CANTIERI DEL DIALOGO CRISTIANO-MUSULMANO - Verona: appello-statuto di 24 associazioni che stanno preparando l'incontro del 14-15 maggio 2005
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CANTIERI DEL DIALOGO CRISTIANO-MUSULMANO
a cura di Marco Dal Corso


 



Verona propone un'iniziativa che serva da contenitore-visibilizzazione-volano delle molte esperienze di dialogo. Riportiamo l'appello-statuto che è stato elaborato collegialmente e firmato il 29.10.2004 da 24 associazioni. Esse stanno anche preparando un grande incontro per il 14-15 maggio 2005 a Villa Buri . “Vogliamo, con questa iniziativa, contribuire a costruire una società capace di affrontare le sfide che il suo stesso sviluppo ha creato”.




Il nostro paese sta diventando sempre più plurale, dal punto di vista sociale, culturale e religioso. La presenza di individui e comunità di immigrati provenienti da tutto il mondo, da un lato, e l'evoluzione interna delle nostre società dall'altro, stanno producendo una pluralizzazione progressiva dei nostri riferimenti culturali. La diversità, anche religiosa, fa ormai parte del mondo in cui viviamo, del paesaggio che ci sta intorno. In particolare, negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore visibilità la presenza dei musulmani nel nostro paese, che costituisce ormai una realtà significativa e non eludibile, per questioni numeriche e culturali per la percezione di cui è oggetto, per i dibattiti e per le reazioni che induce.
Dopo le prime stagioni dell'immigrazione nel nostro paese, in cui ha prevalso l'accoglienza da un lato, l'interesse ad integrarsi dall'altro e probabilmente una certa dose di curiosità da tutti e due, ora ci troviamo in una situazione diversa. Da un lato e dall'altro si mostrano spinte volte alla chiusura, all'isolamento, nei casi peggiori alla caricatura e alla demonizzazione di quello che spesso viene descritto non più solo come un altro , ma direttamente come l'avversario, il nemico. L'attualità internazionale, il terrorismo diffuso e i conflitti geopolitici in atto, in varie aree del mondo, contribuiscono ulteriormente al diffondersi di timori, chiusure e irrazionalismi e al propendere per schieramenti aprioristici e acritici.
Nello stesso tempo, in un campo come nell'altro, proseguono solidi processi di conoscenza reciproca, di interrogazione, di interpenetrazione e di collaborazione sul campo. Ciò accade in particolare a livello quotidiano, nel mondo della scuola, del lavoro, nel territorio. A livello locale, molti gruppi, luoghi e momenti di dialogo, radicati nel concreto delle diverse situazioni, sono ormai visibili e operanti, talvolta da anni. A livello nazionale, organismi rappresentativi di vario genere si attivano nella medesima direzione.
Nello stesso tempo, mai come oggi, nell'uno e nell'altro campo, è sembrato difficile il dialogo interno alle rispettive comunità religiose, ma anche all'interno del mondo laico: tra coloro che il dialogo rifiutano o comunque lo temono, e coloro che lo accettano e lo accolgono come una sfida in positivo alla propria coscienza sociale e civile, e alla propria fede. È tempo che uomini e donne di buona volontà che si attivano in questa seconda direzione, quella della comunicazione, dell'accoglienza reciproca e dell'integrazione si riuniscano, si incontrino, si scambino le proprie idee, le proprie esperienze, le proprie difficoltà. Pensiamo che sia necessario marcare un punto fermo, un'analisi del percorso fatto e una svolta. Anche perché, in varie parti d'Italia, si cominciano ad avere esperienze significative da raccontare, e tra chi opera nel campo si sente sempre più l'esigenza di confrontarsi: sulle iniziative promosse, sul loro alterno successo, sui risultati positivi ottenuti così come sui tentativi non riusciti, i fallimenti e gli errori.
Per tutti crediamo vi sia la necessità di tenere conto innanzitutto delle novità date dall'evoluzione sociale (aumento della presenza musulmana nel nostro paese e della consapevolezza delle sue implicazioni), dal dibattito nello spazio pubblico (si pensi alle discussioni sul crocefisso o sulla Jihad ) e dalle novità spesso inquietanti legate alla politica internazionale, come noto non prive di effetti su quella interna.
Il mondo laico, anche istituzionale, si sta esso pure sempre più interrogando su queste questioni e non può che giovarsi di una riflessione franca nel rispetto delle differenze e di un clima costruttivo nel rapporto tra le comunità religiose del paese, con le quali è impegnato a confrontarsi, non foss'altro che per poter meglio risolvere i problemi che si pongono e sopire i conflitti che potrebbero manifestarsi.
Lanciamo dunque la proposta di ospitare, a Verona, i “Cantieri del dialogo cristiano-musulmano in Italia” . Una iniziativa che serva da contenitore e nello stesso tempo da visibilizzazione e da volano delle molte esperienze di dialogo che, sul territorio, nei fatti contrastano il clima da “scontro di civiltà” che troppo spesso si respira sui media e nel dibattito politico e che di per sé è una proposta di società e di cultura che respingiamo. Senza nessuno spirito di egemonia, e ponendoci anzi in continuità con altre esperienze di dialogo svoltesi in varie parti d'Italia, che si ritrovano anche tra i promotori di questo appello, intendiamo proporci come ospiti di un evento che deve essere il più possibile largo e condiviso: un incontro di tutte le realtà che vorranno essere presenti, a livello nazionale e locale, su un piano di pari dignità, creando così una occasione di scambio a livello nazionale, aperta a chiunque si riconosca in questo spirito.


Cantieri: questo riferimento indica che ci si vuole porre in spirito costruttivo, partendo non da zero, ma dai mattoni delle molte esperienze già esistenti, per costruire un evento, ma anche una proposta, e se possibile uno stile, una metodologia dell'incontro. Sapendo che si tratta di un percorso da costruire, non predefinito e predeterminato, tanto meno scontato.


Dialogo: parola impegnativa, usata spesso a sproposito, forse per molti prematura, ricca di implicazioni, anche problematica. Ma che comunque indica che ci poniamo in una dimensione e in una situazione di incontro, di condivisione, di colloquio, che vuol dire innanzitutto riconoscimento dell'altro, rifiutando ogni tentativo di demonizzazione a priori, di annientamento dell'identità altrui, oggi pure così diffusi.


Cristiano-musulmano: non per privilegiare alcuni soggetti a detrimento di altri. Molti di coloro che in questo progetto si riconoscono, sono a stretto contatto con le molte diversità oggi presenti nella nostra società. Ma siamo consapevoli che su questa , oggi, si sta giocando la partita decisiva, tra i fautori dello scontro e quelli dell'incontro o almeno della convivenza; ed è intorno ad essa, non a caso la più problematizzata nel dibattito politico e in quello mediatico, che si stanno ridefinendo i contorni delle nostre rispettive culture e della stessa convivenza civile. Né, parlando di identità religiose, si vuole escludere lo spazio laico che, per noi, non è altro rispetto alle religioni, né tanto meno il contrario delle religioni, ma è invece spazio comune, di tutti ed elemento decisivo nell'orientare i confini delle diverse opzioni possibili. Anche il mondo della laicità sembra essere attraversato da divisioni e schieramenti analoghi a quelli dei mondi religiosi e, forse, potrebbe trarre giovamento dal rafforzamento della capacità di confronto degli uomini e delle donne delle religioni.


Firmano:


Consiglio Islamico di Verona ( Atrous Messaoud ), Associazione senegalese di Verona ( Konate Salif ), Chiesa ortodossa romena ( p. Gabriel Gabor Godrea ), Chiesa ortodossa russa ( p. Boris Razveev ), Comunità cattolica africana ( d. Felix Adejoh ), Comunità cattolica romena ( d. Maricel Medves ), Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni ( Giorgio Dal Pozzo ), C.U.M. Centro Unitario Missionario ( d. Flavio Saleri ), C.M.D. Centro Missionario Diocesano ( d. Ottavio Todeschini ), Segr. Diocesano dei religiosi ( fr. Vincenzo Rabino ), Ass. don Tonino Bello ( d. Luciano Ferrari ), Istituto teologico S. Zeno ( d. Valentino Cottini ), Istituto Sup. di Scienze Rel. S. Pietro martire ( Cristina Simonelli ), Segretariato Attività Ecumeniche ( Marianita Montresor ), Ass. Santa Lucia ( Igino Mengalli ), Pax Christi – Verona ( Sergio Paronetto ), Gruppo per il pluralismo e il dialogo ( d. Luigi Adami ), Gruppi di lettura popolare della Bibbia ( d. Felice Tenero ), Comm. Ecumenismo e dialogo della Diocesi di Verona ( d. Sergio Gaburro ), Comunità cattolica cingalese ( d. Fernando Piyal ), West African Muslim Association ( Lukman Bakari ), Chiesa Valdese ( Nicola Sfredda ), Chiesa evangelica luterana ( Jurgen Wesenick ), Chiesa pentecostale “Soul Clinic” ( Nana Abu Bonsra ).








La data dell'incontro sarà il 14-15 Maggio 2005 .


Il luogo sarà Villa Buri, sede dell'Associazione Villa Buri, un organismo che raggruppa in sé, tra i propri fondatori, un ampio spettro di gruppi e associazioni di volontariato e di impegno sociale e che dell'iniziativa si è fatta ospite e promotore.


L'importante è che fin da ora si attivino energie e attenzioni volte a questo traguardo, sapendo che il momento richiede un impegno e una mobilitazione saldi e consapevoli, forti e determinati.


Due modalità e due possibilità di essere credenti, di fronte ai credenti di altre religioni, si pongono in feconda discussione, ma talvolta anche in contraddizione e in contrasto: quella dell'apertura e quella della chiusura; quella del dialogo e quella del conflitto. Sappiamo che, in mezzo tra l'uno e l'altro estremo, vi sono molte e diversissime opzioni.


È tempo che tutte queste opzioni, e coloro che le sostengono, si incontrino tra loro, condividano le proprie esperienze, si mostrino capaci di inserirsi nel dibattito che si è aperto nella nostra società e di incidere in esso.


È questo, crediamo, un modo di sconfiggere, innanzitutto in noi stessi e nelle comunità cui facciamo riferimento, una cultura del sospetto, del conflitto e del reciproco isolamento, che non può che risultare una sconfitta per tutti: per la società e per le religioni, per le maggioranze come per le minoranze.


Vogliamo, con questa iniziativa, contribuire a costruire una società capace di affrontare le sfide che il suo stesso sviluppo ha creato. Il nostro orizzonte è la nostra società e la nostra vita stessa. In questo orizzonte è oggi presente la realtà e la possibilità dell'incontro e del dialogo anche tra uomini e donne di fedi diverse, in particolare di cristiani e musulmani. Dobbiamo e vogliamo esplorare questo orizzonte in uno spirito di collaborazione e solidarietà.


 


http://www.saveriani.bs.it/cem/Rivista/arretrati/2004_11/cantieri.htm







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