PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - Regolamento per l段nserimento e l段ntegrazione degli studenti stranieri nel sistema educativo provinciale.
Condividi questo articolo


PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO 


 


Regolamento per l段nserimento e l段ntegrazione degli studenti stranieri nel sistema educativo provinciale (articolo 75 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5)


Allegato alla Delibera nー 581 del 14/3/2008


 


 Capo I
Finalit e destinatari
 
Art. 1
Oggetto e definizioni
 


1. Questo regolamento, in attuazione dell誕rticolo 75 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino), di seguito denominata 斗egge provinciale, disciplina la promozione e il sostegno degli interventi e delle attivit di inserimento e di integrazione degli studenti stranieri nelle istituzioni scolastiche e formative della provincia di Trento, rivolti in particolare a:



a)   promuovere l誕ccoglienza e l段nserimento degli studenti stranieri attraverso l誕ttuazione di progetti interculturali e l誕dozione di modalit organizzative omogenee e condivise;


b)  promuovere l誕pprendimento e il perfezionamento della lingua italiana da parte degli studenti stranieri;


c)   favorire e supportare l誕pprendimento e il mantenimento della lingua madre;


d)  adeguare i piani di studio dell段stituzione scolastica e formativa provinciale, nei limiti previsti dalla normativa vigente, tenendo conto dei percorsi personalizzati, anche al fine di valorizzare le esperienze acquisite dagli studenti nel paese di origine;


e)   realizzare materiali e strumenti didattici idonei a facilitare l誕pprendimento e lo sviluppo personale e professionale degli studenti stranieri;


f)    assicurare il pieno diritto allo studio e la qualit dei processi di integrazione in ambito scolastico e formativo;


g)   favorire l置tilizzazione di personale specializzato anche attraverso lo sviluppo di competenze professionali nel settore della facilitazione linguistica e della mediazione interculturale;


h)   favorire il riconoscimento dei titoli e delle professionalit gi acquisite da parte degli studenti stranieri, anche in relazione all誕ttivazione di iniziative di educazione permanente;


i)     promuovere azioni volte a realizzare la comunicazione e le relazioni tra la scuola e la famiglia straniera e tra la famiglia straniera e la famiglia italiana, rinforzando lo sviluppo di un approccio interculturale negli studenti, nelle famiglie e negli operatori della scuola, e attivando servizi di consulenza e coordinamento delle iniziative.


2. Nelle istituzioni scolastiche e formative della provincia di Trento:


a)  la lingua madre dello studente straniero considerata lingua prima ed indicata con la sigla L1;


b)  la lingua italiana insegnata agli studenti stranieri considerata lingua seconda ed indicata con la sigla L2.


 
Art. 2
Destinatari


 


1. Sono destinatari degli interventi e delle attivit disciplinate da questo regolamento:


a)  gli studenti frequentanti percorsi del primo e del secondo ciclo di istruzione e formazione, non in possesso della cittadinanza italiana, che richiedono supporto linguistico, e siano:


1) presenti sul territorio italiano da meno di un anno, che necessitano di interventi atti a promuovere l誕cquisizione della L2 per comunicare;


2) presenti sul territorio italiano da pi di un anno, che necessitano di interventi atti a implementare il livello di padronanza della L2 per comunicare e di interventi atti a supportare la graduale acquisizione della stessa L2 per studiare e apprendere le discipline nonch i linguaggi specifici e settoriali.


b)  gli studenti che necessitano di supporto socio-culturale frequentanti percorsi del primo e del secondo ciclo di istruzione e formazione e si trovino in una delle seguenti condizioni:


1) presenti sul territorio italiano con la famiglia immigrata o ricongiunti alla stessa;


2) nati in Italia da famiglie immigrate;


3) figli di coppia mista;


4) arrivati in Italia per adozione internazionale;


c)  le famiglie degli studenti indicati dalle lettere a) e b), al fine di valorizzare la partecipazione dei familiari al percorso educativo e formativo dello studente.


2. Ai fini di questo regolamento i destinatari, come individuati dal comma 1, sono indicati con la dizione di 都tudenti.


 


Art. 3
Interventi e attivit della Provincia


 


1. La Provincia, nei limiti delle risorse definite dagli articoli 85 e 112 della legge provinciale, promuove l弾ducazione interculturale mediante la promozione, il sostegno e la realizzazione di interventi e attivit volti:


a)    all誕ttivazione di servizi di consulenza e documentazione;


b)    alla realizzazione di corsi di formazione per i docenti e per gli operatori, che svolgono attivit di integrazione, da utilizzare nelle istituzioni scolastiche e formative provinciali;



c)    all誕ssegnazione alle istituzioni scolastiche e formative provinciali di docenti, come definiti dagli articoli 6 e 7 di questo regolamento, sulla base delle modalit e dei criteri stabiliti dalla Giunta provinciale ai sensi dell誕rticolo 86, comma 4, della legge provinciale;



d)    alla realizzazione di ogni altro intervento rientrante nelle finalit previste dall誕rticolo 75 della legge provinciale.


2. La Giunta provinciale individua modalit, contenuti e criteri per la realizzazione dei corsi di formazione previsti dal comma 1, lettera b).



3. La Provincia provvede alla formazione di specifici elenchi dei docenti e degli operatori in possesso dei requisiti richiesti per i facilitatori linguistici nonch per i mediatori interculturali previsti dagli articoli 7, 8 e 10.


4. Al fine di assicurare a tutti gli studenti livelli minimi di integrazione e di intervento, la Giunta provinciale pu definire linee guida e atti di indirizzo rivolti a favorire la realizzazione degli interventi e l置tilizzazione delle risorse secondo criteri di efficacia e di perequazione.


 


Art. 4
Interventi e attivit erogati dall段stituzione scolastica e formativa provinciale


 


1. Nell誕mbito degli interventi e attivit definiti dall誕rticolo 3, l段stituzione scolastica e formativa provinciale assicura, anche avvalendosi di organismi interni secondo quanto disposto dallo statuto e dal regolamento interno, il coordinamento delle attivit interculturali al fine della programmazione e della realizzazione degli interventi e delle attivit di inserimento e di integrazione degli studenti, attraverso:


a)  la definizione delle scelte educative e organizzative relative all誕rea interculturale da inserire nel progetto di istituto;


b)  la predisposizione di progetti interculturali e la definizione in particolare di un protocollo di accoglienza degli studenti secondo quanto disposto dall誕rticolo 9;


c)  la definizione e la realizzazione di attivit di raccordo tra scuola, famiglia e territorio.


2. Al fine di facilitare l段nserimento nei percorsi di istruzione e formazione nonch di sostenere lo sviluppo di un orientamento educativo interculturale, l段stituzione scolastica e formativa provinciale definisce, in particolare, nel progetto di istituto:


a)  percorsi di istruzione e formazione per gli studenti caratterizzati dalle differenziazioni e dagli adeguamenti necessari a valorizzare le competenze pregresse e a superare eventuali difficolt che possono ostacolare o ritardare il pieno sviluppo della personalit e delle attitudini personali e professionali;


b)  progetti e attivit rivolti a tutti gli studenti, anche italiani, con lo scopo di diffondere un弾ducazione interculturale, contrastare atteggiamenti di pregiudizio e favorire l誕cquisizione di strumenti aperti al dialogo, allo scambio e all誕ccoglienza.


 
Capo II
Risorse professionali per l'integrazione degli studenti e l'educazione interculturale

 
 
Art. 5
Risorse professionali


 


1. Per l誕ttuazione degli interventi e delle attivit di integrazione degli studenti e delle loro famiglie nel contesto scolastico e formativo, l段stituzione scolastica e formativa provinciale si avvale in particolare delle seguenti risorse professionali:



a)  il referente per le iniziative interculturali;


b)  il facilitatore linguistico;


c)  il mediatore interculturale.


 
 
Art. 6
Referente per le iniziative interculturali


 


1. Il referente per le iniziative interculturali un docente dell段stituzione scolastica e formativa provinciale, individuato dal collegio dei docenti, che supporta i processi di definizione degli interventi e delle attivit dell段stituzione, con il compito in particolare di:



a)  costituire il punto di riferimento per i soggetti coinvolti nei diversi interventi e nelle diverse attivit interculturali;


b)  svolgere una funzione di raccordo e di proposta per l誕ttivazione delle iniziative interculturali definite nel progetto d段stituto;



c)  provvedere a raccogliere le richieste di formazione in ambito interculturale, da sottoporre al collegio dei docenti.


