CARTA MONDIALE DELLE DONNE PER L’UMANITA’
WILPF Italia
Condividi questo articolo


CARTA MONDIALE DELLE DONNE PER L’UMANITA’



Preambolo


Noi donne marciamo da molto tempo per denunciare l’oppressione che viviamo come donne, per affermare che la dominazione, lo sfruttamento, l’egoismo e la ricerca sfrenata del profitto che portano ad uno stato di ingiustizia, alla guerra e alle violenze, avranno una fine. Dalle nostre lotte femministe, da quelle delle nostre antenate, in tutti i continenti, sono nati nuovi spazi di libertà, per noi stesse, per le nostre figlie (e i nostri figli) e per tutte le bambine e i bambini che calpesteranno questa terra in futuro.


Noi costruiamo un mondo in cui la differenza è una ricchezza e in cui si riconosce il valore sia dell’individualità che della collettività, dove si scambiano le esperienze senza costrizioni, dove le parole, i canti e i sogni possono circolare liberamente. Questo mondo che vogliamo considera la persona umana come una delle cose più preziose. E’ un mondo dove regna l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, la giustizia e la pace. Abbiamo la forza per crearlo.


Noi donne costituiamo più della metà dell’umanità. Diamo la vita, amiamo, lavoriamo, creiamo, lottiamo, ci divertiamo. Assicuriamo attualmente la maggior parte delle attività indispensabili per la prosecuzione della vita e la continuità dell’umanità. Eppure il nostro ruolo nella società rimane sottovalutato.


La Marcia mondiale delle donne, di cui facciamo parte, identifica il patriarcato come il sistema che opprime le donne e il capitalismo come sistema che permette ad una minoranza di sfruttare l’immensa maggioranza delle donne e degli uomini del pianeta. Questi sistemi si rafforzano reciprocamente e si intrecciano con il razzismo, la xenofobia, l’omofobia, il colonialismo, l’imperialismo, e lo schiavismo. Essi alimentano gli integralismi che negano le libertà fondamentali delle donne e degli uomini; generano povertà, esclusione, violazione dei diritti umani, in particolare delle donne, e mettono in pericolo la stessa sopravvivenza del pianeta.


Noi rifiutiamo questo mondo. Ci proponiamo di costruire un altro mondo dove lo sfruttamento, l’oppressione, l’intolleranza e le esclusioni cessino di esistere, dove l’incolumità, la diversità, i diritti e le libertà di tutte e di tutti siano rispettati. Questo altro mondo, come lo concepiamo noi, si fonda sui seguenti valori: uguaglianza, libertà, solidarietà, pace e giustizia.


UGUAGLIANZA


Affermazione 1. Tutti gli esseri umani e tutti i popoli sono uguali in tutti i campi e in tutte le società. Hanno uguale accesso alle ricchezze, alla terra, ad un lavoro dignitoso, ai mezzi di produzione, alla casa, all’educazione, alla formazione professionale, alla giustizia, ad un’alimentazione sana, nutriente e sufficiente, ai servizi di sanità fisica e mentale, alla sicurezza della vecchiaia, a un ambiente sano, alla proprietà, alle funzioni rappresentative, politiche e decisionali, all’energia, all’acqua potabile, ai mezzi di trasporto, alle tecniche, all’informazione, ai mezzi di comunicazione, al tempo libero, alla cultura, al riposo, alla tecnologia e ai prodotti della scienza.


Affermazione 2. Nessuna condizione umana o situazione può giustificare la discriminazione.


Affermazione 3. Nessun costume, nessuna tradizione, religione, ideologia, nessun sistema economico giustifica l’inferiorizzazione di chiunque o autorizza atti che pregiudicano la dignità e l’incolumità fisica e psichica.


Affermazione 4. Le donne sono cittadine a pieno titolo prima di essere compagne, spose, madri, lavoratrici.


Affermazione 5. L’insieme delle attività non rimunerate, dette femminili, che assicurano la vita e la riproduzione sociale (lavori domestici, educazione, cura dell’infanzia e dei parenti) sono attività economiche che creano ricchezza e che devono essere valorizzate e condivise.


Affermazione 6. Gli scambi commerciali tra Paesi sono equi e non portano nessun pregiudizio allo sviluppo dei popoli.


Affermazione 7. Ogni persona ha accesso a un lavoro equamente rimunerato, effettuato in condizioni sicure e salubri e che rispetti la sua dignità.


