Il Teatro come strumento di mediazione interculturale.
IL DONO DELLA DIVERSITÀ
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Media-azione interculturale
Il Teatro come strumento di mediazione interculturale


Negli ultimi anni la presenza dei bambini stranieri nella scuola dell’obbligo è aumentata in maniera costante, tanto che oggi è quasi impossibile trovare una classe composta solo da bambini italiani. Il mio lavoro si compone di una parte iniziale in cui si affronta in generale l’inserimento scolastico dei nuovi alunni. Bisogna tener conto delle loro differenti storie, dei viaggi e degli eventi che li hanno portati fino in Italia, della diversità dei progetti e delle condizioni di vita. Per gli adulti si parla di difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro e nella società.Allo stesso modo per i più piccoli inserirsi, essere accettati, in quel piccolo mondo, che è la scuola, non è affatto semplice. La scuola, soprattutto grazie ad un mirato lavoro degli insegnanti, può svolgere una funzione sociale fondamentale, diventando un laboratorio privilegiato per la scoperta e l’accettazione delle diversità culturali. Il mio obiettivo è quello di capire a fondo i problemi d’inserimento dei bambini attraverso l’ analisi delle loro dinamiche relazionali e dei loro problemi individuali.


Negli ultimi cinque anni ho affiancato mia madre nei suoi progetti scolastici: dal progetto ambientale a quello interculturale.All’inizio mi sono inserita semplicemente come osservatrice. Mi sono seduta al fianco dell’insegnante e ho lasciato che le classi reagissero alla mia presenza. Ho cercato di osservare i ragazzi durante tutta la giornata a mia disposizione, senza interferire, cercando di capire come si relazionavano con gli altri e quale ruolo avessero all’interno della classe. Con il tempo sono arrivata ad essere un membro del gruppo, a non essere più assimilata alla classica figura dell’Insegnante.


Ho seguito insieme ai bambini, tra i bambini, le lezioni tenute in classe per cercare di capire come e cosa apprendono durante la lezione, come si relazionano con gli insegnanti e gli insegnamenti e il livello di solidarietà tra alunni.I bambini vogliono parlare, essere ascoltati, vogliono un riscontro da parte degli insegnanti, degli adulti. I bambini vogliono giocare e imparare, vogliono essere protagonisti di un sistema che spesso li vede come “spettatori”.


Quale strumento può realizzare questo loro “diritto-desiderio” meglio del Teatro? Il Teatro è espressività! Espressività corporea, grafico-pittorica, manipolatoria e linguistica. I bambini avranno la libertà di espressione che li aiuterà a creare e a crescere. Oltre ad essere un efficace strumento didattico, per le molteplici forme espressive che coinvolge (gesto, parola, musica), il teatro è soprattutto funzionale allo sviluppo delle capacità individuali del bambino; offre inoltre forti stimoli alla sua crescita sociale, perché favorisce il lavoro di gruppo, dando spazio alle diverse forme di creatività ed azione senza generare competitività ed emarginazione mirando anzi a riunire la diversità nell’armonia del gruppo.


Cosi nell'esperienza di:


“Il dono della diversità”


LABORATORIO INTERCULTURALE DI NARRAZIONE TEATRALE
di ALESSANDRO GHEBREIGZIABIHER


Il laboratorio è pensato come un momento d’incontro e di conoscenza, in cui attraverso l’uso di varie tecniche teatrali si condurrà il bambino, attraverso varie tappe, come un viaggio, ad una più efficace comunicazione umana e all’acquisizione di una maggiore capacità di relazione con gli altri. Il laboratorio di Teatro offre un percorso in cui approfondire la conoscenza della propria fondamentale diversità attraverso il racconto di sé e l'ascolto di quello altrui, passando per il gioco delle parti, fino a condividerlo sulla scena. All'interno viene proposto un cammino di gruppo, come occasione di scambio e confronto reciproco, sfruttando le proprie risorse creative ed espressive più personali.


Recitazione e gioco hanno le loro regole e molte sono le stesse: avere un buon rapporto con il proprio corpo, riconoscere il valore della fantasia, avere una buona relazione con gli altri e voler comunicare con loro; regole essenziali per crescere, per migliorare il rapporto con se stessi e di conseguenza con il prossimo. Il percorso, inoltre, sarà prevalentemente di tipo esperienziale, con esercizi, giochi, improvvisazioni e gruppi di confronto sul lavoro svolto. Nel laboratorio sarà data grande rilevanza al concetto di gruppo e conoscenza di questo, piattaforma indispensabile su cui costruire il proprio ruolo in esso.


velia gentile




Il laboratorio 2006/2007 
si terrà a Roma nei locali del Centro culturale Bibli,  a Trastevere.
Il percorso avrà cadenza bimensile e si svolgerà il sabato mattina. 
Inizio previsto
: 4 Novembre ‘06.



Per iscrizioni ed informazioni: Lab_interculturale


http://www.alessandroghebreigziabiher.it/laboratoriointerculturale.htm



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