BAMBINE, ISTRUZIONE E SVILUPPO
UNICEF: AUMENTARE IL NUMERO DI BAMBINE CHE FREQUENTANO LA SCUOLA E' IL PRIMO PASSO VERSO GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO
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PRESENTATO DALL'UNICEF IL NUOVO RAPPORTO SU ‘LA CONDIZIONE DELL'INFANZIA NEL MONDO 2004 –




Milioni di bambine sono tagliate fuori dal processo di sviluppo, con gravi conseguenze anche per il futuro dei loro stessi Paesi



Ginevra/Il Cairo/Roma, 11 dicembre 2003 - Gli sforzi compiuti nel campo dello sviluppo internazionale hanno finora prodotto effetti decisamente inadeguati per ciò che riguarda la condizione di bambine e adolescenti, lasciando centinaia di milioni di donne e bambine prive d'istruzione, incapaci di contribuire a migliorare la loro condizione, quella dei loro bambini e delle loro comunità: questo emerge dal rapporto UNICEF La condizione dell'infanzia nel mondo 2004.


Il rapporto è stato presentato oggi, in contemporanea con il lancio internazionale a Ginevra e a Il Cairo, in una conferenza stampa a Roma alla Sala dell'Associazione Stampa Estera, dal Presidente dell'UNICEF Italia, Giovanni Micali, alla presenza di Autorità, parlamentari e rappresentanti delle ONG. E'intervenuta anche Halima Mohammed Mahmud, dell'Istituto di Formazione degli insegnanti di Asmara, che ha relazionato sugli impegni dell'Eritrea verso l'obiettivo dell'istruzione per le bambine.


Secondo il rapporto UNICEF, se non si agirà prontamente per aumentare nell'arco dei prossimi due anni il numero di bambine che hanno accesso alla scuola, gli obiettivi globali per la riduzione della povertà e il miglioramento della condizione umana saranno disattesi. Per altro verso, il rapporto sostiene che abbattere le barriere che impediscono l'accesso delle bambine alla scuola produrrebbe benefici tanto per le bambine quanto per i bambini e per i loro Paesi.


Secondo l'UNICEF le correzioni necessarie alle strategie di sviluppo, allo scopo di accrescere l'accesso e la permanenza delle bambine nella scuola, produrranno una generale accelerazione dei progressi previsti dall'agenda di sviluppo per il 2015, meglio nota come Obiettivi di sviluppo del millennio .


Gli sforzi realizzati per lo sviluppo internazionale sono stati in troppi paesi palesemente inadeguati rispetto all'obiettivo di aumentare il numero di bambine nella scuola ”, ha affermato Carol Bellamy, Direttore Generale dell'UNICEF: “ Dobbiamo chiederci perché ciò sia avvenuto e quali siano le conseguenze. Nel rapporto le conclusioni sono evidenti: la discriminazione di genere ostacola gli sforzi per lo sviluppo, a partire dal fondamentale diritto del bambino alla scuola ”.


L'UNICEF sottolinea come i tassi di analfabetismo siano ancor oggi notevolmente più elevati tra le donne che non tra gli uomini, e come ogni anno vi siano almeno 9 milioni di bambine in più, rispetto ai maschi, escluse dalla scuola, con conseguenze a lungo termine non solo per le donne e le bambine, ma anche per i loro figli e le loro famiglie.


Non abbiamo speranza alcuna di ridurre povertà, mortalità infantile, HIV/AIDS e altre malattie se non garantiamo che ogni bambina e ogni bambino possano esercitare il proprio diritto all'istruzione di base ”, ha dichiarato il Direttore Generale dell'UNICEF: “ Nella vita quotidiana, l'essere istruiti o meno rappresenta una discriminante enorme ”.


Il rapporto UNICEF fornisce prove evidenti del fatto che assicurare alle bambine un'istruzione di base di qualità significa anche migliorare altri indicatori della qualità della vita. A titolo di esempio, è dimostrato che la maggioranza dei paesi con i più bassi tassi di iscrizione scolastica secondaria delle ragazze sono anche i paesi con i tassi più alti di mortalità infantile, con oltre il 15% dei bambini che non raggiungono il quinto anno di vita.


