LE DECLINAZIONI E LE DEFINIZIONI DEL CONCETTO DI MULTICULTURA. Dall誕pproccio assimilazionista, alla ghettizzazione,all置topia dell段ntegrazione
Elaborato dell段ntervento di Luisa Riva (Docente di storia e filosofia -Liceo scientifico L. Cremona- Milano) presso l旦CIIM di Milano
LAURA TUSSI
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LE DECLINAZIONI E LE DEFINIZIONI DEL CONCETTO DI MULTICULTURA
Dall誕pproccio assimilazionista, alla ghettizzazione,all置topia dell段ntegrazione


di LAURA TUSSI


Elaborato dell段ntervento di Luisa Riva (Docente di storia e filosofia -Liceo scientifico L. Cremona- Milano) presso l旦CIIM di Milano



Le pluralit della contemporaneit.


Il costituirsi stesso delle societ come entit organizzate trae origine e giustificazione nel tentativo di realizzare una qualche unit rispetto alla contemporanea presenza costitutiva di molte persone e alle diverse collocazioni e funzioni di ciascuna  di esse.
La contemporaneit vive per il suo essere pluralistica come un fatto sostanzialmente nuovo e come un problema pieno di rilevanti conseguenze.
Si possono abbozzare dei cenni relativi al fenomeno migratorio attuale risalendo in Europa al periodo fra la fine del XIX sec. e l段nizio del XX che fu caratterizzato da una fase di forte incremento demografico che trov sfogo nell弾migrazione verso altri continenti, pi di 60 milioni di persone emigrarono, apportando in questo modo flussi di uomini e di idee con la mobilit etnico-sociale degli ultimi decenni fondata sui bisogni primari di sussistenza, sopravvivenza alla fame, alla tutela dei  diritti umani. L段nterdipendenza dei mercati port alla diffusione di merci e di beni, condusse alla pervasivit di informazioni solo apparentemente omogenee, da un lato spingendo a condivisioni  sempre pi ampie e generali, ma dall誕ltro esse si sovrappongono senza piani preordinati  ad antiche e tenaci differenziazioni generando nuove tensioni, particolarismi e lacerazioni. I processi educativi sono costretti a riflettere sulla loro natura dinamica mentre si riflette sulla riformulazione delle identit.
Parlando di diversit e di presenza dello straniero in una terra con strutture, condizioni e tradizioni consolidate, si possono formulare e si pu tentare di spiegare diversi termini e definizioni come l誕ccezione di multiculturalit                            
come fatto sociale statisticamente rilevabile, che implica il convenire, entro i confini di un medesimo spazio geopolitico, di differenti etnie o comunit o singoli individui provenienti da culture antropologiche differenti.
Il concetto ha dunque carattere di indicatore sociologico.
Toccando invece gli argomenti relativi alla transculturalita e all interculturalita痴i fa riferimento a due diverse strategie regolative della complessit esibita dalle situazioni multiculturali. L置na si propone di rimuoverla col sottolineare quelle costanti antropologiche che attraversano le culture, l誕ltra si rapporta alla complessit multiculturale tentando piuttosto  di valorizzarne la dinamica complessit disequilibrante delle identit individuali e collettive costituite, aspirando a nuove possibili sintesi, continuamente riaperte, di umanit e cultura.
Una definizione possibile di interculturalita恥otrebbe essere questa:
鏑a messa a punto di nuove strategie educative e socializzatrici capaci di rendere le nuove generazioni ( e non solo loro!) atte a trarre profitto dalla situazione multiculturale, capaci di instaurare un clima propizio all段nterpenetrazione di tutte queste culture, senza cancellare l段dentit specifica di ciascuna


Approcci pedagogici 


L旦NESCO ( a partire dal 1976) tratta di questi argomenti multicultural education, intercultural education, anti-racist education, education of minority
In Italia negli stessi anni si discute e si approntano politiche di Educazione allo sviluppo (anni 60-70  lotte di liberazione, Nord-Sud del mondo), educazione alla mondialit ( alla pace, ai diritti umani, all誕mbiente, anni 80 crescita del volontariato, ong),tematiche che in seguito si accentueranno negli approfondimenti concettuali inerenti l脱ducazione,la pedagogia interculturale (anni 90 emigrazioni).
Gibson opta per un educazione multiculturale che come pluralismo culturale vuole salvare e valorizzare le diverse culture etniche e aumentare il potere delle culture di minoranza in un multiculturalismo benevolo-ingenuo un弾ducazione multiculturale che inserisca e integri nella cultura dominante gli studenti appartenenti a culture diverse, che nella classificazione di Patte corrisponde a educazione multiculturale limitata che ha l弛biettivo di insegnare agli studenti appartenenti alla maggioranza la tolleranza verso i compagni delle minoranze etniche e rimediare in parte ai loro svantaggi soprattutto linguistici.
Patte con l誕ccezione educazione multiculturale ampliata intende correggere, o evitare che si formino, atteggiamenti etnocentrici degli studenti presentando loro materiali e contenuti provenienti dai diversi gruppi culturali.
Obiettivo la preparazione di tutti gli studenti a diventare cittadini socialmente attivi di una societ dove sono presenti culture diverse.
I diversi tentativi fatti sono stati le scuole separate, le classi separate, le classi con quote, in un弛ttica di assimilazione e ghettizzazione con i pro e i contro.
A tutto questo seguono numerosi altri interventi , la linea che emerge non quella di un段ntegrazione di tipo assimilativo ( per la quale non rilevante la conoscenza dell誕ltro) ma una direzione di tipo interattivo che significa integrare i saperi e aiutare a crescere per inserirsi in una societ  con una concezione dell段dentit sempre pi complessa. La legge delega 53/2003 invita alla valorizzazione della persona umana nel  rispetto delle differenze  e dell段dentit.


L置topia della convivenza pacifica e rispettosa delle diversit


La dialettica unit/pluralit risulta la condizione naturale, biologica dell置omo che rivela la sua impossibilit a vivere al di fuori di qualsiasi  rapporto con l誕ltro. La socialit/pluralit per l置omo un fatto originario e perci universale.
Accanto a tale constatazione vi per il riconoscimento della singolarit o unicit come caratteristica altrettanto strutturale, originaria e perci universale dell置omo. Ogni singolo soggetto ha bisogno di riconoscersi come tale, diverso da qualsiasi altro individuo.
Come cita Amos Oz  都iamo tutti penisole. (da Contro il fanatismo).
La dialettica unicit/pluralit constatabile sia a livello sociale sia individuale. Ci ha costituito sempre un problema. (politiche che cercano di realizzare il massimo di unit o, al contrario, di pluralit: centralismo/federalismo, integralismo/cultura liberale o anarcoide)


La tolleranza e le sue ambiguit


L段nteresse oggi per le tematiche relative al concetto di unit/pluralit legato al timore che la presenza di una molteplicit di culture all段nterno dei nostri confini, sia politici sia culturali, comporti una distruzione della nostra identit. Ma se la categoria della pluralit ha sempre accompagnato la storia dell置omo perch oggi sta diventando un problema?
Da una parte si sta diffondendo nella nostra societ la convinzione che, se per un verso la tolleranza illuministica nei confronti della pluralit intesa come diversit costituisce ormai un pericolo per la propria sopravvivenza, per un altro verso il recupero di una esplicita tendenza verso l置nit, l置nicit intesa come difesa rispetto all誕ttacco della molteplicit, conduce troppo spesso ad una inaccettabile intolleranza.
Per uscire dall誕mbiguit forse bene mettere in evidenza che non si stabiliscono rapporti fra culture, ma fra soggetti.
Un riferimento di Cacciari, appare in un suo articolo sul Foglio 鏑a tolleranza antiquata parliamo di riconoscimento, quindi non occorre pi dare spazio al relativismo, ma alle possibilit della ragione comunicativa


Il problema dell段dentit: il contributo dell誕nalisi fenomenologica


鏑段dentit di ogni persona costituita da una moltitudine di  elementi che non si limitano ovviamente a quelle che figurano sui registri ufficiali Amin Maalouf , L段dentit, ed. Bompiani


Concependo l段dentit in modo dinamico, la prospettiva fenomenologica ci  permette di svelare gli equivoci e le mistificazioni di ideologie oggettivistiche (sua pars destruens) attraverso un nuovo sguardo, ci porta  inoltre ad individuare un sapere capace di arginare il relativismo scettico, nichilista e distruttivo, offrendo la possibilit di fondare un sapere che pone dei paletti concettuali (sua pars costruens) con l段ndividuazione delle direzioni intenzionali originarie. (Bertolini, L弾sitere pedagogico. Ragioni e limitidi una pedagogia  come scienza fenomenologicamente fondata, La Nuova Italia 1988, nel testo sono indicate cinque direzioni intenzionali originarie: sistematicit, relazione reciproca, possibilit, irreversibilit, socialit).
In una prospettiva fenomenologica l置guaglianza trova la sua ragion d弾ssere innanzitutto nel fatto che nel Mondo della vita i soggetti sono tutti sullo stesso piano e hanno la medesima dignit e valore. Non esistono soggetti pi soggetti di altri. Quindi l段stanza dell置guaglianza in s, immediatamente percepibile in un弛ttica fenomenologica. Tutti i soggetti sono poi portati all誕pertura verso l誕ltro, ci in virt della struttura essenzialmente relazionale e intersoggettiva dell弾sistenza.( Intenzionalit   coscienza di..., l弛pzione verso l誕ltro non una scelta, ma una necessit strutturale dell置omo.) Anche la differenza ha la sua rilevanza proprio a partire dalla centralit del soggetto che significa dare credito alla differenza (riferimenti a L騅inas il tema del volto dell誕ltro).


Pedagogia dialogica 


Il dialogo rappresenta uno strumento per arrivare alla conoscenza.
P. Ricoeur  intende il dialogo in un accezione che pu essere utile nella pratica pedagogico-didattica come 都cambio di memoria che consente di tradurre per gradi una cultura che non si conosce (都traniera) nelle categorie tipiche della nostra cultura e presuppone un 鍍rasferimento nell誕mbiente culturale dalle categorie etiche e spirituali dell誕ltro. Il dialogo e la memoria, attraverso la 吐unzione narrativa (una delle sue maniere pi comuni di manifestarsi) consente che avvenga lo scambio fra le regole, le norme, le credenze, le convinzioni che 吐anno l段dentit di una cultura. Il dialogo interculturale dovrebbe impedire di restare spettatori indulgenti di fronte alle incongruenze di una cultura (la propria o un誕ltra). Sia in ambito sociale sia educativo-scolastico il problema non tanto la variet o la 電ualit熹 delle culture, quanto piuttosto la loro coordinazione. Il dialogo (e perci la discussione, l誕rgomentazione) intende come prima cosa riconoscere il rispetto dell段nterlocutore per il semplice motivo di rendere possibile il dialogo stesso. Per Ricoeur il linguaggio 殿utofondativo nel senso che si presuppone da solo e per poter discutere bisogna che siamo d誕ccordo sul rispetto dell誕ltro che molto probabilmente sar in contraddizione con noi nella discussione. Ma se c定 il dialogo vuol dire che siamo d誕ccordo sul rispetto reciproco. Se riusciamo a trasporre questo concetto filosofico sul piano della pedagogia ed applicarlo in ambito educativo pluriculturale, fino a farne la base di una metodologia di lavoro, non difficile comprendere che l段nsegnamento ne ricever benefici. Troviamo testimonianza dell段mportanza della funzione mediatrice del dialogo nelle opere di scrittori esuli: chi totalmente immerso in una cultura, senza aperture, senza dialogo non riesce  vederne gli aspetti negativi. Le degenerazioni di una cultura possono emergere attraverso il dialogo con chi, vivendo come esule all段nterno di quella cultura, pu giudicarla in quanto da straniero, sente di non appartenervi completamente, avendone una propria.
T. Todorov  in La conquista dell但merica si chiede come abbiano potuto gli invasori europei avere la meglio sulla moltitudine degli indigeni americani. Pur tenendo conto di diversi fattori: armi sofisticate, squilibrio tecnologico, divisioni fra gli indigeni, possesso di cani e cavalli, europei visti come essere sovraumani, un fatto cos epocale non sembra poter essere sufficientemente spiegato senza aggiungere un elemento che per Todorov decisivo: una qualit intrinseca alla cultura europea, che non apparteneva invece alle popolazioni indigene 斗a capacit degli europei di capire gli altri, di essere 兎lastici e mutevoli. Una capacit che contiene in s la abilit di entrare in contatto, di far proprio il linguaggio dell蚤ltro, di impossessarsene, di improvvisare. Per Todorov questa la caratteristica pi tipica degli occidentali che ha permesso loro di imporre il proprio modo di vita, perch essendo riusciti a entrare dentro la lingua e le culture degli indigeni, hanno saputo poi piegarli ai loro voleri. Ma poich ci avvenuto con la violenza della conquista T. auspica che ci insegni un誕ltra strada: un dialogo in cui nessuno ha l置ltima parola, in cui nessuna delle voci riduca l誕ltro allo stato di semplice oggetto.


L誕tteggiamento ermeneutico


L弾ducazione interculturale esige un lavoro continuo di interpretazione, da parte di chi insegna o di chi guida un gruppo di adolescenti o adulti in formazione, a incrociare punti di vista diversi nell段ntento di farli convivere senza conflitto, richiede  una capacit interpretativa continua che consenta di 電isgelare le procedure e i contenuti del discorso, recuperando all誕nalisi il non detto, l弾scluso ci che stato posto fuori del cerchio magico del discorso istituzionalizzato. L弾rmeneutica ci permette di compiere questo aggiramento perch rende possibile un processo cognitivo destrutturate che sveli il nascosto e lo riporti nell誕mbito del giudizio.


Citazione da L騅inas 鼎定 un vecchio testo talmudico che mi ha sempre impressionato: Dio del tutto straordinario. In effetti per battere moneta gli Stati ricorrono a un calco. Con un calco unico essi fanno molti pezzi tutti somiglianti. Dio, col calco della sua immagine, arriva a creare una molteplicit dissimile. Degli io, unici nel loro genere.


 

nome:Laura cognome:Tussi email:tussi.laura@tiscalinet.it

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