ANTIFASCISMO E IDENTITA’EUROPEA La prospettiva italiana e l’evoluzione nel resto d’Europa
Laura Tussi
Condividi questo articolo


ANTIFASCISMO E IDENTITA’EUROPEA
La prospettiva italiana e l’evoluzione nel resto d’Europa


Recensione al libro Antifascismo e identità europea, Carocci editore, a cura di Alberto De Bernardi e Paolo Ferrari. Presentazione presso la CASA DELLA CULTURA maggio 2004. Relatori: Alberto De Bernardi, Paolo Ferrari, Pier Paolo Poggio, Elisa Signori, Ferruccio De Bortoli.
Iniziativa organizzata in collaborazione con l’INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia) e FONDAZIONE MEMORIA DELLA DEPORTAZIONE


di LAURA TUSSI


L’antifascismo si presenta come una questione storica aperta.
Mentre il fascismo costruisce il suo regime, i partiti e i gruppi antifascisti messi fuori della legalità dalle leggi del ’26 sono costretti all’esilio o alla clandestinità. Per molto tempo, l’antifascismo è costituito da gruppi ristretti, da piccole minoranze che sfidano la repressione poliziesca, se lavorano all’interno, e tutte le difficoltà dell’esilio, se operano all’estero.
I movimenti liberale e cattolico, salvo piccoli gruppi, confidano nella caduta del fascismo e, nell’attesa, sviluppano un’attività prevalentemente culturale in difesa di certi principi ideali e di preparazione di gruppi dirigenti. Sono antifascisti uomini appartenenti alla tradizione liberale come Benedetto Croce, Luigi Albertini (direttore del quotidiano "Corriere della Sera" dal 1900 al 1925), Giovanni Giolitti, Francesco Saverio Nitti. Essi in un primo momento avevano guardato con simpatia al fascismo ma poi ne avevano condannato l’autoritarismo. Un posto di riguardo ha il filosofo Benedetto Croce. La sua opposizione è soprattutto di carattere morale e intellettuale ed è forse per questo che viene tollerata dal regime.
Accanto ai liberali operano le forze di ispirazione democratica. Essi sostengono che solo la collaborazione tra la classe operaia e la borghesia può sconfiggere il fascismo. Principali esponenti sono Giovanni Amendola, Piero Gobetti, Gaetano Salvemini, un illustre professore universitario di storia che, pur di non giurare fedeltà al partito fascista si dimette dall’insegnamento. In una lettera al rettore dell’università di Roma scrive: "la dittatura fascista ha soppresso ormai completamente le condizioni di libertà necessarie per guidare l’insegnamento della Storia come io lo intendo perché non è più uno strumento di libera educazione civile ma si riduce a servile adulazione del partito dominante o a una pura e semplice esercitazione erudita estranea alla coscienza civile del maestro e dell’alunno. Sono costretto perciò a dividermi dai miei alunni e dai miei colleghi con dolore profondo ma con la coscienza sicura di compiere un dovere di lealtà verso di essi, prima che di coerenza e di rispetto verso me stesso. Ritornerò a servire il mio paese nell’insegnamento quando avremo riacquistato un governo civile". Gobetti e Amendola pagarono con la vita la loro opposizione al fascismo.
Antifascisti furono anche alcuni esponenti del disciolto Partito Popolare che Mussolini aveva dichiarato illegale come illegali erano tutti gli altri partiti, ad eccezione di quello fascista. Il fondatore, don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi, un altro rappresentante del partito, furono costretti all’esilio. Proprio De Gasperi che sarà protagonista nella guerra di liberazione e diventerà il più importante statista italiano del secondo dopoguerra.
