12.IX.1938 - 67 anni dopo la storia si ripete in via Quaranta
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12.IX.1938 - 67 anni dopo la storia si ripete in via Quaranta



di Angelo Verpelli





12.IX.1938 - 67 anni dopo la storia si ripete in via Quaranta


Il 12 settembre 1938 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia nr. 209 il Regio Decreto Legge 1390 " Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista." , a 67 anni di distanza la Scuola Islamica di via Quaranta viene dichiarata non idonea al funzionamento.


Sessantasette anni fa si vietava l'accesso alle scuole pubbliche dei docenti e discenti di razza ebraica, il 23 settembre 1938 con Regio Decreto Legge 1630 si istituivano le Scuole Ebraiche, dove insegnanti ebrei adottavano la didattica nazionale con la religione ebraica in luogo di quella cattolica.


Quindici giorni fa si chiudeva la Fajr e contemporaneamente si inaugurava a Milano una nuova scuola ebraica.


Nel 1938 Mussolini, assieme ai suoi più stretti collaboratori, mise a punto una serie di leggi razziali, prima fra tutte il provvedimento che interdiva la scuola pubblica agli ebrei; ricorda così Bottai nel suo diario alla data dell' 11 agosto 1938:"..il Duce mi prende con sè in vettura.Si parla di ebrei nella Scuola.....ma già l'ambiente, intorno, crea il clima dell'intransigenza...." continua poi il 2 settembre 1938:" Presento al Consiglio dei Ministri il mio provvedimento per la difesa della razza nella scuola Italiana....Provvede bene ai suoi interessi materiali e spirituali uno stato che rinunzia al tentativo, se non si vuol dire: la missione, di educare gli "allogeni" o gli stranieri nati sul suo suolo, fisicamente, se non altro fisicamente partecipi, della vita del suo popolo? Solo col tempo si potrà rispondere alla domanda" , l'8 settembre 1938 il Bottai scrive:"....Cini mi dava raggualgi sulla mia "impopolarità" pei provvedimenti contro gli ebrei nella scuola; e mi riferiva il giudizio scandalizzato di Balbo, che avrebbe desiderato da me non so quale eroica opposizione. Risposi, che in un regime com'il nostro le direttive del Capo si accettano o non si accettano; che per non accettarle occorrono motivi di irresistibile resistenza morale..."( DIARIO 1935-1944 - Giuseppe Bottai - Ed.BUR)


Dalle frasi di Bottai, che fu ministro dell'Educazione Nazionale dal 1936 nonchè figura centrale del regime, si scorge un preoccupante parallelismo con le attuali vicende di via Quaranta: ma già l'ambiente, intorno, crea il clima dell'intransigenza , ciò che accadeva in altri tempi, tempi di regime , si ripete oggi con modalità diverse, ma con lo stesso clima intransigente nei confronti degli immigrati, soprattutto arabi, e con l'appoggio silenzioso ma efficace dei recenti provvedimenti in materia di lotta al terrorismo, ovvero una volta creato il clima di sospetto nei confronti di un etnia "colpevole" solo di essere di credo religioso diverso, si può dar corso alla loro sistematica emarginazione; poi Provvede bene ai suoi interessi materiali e spirituali uno stato che rinunzia al tentativo, se non si vuol dire: la missione, di educare gli "allogeni" o gli stranieri nati sul suo suolo, fisicamente, se non altro fisicamente partecipi, della vita del suo popolo? Solo col tempo si potrà rispondere alla domanda sembrerebbe che il tempo ancora non abbia saputo dare una risposta consistente al quesito, anzi con la legge nr.53 e le varie finanziarie a corollario, assistiamo all'inesorabile taglio degli organici che eliminano le possibilità d'integrazione degli alunni e delle alunne stranieri, un'altra volta emarginati;in ultimo la frase Cini mi dava raggualgi sulla mia "impopolarità" ...Risposi, che in un regime com'il nostro le direttive del Capo si accettano o non si accettano; che per non accettarle occorrono motivi di irresistibile resistenza morale.. Bottai enunciò un concetto inossidabile che è purtroppo attuale in questi tempi di scarsa democrazia:" Con me oppure fuori" grosso modo le parole del Presidente del Consiglio alle prese con motivi di irresistibile resistenza morale da parte dei suoi alleati, quindi si può dedurre che l'imbarazzante immobilismo del Ministro dell'Istruzione e Ricerca nella delicatissima questione morale della chiusura della Fajr ben si identifichi nelle parole del Bottai e, scendendo la piramide gerarchica, si estenda anche alle Istituzioni periferiche, Simini e Dutto, che evidentemente non soffrono di irresistibile resistenza morale anzi saltano sul carro del razzismo, dimenticandosi i numerosi appelli a non peggiorare ulteriormente la non facile convivenza italo-araba.


