GLI INTELLETTUALI A NAPOLITANO: "VENGA A TORINO"
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GLI INTELLETTUALI A NAPOLITANO:
"VENGA A TORINO"


Intellettuali, imprenditori e politici di diverso orientamento, con una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno preso pubblica posizione contro il boicottaggio di Israele in occasione della Fiera del Libro di Torino.


Nella lettera si chiede al Capo dello Stato di presenziare alla manifestazione letteraria. "Signor Presidente, in occasione del suo discorso d'insediamento il 15 maggio 2007 Ella invito' a costruire una cornice di politica internazionale, condivisa dagli opposti schieramenti politici, "nel pieno riconoscimento del diritto dello Stato di Israele a vivere in sicurezza e del diritto del popolo palestinese a darsi uno Stato indipendente". "Come cittadini italiani noi apprezzammo il suo limpido monito di allora a respingere ogni rigurgito d'antisemitismo, anche quando l'antisemitismo si mostra mascherato da antisionismo. E' quanto accade oggi, con la pretestuosa e violenta polemica volta a boicottare la libera decisione degli organizzatori della Fiera del Libro di Torino di scegliere Israele come paese di cui si accoglie e si ascolta la letteratura. E', ancora una volta, il tentativo di negare agli ebrei d'Israele il diritto d'essere nazione, di avere cittadinanza tra i popoli e di portare nel mondo, con la dignita' di cittadini, la lingua e la cultura ebraica. E' l'antisemitismo mascherato da antisionismo, che si accanisce contro l'intero popolo israeliano, che vuole tacitarne persino la voce piu' profonda e intima, la lingua letteraria, o pretende di condizionarne l'espressione a umilianti rituali di bilanciamento.


"Israele - prosegue la lettera - e' uno Stato che la Repubblica italiana liberamente riconosce e con il quale intrattiene relazioni d'amicizia e cooperazione. Israele e' la patria per la meta' della popolazione ebraica nel mondo. Israele e' il paese che ha fatto rinascere l'ebraico come lingua viva, quando le comunita' ebraiche erano annientate in Europa. Israele e' il paese che con le sue vivaci istituzioni culturali preserva e fa vivere la memoria della millenaria cultura ebraica. Israele onora e piange le vittime della Shoa' nel memoriale di Yad Vashem, ricorda i Giusti delle nazioni. I cittadini dello Stato d'Israele che portano in Italia la testimonianza della loro lingua letteraria, della loro poesia, del loro narrare, siano i benvenuti nel nostro paese. La loro liberta' sul suolo italiano e' la nostra liberta' e il nostro onore". "


Agli scrittori israeliani invitati alla Fiera del Libro di Torino - prosegue l'appello rivolto a Napolitano - noi tutti dobbiamo riconoscenza per le loro voci d'umanita' e saggezza, per le testimonianze di vita contemporanea che ci trasmettono, per le memorie che fanno rivivere di famiglie e comunita', per la capacita' di restituirci in ebraico, con la vivida efficacia del racconto e ciascuno nella propria tonalita', i conflitti interiori, le passioni, le vicende storiche. Siamo loro grati perche' c'invitano a indagare con coraggio e pieta', con speranza, il fondo di comune umanita', luce e ombra, che tutti ci lega e ci accomuna. Se la loro voce fosse impedita sul suolo italiano, se la Repubblica italiana non sapesse tutelarne la liberta' di parola e testimonianza entro i propri confini, se dovessero essere esposti a episodi di violenza o scherno, sarebbe, crediamo, una gravissima violazione della liberta' nella nostra democrazia, una ferita aperta, una vergogna per l'immagine dell'Italia all'estero.


"Signor Presidente, nel pieno rispetto della sua alta autorita' istituzionale, con fiducia nel suo ruolo di garante della Carta Costituzionale - si legge nell'appello - Le chiediamo d'esprimersi fermamente contro ogni discriminazione e cieca intolleranza verso i cittadini e la cultura dello Stato d'Israele. Le chiediamo di voler onorare con la Sua presenza la prossima edizione della Fiera del Libro a Torino, per avere occasione d'incontrare in quella sede gli scrittori israeliani invitati a parteciparvi, a testimonianza dell'amicizia e dell'accoglienza che la nazione italiana offre agli autori israeliani, che si sono distinti per i meriti della loro opera letteraria in ebraico".


La lettera e' firmata da Bruna Ingrao con l'adesione di:


Luca Alessandrini, Magdi Allam, Pierluigi Battista, Daniela Benelli, Silvia Berti, Antonella Besussi, David Bidussa, Massimo Cacciari, Carlo Cerami, Valentina Colombo , Luigi Compagna, Emanuelle De Villepin, Dounia Ettaib, Ernesto Galli della Loggia, Giulio Giorello, Angelo Guerini, Giorgio Israel, Andrea Marcenaro, Piergaetano Marchetti, Alberto Martinelli, Cristina Mazzavillani Muti, Stefano Menichini, Giovanni Moglia, Riccardo Muti, Salvatore Natoli, Fiamma Nirenstein, Piero Ostellino, Carlo Panella, Stefano Parisi, Nicola Pasini, Filippo Penati, Michele Salvati, Sergio Scalpelli, Andre'e Shammah, Ermanno Tritto, Ugo Volli.



 (AGI) - Roma, 7 febbraio


http://www.agi.it/cronaca/notizie/200802071553-cro-rt11117-art.html



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