Il costruttivismo nell'insegnamento-apprendimento delle lingue straniere
Rosanna Olivieri
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Il costruttivismo nell’insegnamento-apprendimento delle lingue straniere


 


Con questo termine si indica un orientamento secondo il quale la realtà non può essere considerata come qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che la esperisce, perché è il soggetto stesso che crea ciò che esiste. Per questo motivo, l’individuo nell’atto stesso di ricostruire la realtà, crea e appunto, costruisce, la propria conoscenza.


Muovendosi da queste premesse arriviamo ad una prima fondamentale conseguenza per quello che riguarda l’ambito dell’apprendimento; ovvero che ognuno è responsabile del proprio sviluppo cognitivo. Rendere gli studenti responsabili significa renderli consapevoli del processo d’apprendimento di cui loro sono gli attori protagonisti. Verranno, quindi, esplicitati gli obiettivi che si intendono perseguire all’inizio di ogni percorso didattico e anche, all’inizio di ogni attività all’interno di esso.


Abbiamo detto che, secondo la teoria costruttivista, il discente costruisce attivamente il proprio dominio cognitivo. L’insegnamento della lingua straniera si baserà, di conseguenza, sull’azione e partirà dall’esperienza concreta. Si insegnerà agli studenti a fare qualcosa con la lingua, come per esempio scambiarsi informazioni in una certa situazione, oppure a scrivere una lettera, …


Abbiamo anche detto che il soggetto costruisce la propria conoscenza ricostruendo la realtà, il che comporta che si debba partire dall’esperienza del discente, proprio come affermava già Galileo.


In questa direzione si colloca l’approccio comunicativo, che concepisce la lingua come mezzo per relazionarsi con gli altri e di conseguenza, tornando al costruttivismo, per costruire la propria conoscenza. Si partirà da un testo, che potrà essere, naturalmente sia scritto che orale, e lo si analizzerà in modo da ricavarne le caratteristiche. L’allievo percepirà il lessico e la grammatica come facenti parte di un sistema utile alla comunicazione e non come un sistema a se stante, posto al di fuori della realtà. Lo studente verrà, in questo modo, reso protagonista del proprio apprendimento in modo attivo, ponendolo al centro di esso.


La centralità dello studente dovrà riflettersi anche nella scelta degli argomenti che devono essere vicini a suoi interessi e alla sua esperienza. Le difficoltà, infatti, spesso sono date anche dalla distanza con cui si presenta un testo, una distanza che non è solo linguistica, ma anche culturale. La scelta di argomenti motivanti per gli studenti ci permetterà di partire il percorso con un breve brainstorming, che metterà in movimento le conoscenze già presenti negli studenti.


La centralità degli allievi anche nella scelta delle modalità con cui verranno svolte le attività, favorendo i lavori di gruppo o di coppia lo si spingerà a relazionarsi con gli altri partendo dal suo punto di vista e dal suo vissuto favorendo, per usare un termine costruttivista, l’eteropoiesi, con i lavori individuali lo si spingerà a sistematizzare le informazioni, in quella che i costruttivisti chiamano autopoiesi.


Nella relazione tra autopoiesi ed eteropoiesi gli allievi formeranno il proprio “io”, che come sostiene Varela e Maturana, non è mai il prodotto ma la causa della nostra storia. Il nostro essere dipende da come noi ci relazioniamo con gli altri. In quest’ottica si collocano gli obiettivi legati al saper essere. Infatti, relazionandoci con gli altri s’impara a tollerarsi e a rispettarsi a vicenda, comprendendo che non esiste una sola verità assoluta sulla vita ma tante verità differenti, così come sono differenti le persone.


Compito dell’insegnante sarà anche creare dei domini cognitivi, dentro i quali gli allievi potranno muoversi per costruire la loro conoscenza. L’insegnante si fa così facilitatore di un processo che riguarda principalmente gli studenti.


Il dominio linguistico rappresenta il dominio per eccellenza, nel quale si organizzano le informazioni e grazie al quale vengono trasmesse agli altri in modo da confrontarle con quelle degli altri e, quindi, arricchirle. Proprio per questo, sarà importante che l’insegnante parli sempre nella lingua che intende insegnare, così che possa facilitare gli allievi a creare dei domini cognitivi in quella lingua.


Le capacità della nostra struttura cognitiva non sono solo reattive (classificare e organizzare informazioni) ma anche anticipatorie, dal momento che creano degli schemi logici capaci di metterci in condizione di prevedere cosa accadrà in futuro.


Attraverso l’applicazione di questi schemi o, per dirla con un termine kantiano, di categorie siamo in grado di gestire situazioni analoghe in futuro. Avremo, così, grazie all’applicazione del costruttivismo nell’ambito dell’apprendimento delle lingue, perseguito obiettivi strategici, aiutando gli studenti a trovare le regole della sistemazione cognitiva. Considerazione questa che ha spinto Von Forster ad affermare addirittura che le leggi di natura siano solo delle pure invenzioni, proprio perché sarebbero delle leggi soggettive che noi applichiamo alla realtà per sistematizzarla e conoscerla più facilmente ma che non apparterrebbero realmente al mondo esterno a noi.


La teoria costruttivista comporta anche un'altra fondamentale conseguenza. Esiste una struttura cognitiva di base in ogni soggetto che dà una determinata forma all’esperienza, quindi tutti hanno la possibilità e il diritto di conoscere. Il dominio della conoscenza deve essere uno spazio dentro il quale tutti devono poter entrare, ragion per cui l’insegnante dovrà essere attento che tutti gli studenti siano attivi e riescano ad interagire attivamente. Un modo per favorire questo è offrire possibilità di scelta, sia nella scelta d’esercizi simili, che perseguono lo stesso obiettivo come per esempio la comprensione del testo, oppure la sua manipolazione, sia nella scelta dei testi in una rosa di testi simili per argomento e caratteristiche linguistiche. Se quest’accorgimento non fosse sufficiente e alla fine del percorso qualche discente non avesse avuto modo di acquisire le competenze che avevamo pensato di sviluppare, allora bisognerà prevedere un percorso di recupero che sia capace di farlo, magari avvicinandosi maggiormente ai ragazzi da recuperare con la vicinanza linguistica e culturale.


                                                                                


 


Rosanna Oliveri


email:rosanna.oliveri@libero.it



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