Art. 7
Facilitatore linguistico


 1. Il facilitatore linguistico il docente dell段stituzione scolastica e formativa provinciale al quale affidato il compito di facilitare l誕pprendimento della L2 da parte degli studenti frequentanti l段stituzione, secondo quanto definito dalla programmazione didattica ed educativa. Qualora nell誕mbito della dotazione complessiva non sia reperibile un docente in possesso dei requisiti indicati dal comma 3, l段stituzione scolastica e formativa provinciale pu avvalersi come facilitatore linguistico di un esperto esterno.



2. Al fine di agevolare la comunicazione interpersonale e lo studio delle discipline previste dal percorso educativo e nell誕mbito della programmazione educativa il facilitatore linguistico:



a)  promuove, o provvede direttamente, all誕ttivazione di iniziative da svolgersi nella classe o nel laboratorio linguistico di italiano per gli studenti, volte allo sviluppo dell誕pprendimento della L2;



b)  integra e supporta l誕ttivit dei docenti delle materie curricolari e collabora con gli stessi alla programmazione, alla definizione e alla valutazione degli interventi atti a rispondere agli specifici bisogni linguistici degli studenti stessi.


3. Il facilitatore linguistico deve essere di madrelingua italiana e iscritto nell弾lenco previsto dall誕rticolo 3, comma 3; qualora non sia di madrelingua italiana deve possedere una competenza certificata in italiano corrispondente al livello C2 come definito dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, elaborato dal Consiglio d脱uropa. Il facilitatore in ogni caso deve essere in possesso di un diploma di laurea almeno triennale o equipollente o, in alternativa, del titolo di abilitazione all段nsegnamento nelle scuole italiane; inoltre il facilitatore deve aver frequentato almeno 150 ore di formazione specifica, organizzata dalla Provincia, volta all誕pprendimento delle modalit di insegnamento dell段taliano L2.


4. La Giunta provinciale definisce le modalit e i criteri per lo svolgimento dell誕ttivit formativa prevista dal comma 3 e per il rilascio della relativa certificazione.


 


Art. 8
Mediatore interculturale


 


1. Il mediatore interculturale iscritto nell弾lenco previsto dall誕rticolo 3, comma 3, e provvede, secondo quanto stabilito dal protocollo di accoglienza di cui all誕rticolo 9, a facilitare e supportare nell段stituzione scolastica e formativa provinciale:


a)  la prima accoglienza dello studente;


b)  la relazione tra scuola e famiglia;


c)  la realizzazione di interventi e progetti interculturali.



2. Per lo svolgimento dei compiti previsti dal comma 1 il mediatore interculturale deve possedere la padronanza della L1 e una competenza certificata in italiano corrispondente al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d脱uropa, nonch aver vissuto un percorso di migrazione. Il mediatore interculturale deve essere in possesso di un titolo di studio universitario ovvero aver frequentato un percorso scolastico corrispondente ad almeno dodici anni di studio ed essere in possesso del relativo titolo di studio finale e di una preparazione culturale adeguata. Inoltre il mediatore interculturale deve aver frequentato almeno 150 ore di formazione specifica, organizzata dalla Provincia, sulla mediazione interculturale in ambito scolastico e formativo.


3. La Giunta provinciale definisce le modalit e i criteri per la verifica della padronanza della L1, per lo svolgimento delle attivit formative e per il rilascio delle relative certificazioni.


 


Capo III
Strumenti e servizi per l'attuazione degli interventi di integrazione degli studenti e di educazione interculturale
 
 
Art. 9
Protocollo di accoglienza


1. L段stituzione scolastica e formativa provinciale predispone, secondo le scelte educative individuate dal progetto di istituto e nel rispetto delle competenze dei diversi organi dell段stituzione, un protocollo di accoglienza degli studenti volto a garantire un corretto inserimento e un弾ffettiva inclusione, nonch a promuovere il dialogo interculturale; in particolare il protocollo di accoglienza definisce:



a)  le modalit organizzative per assicurare l段scrizione degli studenti, nel rispetto di quanto stabilito dalla deliberazione della Giunta provinciale in materia di iscrizioni;



b)  i criteri per l誕ssegnazione degli studenti alle classi e i tempi di inserimento degli stessi;



c)  le modalit per l弛rganizzazione delle attivit di insegnamento della L2, della strutturazione di massima dei primi interventi per l誕pprendimento della stessa, nonch per il mantenimento della L1;



d)  i compiti degli operatori dell段stituzione coinvolti nel processo di accoglienza;



e)  l段ndividuazione degli spazi, dei luoghi, dei tempi e delle azioni volte a favorire l段nserimento degli studenti;


f)   le forme di collaborazione, di cooperazione e di comunicazione tra l段stituzione, la famiglia e il territorio.


2. Il protocollo di accoglienza pu essere integrato e modificato a seguito della rilevazione da parte dell段stituzione di sopravvenuti cambiamenti del contesto ovvero in base alle esperienze acquisite.


 
 
Art. 10
Percorsi didattici personalizzati


 


1. Al fine della definizione per ciascuno studente di un percorso didattico personalizzato, anche riferito a ciascuna disciplina, l段stituzione scolastica e formativa provinciale provvede a verificare il livello scolastico e formativo iniziale posseduto dallo studente al momento dell段ngresso nella scuola.



2. Il percorso didattico personalizzato pu svilupparsi e realizzarsi in particolare attraverso:


a)  l誕dattamento degli obiettivi e dei contenuti degli interventi didattici, compresi l段ntegrazione e l誕mpliamento dei contenuti appresi in L1, nonch l段ndividuazione di strategie didattiche e formative adeguate al raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento;


b)  la differenziazione degli interventi didattici annuali, anche attraverso la temporanea sospensione dell段nsegnamento di discipline riconosciute di difficile comprensione per lo studente, fermo restando il raggiungimento dei prescritti livelli essenziali al fine del completamento del percorso.



3. Ai sensi di quanto disposto dall誕rticolo 2, comma 1, della legge provinciale 14 luglio 1997, n. 11 (Insegnamento delle lingue straniere nella scuola dell'obbligo. Modifiche delle leggi provinciali 29 aprile 1983, n. 12 e 23 giugno 1986, n. 15) e secondo quanto stabilito dal comma 5, l'apprendimento della lingua straniera, qualora nella scuola del primo ciclo lo studente non sia esonerato dall誕pprendimento di entrambe le lingue straniere, pu essere sostituito dall誕pprendimento della L1, compatibilmente con la disponibilit delle risorse da parte dell段stituzione scolastica e formativa provinciale. A tal fine sono utilizzati docenti in possesso del titolo di studio necessario all段nsegnamento della L1; qualora non sia disponibile un docente, possono essere utilizzati o i facilitatori linguistici, purch in possesso del titolo di studio necessario all段nsegnamento della L1, o i mediatori interculturali previsti dall誕rticolo 8 che abbiano in particolare i seguenti ulteriori requisiti:


a)  una competenza certificata in italiano corrispondente al livello C1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d脱uropa;


b)  il diploma di laurea in lingue straniere o di laurea in lingua e letteratura nella propria lingua madre o di laurea in scienze della formazione primaria ovvero dei titoli esteri equivalenti;



c)  aver frequentato un corso aggiuntivo di formazione specifica, organizzato dalla Provincia, sul sistema educativo di istruzione e formazione nella provincia di Trento, con particolare riferimento all段nsegnamento delle lingue straniere.


4. Il consiglio di classe, sulla base di quanto stabilito dal progetto di istituto e secondo quanto disposto dal comma 5, individua i casi nei quali opportuno provvedere alla sostituzione della lingua straniera e stabilisce quale delle lingue straniere sostituire. In tal caso i piani di studio ai quali fare riferimento sono quelli previsti per l段nsegnamento delle altre lingue straniere.


5. La Giunta provinciale, con il provvedimento attuativo dell誕rticolo 2 della legge provinciale n. 11 del 1997, definisce anche le disposizioni per l誕ttuazione di questo articolo e in particolare le modalit e i criteri per lo svolgimento delle attivit formative previste dal comma 3, lettera c), per il rilascio delle relative certificazioni nonch i criteri organizzativi per la sostituzione e l弾sonero dall誕pprendimento delle lingue straniere, in modo da assicurare parit di trattamento e di opportunit di apprendimento da parte degli studenti.


Art. 11
Laboratori linguistici di italiano per gli studenti


1. L段stituzione scolastica e formativa provinciale mette a disposizione degli studenti spazi permanenti, denominati 斗aboratorio L2, al fine di offrire stabilit e continuit agli interventi e di favorire la motivazione allo studio. Il laboratorio L2 costituisce un luogo riconosciuto da tutti i docenti per sostenere le iniziative di integrazione e per potenziare l誕ttivit svolta nell誕mbito della classe, presupponendo la condivisione e il coordinamento degli interventi e delle attivit da attuare.