LIBERTA’


Affermazione1. Tutti gli esseri umani vivono liberi da ogni violenza. Nessun essere umano appartiene ad un altro. Nessuna persona può essere schiava, essere sottoposta a lavoro forzato, oggetto di traffico, di sfruttamento sessuale.


Affermazione 2. Ogni persona gode delle libertà individuali e collettive che garantiscono la sua dignità dalla nascita alla morte: libertà di pensiero, di coscienza, di opinione, di religione, di espressione, di vivere il proprio orientamento sessuale in maniera libera e responsabile, di scegliere il/la proprio partner di vita, di votare, di essere eletta, di partecipare alla vita politica, di associarsi, di riunirsi, di appartenere ad un sindacato, di manifestare, di scegliere il proprio luogo di residenza e stato civile, di scegliere i propri studi, la professione ed esercitarla, di spostarsi, di disporre della propria persona e dei propri beni, di utilizzare la lingua di comunicazione di sua scelta, (nel rispetto delle lingue di minoranze e delle scelte della società riguardanti la lingua parlata in casa e al lavoro, ) di farsi una cultura, di accedere alle tecnologie e all’informazione.


Affermazione 3. Le libertà si esercitano in un quadro democratico e partecipativo, di cooperazione, di partenariato, di tolleranza, di rispetto dell’opinione di ognuna e ognuno. Esse comportano responsabilità e doveri nei confronti della comunità.


Affermazione 4. Le donne decidono liberamente del loro corpo, la loro sessualità e la loro procreazione. Scelgono di avere o non avere figli/e.


Affermazione 5. La democrazia si radica nella libertà e nella giustizia.


SOLIDARIETA’


Affermazione 1. La solidarietà internazionale tra individui e popoli è promossa (avulsa da ogni forma di manipolazione o di influenza)


Affermazione 2. Tutti gli esseri umani sono interdipendenti. Condividono il dovere e la volontà di vivere insieme, di costruire una società generosa, libera da oppressione, esclusioni, discriminazioni, intolleranza e violenze.


Affermazione 3. Le risorse naturali, i beni e i servizi necessari alla vita di tutte e di tutti sono beni e servizi pubblici ai quali ogni persona ha accesso in modo equo e ugualitario.


Affermazione 4. Le risorse naturali vengono amministrate dai popoli che vivono sui corrispettivi territori, nel rispetto dell’ambiente e con la preoccupazione della loro preservazione e della loro durabilità.


Affermazione 5. L’economia di una società e al servizio di coloro che la compongono. E’ rivolta alla produzione e allo scambio di prodotti socialmente utili, che vengono distribuiti tra tutte e tutti, che assicurano innanzitutto la soddisfazione dei bisogni della collettività, che eliminano la povertà e che assicurano un equilibrio tra l’interesse generale e gli interessi individuali. Assicura la sovranità alimentare. Si oppone alla ricerca esclusiva del profitto a scapito dell’utilità sociale e all’accumulazione privata dei mezzi di produzione, delle ricchezze, del capitale, delle terre, alla concentrazione della presa di decisione nelle mani di singoli gruppi o individui.


Affermazione 6. Il contributo di ognuna e ognuno alla società è riconosciuto e portatore di diritti sociali, qualunque sia la funzione che vi si occupa.


Affermazione 7. Le manipolazioni genetiche sono controllate. Non esiste brevetto sulla materia vivente e sul genoma umano. La clonazione umana è proibita.


GIUSTIZIA


Affermazione 1. Tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro paese di origine, luogo di residenza o dalla loro nazionalità, sono considerati cittadini e cittadine a pieno titolo, che godono pienamente dei diritti umani (diritti sociali, economici, politici, civili, culturali, ambientali) in un quadro equo e democratico.


Affermazione 2. La giustizia sociale è basata su una ridistribuzione equa delle ricchezze che elimina la povertà, limita la ricchezza, e assicura la soddisfazione dei bisogni essenziali alla vita e che punta al miglioramento del benessere di tutte e di tutti.


Affermazione 3. L’incolumità fisica e psichica di tutte e di tutte viene garantita. La tortura, i trattamenti umilianti e degradanti sono proibiti. Le aggressioni sessuali, lo stupro, la mutilazione genitale, le violenze contro le donne e il traffico sessuale e il traffico delle persone in generale vengono considerati crimini contro la persona e contro l’umanità.


Affermazione 4. Viene instaurato un sistema giudiziario accessibile, ugualitario, efficace e indipendente.


Affermazione 5. Ogni persona gode di una protezione sociale che le garantisce l’accesso ad una alimentazione sana nutriente e sufficiente, alle cure sanitarie, ad una casa salubre, alla sicurezza durante la vecchiaia, ad un reddito sufficiente per vivere dignitosamente.


Affermazione 6. I servizi sanitari e sociali sono pubblici, accessibili, di qualità e gratuiti. Ciò include tutti i trattamenti e cure relative a tutte le pandemie in particolare l’HIV.


PACE


Affermazione 1. Tutti gli esseri umani vivono in un mondo di pace che significa: l’uguaglianza tra i sessi, l’uguaglianza sociale, economica, politica, giuridica e culturale. Il rispetto dei diritti, lo sradicamento della povertà, in modo che tutte e tutti possono condurre una vita dignitosa, libera da violenze e disporre di un lavoro e di un reddito sufficiente, educarsi, godere di cure sanitarie e di una protezione di vecchiaia.


Affermazione 2. La tolleranza, il dialogo e il rispetto della differenza sono garanti di pace.


Affermazione 3. Tutte le forme di dominio, di sfruttamento e di esclusione esercitate da parte di una persona sull’altra, di un gruppo su un altro, di una maggioranza su una minoranza o vice versa, di una nazione su un’altra sono bandite.


Affermazione 4. Tutti gli esseri umani hanno il diritto di vivere in un mondo senza guerre e senza conflitti. Nessuno dispone del diritto di vita o di morte sulle persone o sui popoli.


Affermazione 5. Nessun costume, nessuna tradizione, nessuna ideologia, nessuna religione, nessun sistema economico, giustifica le violenze.


Affermazione 6. Conflitti armati e non tra paesi, comunità e popoli sono risolti tramite negoziati che producono soluzioni pacifiche e eque, a livello nazionale, regionale e internazionale.


APPELLO


Questa Carta mondiale delle donne per l’umanità fa appello alle donne e agli uomini e a tutti i popoli oppressi a proclamare individualmente e collettivamente il loro potere di trasformare il mondo e a modificare radicalmente i rapporti che li uniscono per sviluppare relazioni basate sull’uguaglianza, la pace, la libertà, la solidarietà, la giustizia. Fa appello ai movimento sociali e a tutte le forze sociali ad agire affinché i valori enunciati in questa Carta siano effettivamente messe in opera e che i poteri politici implementino le misure necessarie per applicarle. Invita all’azione per cambiare il mondo. Ce n’è urgente bisogno!!! Nessun elemento di questa Carta può essere interpretata o usata per enunciare opinioni o condurre azioni contrarie allo spirito di questa Carta. I valori ivi compresi formano un tutt’uno. Rivestono la stessa importanza, sono interdipendenti e inscindibili; il posto che occupano nella Carta è intercambiabile.


Che cos’è la Marcia mondiale delle donne?


La Marcia mondiale delle donne è un movimento composto da gruppi di donne di diverse origini etniche, culturali, religiose, politiche, di classe, di età, di orientamento sessuale. Invece di dividerci questa diversità ci unisce in una solidarietà più globale. Nel 2000 abbiamo scritto, come Marcia mondiale delle donne, una piattaforma politica che conteneva 17 rivendicazioni concrete, volte a eliminare la povertà nel mondo, realizzare la ripartizione delle ricchezze, sradicare la violenza contro le donne e ottenere il rispetto della loro incolumità fisica e psichica.


Abbiamo trasmesso queste rivendicazioni ai responsabili del FMI e della BM, ai dirigenti dell’ONU. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta concreta.


Abbiamo anche trasmesso queste rivendicazioni agli eletti e alle elette, ai dirigenti e alle dirigenti dei nostri Paesi. Da allora continuiamo a difendere le nostre rivendicazioni senza sosta. Proponiamo alternative per costruire un altro mondo.


Siamo attive nei movimenti sociali e nelle nostre società. Approfondiamo la riflessione sul luogo che le donne occupano e devono occupare nel mondo. Attraverso le nostre azioni nel 2005 e la pubblicazione di questa Carta, riaffermiamo la nostra convinzione che un altro mondo, un mondo pieno di speranza, di vita e di benessere, è possibile.


Attraverso questa Carta mondiale delle donne per l’umanità, dichiariamo il nostro amore per la vita, la bellezza, la diversità nel mondo.