Nella scuola di via Quaranta si insegnava ai bambini come diventare cittadini italiani pur conservando una forte identità culturale araba tramite gli insegnamenti del Corano, cosa che non può avvenire nella scuola pubblica poichè la religione cattolica è l'unica scelta - facoltativa- possibile, quindi se le famiglie arabe desideravano per i loro figli un'educazione che comprendesse la religione musulmana l'unica scuola era la Fajr, la tempestiva decisione dell'amministrazione comunale milanese poneva la parola fine ad una realtà unica nel suo genere, proponendo come unica alternativa la migrazione verso gli istituti pubblici; l'emarginazione si evidenzia nella mancanza di alternative all'ora di religione cattolica, in altre parole presso la scuola pubblica si impara il cattolicesimo oppure vai a far parte del gruppo misto di bambine e bambini della famosa "ora alternativa", come dire:" La religione cattolica è l'unica possibile, tant'è che non propongo l'insegnamento di altre dottrine", ma perchè, vista la crescente presenza di alunni stranieri, tra cui moltissimi musulmani, non adottare in alternativa l'ora d'Islam o di Buddhismo?


Tralasciamo per un attimo le motivazioni legali a supporto dell'ordinanza di chiusura della Fajr, piuttosto inquadriamo la vicenda in un contesto metropolitano che vede numerose culture convivere a Milano, unica città mitteleuropea d'Italia, quindi con aspettative di ritrovare, almeno in parte, la propria identità culturale anche e soprattutto tramite le istituzioni, la scuola di via Quaranta era appunto tale, ma la didattica si discosta dai programmi nazionali solo per la religione? Ma quanti sono le religioni presenti ed attive nella nostra città? Chi può affermare il primato della fede cattolica sulle altre? La questione è morale prima di tutto, non rispettando i tuoi diritti di musulmano, buddhista o altro, negandoti l'insegnamento della tua religione infrango il diritto all'eguaglianza nella scuola; poi anche l'aspetto "pratico", la Fajr era un'ottima scuola per alunni ed alunne arabe, una sorta di sperimentazione positiva, di individualizzazione dei percorsi di studio, un forte collegamento con le famiglie, temi cari alla Moratti nella sua riforma.


Cito ancora Bottai il giorno 11 agosto 1938 :"Il problema degli ebrei esiste anche in Italia....Si poteva risolverlo con dei piccoli atti amministrativi.Insomma perchè sparare un cannone per uccidere un uccellino...."; la Scuola Araba Fajr di via Quaranta era un simbolo di efficenza arabo-meneghina, perchè chiuderla allora? Forse deve essere colpa della cultura millenaria araba così importante per lo sviluppo umano che ha infastidito il nostro governo, il quale cerca consensi pre-elettorali a tutto campo, e per far contenta l'ala razzista adotta la linea dura? Fantapolitica...forse, ma gli effetti si sono visti eccome, grande risonanza sui media, presidi di Lega e AN, come dire cani e gatti contro uccellini, nemmeno loro disposti a mollare davanti alla morte di un bambino, semmai hanno rinviato di un paio di giorni, ancora ...occorrono motivi di irresistibile resistenza morale... per non offendere il lutto di una comunità, ma così non è stato ed un atto amministrativo è diventato un fatto politico e religioso nazionale.


La storia si ripete quindi nella sua drammaticità inversa: ghettizzare gli ebrei escludendoli dalla scuola pubblica istituendo scuole ebraiche, emarginare una comunità privandola della sua risorsa più importante, la scuola di via Quaranta.


Il nostro Paese ha un passato che non dobbiamo dimenticare, l'uomo che ha scritto il suo diario Giuseppe Bottai ricoprì la carica di Ministro dell'Educazione dal 22 novembre 1936 sino al 5 febbraio 1943, e, senza volerlo rivalutare, dai suoi scritti traspare un certo dissenso nei confronti di Mussolini, si potrebbe definire "l'avvocato del diavolo del duce", pure lui aveva criticato le leggi razziali sulla scuola sebbena l'abbia poi scritta e firmata.


In un certo senso anche la Moratti dovrebbe scuotersi di dosso l'ingessatura berlusconiana e far cadere dall'alto del MIUR una circolare a Dutto dicendo che la scuola Fajr può essere parificata in via eccezionale e come effetto domino anche il comune potrebbe ritirare l'ordinanza di chiusura, magari con un'ispezione più approfondita che accerti l'abitabilità della scuola, che comunque rientra nello standard di tutte le scuole elementari e medie di Milano, facendo ritrovare felicità e tranquillità a quattrocento bambine e bambini che imaparano sui marciapiedi e dai marciapiedi.


Angelo Verpelli


Milano, 27 settembre 2005


http://www.retescuole.net:8080/retescuole/materiali/via_quaranta/verpelli



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