2. Alle attivit di laboratorio L2 sono ammessi, sulla base della valutazione del consiglio di classe e d段ntesa con il facilitatore linguistico, singoli o gruppi di studenti, suddivisi per livello sulla base dell誕nalisi dei bisogni di apprendimento linguistico. La formazione dei gruppi prescinde sia dall誕ppartenenza dello studente alla classe d段nserimento sia dalla provenienza geografica e dalla L1; nel caso di laboratorio comune a pi scuole, la formazione dei gruppi prescinde anche dall誕ppartenenza alla singola istituzione scolastica e formativa provinciale.


 


3. La formazione dei gruppi di studenti volta a facilitare:


a)  l誕cquisizione della lingua utile a comunicare e ad agire sia nelle situazioni ricorrenti della vita quotidiana sia nei contesti scolastici che extrascolastici;
b)  l誕pprofondimento e l段mplementazione del livello di padronanza della L2 per comunicare, sia a livello ricettivo sia a livello produttivo;
c)  lo sviluppo delle capacit di base di lettura e scrittura in L2;
d)  la graduale acquisizione della L2 per studiare e apprendere le discipline e i linguaggi specifici e settoriali.


4. La frequenza del laboratorio L2 da parte degli studenti modulabile e modificabile sia rispetto alle esigenze di apprendimento sia rispetto all誕ssegnazione al gruppo e pu, in particolare, strutturarsi secondo le seguenti modalit flessibili:


a)  con orario minimo giornaliero per la durata di tutto l誕nno scolastico;


b)  con orario a scalare che pu prevedere anche un periodo intensivo iniziale. I moduli intensivi possono essere inoltre previsti nei seguenti casi:


1)  per gli studenti neo-arrivati da ripetersi pi volte durante l誕nno a seconda dei bisogni rilevati e dei flussi di arrivo;


2)  come avvio ai linguaggi disciplinari;


3)  come preparazione degli studenti agli esami di Stato e di diploma.


5. Nell誕mbito della propria autonomia organizzativa l段stituzione scolastica e formativa provinciale pu organizzare le attivit di laboratorio in orario scolastico, extrascolastico, nonch nei periodi di sospensione dell誕ttivit didattica.


 


Art. 12
Mantenimento e recupero della lingua madre


1. Nell誕mbito del progetto d段stituto l段stituzione scolastica e formativa provinciale individua modalit e interventi per favorire e mantenere l置so della L1 con particolare riferimento a quelli volti allo sviluppo di azioni per:

a)  l誕ttivazione di appositi corsi di L1 aperti anche agli studenti italiani;
b)  l弾laborazione di unit didattiche che mettano in risalto la ricchezza e la variet delle lingue e degli alfabeti;


     c)  il coinvolgimento delle famiglie e l置tilizzo di comunicazioni plurilingui.


Art. 13
Specifici interventi per l段nserimento dei minori stranieri adottati


1. L段stituzione scolastica e formativa provinciale, per l段nserimento dei minori stranieri adottati e tenuti all誕ssolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione, assicura l誕ttivazione di ogni forma di flessibilit necessaria:


a)  al momento dell段ngresso nell段stituzione;


b)  alla frequenza del percorso di istruzione o formazione.


2. Per i minori adottati entrati in Italia ad anno scolastico gi iniziato o il cui inizio sia imminente l段stituzione scolastica e formativa provinciale prevede modalit progettuali volte anche a facilitare e supportare la costruzione di legami affettivi con le nuove figure genitoriali. Tali forme sono definite in raccordo con la famiglia e i servizi che accompagnano e sostengono la stessa nel percorso post-adottivo.


3. La Giunta provinciale pu definire specifici atti di indirizzo ai fini dell誕pplicazione del comma 1.


 
Art. 14
Servizi di consulenza, formazione e documentazione


1. La Provincia assicura servizi di consulenza, di formazione e di documentazione alle istituzioni scolastiche e formative provinciali, anche attraverso la messa a disposizione di specifici spazi e la promozione di specifici accordi con i competenti soggetti, pubblici e privati, presenti sul territorio, volti a:


a)  offrire consulenza agli operatori scolastici e ad altri soggetti interessati sulle diverse tematiche interculturali e multiculturali, con particolare riferimento alle modalit volte all段nserimento e all段ntegrazione degli studenti;


b)  progettare e realizzare l'attivit di formazione e di aggiornamento per gli operatori scolastici, i mediatori interculturali e i facilitatori linguistici;


c)  promuovere e realizzare materiale a supporto dell誕ttivit didattica ed educativa;


d)  gestire una biblioteca, una videoteca ed una emeroteca specialistica;


e)  promuovere l誕ttuazione di percorsi e progetti per favorire la conoscenza, l段ntegrazione e lo scambio tra le diverse culture;


f)   collaborare con i soggetti e le realt territoriali che operano nel settore.



 
Capo IV
Disposizioni finali e transitorie

 
 
Art. 15
Disposizioni per le istituzioni scolastiche e formative paritarie


 1. Le istituzioni scolastiche e formative paritarie che svolgono le attivit e gli interventi per l段nserimento e l段ntegrazione degli studenti al fine di perseguire le finalit previste dall誕rticolo 1, possono accedere ai contributi della Provincia nei limiti e secondo i criteri e le modalit disciplinati dal regolamento di attuazione dell誕rticolo 76 della legge provinciale.


 


Art. 16
Efficacia del regolamento e disposizioni per la prima applicazione


 


1. Questo regolamento trova applicazione dall誕nno scolastico successivo alla data di entrata in vigore dello stesso.


 


2. In attesa della formazione degli elenchi previsti dall誕rticolo 3, comma 3, le attivit e i compiti spettanti al facilitatore linguistico e al mediatore interculturale, previsti dagli articoli 7, 8 e 10, sono svolti da docenti e da esperti che abbiano frequentato corsi di formazione, di almeno 30 ore, in materie attinenti agli specifici compiti ed attivit dei predetti operatori.


 


3. Con riferimento ai centri di formazione professionale, fino alla data del loro riconoscimento come istituzioni formative paritarie, la Provincia promuove l誕deguamento delle convenzioni previste dall誕rticolo 11 della legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21 (Ordinamento della formazione professionale) al fine di consentire l誕ttuazione delle finalit previste da questo regolamento.