----------------------------------------------


Ricevuta da: WILPF Italia ada.donno@tin.it



Condividi questo articolo

in La mediazione femminile: Volti femminili dell'islamUna vuota libertà - dopo la caduta di Saddam la popolazione femminile ha dovuto fronteggiare nuove avversità e un aumento della violenzaLa sposa bambina ottiene il divorzio e torna a scuola. Da New Delhi Maria Grazia CoggiolaLa condizione della donna Sahraui - Tesi di laurea ROSSELLA MELOTTII PROBLEMI CHE PONE L´EPOCA DEL MULTICULTURALISMO - Come accogliere le differenze - Luce IrigarayWeltliebe: amore del mondo <b><i>Perchè non si tratta solo di riconoscere di essere nati da una madre, ma di saperla amare</b></i> Chiara Zamboni a proposito di un libro di Andrea GünterLa CEDAW - Convenzione per l'eliminazione di tutte le discriminazioni nei confronti delle donne e la  Conferenza di Beijing - Stefania ScarponiL'Africa filmata dalle donne di ELISABETH LEQUERETSul sesso dello Stato - La sfida della politica e della democrazia in Africa 
Fatou Sow (sociologa, Senegal)Le Madri argentine di Plaza de Mayo -<b> Noi pazze, a gridare la verità -</b>  di Daniela PadoanVite vissute/ Vite rappresentate - Donne, migrazioni e tratta fra stereotipi e realtàDenunciò gli stupri di gruppo il Pakistan imbavaglia MukhtarDonne Marocchine in ItaliaLe donne in Tanzania - Doveri senza diritti e sfruttamento: la donna è il capro espiatorio su cui si sfoga la violenza del sistema.Le donne del Mali per un'altra Africa. La Libri di DONNE, Libri di DEELettera a mia figlia che vuole portare il velo - di Leila DjitliTALI FAHIMA - Ventotto anni, sefardita, elettrice del Likud, oggi agli arresti per ''collaborazione con il nemico''. La sua colpa, aver visto in faccia e denunciato gli orrori di Jenin<img 
src=http://wwwimage.cbsnews.com/images/2005/03/11/image679527x.jpg border=0><br>Pakistan : la Corte Suprema ha dato ragione a Mukhtar MaiSfido Mubarak in nome dei diritti umaniDue donne nella nuvola. Tossica. Sopravvissute alla tragedia di Bhopal, sono diventate due vere leader nazionaliIl velo divide le donne musulmaneONU - DICHIARAZIONE DELLA 49a SESSIONE DELLA COMMISSIONE SULLO STATO DELLE DONNE (New York, 5 marzo 2005)CEDAW - Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione Contro le Donne - Commenti conclusivi: Italia (28 gennaio 2005)SHADOW REPORT - Rapporto ombra alternativo a quello del governo italiano sulla attuazione della Piattaforma di Pechino in ItaliaNarrare il confine. Intervista alla scrittrice Gabriella Ghermandi di Ubax Cristina Ali FarahLa Marcia Mondiale delle Donne contro le violenze e la povertà: una rete femminista globaleIl concetto di sapere come vera fonte di seduzione della figura femminileChe cosa ha il corpo delle donne da dover essere velato? Laura Pigozzi a proposito di ''L'Harem e l'Occidente'' di Fatema MernissiIslam e donne: TRADIZIONE O REPRESSIONE? di Giuliana Sgrena1995 - P e c h i n o  - La dichiarazione conclusiva della quarta Conferenza mondiale sulle donne.Piattaforma d'azione di Pechino, 1995: tutti i materiali in italianoL'omaggio di Assia Djebar a Giuliana Sgrena -  ''I confini della scrittura? La bellezza della testimonianza, quando si allea con la sincerità, trasporta l’emozione''Le donne del Corso di preparazione alla nascita organizzato dal Centro di aiuto e ascolto delle donne e dei bambini immigrati all’ospedale San Paolo di MilanoI percorsi professionali delle immigrateSocietà Italiana delle Storiche - Scuola estiva: Empowerment, diritti e culture delle donne a dieci anni dalla conferenza mondiale di PechinoPunjab. Stupratori assolti, proteste in PakistanBalcani: la tratta delle donne - Trafficking: l'industria del sesso in KosovoDalla plaza de Mayo per un paese diversoEroiche vittime - Le donne colpite dallo tsunami discriminate negli aiuti. Ma anche motore della ricostruzioneCARTA MONDIALE DELLE DONNE PER L’UMANITA’Agente di prossimità: un nuovo profilo di impiego per le donne''Al primo posto la società civile'' - Intervista alla scrittrice Nawal Saadawi  


Copyright © 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati