Un boicottaggio sbagliato. Articolo di Valentino Parlato sulla Fiera internazionale del libro di Torino 2008
Condividi questo articolo







da www.ilmanifesto.it del 24 gennaio



Un boicottaggio sbagliato

Valentino Parlato


La Fiera internazionale del libro di Torino avrà il suo svolgimento dall'8 al 12 maggio, ma già sta scatenando discussioni e polemiche, che hanno investito anche il nostro, tenace e tollerante, collettivo. La fiera si apre nel 60° anniversario della fondazione dello stato di Israele e quindi, inevitabilmente, si riapre la questione palestinese. Dopo la seconda guerra mondiale e il massacro degli ebrei, riconoscere agli ebrei il diritto ad avere un territorio e uno stato era obbligatorio. Anche Stalin fu a favore della costruzione dello stato di Israele, contraria - e non è affatto secondario - fu l'Inghilterra la quale - è una mia memoria personale - per sostenere che il mondo arabo non avrebbe accettato uno stato ebraico favorì grandi manifestazioni di opposizione, e a Tripoli (dove allora abitavo) un sanguinoso pogrom antiebraico nella complice indifferenza delle autorità militari britanniche.


La polemica che si è aperta oggi, è sul boicottaggio di questa Fiera del Libro, che dà a Israele un posto d'onore con il rischio di una legittimazione letteraria della sua politica. Dico subito che non ho nessuna posizione di principio contro il boicottaggio, contro i bianchi razzisti sudafricani era più che giusto. C'è boicottaggio e boicottaggio e, quindi, sono del tutto contrario al boicottaggio di questa fiera del libro (il libro va sempre rispettato) e contro lo stato di Israele. Gli israeliani - che sono sempre ebrei - per quanti torti abbiano nei confronti del popolo palestinese non sono in alcun modo paragonabili ai razzisti sudafricani e poi - un poi che non possiamo dimenticare e sul quale noi europei e quelli di noi che si dichiarano cristiani e cattolici - c'è la storica persecuzione del popolo ebraico, ci sono i ghetti e i campi di sterminio. E qui mi torna buono ricordare quel che mi disse in un'intervista al manifesto il Rabbino capo di Roma. Nel ghetto di Varsavia l'ultimo canto che gli ebrei intonarono fu l'Internazionale. Poi furono massacrati dai tedeschi.

Quindi profittiamo di questa Fiera internazionale del libro di Torino per discutere, per criticare la politica dello stato di Israele, per difendere i diritti dei palestinesi, che in questi territori sembrano diventati i nuovi ebrei. Discutiamo, scontriamoci, ma mandiamo al diavolo il boicottaggio. Non solo perché gli israeliani sono ebrei e non afrikaner, ma anche perché il boicottaggio è muto. È un no senza argomenti. A Torino ci saranno scrittori ebrei di grande levatura e con loro dobbiamo discutere, ragionare, polemizzare, difendere i diritti del popolo palestinese. Mi rendo conto delle paure ancestrali della gente di Israele. Mi rendo conto della loro paura - me lo disse un bravo ambasciatore di Israele a Roma - di essere i nuovi crociati. Credo di capire, ma Israele deve essere più ebrea con i palestinesi. Li deve sentire parenti stretti. Ma proprio per tutto questo il boicottaggio serve solo a fare il danno dei palestinesi e degli israeliani.

 


Valentino Parlato


Condividi questo articolo

in Letture Condivise: GLI INTELLETTUALI A NAPOLITANO:  Lettera aperta a Tariq RamadanFiera del Libro, cda: ''Israele, presenza culturale. E ora si lavori sul programma''Shalev non andrà a Torino se si parlerà di politicaLINGUA MADRE DUEMILASETTE - Racconti di donne straniere in ItaliaPresentazione del libro ''GENTILISSIMO'' (la Toponomastica del Sentimento) di Maurizio BenvenutiPREMIO BIENNO CONTI: Scrivere le MigrazioniSe Israele nega Israele - Elena LowenthalSalone del Libro di Parigi - Da Oz a Grossman le parole d´Israele. Anais GinoriSalone del libro di Parigi «Il boicottaggio punisce gli arabi» Massimo NavaTesto da utilizzare in ambito scolastico sul tema dell'integrazione culturare fra italiani ed albanesiMeir Shalev - La mia identità ebraica è nella lingua in cui scrivoAppello contro il boicottaggio della Fiera Internazionale del libro di TorinoSguardi dal genocidio nell'occhio del carnefice. Appena uscito per la Einaudi, «Album Auschwitz» riattualizza i quesiti interpretativi dalla rappresentazione fotografica dell'OlocaustoPer affermare le proprie ragioni il boicottaggio culturale è sterile - Ester FanoDiario dal mondo vissuto in prima persona. Alessandro Portelli ha raccolto in volume le sue ricerche di oltre trent'anni''La Fiera non è un'occasione agiografica''. Ernesto Ferrero risponde alle polemicheRitorno sul campo,i lavori in corso di uno storico militante - Storie orali. Racconto, immaginazione, dialogo di Alessandro PortelliO a Torino con dignità e libertà e senza umilianti compromessi, oppure in altre sedi libere e tra uomini liberi. Un articolo di Giorgio IsraelUn boicottaggio sbagliato. Articolo di Valentino Parlato sulla Fiera internazionale del libro di Torino 2008L'intellettuale egiziano Ramadan invita a boicottare la Fiera del Libro di TorinoAnche lo scrittore Ibrahim Nasrallah respinge l'invito alla Fiera del Libro di Torino dedicata a IsraeleSuad Amiry: Fiera del Libro di Torino 2008. Festeggiare con Israele ma che cosa?Il prezzo del velo - La guerra dell’Islam contro le donne - Giuliana  SgrenaCome si può trovare un punto di incontro tra Oriente e Occidente? I Nobel Kenzaburo Oe e Pamuk a colloquio  


Copyright © 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati