La democrazia e l'Islam; realtà o utopia?
di Alessandra Micheli
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Dopo l'attentato dell'undici settembre e la guerra in Iraq, si ripropone la questione spinosa dell'incompatibilità congenita dell'Islam con la democrazia.In realtà, la questione non presenta questa semplicità schematica, poichè coinvolge una realtà ben definita, con una propria civiltà e con un preciso bagagli di valori e idee.L'occidentale, che si pone il problema, si accosta solitamente alla questione Islam/democrazia partendo da un ottica geocentrica.Infatti, fiero e chiuso nella sua arrogante superiorità, l'occidente tende a giudicare l'Islam partendo da un pregiudizio forte e radicato nella coscienza, formato dall'incapacità di riconoscere la validità storica, sociale e umana ad altre realtà diverse da lei. Il pregiudizio in questione, dunque, riduce una realtà molteplice, viva, in continuo fermento ed evoluzione, ad una serie di categorie astratte e di stereotipi che, invece di favorire il dialogo, creano tensioni, intolleranza e violenza.


Il binomio Islam/democrazia deve essere necessariamente analizzato sostituendo l'intolleranza e il pregiudizio, con l'onestà intellettuale e il dato oggettivo, almeno deve essere fatto se si vuole veramente comprendere e ampliare i nostri orizzonti, per creare un futuro di pace.


Questo nuovo orizzonte mentale ci porta a rilevare una caratteristica di estrema importanza,  che al tempo stesso  è soluzione e spiegazione della domanda postaci in partenza. La democrazia può essere associata all'Islam solo ammettendo che sia dotata di una sua intrinseca flessibilità. La democrazia, in questo senso, non è più valore assoluto o un modello specifico; essendo flessibile e dunque frutto di un'evoluzione storica, diventa un modo di vivere il sociale e di concepire il potere politico e la sovranità, secondo un insieme coerente di principi universali.


Si tratta cioè, di un percorso che le società umane percorrono per arrivare a creare una società migliore che ponga il freno al potere autocratico e protegga e esalti la persona umana. Poco importa allora che i principi siano contenuti in una carta o in un Libro Sacro; questi sono principi o valori morali, che tentano di regolare la vita umana limitando le passioni e proteggendo la comunità dagli eccessi. Come si può notare, dunque, la democrazia appare quì uno strumento non un punto di arrivo, uno strumento flessibile che può essere gestito con modalità diverse in armonia con le proprie tradizioni e con la propria cultura.


L'Islam non è incompatibile con la democrazia dato che, nessun sistema politico viene considerato migiliore o raccomandato come il più giusto. Piuttosto il sistema politico è guidato e quindi subordinato dai valori espressi dal Corano così come in occidente, la democrazia è subordinata, o dovrebbe esserlo, alla carta dei diritti dell'uomo.L'Islam è piuttosto incompatibile con la democrazia di tipo occidentale, che causa l'arroccarsi dei musulmani su posizioni di estrema difesa del loro patrimonio simbolico in maniera estrema e intransigente, proprio perchè essa è frutto di un personale percorso storico e umano a loro estraneo.


L'islam non è ontologicamente contro il processo democratico, piuttosto non ha ancora avuto l'oppportunità di seguire un proprio percorso democratico autonomo; non è possibile esportare la nostra idea di democrazia ma è possibile che l'Islam iesca ad affermare una forma di democrazia islamica che non sacrifichi il loro patrimonio culturale, religioso e simbolico.


Alessandra Micheli


alessandramicheli@virgilio.it


 



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