Un ruolo di primo piano nella lotta antifascista viene svolto, infine, da esponenti del Partito socialista come Filippo Turati, Sandro Pertini e Pietro Nenni; e del Partito comunista come Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti. In particolare Gramsci viene fatto arrestare da Mussolini nel 1926. Resterà in carcere fino al 1937, l’anno della sua morte. In questi lunghi anni scrive i "Quaderni del carcere", l’opera più importante dell’antifascismo italiano. "Il peggiore guaio della mia vita attuale - annota Gramsci - è la noia. Queste giornate sempre uguali, queste ore e questi minuti che si succedono con la monotonia di uno stillicidio hanno finito per corrodermi i nervi. Almeno i primi tre mesi dopo l’arresto furono movimentati: sballottato da un estremo all’altro della penisola, sia pure con molte sofferenze fisiche, non avevo tempo di annoiarmi. Sempre nuovi spettacoli da osservare, nuovi posti da vedere: davvero mi pareva di vivere in una novella fantastica. Ma ormai è più di un anno che sono fermo a Milano. In carcere posso leggere ma non posso studiare perché non mi è stato concesso di avere carta e penna a mia disposizione, solo fogli contati per la corrispondenza, che è la mia sola distrazione. Il mio incarceramento è un episodio di lotta politica che si continuerà a combattere in Italia chissà per quanto tempo ancora. Io sono rimasto preso così come durante la guerra si poteva cadere prigionieri del nemico, sapendo che questo poteva venire e che poteva avvenire anche di peggio".
I due partiti socialisti (poi unificati), il partito comunista, quello repubblicano e altri gruppi democratici si organizzano all’estero e svolgono un lavoro clandestino in Italia.
Il 3 gennaio 1925 l’idea che la lotta antifascista debba essere combattuta al di fuori della legalità – decisa dalla dittatura – viene lanciata da Non mollare, primo giornale clandestino che nasce a Firenze per iniziativa di Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi e altri.
Nel 1926 Filippo Turati fugge avventurosamente all’estero aiutato da Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini. Nel novembre dello stesso anno viene arrestato a Roma Antonio Gramsci insieme a gran parte del gruppo parlamentare comunista. La guida del partito verrà poi presa in esilio da Palmiro Togliatti. Il partito comunista passa alla clandestinità completa ed è l’unico gruppo antifascista che continua a svolgere un’attività organizzata in Italia.
In Francia si ricostituisce la Cgdl per iniziativa di Bruno Buozzi e anche a Milano ne opera per qualche tempo una clandestina. Nel ’27, a Parigi, i due partiti socialisti, il partito repubblicano, la Confederazione del lavoro e la Lega italiana dei diritti dell’uomo costituiscono la Concentrazione d’azione antifascista. Nel 1930, a Parigi Carlo Rosselli, fuggito dal confine di Lipari insieme a Emilio Lussu, fonda Giustizia e Libertà che cercava di unire gli ideali democratici con quelli socialisti.
Una notevole ripresa dell’attività antifascista in Italia, che lascia semi fecondi per l’avvenire, si manifesta dal ’30 al ’32. Si deve principalmente al Pci e a Giustizia e Libertà. La repressione è durissima da parte della polizia e dell’Ovra, la polizia segreta il cui nome non è una sigla ed è deciso personalmente da Mussolini. In questo periodo bisogna segnalare alcuni casi individuali particolarmente tragici: l’anarchico sardo Michele Schirru partito dall’America per attentare alla vita di Mussolini (proposito che non attua e probabilmente decide di non attuare più), arrestato con una pistola viene poi fucilato per avere progettato di uccidere il capo del governo.
Un altro anarchico, Angelo Sbardellotto, viene arrestato con un passaporto falso, una pistola e un’ordigno e confessa di avere avuto l’intenzione di uccidere Mussolini. Viene condannato a morte e fucilato lo stesso giorno di Domenico Bovone, genovese emigrato in Francia che organizza alcuni attentati dinamitardi senza vittime. Viene arrestato dopo che lo scoppio di materiale esplosivo uccide sua madre e lo ferisce. E c’è anche il caso di Lauro De Bosis che decide di fare un’azione dimostrativa contro il fascismo nell’ottobre del ‘31: compra un aereo a Marsiglia, sorvola Roma dove lancia migliaia di manifestini. Fa rotta verso la Corsica, ma non ci arriva mai.
Nel ’34, comunisti e socialisti firmano un patto di unità d’azione e con Rodolfo Morandi anche il partito socialista forma a Milano un centro di attività interno. Svanite le speranze che la guerra d’Etiopia e le sanzioni internazionali contro l’Italia provochino una crisi del regime, gli antifascisti italiani si impegnano dalla fine del ’36 nella guerra contro Franco, Mussolini e Hitler, alleati nel rovesciare la legittima repubblica spagnola.
Il 27 aprile 1937 muore Gramsci, che non regge alla durezza del carcere fascista, e il 10 giugno dello stesso anno vengono assassinati i fratelli Rosselli. In Italia si assiste dall’estate del ’36 a una certa ripresa dell’attività antifascista, in misura notevole spontanea, per effetto della guerra di Spagna. Due anni più tardi la costituzione dell’Asse Roma-Berlino e la politica antisemita scuotono la coscienza di molti, soprattutto giovani. Inoltre, il continuo aumento dei prezzi diffonde malcontento tra gli operai e la piccola borghesia. Questa ripresa antifascista all’interno del Paese non mette certo in pericolo l’esistenza del regime, ma ha notevole importanza. Molti giovani infatti intensificano la loro attività, fanno nuove reclute (molti hanno militato anche in organizzazioni fasciste), e insieme ai più anziani reduci dall’esilio, dalle galere e dal confino, costituiranno i gruppi dirigenti della Resistenza.
Il collegamento tra le dimensioni di democrazia e antifascismo risulta vivo nella memoria pubblica e condivisa d’Italia e di tutta Europa, e per la consapevolezza della crisi del modello antifascista, in questo libro, si valutano e si sottopongono al vaglio storiografico ed all’analisi critica i suoi modelli storici e gli usi politici nel secondo dopoguerra, in quanto è proprio necessario ragionare in prospettiva continentale.
Nell’Europa Orientale l’antifascismo, disancorato dalla libertà democratica, venne utilizzato contro l’Occidente anticomunista e contro minoranze democratiche. Il ruolo dell’antifascismo negli Stati di “democrazia popolare” va inquadrato nel contesto politico degli anni ’30 e deve tener conto del regime di occupazione nazista in Europa e del ruolo dell’URSS e dell’Armata Rossa nella vittoria della guerra antinazista e nella liberazione dell’Europa centro-orientale.
L’antifascismo definito componente fondamentale dell’ideologia comunista, assunse le sembianze di una dimensione anticapitalistica ed antiborghese.
La crisi della tradizione antifascista rimanda complessivamente a processi reconditi e nascosti che investono il modello di unità nazionale e il sistema di legittimazione del sistema politico, in un contesto sociale postfordista e collocato in un nuovoo dopoguerra.
La storiografia maggiormente collegata al paradigma antifascista ha posto in evidenza il tema chiave del dibattito civile, affrontando la profonda revisione di prospettive storiche, storiografiche e culturali.
L’Italia può definirsi il luogo natale dell’antifascismo da cui si è sprigionata la dinamica propulsiva di un progetto politico, antagonistico allo Stato democratico e liberale, in quanto l’Italia è stata laboratorio della rivoluzione nazionalista, opposta inoltre all’egualitarismo universalistico comunista, in cui si sono ampliamente dispiegate le conseguenze assolutiste delle ideologie contrapposte all’antifascismo.


Laura Tussi


email: tussi.laura@tiscalinet.it



Condividi questo articolo

in Cittadinanza e Diritti: Primi Passi - Educazione ai Diritti UmaniUguaglianza e non discriminazione - Rapporti annuali europei 2003 e 2004ANTIFASCISMO E IDENTITA’EUROPEA La prospettiva italiana e l’evoluzione nel resto d’EuropaVADEMECUM PER LE VISITE ALL’INTERNO DEI CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA - In italiano, inglese, francese, spagnolo, turco, albanese, russo, arabo, farsi.APPRENDERE LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITAPer contare e non essere contati -<b> Bisognerebbe essere capaci di sentire i bisogni di noi stessi e di tutti gli altri. </b>Protesta contro il governo italiano per violazione del diritto comunitarioAlmeno 38 cittadini africani sbarcati a Lampedusa lo scorso 2 giugno hanno ricevuto un decreto di espulsione dall'Italia in violazione delle norme sulla richiesta di asilo.Continente in fuga - Alex Zanotelli 08/06/2005Chiudere la stagione del diritto speciale dei migranti - Documento di Medici Senza Frontiere, ARCI, Magistratura Democratica, CGIL, Associazione Studi Giuridici sull’ImmigrazioneNon possiamo obbedire - di NICHI VENDOLAFORUM NAZIONALE ''MARE APERTO'' - ATTO FINALE SOTTOSCRITTO DAI  PRESIDENTI  DELLE  REGIONI<img height=326 
src=http://www.altremappe.org/CPT/imm_tiburtina-bis.jpg width=442 border=0><br>Cpt: gli eufemismi che velano gli orroriPRIMARIE APERTE ANCHE  AGLI IMMIGRATIProdi brinda con gli stranieri in 40mila alle primarie<IMG src=http://www.didaweb.net/mediatori/immagini/bimbm2.jpg border=0> <br>Programmare il razzismo? di Filippo MiragliaNuovo programma dell’ILO per contrastare la discriminazione 
e promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in Europa<b>Il mondo della cultura, della ricerca e della formazione per la libertà dei migranti</b><br>In occasione del 4 dicembre 2004<IMG src=http://unimondo.oneworld.net/ezimagecatalogue/catalogue/variations/8301-200x200.jpg border=0><br><b>Per contare e non essere contati </b>- 4 dicembre -  Roma - manifestazione nazionale dei migrantiHuman Rights in the World - Information on countriesNATIONS UNIES - APPLICATION DU PACTE INTERNATIONAL RELATIF AUX DROITS ÉCONOMIQUES, SOCIAUX ET CULTURELS - Quatrièmes rapports périodiques présentés par les États partiesUE - Relazione annuale sui diritti dell’uomo (2004)<b>L'Europa, un sogno in comune</b><br>Esclusi per definizione dal titolo di «cittadini europei», i migranti sono destinatari piuttosto delle politiche di «sicurezza» dell'Unione.Europa: firma della Costituzione, diritti incertiI MATRIMONI MISTI TENDENZE E DINAMICITA’ di Mara Tognetti BordognaBisogna investire sulla formazione degli stranieriLa condizione giuridica dello straniero in EuropaLibertà di movimentoMigranti - Il Giorno dei DirittiLE DUE LUNE - BAMBINI STRANIERI IN AFFIDO A FAMIGLIE ITALIANEMigranti, democrazia a bassa quotaLe problematiche dell’integrazione nella società e nel mercato del lavoro -Seminario europeo. Politiche d’integrazione dei lavoratori comunitari e dei paesi terzi - Bruxelles, 24 e 25 giugno 2004APPELLO PER IL DIRITTO DI VOTO PER GLI IMMIGRATI NON COMUNITARI ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE - Bologna, 6/4/2004Rapporto sull’integrazione scolastica 
dei bambini immigrati in Europa - Presentazione di Aluisi TosoliniDiritto di voto attivo e passivo nelle circoscrizioni comunali, dei cittadini stranieri residenti - Parere del Consiglio di Stato   dello stesso autore: La formazione femminile e l’emancipazione delle identità <b>DIFFERENZE DI GENERE E PERCORSI CULTURALI - EDUCARE NELLA DIFFERENZA</b><b>DONNA NELLE DIVERSITA’ </b>Il bisogno di una rinascitaCONTRIBUTO DELLE DONNE AL PROGRESSO DELLA CULTURAL’”ERRANZA” DEL PENSIERO NEI LUOGHI DELLE DIVERSITA’ INTERETNICHE ED INTERGENERAZIONALI<b>DONNA E UTOPIA</b> Il “non  luogo” come critica dell’esistente. Mettere “al mondo” il mondoCENTRO DI RICERCA ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO.MULTICULTURALITA’, MULTICULTURALISMI, MULTICULTURALETTERATURA D’EMIGRAZIONE COME REINVENZIONE IDENTITARIA<b>LE DIVERSITA’ NEL MONDO…DELLA SCUOLA</b> Servizio di psicologia dell’apprendimento e dell’educazione in età evolutivaMITI D’OGGI NELL’EDUCAZIONE E OPPORTUNE CONTROMISURE La scuola e i ruoli educativiMUSEI, ECOMUSEI, E DIDATTICA: SVILUPPO CULTURALE, STORICO E TERRITORIALE - Le trasformazioni dell'identità culturale originariaIL VIOLINISTA SUL TETTOPOLARITA’ SEMANTICHE E ARCHETIPITANGO A BUENOS AIRESPSICOLOGIA DELLA CULTURA Fattori culturali ed invarianti biologicheRICORDATI DI RICORDAREI RACCONTI DELLA MEMORIA - Narrativa popolare.IMPEGNO MILITANTE IN TERRA DI BRIANZA - 8 MARZO, Le donne si incontrano: un’esperienza che continua<b>PSICODINAMICA TRANSCULTURALE - </b>Il paradigma identitario nell’incontro con il disagio<b>L’INTERAZIONE DIALOGICA E DIALETTICA.</b>Il setting autobiografico e le modalità comunicative<b>INTRODUZIONE alla STORIA DEL MOVIMENTO OPERAIO</b> - dalla militarizzazione dell’industria bellica alla difesa partigiana delle fabbricheRELIGIONI E CULTURE: <b>IL CORAGGIO DI UN NUOVO UMANESIMO</b>L’incontro per la Pace del 2004 si è svolto a Milano dal 5 al 7 Settembre.CONTEMPORANEITA’ COME IBRIDAZIONE TRA CULTUREOLTRE IL POPOLO DI SEATTLE<b>LA COMPLESSITA’ DELLA GLOBALIZZAZIONE</b>Sfide attuali ed emergenze sociali, ecologiche, culturaliQUALE FUTURO PER L’EUROPA?INTERVISTA A RENZO SALVI (CapoProgetto di Rai Educational)L’IDENTITA’ OCCIDENTALE TRA ISLAMISMO E CRISTIANESIMOIL CORAGGIO DI VIVERE<b>VERRO’ DA TE</b> Il mondo presente e futuro. Relazione e recensione al nuovo libro di Mario Capanna.LABORATORI DI EDUCABILITA’ COGNITIVA SUL TERRITORIO DI MONZA.ANTIFASCISMO E IDENTITA’EUROPEA La prospettiva italiana e l’evoluzione nel resto d’EuropaLA CREATIVITA' ARTISTICA E CULTURALE CONTRO LE TENEBRE DELL'OSCURANTISMO
La ORALITA’ E SCRITTURA - Studio sull’epigenesi dei segni grafici 
parallela all’antropogenesi-------->> INTERVISTA A MASSIMO CACCIARI<b> -------->>  INTERVISTA A CHICCO TESTA</b>Il Dialogo con L'''ALTRO'' vincerà la guerra<b>IL GIARDINO: STORIA, LEGGENDE E MITOLOGIE </b>- Conoscersi attraverso un simbolo


Copyright © 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati