Imam-donna e un dibattito necessario
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Imam-donna e un dibattito necessario


 






Venerdì 18 Marzo il mondo musulmano ha conosciuto un evento straordinario. Per la prima volta nella storia dell'Islam, oltre 1400 anni dalla nascita del Profeta Muhammad, la preghiera comunitaria mista del venerdì è stata guidata da una donna-Imam in una "chiesa" di New York.

Il richiamo alla preghiera è stato recitato da una donna senza velo, mentre uomini e donne si allineavano verso la Mecca gli uni di fianco agli altri per pregare Allah.

L'iniziativa che vede protagonista l'afro-americana Amina Wadud, professoressa di studi islamici presso l'Università della Virginia, è stata sostenuta dal raggruppamento denominato "Muslim Wake Up!" (Musulmani svegliatevi!), e ha visto la partecipazione di un centinaio di fedeli musulmani.

Wadud aveva precedentemente pubblicato un libro intitolato "La donna e il Corano", che aveva suscitato numerose polemiche tra i musulmani di tutto il mondo per le sue posizioni a favore dei diritti delle donne e della loro assoluta parità con gli uomini. Le sue tesi erano argomentate seguendo le più rigide metodologie di ricerca scientifica sulle fonti islamiche a partire dal Corano e dalla Sunna (Vita e detti del Profeta).

Nel suo libro, Amina Wadud, sostiene infatti che "il profeta Muhammad ha permesso a una donna di guidare la preghiera, mentre la negazione odierna di questo diritto le ha fatto perdere la sua posizione in quanto possibile guida spirituale e intellettuale".

Le reazioni tra i musulmani d'Oriente e d'Occidente non si sono fatti attendere. Su Aljazeera, dalla sua rubrica fissa ogni domenica, lo sceicco Yussuf Al Qaradawi ha annunciato la sua netta contrarietà all'iniziativa di Wadud e dei suoi sostenitori. Ha ripetuto più volte che non ha motivo di esistere un nuovo "Islam americano". L'Islam è uno solo ripeteva Qaradawi in diretta di fronte ad un pubblico di almeno 120 milioni di telespettatori. D'altra parte il gran Mufti d'Egitto (massima autorità religiosa), ha riconosciuto con grande coraggio la possibilità di una donna-Imam. Ha riconosciuto il precedente storico ai tempi del Profeta, anche se ha sottolineato l'impreparazione ad un evento simile da parte delle comunità islamiche odierne.

Le reazioni dei musulmani d'Italia si sono divise tra favorevoli, scettici e contrari. In prima fila per la donna-Imam, la prima volontaria a rivestire lo stesso ruolo di Wadud è Naima Gouhai. Abita in provincia di Siena, 30 anni, residente a Colle Val d'Elsa, proveniente dal Marocco, come il marito. Madre di tre bambine, Gouhai svolge attività infermieristica presso la Usl senese. Fa parte della comunità di Colle Val d'Elsa, la cui moschea e' frequentata da circa 1.500 fedeli, di cui circa 400 donne. Il desiderio di Naima di dirigere la preghiera dei fedeli nella moschea potrebbe realizzarsi fra qualche mese. ''Intanto ho già guidato in più occasioni la preghiera di gruppi di sole donne'', ha dichiarato ai tanti curiosi. Vedremo se il sogno di Naima si realizzerà, nel frattempo il dibattito tra i musulmani di casa nostra è già un importante risultato.

(24 marzo 2005)


 

http://www.musulmaniditalia.com/news/editoriale9.htm

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