 http://www.delibere.provincia.tn.it/scripts/gethtmlDeli.asp?Item=10&Type=FulView



Condividi questo articolo

in News: IL VICINO ROMMArzo 2008 - Alunni con cittadinanza non italiana Scuole statali e non statali
Anno Scolastico 2006/2007Il naufragio di 380 fantasmi. Nessuna inchiesta, sconosciute le vittime6 giugno 2008 - Naufragio di immigrati, 13 morti7 giugno 2008 - Malta, naufragati due barconi. Soccorsi pi di cinquanta immigratiL'Italia e gli zingari - Tullio De Mauro鉄tato di emergenza in relazione agli insediamenti nomadici: una scelta irrazionale e discriminatoriaL'intervento di Alexian Santino Spinelli alla manifestazione dell'8 Giugno 2008Verso la pulizia etnica anche in Sicilia? - di Fulvio Vassallo Paleologo  Universit di Palermo8 giugno 2008 - L'intervento di una donna RomAccadde anche nella Roma dell棚mperatore Nerone, quando i cristiani furono accusati ... - Don Roberto DavanzoI livelli dei Certificati di Studio dell'Istituto Dante Alighieri classificati seguendo i criteri del Consiglio d'Europa (A1, A2 - B1, B2 - C1, C2)La prova nazionale nel quadro dell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione - Sezione di valutazione in italianoSe l'emergenza si chiama fame - Moises NaimCos sta nascendo l'identit nordista - di ILVO DIAMANTII ォsinti di Cacciariサ, troppo normali per trovare ascolto nel paese della pauraEducazione linguistica e educazione alla cittadinanza - Documento Il GISCEL contro la deriva razzistaCRISTINA FERNチNDEZ ALLA FAO: ''IL PROTEZIONISMO DEL NORD CAUSA L'IMPOVERIMENTO E LA FAME DEL SUD''BAMBINI  e MAESTRI CLANDESTINIFollia antizigana in Italia. EveryOne sul rapimento di NapoliLA ZINGARA - di Jorge Canifa Alves, scrittore afroitaliano di origine capoverdianaNo al dilagante razzismo in Italia - Alex Zanotelli8^ edizione Festival ''Lo Spirito Del Pianeta''Proposta di modifica per l'estensione delle disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche alle minoranze dei rom e dei sintiLa festa dei gitani in CamargueIl 2% del Pil prodotto da irregolari pari alla ricchezza portata dai turistil'Onu condanna l'Italia - Corriere.itDalla Cei stop sui CptRoma 3-5 giugno 2008 - Vertice sull誕limentazione - Rialzo dei prezzi alimentari
assistere le popolazioni povere e rilanciare l誕gricolturaNon vederci pi dalla fame e non vederli per il troppo benessere...La battaglia del tedesco negli asili di BolzanoIl disastro climatico sta gi portando la fameLE PRIORITA DI ACTIONAID PER COMBATTERE LA CRISI ALIMENTARE: STOP AL BUSINESS DELLA FAMECATANIA  SOLIDALE  con i cittadini ROMMulticulturalismo: LA CULTURA DELLE DIFFERENZE - di Adel Jabbar*A Lampedusa un'opera del maestro Mimmo Paladino in omaggio a tutti i morti delle traversate. La porta che guarda l'Africa in ricordo di chi non  mai arrivato.Le impronte di MaroniGIRASOLE : Campagna di comunicazione sociale sui rischi di contagio di HIV&AIDS e MTS tra la popolazione straniera - le tappe.Il Partigiano Nero: la storia di Giorgio Marincola, Medaglia d'Oro della Resistenza''Lo Spirito del Pianeta'' Festival 2008. Milano, Chiuduno (BG)  maggio / giugno 2008Vivre ensemble sur Terre - Live together on Earth - Quinto World Environmental Education Congress. Montreal- Canada from 10-14 May 2009.Schema di Piano di Azione per l段nfanzia e l誕dolescenza - Comitato tecnico-scientifico del Centro nazionale di documentazione e analisi per l段nfanzia e l誕dolescenza - 31 ottobre 2007Se si voltano le spalle alla storia: E esistita un棚talia delle leggi razziali, non sono esistite solo le leggi razzialiMigrazione e HIV: campagna di prevenzione e sensibilizzazione realizzata da cittadini immigrati 鼎ampagna GirasoleAccesso studenti stranieri, la proposta della Lega.FELICE  2009 !PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - Regolamento per l段nserimento e l段ntegrazione degli studenti stranieri nel sistema educativo provinciale.Milano: genitori islamici contro il mediatoreCARCERE E NUOVO SCHIAVISMO DOPO IL PACCHETTO SICUREZZA DI MARONIVerona - 25 aprile giorno dell段ndignazioneAmos Oz - Io credo ai sogni: solo i sogni cambiano il mondoUn digiuno contro debito e carovitaUN MONDO DI LIBRI per CeLIM - Milano, Loggia dei MercantiCercasi storie vereSummer School 2008 - Arabic and Islamic Studies
Societies and Cultures in relationship: Mediterranean Area between History, Literary and Artistic TraditionsCapire le differenze, valorizzare le diversit. Di razza ce n定 una sola.
Quella umana.<b>Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008</b>Hip Hop L'INTIFADA DELLE PAROLE - LA ォRIBELLIONE IN MUSICAサ DEI GIOVANI PALESTINESIFormiamo un mondo nuovo: i semi della convivenza. Le proposte formative di Fratelli dell旦omo per l誕nno scolastico 2008/09.Corsi di laurea in scienze politiche, relazioni internazionali, diritti umani, pace- Facolt di Scienze Politiche - Padova A.A. 2008/2009Stato di emergenza immigrazione: prove di democrazia autoritariaMigranti come i gabbiani: le loro odiessee cantate da letterati e artisti, fra poesia e sociologiaLa denuncia di due ragazze sudamericane maltrattate da un poliziotto a RomaParma - La foto della vergognaMediatore culturale,promotore di cittadinanza. Qualifiche Il Lazio ne riconosce il profilo professionaledall'agenzia missionaria MISNA 15/8/2008 - DOPPI STANDARD, INTERROGATIVI E VITTIME DI UNA 敵UERRA LAMPOMIGRAZIONI  RAPPORTO SVIMEZ 2008  SI RAFFORZA LA MOBILITA INTERNA. ELEVATA CONSISTENZA DEL PENDOLARISMOSono aperte le iscrizioni al Laboratorio interculturale di narrazione teatrale IL DONO DELLA DIVERSITタ, Edizione 2008/2009.Azzurri multicolor - Sono 24 gli atleti Il matrimonio del clandestino e l'espulsione - di Mario Pavone, Presidente 
ANIMIVIII Infopoverty World ConferenceAlle porte di Gori, fra saccheggi e pauraCon la scusa del popolo di GAD LERNER  


Copyright ゥ 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati