IMPEGNO MILITANTE IN TERRA DI BRIANZA - 8 MARZO, Le donne si incontrano: un’esperienza che continua
Laura Tussi
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IMPEGNO MILITANTE IN TERRA DI BRIANZA
8 MARZO, Le donne si incontrano: un’esperienza che continua



di Laura TUSSI.


“…l’ambiente naturale della donna è l’anima: qualsiasi ambiente può essere rivisitato,
ristrutturato attraverso la mente…” Alda Merini
,


Alda Merini,
autrice presente a Nova Milanese- 8 Marzo 1998- Giornata internazionale dedicata alla donna- Incontro dibattito sull’ambiente del territorio, “Nova: il giardino delle intenzioni”



Noi donne del Gruppo di ricerca e canto popolare “Il Cortile”, dal momento in cui abbiamo intrapreso un’indagine a ritroso nel tempo, recuperando spezzoni di vita e di storia , anche attraverso l’espressione musicale e cantata del popolo, che hanno avuto come itinerario il percorso “dai campi alle officine” e la conoscenza della condizione e concezione della donna attraverso la sua emancipazione, una convinzione ha sempre guidato le nostre attività ed i nostri orientamenti: non dobbiamo cercare proposte da rivolgere alle “altre donne”, ma dobbiamo noi, innanzitutto, prendere maggiore coscienza delle nostre possibilità e capacità tipicamente femminili. Con questo bagaglio di esperienze personali e di gruppo, con particolare attenzione verso le altre realtà aggregative che praticano ricerche e studi orientati sulle problematiche che emergono dal movimento delle donne, abbiamo organizzato un confronto di opinioni: dal neofemminismo prima, al ripensamento dopo, dalle leggi che riguardano le donne, al campo della cultura, cercando di cogliere le istanze di approfondimento, ripensando al discorso riguardante la differenza sessuale, di genere


Le attività di un’associazione “al femminile” sul territorio di Brianza


Il 2000 segna la svolta del 25esimo anniversario di formazione dell’Associazione Culturale, gruppo di ricerca e canto popolare “Il Cortile”, che opera sul territorio comunale di Nova Milanese, alle porte della terra di Brianza, per il recupero culturale, storico, ambientale del contesto sociale.
Dal 1975 inizia l’attività di ricerca ed indagine relativa all’ambito culturale popolare locale, tramite interviste biografiche, raccogliendo esperienze di vita, aprendo uno scorcio di luce sul passato della gente e del luogo. L’esperienza di recupero della memoria storica e collettiva popolare attraverso un processo di trasmissione orale, narrativa e in seguito scritta, sfocia nel 1985 in una prima pubblicazione di notizie storiche sul nostro paese, “I LUIT: vita, canti e rituali della Nova di un tempo”, la cui presentazione è stata accompagnata dall’allestimento di una mostra di ricostruzione di ambientazioni storiche caratteristiche della cultura popolare contadina autoctona, originaria. Così scaturisce e si delinea l'idea di un ECOMUSEO del territorio: museo dell’identità culturale e della memoria storica a Nova.
Successivamente, nel 1990, nascono, da un’esigenza diffusa tra le persone, per affrontare le difficoltà intrinseche del disagio esistenziale dilagante, i laboratori teatrali per ragazzi e adulti nel cui ambito si considera e imposta il linguaggio dell’attore come comunicazione interattiva legata ai ruoli interpersonali e intergenerazionali.


Le tappe della ricerca attraverso il canto popolare. I Percorsi femminili “dai campi alle officine”: l’emancipazione per una cultura della pace.


Da 10 anni, appunto dal 1990, noi donne dell’Associazione, con il contributo costruttivo maschile, lavoriamo e riflettiamo, confrontandoci, sulla condizione femminile. “IL PIANETA DONNA” segna la tappa di indagine/studio condotta relativamente al percorso della condizione femminile in evoluzione da un contesto sociale agricolo, alle trasformazioni radicali apportate dalla rivoluzione industriale del secolo passato, fino a giungere alle istanze introdotte dallo sviluppo del settore terziario, evidenziando le problematiche e i disagi del lavoro femminile nelle fabbriche, nelle filande, negli opifici.
Consideriamo l’emancipazione della donna per una cultura della pace.
Quale ruolo ricopre la donna nella costruzione e ricostruzione della pace?
Ci siamo proposte: dobbiamo lavorare anche per la pace interrelazionale, per l’ambiente e per l’unità dei popoli.
Sono sortite riflessioni sulle tematiche di confronto tra il passato e i tempi attuali, al fine di affermare la nostra identità al femminile, superando le barriere discriminatorie, per cui il nostro percorso di studio decennale ha cercato di contribuire ad un apporto collettivo e significativo, per un complessivo cammino dell’umanità e per un positivo progresso della civiltà.
Nel ‘92 “ASPETTANDO LA PRIMAVERA”, abbiamo sentito l’esigenza di ricrearci, di rinascere e confrontarci con la natura creatrice, osservandola nelle sue fasi biologiche cicliche, perché il mondo intero ha bisogno di rinascita e rinnovamento. Attraverso i rituali del calendario agricolo e liturgico popolare contadino, abbiamo riflettuto sulla CREAZIONE, l’ambiente che ci circonda.
Da tali premesse è sortita una critica alla società consumistica, pervasa dalla logica del cieco ed egoistico profitto, distruggendo il senso della ciclicità della vita, in seguito alla perdita di riferimenti con la madre e la natura, alla scomparsa del significato di solidale convivenza e partecipazione collettiva, nel valore intrinseco della “Festa” che permeava, partendo dalla rinascita insita nel periodo primaverile, i rituali stagionali, caratterizzati ed espressi nel sostrato storico e culturale della civiltà contadina. Nella sua globalità il mondo agricolo viveva la continua ciclicità iterativa del tempo profano, accostato all’ambito del sacro, nei rituali caratterizzati di intrinseca spiritualità e sacralità, perché legati alle attività agricole della semina e del raccolto ricavato dalla madre terra fertile, emblema della creazione cosmogonica, della continua rinascita nella ripetizione iterativa, ciclica, ricorsiva stagionale.
La vita stessa racchiude, parallelamente alla bellezza complessiva del creato, la ciclicità fertile della donna creatrice; perché Lei pro-crea, manda avanti la creazione, è in suo favore. La mercificazione della vita, che domina la schiacciante logica capitalistica, frantuma gli equilibri del “buon governo” e del saper vivere. Gli uomini si muovono guerra, deturpano i territori e con la degenerazione nelle strutture sociali, si alimentano strumenti perversi che annullano la partecipazione degli individui, a favore di un cieco individualismo massificato, esclusivamente dedito al consumismo esasperato, sfrenato, che colpisce valori, bisogni, esigenze non quantificabili e misurabili in denaro. Risulta necessario impegnare le forze per la rieducazione delle coscienze e con le risorse umane, creative, ritrovare l’armonia tra noi stesse e l’ambiente circostante, il creato. La parola guida della nostra azione deve essere “eticità”, non intesa come generica onestà, ma come onestà impegnata.
Noi dell’Associazione stiamo cercando di dialogare, sperimentandoci, all’interno di una specificità: il territorio di Nova; per ricreare quella passata e scomparsa cultura della condivisione collettiva, non per chiuderci in un serraglio, in una campana di vetro o torre d’avorio, ma per meglio capire e com-prendere il territorio in cui viviamo e operiamo, al fine di semplificare il nostro modo di essere al femminile. Risulta utile, ma spesso difficoltoso relazionare con le varie realtà del nostro contesto territoriale, del nostro comune ambito d’azione, partecipativo che presuppone coscienza e consapevolezza di appartenenza, in cui spendersi, relazionandosi, mettendosi in gioco. Gli ideali di pace e solidarietà si alimentano a partire dalla memoria della nostra esistenza, dalla coscienza e conoscenza di sé in chiave socratica.
Quindi “ESSERE DONNA” per affrontare in un’analisi e in un percorso storico, nel tempo, dalla preistoria al rinascimento, un modo di essere al femminile, prendendo in considerazione questa nostra identità, come persona e soggetto, nell’ evoluzione dei tempi. Proprio come Dio li creò maschi e femmine per il recupero e la riappropriazione del rapporto vivo con gli elementi primordiali: madre, patria/paese, creazione.
Esiste una battaglia più raffinata, un’ipotesi di ricostruzione della relazione/rapporto tra uomo e donna nella famiglia, nella società, nella chiesa. Il preambolo della ricerca parte da noi donne, entità presenti nel nostro tempo, in gioco sui valori universali, affrontati con coscienza femminile, muliebre: “…è tempo di tornare alla madre che con il suo amore ci insegna ad amare e con la sua morte ci insegna a morire”. (Bacchelli Alessandra).
Da questi presupposti consideriamo “L’ESSERE DONNA NELLA DIVERSITA’”, indagando, nel contesto sociale a noi circostante, il rapporto non apparente e superficiale, ma profondo e autentico perché umano, tra individui, uomini e donne diversi per identità, innanzitutto soggettiva, per pensiero, cultura, razza, etnia, religione. Indaghiamo  “l’utopia dell’intendersi”, “il conflitto che comporta la sua stessa eticizzazione”, l’eticità, ed è il motore del cambiamento, del rinnovamento, metabletica naturale dell’esistenza, recuperando la memoria di opere e atti compiuti da donne in molteplici settori sociali lungo l’arco della storia in cui si sono espresse. Risulta assente una consapevolezza chiara sulle differenze ed in modo particolare sulla differenza sessuale.  “L’uomo si considera il Soggetto, l’Assoluto e la donna è l’Altra” (Simone de Beauvoir, Il secondo sesso). E’ indubbio che non esiste solo una diversità fisica tra il genere maschile ed il femminile, ma sussiste una differenza d’identità soggettiva, anche nel modo di giudicare le situazioni dell’esistenza. Occorre trovare un metro di acquisizioni e farlo accettare: un modo di essere al femminile. Urge la necessità di creare strumenti ed ambiti di confronto anche sulle esperienze che viviamo, su argomenti concernenti le pari dignità ed opportunità nella differenza. Riconoscimento della “differenza” come valore e non come causa di emarginazione; rivalutazione delle caratteristiche di ognuno come ricchezza da far emergere e condividere; constatazione della “parità” non come adeguamento agli stereotipi maschili, recuperando la dignità di ciascun essere umano, quindi anche della donna.
Da questi imprescindibili motivi “LA STORIA…RICORDARE. UN VIAGGIO NELLA MEMORIA”, per non dimenticare… in un percorso, rammentando e com-memorando, in occasione del 50esimo anniversario della liberazione, per apportare un contributo, al fine di comprendere, meglio, gli eventi storici del popolo, coinvolto tra le due guerre mondiali, che ha visto il ruolo rigenerante, di supporto delle donne.
Recuperando, da queste riflessioni, le peculiarità del nostro territorio nella storia e nell’attualità, è la volta, nel 1996, di “DONNE A NOVA: VERSO NUOVE CONQUISTE”, positiva occasione per raccontare le difficoltà tra donne del territorio, prescindendo da vacui e superflui intellettualismi, recuperando e confrontando le nostre capacità creative e di conseguenza ricreative, rigeneranti.
Dopo aver rivisitato le tappe di emancipazione femminile in tutti i suoi aspetti socio-culturali, abbiamo compreso l’importanza significativa dell’inter- relazione tra donne appartenenti ad una stessa e specifica comunità territoriale. Da tale preambolo è scaturito, è risultato l’elemento prioritario, comune e fondamentale per cui operare, spendersi in prima persona, mettendosi in gioco per il futuro della collettività: dalla creazione al grave problema dell’ambiente, dell’ecologia. Per cui “L’ECOLOGIA E’DONNA”, occupandoci, in chiave femminile, delle problematiche ambientali con particolare riferimento al contesto territoriale novese.
Le occasioni di INCONTRO per discutere, riflettere e confrontarci, si trasformano, sviluppandosi ed evolvendosi nella “FESTA DEL VILLAGGIO”, il nostro villaggio, che è per noi “NOVA:IL GIARDINO DELLE INTENZIONI”.
Così sempre più noi donne siamo consapevoli di continuare ad apportare un contributo, mantenendo queste premesse, nel continuo confronto a Nova tra due punti di riferimento fondamentali, “CREAZIONE E AMBIENTE”. Ecco perché ancora una volta celebriamo questo 8 Marzo 2000 in un clima di festa con interventi, dialoghi, canti musica e poesia insieme alle “DONNE IN FESTA A NOVA. TRA STORIA E AMBIENTE”.
Il Marzo 2001 è ancora all’insegna dell’ impellente, grave, attuale problema ”ecologia”, proseguendo l’impegno con l’obiettiv/tema, focus d’intervento, “CREAZIONE E AMBIENTE ”, valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali presenti in ambito territoriale, per testimoniare, recuperare e riproporre il passato, la storia locale, come valore imprescindibile e nobile eredità tramandata alle giovani generazioni, poiettate verso il futuro, per leggere con rinnovati strumenti interpretativi l’avvenire personale e, di conseguenza, collettivo, nazionale, globale, per riscoprire e far tesoro della verità obiettiva e non menzognera o manipolata da biechi interessi partitici ed economici, circa il relazionarsi degli eventi storici.
L’associazione culturale “Il Cortile” è ancora impegnata nel progetto “Ecomuseo del territorio per Nova Milanese”, ambito e percorso didattico e culturale, anche rivolto e dedicato al mondo della scuola, alla scoperta del “proprio” paese, delle proprie origini, radici, autoctone o acquisite… Il nuovo recital 2001 prosegue il filone al femminile, “dai campi alle officine, alle industrie, al terziario”, per ricollegare il percorso di ricerca all’emancipazione femminile, ai diritti acquisiti attraverso la rivoluzione ed i cambiamenti memorabili di costume,  nell’impostazione dei ruoli, nell’ambito delle relazioni di genere. Ma ancora molto deve essere ottenuto, per andare oltre…
E’ l’eredità del movimento di emancipazione femminile, non solo di genere , ma anche del superamento della prevaricazione classista, del periodo ’68, in cui le donne hanno apportato novità, cambiamento, volontà di rinnovamento in ambito sociale e politico, nel rispetto delle diversità, nella valorizzazione delle differenze, con l'intento e inpegno nell' andare oltre tramite il superamento di tabù, pregiudizi, barriere, ostacoli, muri, ritagliandosi ambiti di riflessione individuale e comunitaria, per ripensare il proprio passato personale e collettivo, per sperimentare una rinnovata identità, come occasione di messa in discussione, di confutazione di ruoli precostituiti, di tradizioni radicate, dure a morire.
Tali premesse per approdare, in ambito locale alle varie occasioni di impegno intellettuale e militanza culturale, finalizzati anche alla promozione ed informazione, tendente alla sensibilizzazione relativa al grave ed urgente problema “ecologia”, la tutela del bene culturale ed ambientale, come nobile, alto valore comune, condivisibile, spendibile nel sociale, non solo a livello locale, ma nazionale, globale
Dunque la sensibilità, l’estro, la creatività, l’intuizione, la capacità logica ed argomentativa, sincera e non subdola e ipocrita, di “certe donne”, impegnate nella trasmissione del valore e della ricchezza dell’ambiente della natura come “creazione”, valore etico e sacro, attraverso la tutela del bene culturale, in una prospettiva di riqualificazione dell’esistente, dell’assetto territoriale locale, per un positivo innalzamento e miglioramento della qualità della vita urbana, a livello esistenziale, sotto vari aspetti.


Le donne in autoformazione all’interno di un contesto micropedagogico


Così noi donne interagiamo, operiamo, in una piccola realtà, in un definito e delimitato luogo dell’educazione, in situazioni molto circoscritte che ci appassionano, rovistando nelle minuscole dimensioni dell’agire quotidiano, in cui “educazione e vita” si compenetrano. Impariamo, con atteggiamenti scrutatori, quanto l’esistenza possa essere educativa e, al contempo, diseducativa, portandoci ad apprendere e disapprendere, consentendoci di gettare qualche sguardo in più sui grandi scenari socio culturali, ma soprattutto di riflettere e considerare, ri-cordando e rammentando, la nostra vita quotidiana, nell’ambito della nostra storia soggettiva, continuamente in crescita, con il ritorno su di sé, attraverso il ri-membrare degli eventi. Questo implica un concetto di autoformazione, di autoriflessività e occasione di apprendere e conoscere, durante il corso della vita e dell’esperienza, in relazione ai fatti quotidiani o ai continua apicali, alla nascita, alla morte, come alle vicende esistenziali grandiose o povere che ciascuno di noi vive. Si tratta di coltivare una propria biografia e di interrogarsi su quanto, nel nostro piccolo, nel quotidiano, negli interstizi dell'esistenza, nelle situazioni anche marginali, possiamo cogliere come esperienza potenzialmente educativa. Gli ampi scenari analitici e critici dell'universo femminile, rappresentati nelle ricerche sopracitate, comprendono aspetti riconducibili ad un pensiero complesso che ritroviamo sintetizzato nella nostra quotidianità, nelle nostre relazioni con ogni entità, in una dimensione più piccola, più quotidiana e minuscola, appunto micropedagogica, dell’educazione, ma non per questo meno importante. La via dell’introspezione, dell’analisi e del dominio di sé, della ricerca di qualcosa che è sfuggente, nella nostra quotidianità, è per tutti noi, uomini e donne, fonte di autoformazione.


