straordinaria. Presenti anche un giornalista della Gazzetta di Parma, Giovanni Cola, e una fotografa della stessa testata, Anna Rita Melegari.

L'operazione è partita da Piazza Garibaldi alle 23. In prima battuta l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi ha proposto di mandare i giornalisti sulle macchine civetta, ma l'ispettore capo Claudio Bergnoli ha rifiutato la proposta: "Troppo pericoloso". Sarà lui ad accompagnarci nel giro sulla sua macchina di servizio. A poca distanza ci ha seguito la fotografa della "Gazzetta" con la sua vettura.

Prima tappa in via La Spezia, dove i vigili attorno alle 23.30 hanno fermato due prostitute e un cliente. In quel momento andiamo sulla macchina della collega fotografa, per poter "scattare" con più tranquillità le varie fasi dell'operazione. Da lì ci dirigiamo verso via Emilia Ovest: erano circa le 23.45. Due vigili urbani stavano controllando tre donne. Due di loro stavano correndo verso gli alberi al lato della strada, rannicchiandosi per non farsi vedere. Una terza ragazza invece stava per essere portata in macchina. A 10 metri di distanza si sentivano chiaramente le urla della ragazza che cercava di liberarsi dall'azione dei vigili. Quando è stata caricata sui sedili posteriori, un agente si è infilato nell'auto di servizio. Poi ha chiuso la porta con forza. Immediatamente sono arrivati i rumori dei calci e dei pugni tirati dalla ragazza nigeriana contro le portiere. A conferma di questo momento di concitazione c'è anche la versione del collega Giovanni Cola. Il giornalista della Gazzetta di Parma era vicino a una radio di servizio e ha sentito chiaramente la ragazza: "Le sue urla – si può leggere nella dichiarazione effettuata dalle pagine della Gazzetta di Parma - si udivano distintamente in sottofondo mentre gli agenti comunicavano via radio con la centrale".





Questo è stato l'unico momento di vera tensione durante tutto il controllo. Nessuno sapeva se la ragazza stesse bene, che cosa avesse fatto o che cosa le era stato fatto per caricarla sull'auto di servizio. Uno dei vigili urbani si è avvicinato all'auto della collega su cui ero anche io, dicendo: "Adesso è tutto a posto, poi si calma". Il poi è stato circa tre ore più tardi, nella centrale dei vigili urbani in via del Taglio. Molto dopo il momento in cui la foto è stata scattata. Verso l'una di notte, mezz'ora dopo la fine dell'attività in via Emilia Ovest arriviamo alla centrale dei vigili di via del Taglio.

Mentre avvengono le identificazioni di due prostitute negli uffici al piano interrato, arrivano chiari e distinti i singhiozzi e i lamenti della prostituta nigeriana appena catturata. Sei agenti sono impegnati nelle procedure burocratiche. Il corridoio prosegue per un altro paio di metri. Lì, sulla destra, c'è la cella blindata. I singhiozzi e le urla strozzate della ragazza continuano ad attirare l'attenzione. Quando ci avviciniamo alla cella ci sono anche gli altri colleghi della Gazzetta di Parma e l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi. Scattiamo.

Usciamo per altri controlli in via Emilia est. Alle tre di notte verifichiamo cosa sta succedendo in via del Taglio, chiamando il collega Giovanni Cola:"Ha cambiato posizione ma è sempre dentro. Piange ancora".

L'assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi durante la notte aveva detto: "E' questo che intendo quando dico che loro sono le vittime". Ed è anche per questo che la foto è stata pubblicata da parma.repubblica.it


 


(13 agosto 2008)


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