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Fw: Racconto: che cos'e' davvero il Ramadan?
Sonia Paolini. - 14.11.2003


To: news@peacelink.it
From: Carlo Gubitosa
Subject: Racconto: che cos'e' davvero il Ramadan?


RAMADAN
Racconto di Sonia Paolini per www.peacelink.it

Una delle tante cose che mi ha molto colpito del Sudan, e di cui mi piacerebbe narrare e' il mese di Ramadan.

E' inutile perdere tempo con lo spiegare che cosa e' il Ramadan, in quanto, tutti sanno che e' il mese del digiuno dei musulmani; dal sorgere del sole, sino al suo tramonto, ogni religioso si astiene dal mangiare e dal bere.

Spiegato in questi termini, sembra solo una sorta di rito che i musulmani ogni anno ripercorrono.

Non e', indubbiamente, cosi'.

Quattro anni fa mio marito, giunto da poco in Italia, celebro' qui il mese di Ramadan.

Io mi limitavo ad osservarlo, ma non capivo, accettavo la sua fede, ed ammiravo la sua costanza, capivo che non era qualcosa di insensato, rispettavo, pertanto, i suoi principi...ma volevo conoscere di piu'.

Proprio a distanza di un anno da quel Ramadan osservato in Italia, mi trovavo in Sudan, precisamente a Khartoum, la capitale, e di nuovo iniziava il mese di Ramadan.

Benche' cristiana, benche' europea, anche io volli partecipare al Ramadan, volli capire...e capii...

Tutti, o almeno gran parte degli europei, hanno spirito di solidarieta'; non credevo fosse giusto mangiare mentre tutti religiosamente digiunavano, pertanto, sostenni la loro celebrazione.

Il Ramadan, vi giuro, vissuto in uno dei tanti paesi musulmani, e' veramente un momento speciale, in cui forte e' il sentimento religioso che si avverte in ogni momento della giornata per tutti i trenta giorni.

Il mese di Ramadan per i Musulmani, e' simile al mese di Natale per i Cristiani.

Essendo un periodo, comunque, fisicamente parlando, difficile per ogni Musulmano, dovunque si celebri il Ramadan, tutte le attivita' lavorative e non vengono ridotte.

In Libia, ad esempio, il mese di Ramadan e' un mese di vacanza ; gia' questo fa capire l'importanza e la sacralita' di questo periodo nei Paesi dell'Islam.

Nelle singole case preparare il Fathur, la tipica colazione araba (perche' per i musulmani il primo pasto che viene consumato al termine del digiuno giornaliero e', ovviamente, la colazione, infatti, anche i cibi preparati sono quelli tipici della colazione), e' una vera celebrazione.

Circa dieci giorni prima dell'inizio del Ramadan, le donne, sera dopo sera, preparano tutto l'occorrente (cipolla in polvere, aglio sbucciato, spezie varie....) per i successivi trenta giorni di digiuno, in quanto e' una vera sofferenza stare molto tempo in cucina senza mangiare.


Ogni anno il giorno di inizio del Ramadan non coincide mai con quello dell'anno precedente; il criterio e', infatti, dieci giorni prima dell'anno precedente, ad esempio se quest'anno il Ramadan e' iniziato il 27 ottobre, il prossimo anno iniziera' il 17 ottobre e via di seguito negli anni successivi.

Indi per cui, anche l'ora di inizio e di cessazione del digiuno non coincide , in quanto, dipende dal sorgere e dal tramontare del sole, e, come sappiamo, a seconda delle stagioni, le giornate sono piu' lunghe o piu' corte.

Circa un'ora prima della cessazione del digiuno, le donne di ogni famiglia musulmana si recano in cucina, ed iniziano a preparare il Fathur.

E' un momento molto coinvolgente.

In genere, ogni famiglia sudanese e' numerosa, pertanto, quando si cucinano le pietanze, le quantita' sono senza dubbio abbondanti.

Quando, quindi, si va in cucina per preparare il Fathur, ognuna delle donne assolve un compito, che forse sara' suo per tutti i trenta giorni di Ramadan.


Alcune preparano l'Acida (da pronunciarsi ASIDA) tipico piatto sudanese, molto consumato sia durante il Ramadan che al di fuori, e', inoltre, anche se ogni stato lo prepara in modo differente, un piatto frequentissimo nei Paesi del Nord-Africa., il test dell'Acida e' simile a quello della nostra polenta.

C'e', inoltre, chi prepara l'insalata, sempre ricca e colorata, chi prepara succhi di frutta, importantissimi in questo periodo di digiuno, in quanto vanno a reintegrare i sali minerali e le vitamine perdute durante il giorno, chi prepara il te', chi il caffe'....insomma, la cucina, un'ora prima della cessazione del digiuno, sembra la cucina di un ristorante.


Quando, poi, tutto e' pronto e l'ora in cui si puo' rompere il digiuno e' vicina, si adagia tutto quello che si e' preparato, in maniera organizzata, su enormi vassoi di ferro: uno per gli uomini ed uno per le donne.


Spesso si sente parlare del fatto che nei Paesi Arabi le donne mangiano tra loro, e gli uomini mangiano tra loro; si' e' vero, ma quando ci si trova sul posto, lo spirito e' diverso, e, di conseguenza, tutto sembra ovvio e normale.


Una cosa importante che, vivendo in Sudan, ho imparato e' non valutare o giudicare le culture diverse da quella italiana col proprio metro, ma, bisogna uscire fuori dal proprio binario, e solo allora si puo' comprendere il mondo altrui.

Ritorno al Ramadan.

In Sudan e' sempre molto caldo, per quasi tutto l'anno, percio' quando il sole tramonta, non e' un problema restare fuori, di conseguenza, gli uomini preferiscono mangiare proprio li' sulla strada.

Questa tradizione e', sotto ogni punto di vista, ovvia ed in sintonia col sentimento religioso del Ramadan.

Mangiando fuori, chiunque passando sulla strada non ha un posto dove mangiare, o non ha nulla da mangiare, e' invitato a fermarsi, ed a consumare il fathur con i padroni della casa.

Come, inoltre, dicevo le pietanze preparate sono molteplici, ed i grande quantita'; percio', finito il momento della colazione, molte sono le cose che restano, e vengono destinate a tutte le famiglie non abbienti che popolano il Sudan..e, sono veramente molte.

Dopo aver consumato il fathur tutti escono, chi per andare trovare amici o parenti, chi solo per stare fuori, ed il tutto fino a notte fonda.


La citta' e' tutta in festa, tutto e' illuminato.

Pensare che uno dei gravi problemi del Sudan e' la luce, va e viene, eppure, durante il mese di Ramadan, e' sempre presente.

Il tutto si protrae per ben trenta giorni.

Il digiuno non e' difficile, non e' lungo, ma ha bisogno di una forte resistenza, trenta giorni non sono pochi.


Il corpo giorno dopo giorno accusa la stanchezza a causa degli stenti, anche perche' mangiare la notte non e' consigliato per la salute del corpo, ed e' proprio in questi momenti che lo spirito e la fede sono di aiuto ed importanti, danno la forza per continuare ed arrivare fino in fondo.


Negli ultimi giorni di Ramadan ognuno si reca nei mercati (Souk), dove acquista quantita' infinite di regali per parenti ed amici.

Una incredibile folla gremisce strade e mercati, una visione spettacolare.

Colori, musiche, vestiti, profumi intensi d'oriente.

Nei mercati non si riesce a camminare, ogni venditore cerca di incuriosire i passanti al fine di far acquistare i propri prodotti.

Una delle esperienze particolari vissute in Sudan proprio nei primi giorni del mio arrivo, fu il disorientamento, il capogiro continuo ogni volta che mi recavo in uno dei mercati di Khartoum; assenza completa di organizzazione, folla incredibile, ognuno camminava dove voleva... in realta' era proprio questa la bellezza del mercato sudanese.

Un vero folklore.

Dopo fatte le ultime spese al finire del Ramadan, ecco arrivare l'attesissima festa dell'EID.


Oramai il digiuno e' giunto al termine, dal giorno successivo si
ricomincia a nutrirsi secondo i comuni orari, al mattino a meta' giornata ed alla sera.

Dal mattino molto presto nel primo giorno di festa, si odono gli Imam di tutte le moschee della capitale acclamare per ore ed ore: ALLAH AKBAR, ALLAH AKBAR, LAILAHAILLALLAH, ovvero, DIO E'GRANDE, DIO E' GRANDE E NON C'E' ALTRO DIO CHE LUI.

Tutto e tutti sono in festa.

Grandi quantita' di persone si rivolgono sulle strade, chi diretto alla moschea per pregare il Signore, chi a trovare vicini e parenti, ed augurare KULLU SANA'A INTA TEIP (Buon Anno).


╚ il giorno di tutti.

Tutti gli uomini indossano vestiti nuovi, specialmente, il tradizionale vestito sudanese chiamato GELLABIA, una sorta di tunica bianca molto lunga, con maniche lunghe, veramente comoda; le donne, anche loro, indossano i tradizionali top sudanesi, difficile spiegare cosa sono e come si indossano, ma vi assicuro sono veramente molto belli ed eleganti.

Anche per i bambini e' un importante giorno di festa, vestiti a festa si recano nelle case di vicini e parenti per salutare e mangiare dolci e caramelle.

Prima della fine del Ramadan, infatti, si preparano in casa dei dolci tipici per la festa dell'Eid: biscotti, paste ed una immensa quantita' di caramelle.

Questa importantissima festa continua per ben sette giorni.

Il Ramadan e' un periodo veramente molto importante per ogni musulmano, ed anche io che ogni anno rivivo lo stesso principio dell'Islam (perche' il Ramadan e' uno dei cinque pilastri della religione musulmana), mi sento veramente bene.


Riesco a comprendere come possa stare chi non mangia, chi e' povero che non aspetta altro che il momento in cui qualcosa cambi, che qualcuno si ricordi di lui.

Per noi in Europa il Ramadan, col fatto che non ci sono molti musulmani, sembra soltanto una tradizione secondo la quale i credenti digiunano per alcune ore, e poi, al termine delle stesse, cominciano a rifocillarsi in attesa del nuovo sorgere del sole, momento in cui riprende il digiuno.

Ma non e' cosi', e spero che con questo mio breve racconto, possa aver dato una visione piu' sentita e reale di quello che e' il vero Ramadan.

Alla prossima puntata.


Sonia Paolini.



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