Pakistan : la Corte Suprema ha dato ragione a Mukhtar Mai
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Pakistan : la Corte Suprema ha dato ragione  a Mukhtar Mai


di Carla Amato


E' stata stuprata da quattro uomini ed ha dovuto sfilare nuda in pubblico per ordine degli anziani della tribu' per punire suo fratello dodicenne che aveva osato passeggiare con una ragazza di una tribu' influente. La sua famiglia si e' seduta fuori dalla stanza dove avveniva lo stupro "d'onore" senza aiutarla.


E' accaduto nel 2002 in Pakistan alla trentenne Mukhtar Bibi (meglio nota come Mukhtar Mai), che da allora sta vivendo una terribile odissea.


Infatti in un Paese in cui le aggressioni e le violenze sessuali contro le donne sono ordinari e solo nel 2004 almeno 150 donne hanno subito uno stupro di gruppo e 180 sono state uccise in nome dell'onore, mai ha rifiutato di adeguarsi ed ha denunciato l'aggressione subita da quelli che ha chiamato "animali".


Mai ha vinto la sua battaglia in tribunale, poiche' sei uomini sono stati riconosciuti colpevoli per la violenza (due di loro sono stati condannati a morte) e il governo le assegnato un risarcimento pecuniario, che Mai ha usato per aprire una scuola nel suo villaggio in modo da poter educare le giovani generazioni ad opporsi a questi crimini perpetuati in nome della tradizione.


Ma ieri Mai e' stata audita dalla Corte Suprema pachistana, ad Islamabad, accompagnata dal suo avvocato Aitzaz Ahsan e l'amico Naseem Akhtar. Da tre mesi era in attesa di questa udienza, fissata per stabilire se cinque degli uomini condannati per il suo stupro sarebbero stati liberati, come stabilito da un tribunale inferiore.


Illetterata, non era in grado di comprendere quanto veniva detto in Inglese dal suo avvocato alla Corte. Mai, circondata dagli attivisti per i diritti dell'uomo, sembrava timorosa che la Corte non confermasse la sentenza, ed aveva chiesto che fosse fatta giustizia.


Oggi il procuratore generale Makhdoom Ali Khan ha contraddetto la tesi dell'alta corte di Lahore, che ha parlato delle accuse di Mai come di pure congetture. L'ammissione di un'accusato, ha detto, e' una prova, non una congettura.


L'avvocato di Mukhtar ha parlato in sua vece, spiegando come la sua assistita, sebbene illetterata, avesse combattuto una grande battaglia. L'avvocato ha aggiunto che non vi e' reale differenza fra coloro che commisero concretamente lo stupro e i capi villaggio che lo commissionarono.


La Corte suprema ha dato infine ragione a Mukhtar Mai, stabilendo un nuovo riunvio a giudizio per gli uomini, che saranno nuovamente arrestati.


Si tratta di un piccolo passo in quello che dovrebbe essere un forte impegno governativo contro il sistema tribale del Pakistan, che penalizza fortemente le donne.



by www.osservatoriosullalegalita.org



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