L'intellettuale egiziano Ramadan invita a boicottare la Fiera del Libro di Torino
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La manifestazione avrà Israele come ospite d'onore,
in occasione del 60° anniversario della sua fondazione


L'intellettuale egiziano Ramadan
invita a boicottare la Fiera del Libro di Torino


Il suo appello non riguarda solo gli scrittori arabi e musulmani, ma "tutti coloro che hanno una coscienza viva; se siamo coerenti con noi stessi e rispettiamo la dignità dell'essere umano'' bisogna dare forfait



Parigi, 1 feb. -(Adnkronos/Aki) - Tutti coloro che "hanno una coscienza viva", a prescindere dal loro credo, dovrebbero boicottare la Fiera del Libro di Torino, in programma dall'8 al 12 maggio, che avra' Israele come ospite d'onore, in occasione del 60esimo anniversario della sua fondazione. E' l'appello che lancia, in un'intervista ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, Tariq Ramadan, noto intellettuale di origine egiziana e professore di Filosofia e Studi Islamici all'Universita' di Friburgo e a Ginevra. Ramadan, ricordando che Israele sara' ospite anche alla Fiera del Libro di Parigi, che si svolgera' dal 15 al 19 marzo, sostiene la necessita' di "affermare in modo chiaro che non si puo' approvare nulla che provenga da Israele". Secondo il discusso intellettuale, nipote di Hasan al-Banna, fondatore in Egitto della formazione filo-islamica dei Fratelli musulmani, "nel momento in cui viene pubblicato il rapporto della commissione d'inchiesta israeliana Winograd su quanto accaduto nell'estate del 2006 in Libano, il quale mette in evidenza solo gli errori del governo israeliano nel gestire la guerra senza parlare assolutamente delle vittime civili libanesi, nel momento in cui assistiamo alla distruzione di Gaza a causa dell'assedio israeliano, siamo obbligati ad uscire dal nostro silenzio".


Ramadan prosegue affermando la necessita' che "prima o poi la coscienza del mondo si risvegli. Se vogliamo che si fermi la violenza nei Territori palestinesi dobbiamo uscire dal nostro silenzio". L'intellettuale si dice convinto che sia proprio "il silenzio internazionale a produrre violenza" nei Territori. Tornando al tema della Fiera del Libro di Torino, sostiene quindi che "non bisogna recarsi in un posto destinato a celebrare uno stato che pratica l'omicidio e la distruzione". Ramadan spiega infine che il suo appello a boicottare l'evento torinese non riguarda solo gli scrittori arabi e musulmani, ma "tutti coloro che hanno una coscienza viva. Se siamo coerenti con noi stessi e rispettiamo la dignita' dell'essere umano dobbiamo boicottare questa Fiera".


Non si tratta di "una questione islamica o araba, ma di un problema di coscienza mondiale", conclude, sottolineando che "se la comunita' internazionale persevera nel suo silenzio, e' naturale che oppressione e violenza proseguano" nei Territori.


http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Piemonte.php?id=1.0.1834951643



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