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Imparare dai bambini
Linda Giannini - 16.12.2003


Grazia BIORCI, Lucia FERLINO, Micaela ROSSI, Imparare dai bambini (prefazione di Tullio DE MAURO) Genova, Compagnia dei Librai, novembre 2003



Il volume Imparare dai bambini rappresenta il punto di arrivo di un’esperienza didattica realizzata a Genova tra il marzo e il giugno del 2000, nata dall’incontro di un gruppo di ricercatori interessati ad indagare le dinamiche con cui i bambini fanno proprio il mondo attraverso il linguaggio, e un gruppo di maestre elementari determinate a rendere lo studio della lingua italiana meno rigido e più giocoso per i loro piccoli alunni. Presupposto di fondo era quello di indagare le modalità definitorie che i bambini utilizzano quotidianamente per descrivere le parole. Molto spesso, infatti, i bambini elaborano un codice particolare, che potrebbe sembrare imperfetto e immaturo agli occhi di un adulto, ma che si rivela estremamente efficace per gli scambi tra pari: una definizione che a mamma o papà può sembrare "sbagliata", è solitamente recepita favorevolmente dai bambini. La via privilegiata per l’accesso al senso assume quindi spesso la forma di un "errore", almeno dal punto di vista degli adulti. L’ipotesi fondamentale, che ha condotto questa ricerca, è che solo attraverso l’analisi della produzione spontanea si possono riconoscere le costanti fondamentali del codice definitorio dei bambini, e che queste costanti possono essere sfruttate per elaborare nuove attività di didattica del lessico.


Per analizzare le strategie di definizione delle parole, le tattiche comunicative, per comprendere meglio tecniche e chiavi d’accesso al mondo delle parole, gli alunni delle scuole pilota genovesi sono stati invitati a costruire il loro dizionario spontaneo, scegliendo le parole che conoscevano meglio, fornendo definizioni ed esempi. Il dizionario, che occupa la prima parte del volume, rappresenta uno specchio del linguaggio e della visione del mondo dei bambini genovesi attraverso le loro parole e definizioni spontanee: uno spaccato della loro vita di tutti i giorni (l’IVA sono i soldi che ci aggiungono; l’avvocato è uno che si impiccia degli affari degli altri), del loro modo di pensare (signorina è una persona grande e giovane e lo può restare al massimo fino a 29 anni), delle nostre tradizioni (nonna, quando mi fai i frixieû?), dei loro sentimenti e delle loro paure (l’affetto è quando ti vengono a vedere a una partita).


La seconda parte del volume contiene invece una guida all’uso delle parole, elaborata dalle autrici sulla base delle definizioni spontanee, che non vuole essere un’ennesima raccolta di "battute" per far sorridere gli adulti sulle stranezze dei bambini, ma una sorta di collaborazione tra grandi e piccoli. Il fine è di far emergere e – perché no? – di "rubare" ai bambini le loro strategie, le loro tattiche comunicative. Insomma, imparare dai bambini, elaborando una didattica della lingua che sia di impatto immediato, modellata su modalità di conoscenza della realtà e su schemi concettuali tipici dell’infanzia. Le attività proposte sono focalizzate sul significato delle parole, non sulla grammatica o sulla sintassi della frase, in modo che i piccoli lettori possano trovare "gusto" nel giocare con le parole, divertendosi attraverso gli spunti suggeriti dai loro coetanei.


Il volume nel suo complesso rappresenta una proposta nuova per insegnanti e genitori, uno strumento per imparare dai bambini e per aiutare altri bambini a imparare meglio la lingua italiana.



Grazia BIORCI, ricercatrice dell’Istituto Storia dell’Europa Mediterranea del CNR, si occupa di linguistica e di intelligenza artificiale.


Lucia FERLINO, ricercatrice dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR, si occupa di didattica e nuove tecnologie.


Micaela ROSSI, ricercatrice della Facoltà di Lingue dell’Università di Genova, si occupa di linguistica e di didattica della lingua francese.


 




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