Perché è importante garantire l'istruzione delle bambine


La Condizione dell'infanzia nel mondo 2004 rivela che le bambine alle quali viene negata l'istruzione sono le più vulnerabili alla povertà, alla fame, alla violenza, agli abusi, allo sfruttamento e al traffico di esseri umani; corrono maggiori pericoli di morire durante il parto e sono a più alto rischio di contrarre malattie, incluso l'HIV/AIDS.


Secondo il rapporto UNICEF, però, l'istruzione delle ragazze produce in positivo un impatto altrettanto notevole: divenute madri, le donne istruite hanno maggiori possibilità di mantenere i figli in salute e di garantire loro, siano bambini o bambine, il completamento degli studi.


Per un bambino la mancanza di istruzione non solo limita le sue potenzialità come individuo, ma riduce drammaticamente le prospettive che, una volta divenuto adulto, i suoi figli siano in grado di sfuggire a una vita di povertà e sofferenze ”, ha sottolineato Carol Bellamy: “ Per tali ragioni l'UNICEF individua nell'istruzione un aspetto chiave per l'intera agenda dello sviluppo. L'istruzione previene lo spreco di un enorme potenziale di capacità umane ”.


Esempio dopo esempio, il rapporto UNICEF descrive nel dettaglio come l'abbattimento delle barriere che escludono le bambine dalla scuola renda le scuole stesse più accoglienti, tanto per i bambini quanto per le bambine. Tra le barriere più diffuse figurano la lontananza delle scuole dalle abitazioni, la mancanza di acqua potabile e di bagni separati, nonché tutti i contesti in cui vi è un onnipresente pericolo di violenza tanto all'interno quanto nei luoghi circostanti la scuola.


Non si tratta di favorire l'inserimento scolastico delle bambine a discapito dei bambini ”, ha tenuto a sottolineare Carol Bellamy: “ Si tratta piuttosto di affrontare una sfida fondamentale per lo sviluppo attraverso una strategia precisa, accurata e intelligente. Aumentare il numero delle bambine a scuola, e far sì che non l'abbandonino, è una strategia che contribuisce a migliorare la scuola stessa e gli stessi sforzi compiuti sulla via dello sviluppo ”.


Cosa non ha funzionato


Il rapporto UNICEF argomenta che l'approccio standard per conseguire l'istruzione universale ha mancato l'obiettivo in quanto dava per scontato che generici sforzi diretti ad accrescere l'iscrizione scolastica dei bambini avrebbero portato benefici per tutti i bambini indistintamente, una supposizione che non teneva in dovuta considerazione gli ostacoli incontrati dalle bambine. Sebbene i tassi di iscrizione denotino, a livello globale, un graduale miglioramento nella parità di genere, 9 milioni di bambine in più, rispetto ai coetanei maschi, sono totalmente escluse dalla scuola, mentre anche quelle che vi sono iscritte l'abbandonano più facilmente e velocemente rispetto ai maschi.


A causa di una persistente e subdola discriminazione di genere diffusa in molte società, sono le bambine e le adolescenti a essere sacrificat, essendo le ultime a essere iscritte a scuola e le prime ad abbandonarla quando i tempi si fanno duri ”, sostiene il rapporto dell'UNICEF.


Secondo La Condizione dell'infanzia nel mondo , l'istruzione deve essere considerata come un diritto umano e non come un privilegio o una conseguenza derivante dal progresso economico. Quando l'istruzione è considerata un diritto, i Governi sono obbligati a stanziare le risorse necessarie perché tutti i bambini possano portare a termine un'istruzione di qualità, mentre i genitori sono incentivati a considerare i governi responsabili per una mancata azione in tal senso.


Cosa deve cambiare


Il rapporto UNICEF presenta un agenda di interventi, richiamando le agenzie per lo sviluppo, i governi, le famiglie e le comunità a prestare attenzione e a intensificare l'impegno per eliminare gli ostacoli responsabili dell'esclusione delle bambine dalla scuola. Essenzialmente, il rapporto esorta a correggere il modo in cui lo sviluppo è stato fin dal principio concepito.


Tra le misure specifiche considerate, il rapporto sottolinea l'esigenza di:




  • Creare un'etica nazionale che riconosca il valore dell'istruzione tanto per le bambine quanto per i bambini
  • Considerare l'istruzione delle bambine una componente essenziale dei piani di sviluppo
  • Abolire ogni forma di tassa scolastica
  • Inserire l'istruzione nelle strategie nazionali per la riduzione della povertà
  • Aumentare i fondi internazionali per l'istruzione.

Il rapporto rivela che, salvo poche eccezioni, i paesi industrializzati e le istituzioni economiche internazionali hanno disatteso gli impegni assunti per finanziare l'istruzione. “ Nonostante le promesse fatte dai paesi donatori nel 1990 per un finanziamento extra dell'istruzione, e gli impegni assunti nel 1996 per assicurare l'istruzione primaria universale entro il 2015, il flusso totale di aiuti diretto ai paesi in via di sviluppo è in realtà diminuito nel corso degli anni '90, mentre gli aiuti bilaterali per l'istruzione sono scesi in misura perfino maggiore ”.


La regione che necessita di maggiori aiuti è l'Africa sub-sahariana, dove il numero di bambine ogni anno escluse dalla scuola è aumentato da 20 milioni nel 1990 a 24 milioni nel 2002. L'83% delle bambine senza accesso alla scuola vive nelle tre regioni dell'Africa sub-sahariana, Asia meridionale, Sud-est asiatico.


Cosa è urgente fare


Il più urgente tra gli Obiettivi di sviluppo del millennio è la parità di genere nell'istruzione entro il 2005. Secondo l'UNICEF, importanti progressi verso tale obiettivo sono ancora possibili, se si incrementano gli impegni nazionali e il sostegno internazionale.


Un anno fa, l'UNICEF ha lanciato la Campagna per l'istruzione delle bambine “25 entro il 2005”, finalizzata ad aiutare i 25 paesi con la più accentuata disparità di genere e i più bassi tassi di iscrizione scolastica a eliminare le barriere che impediscono l'accesso a scuola di bambine e bambini. La Condizione dell'infanzia nel mondo descrive nel dettaglio i progressi finora conseguiti dall'iniziativa, con un variegata tipologia di strategie rivelatesi efficaci.


Istruire egualmente bambine e bambini, affrontando le esigenze di tutti, non è un investimento facoltativo ”, ha affermato il Direttore Generale dell'UNICEF: “ Nessuno dei paesi più ricchi della terra si è sviluppato senza un significativo investimento nell'istruzione. Questa è la lezione che dobbiamo tenere a mente se intendiamo seriamente produrre un cambiamento per il nostro mondo. Ciò rappresenta per noi un banco di prova: sia se riusciremo a superarlo sia se falliremo, le conseguenze saranno per noi importanti e di lungo periodo ”.


Durante la presentazione ufficiale de La Condizione dell'infanzia nel mondo 2004, al vertice mondiale sulla società dell'informazione di Ginevra, Carol Bellamy ha dichiarato che la tecnologia potrebbe portare benefici ai bambini, ma che non può sostituire l'alfabetizzazione di base e il processo di apprendimento.


E' realmente sbalorditivo il progresso compiuto dalla tecnologia informatica nel corso degli ultimi 25 anni, mentre ancor oggi, ogni anno, 121 milioni di bambini non hanno la possibilità di vedere come sia fatta un'aula scolastica ”, ha affermato il Direttore Generale dell'UNICEF: “ Tutta la tecnologia del mondo non può sopperire a ciò che questi bambini stanno perdendo, e questa è una conferma ulteriore che, quando si tratta di garantire a ogni bambino un'istruzione di qualità, non è necessaria una rivoluzione, ma semplicemente un'assunzione di responsabilità ”.


Per maggiori informazioni: Ufficio Stampa UNICEF Italia, tel. 06.47809233.234.287, 335.333077, e-mail press@unicef.it ; sono disponibili nuovi materiali video UNICEF sull'istruzione delle bambine.

 



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