Le donne si interrogano…


Giunte, attraverso questi percorsi conoscitivi, alla maturazione di una coscienza e consapevolezza di sé, attraverso un processo di identificazione in fieri, stadiale, evolutivo, nel tempo della nostra personale storia di formazione, ci siamo interrogate tramite un’indagine aperta, in atto, che prosegue “in itinere”… Quali sono le aspettative di noi donne per il prossimo millennio? Per molte è fondamentale provare il piacere di esprimersi, di comunicare, sempre nel migliore dei modi, anche tramite capacità personali e facoltà creative, vivendo serenamente il proprio quotidiano. Risulta palese la volontà di mantenere la propria indipendenza, non solo economica e di coltivare rapporti costruttivi, di intesa interrelazionale anche e soprattutto tra donne. Spesso, nella società, nel gruppo di appartenenza, nelle associazioni, nell’ambito del territorio, come luogo di partecipazione e contesto sostanziale di formazione, come sistema educativo integrato e interagente, si generano e degenerano rapporti competitivi e difficoltà di interazione tra soggetti operanti in vari settori di attività. Ne consegue scarsa integrazione tra le parti “in gioco” all’interno del contesto socio culturale, del nostro paese di appartenenza, il comune, “villaggio”, giardino delle intenzioni.
Nel contesto sociale attuale si percepisce l’esigenza ricreatrice dello stare insieme tra donne, al fine di confrontarci riguardo la nostra identità e crescita formativa nel corso della personale storia di vita… “per ascoltarci, parlarci, raccontarci, e costruire relazioni significative attraverso il racconto personale per fare esperienza di autocoscienza, cercare un’identità collettiva, un ambito comune”. Al contrario, troppo spesso le donne risultano rivali e competitive in senso frustrante e negativo. Al rapporto dia-logico si sostituisce il dia-bolico (dal greco attraverso la calunnia), l’interazione ipocrita (finzione, simulazione): i “germi” nefasti della società contemporanea. Dall’analisi si deduce che la donna si deprezza perché, sostanzialmente, “invidia” l’altra da sé, (dal latino invideo, privare qualcuno di qualcosa che non si possiede), per mancanza d’ascolto, di accoglienza e tolleranza nel rispetto della diversità intersoggettiva, tramite l’esclusione che annienta il proficuo confronto.
Per alcuni uomini la donna è ancora simbolo di pace, perché impersona l’emblema della fertilità della “madre terra”…divinità ancestrale, che implica la metamorfosi del concepimento e del parto e di conseguenza, il cambiamento, rinnovamento e transizione, metabletica naturale dell’esistenza, nella ciclicità insita nel cosmo e nella creazione, di giorni, stagioni, del tempo: è vita che procrea e si rigenera, rinnovandosi.


La comunicazione della ricerca storica “al femminile” attraverso il canto popolare


Tutte le tappe citate relative ai percorsi di studio e di confronto al femminile, maturati all’interno dell’associazione “Il Cortile” e trasmessi in ambito locale e non solo, sono raccolte in pubblicazioni redatte dall’associazione stessa ed in parte pubblicate dall’amministrazione comunale di Nova Milanese. Tali approfondimenti tematici vengono comunicati e “partecipati” pubblicamente tramite recitals musicali e teatrali, interpretati, non solo attraverso il canto popolare, bagaglio culturale del popolo, della base collettiva, ma anche con il supporto e l’ausilio multidisciplinare del materiale letterario e poetico, raccolto e vagliato dal gruppo di ricerca e canto popolare “Il Cortile” e dal laboratorio di tecniche espressive e teatrali formatosi al suo interno.
L’associazione è dunque il luogo magico, il cortile segreto, il giardino fecondo di idee, il villaggio in festa delle donne che costantemente lo animano con spirito di dedizione disinteressata, fertile risorsa culturale, per un futuro privo di antagonismi, rivalità e arrivismi di etichetta.


Di Laura Tussi

email:tussi.laura@tiscalinet.it

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